sabato 13 ottobre 2007
ergastolo al cappellano argentino...
Argentina, ergastolo a Christian Von Wernich, cappellano della polizia durante la dittatura
Ergastolo nell'ambito di un "genocidio": e' stata una sentenza storica quella inflitta a Christian Von Wernich, cappellano della polizia di Buenos Aires ai tempi dell'ultima dittatura (1973-83) in Argentina.
Sette omicidi, 31 casi di torture e 42 sequestri, questi i crimini di cui si è reso colpevole l'ex cappellano di polizia Christian Von Wernich, 69 anni, in cinque campi clandestini di detenzione dei militari a Buenos Aires.
Imperturbabile l'ex cappellano ha assistito alle udienze sotto lo sguardo attento di quattro guardie, protetto da un giubbotto antiproiettili e da un vetro blindato.
Una sentenza che subito è stata definita "storica", che infatti e' stata ricevuta con emozione, e con manifestazioni di giubilo, da parte dei familiari delle vittime, le madri di plaza de Mayo e i militanti degli organismi dei diritti umani presenti nel tribunale.
Il procedimento giudiziario contro Von Wernich, 69 anni, ha fatto riemergere nel paese la memoria della 'guerra sporca', ed e' stato per settimane al centro dell'attenzione dei media.E' la prima volta cheun rappresentante della chiesa cattolica si trova nel banco degli imputati per aver commesso crimini contro l'umanita', e successivamente viene condannato quale complice dell' apparato repressivo dei militari.
storace - montalcini - napolitano
Storace dixit: "Non più vecchi saggi, ma gente organica alla maggioranza [...] Io non ce l'ho con la Levi Montalcini scienziata, anzi, da connazionale, ne sono orgoglioso. Provo pena, invece, per la sua attività al Senato. E' entrata a palazzo Madama per meriti, per aver illuminato il Paese, oggi è diventata l'abat-jour di questo governo".
Sabbatani Schiuma dixit:"Abbiamo scartato mutandoni e pannoloni, meglio le stampelle [...] Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa"
Primo camerata dixit:"La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosiddetti. E' irritante, di profilo anche più odiosa."
Secondo camerata dixit:"Che ci fa al Senato? Le darei un incarico politico nel ghetto."
CARO DIRETTORE, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito.
Io sottoscritta, , in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano.
In qualità di senatore a vita e in base all'articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.
Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.
Ecco, di seguito, la risposta del senatore Storace.
Non pretendiamo che alla nobile e veneranda età di 98 anni ci sia capacità di ironia, pur se nel pieno delle facoltà mentali, come rivendica oggi Rita Levi Montalcini, chiamata da Repubblica a difendersi da stampelle inesistenti. Questa gagliarda signora non è solo la ricercatrice che abbiamo conosciuto, bensì si è trasformata nello strumento micidiale di sostegno del governo Prodi, diventando, così, persona di parte. Perciò, anche lei dovrà tenersi tutte le critiche più dure. Tra i privilegi dei senatori a vita non è prevista l’immunità per essersi schierati pregiudizialmente da una parte. E’ quanto dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
La democrazia - conclude Storace - è consenso. Questo governo non ha il consenso dei cittadini, ma lo estorce in Parlamento, grazie a questi signori. Altro che totalitarismi
Napolitano: "Indegno intimidire
la professoressa Rita Levi Montalcini"
E lei, commossa: "Grazie al Presidente. E anche a Storace: il suo attacco ha svelato che l'Italia mi vuole bene"
ROMA - "Mancare di rispetto, tentare di intimidire la professoressa Rita Levi Montalcini, che ha fatto tanto onore all'Italia, è semplicemente indegno". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante una cerimonia al Quirinale.
Il Presidente replica così al volgare e violento attacco organizzato mercoledì da La destra, il nuovo partito del senatore Francesco Storace transfuga di An. Qualche gagliardo giovanotto di destra infatti aveva pensato di spedire in dono al premio Nobel per la medicina nel 1986 delle stampelle. Doppio il significato dell'arguta idea: sostenerla fisicamente - la senatrice a vita ha 98 anni - e come simbolo del fatto che "questa maggioranza si regge solo con le stampelle dei senatori a vita".Stamani al Quirinale vengono premiati gli studenti vincitori del concorso ambientale Immagini della Terra promosso dalla Fondazione Green Cross Italia. In sala, tra i giovani, il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e la senatrice Levi Montalcini, presidente onorario di Green Cross. Napolitano si è rivolto a lei per salutarla e indicarla ai 300 studenti provenienti da tutta Italia come un grande esempio per tutti. "E' una grande scienziata. Una donna di alto sentire democratico e merito civile. Il mio predecessore al Quirinale l'ha nominata senatrice a vita e non poteva esserci una scelta migliore".
Subito dopo Napolitano ha definito "semplicemente indegno" ogni tentativo di mancarle di rispetto o intimidirla. I ragazzi si sono alzati in piedi in un lungo e appassionato applauso. Il premio Nobel si è commosso. "Sono grata a chi mi ha offeso perchè mi ha svelato che l'Italia mi vuole bene. Quindi, grazie a Storace e al presidente della Repubblica che con le sue parole mi ha molto molto commosso".
A dir la verità la senatrice aveva già provveduto a difendersi da sola e benissimo con una lettera a La Repubblica che aveva dato la notizia delle stampelle. "Non ho alcun bisogno delle stampelle - ha scritto la senatrice - Sono in pieno possesso delle mie facoltà intellettuali e fisiche e come senatore a vita espleterò fino in fondo le mie funzioni di voto". E poi, con sottile e spietata ironia: "Esprimo il mio profondo sdegno a quanti non possiedono le mie stesse facoltà mentali perchè le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria".
Storace insulta Napolitano
"Non ha titolo per parlare di etica"
Fassino: "Espressioni vergognose e irresponsabili che squalificano chi le pronuncia"
ROMA - "Non so se devo temere l'arrivo dei corazzieri a difesa di Villa Arzilla, ma una cosa è certa: Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale. E' indegno di una carica usurpata a maggioranza". Così Francesco Storace risponde al presidente della Repubblica che aveva difeso Rita Levi Montalcini attaccata dal senatore de "La destra"."Napolitano - continua con gli insulti Storace - la smetta di soccorrere un governo moribondo a difesa di una signora talmente importante che anche quest'anno, come ha ricordato ieri il presidente Calderoli, costerà tre milioni di euro agli italiani. Nobel o no, i ricatti si chiamano ricatti e i voti dei senatori a vita restano politicamente immorali. Come diceva fino a poco tempo fa un signore che la memoria l'ha persa a poco più di 55 anni...".
Duro il commento di Piero Fassino che parla di "espressioni vergognose e irresponsabili -dice il leader della Quercia - che squalificano chi le pronuncia. Ogni italiano sa con quanto rigore e dedizione il presidente Napolitano assolve al suo ruolo di garante delle istituzioni democratiche e della loro credibilità". Al capo dello Stato Fassino ha espresso la solidarietà sua personale e di tutti i Democratici di sinistra. "Mi auguro - ha aggiunto - che anche i dirigenti dei partiti dell'opposizione avranno la responsabilità di prendere nettamente le distanze da simili comportamenti".