giovedì 27 dicembre 2007

il declino dei salari

La crisi di produttivitŕ dipende dalla improduttivitŕ del capitale e non certo dal costo del lavoro. Ma Confindustria non vuol capire
L'inflazione non č forte, colpisce duro solo perché i redditi bassi sono sotto ogni livello di guardia. E' questa la vera prova di governo

Il vero declino č il declino dei salari
se non si ferma, l'Italia va a picco

Alfonso Gianni
Revenant č un termine francese che puň essere usato, come il piů classico spectre , per dire fantasma. In realtŕ tra i due termini una differenza c'č, anche se č difficile renderla in italiano. Revenant č piuttosto il redivivo, colui che insistentemente ritorna. E' qualcosa di piů e di piů appiccicoso persino del tedesco Gespenst , il celeberrimo fantasma del comunismo che si incontra nel poderoso incipit del "Manifesto del Partito Comunista" di Marx ed Engels. Revenant č il fantasma che ti perseguita, che crea una vera e propria ossessione, ed č in questo molteplice senso che il termine č usato da Jacques Derrida in uno splendido libro di quindici anni fa, "Spettri di Marx".
Ma il fantasma di cui voglio qui parlare č tutt'altro. E' quello della stagflazione che pare perseguitare e ossessionare molti economisti - per fortuna non tutti - in Occidente e sovrintendere con la sua assillante quanto inapparente presenza alle decisioni della stessa Banca Centrale Europea. Come si sa per stagflazione - termine entrato in voga negli anni '60 - si intende la presenza contemporanea di due fenomeni negativi: la stagnazione economica, ovvero l'assenza di crescita, e l'inflazione monetaria, cioč la caduta del potere d'acquisto a causa dell'aumento dei prezzi.
Rispetto ad epoche precedenti, nelle quali i periodi di stagnazione dell'attivitŕ economica erano caratterizzati anche da una relativa caduta dei prezzi dovuta alla contrazione della domanda rispetto all'offerta di merci e di lavoro, la crescita del movimento operaio e sindacale nei mitici anni '60 del secolo scorso aveva infatti determinato la possibilitŕ di conseguire incrementi salariali che facevano valere i loro effetti anche nei periodi di depressione economica. Come č noto nel nostro paese il grande imputato di questo meccanismo, ritenuto perverso soprattutto dalle classi dominanti, fu la scala mobile di buona memoria, che infatti venne eliminata tra gli anni '80 e i '90 a colpi di decreti legge e accordi concertativi fra governo, Confindustria e sindacati.
A questo punto ci si potrebbe chiedere: ma che c'entra tutto ciň con una situazione nella quale, sia effettivamente che percettivamente, siamo non solo a un livello piatto, ma a una diminuzione del valore reale delle retribuzioni? In effetti lo studio recentemente reso noto dall'Ires Cgil sulla diminuzione consistente in termini sia relativi che assoluti delle retribuzioni da lavoro dipendente, ha persino scosso - e non poco - l'opinione pubblica. Ne sono seguite dichiarazioni significative e impegnate da parte del Capo dello Stato, nonché del Presidente del Consiglio che ha promesso un incremento del valore reale delle retribuzioni nell'anno che sta per venire, tramite un'opportuna manovra fiscale sui redditi da lavoro dipendente.
segue a pagina 5

ma non era amico di silvio?

La storia secondo Putin: Stalin? Mica male
Patriottismo a oltranza, rivalutazione dell'Unione Sovietica. Il manuale sostituisce un testo precedente assai critico verso «zar» Vladimir
CARLA RESCHIA

Josif Stalin? Mica male. Breznev? Ha fatto tanto per il Paese. Nella nuova Russia che rischia di assomigliare a quella vecchia a scuola i ragazzi impareranno a rivalutare le purghe staliniane degli Anni ’30 e a stimare più i leader sovietici d'antan del riformatore Boris Eltsin, bollato come incapace. E sopratuttto ad amare sempre più lo «zar» Putin «campione dell’ordine, della stabilità e della ripresa».

Così racconta la «Storia della Russia 1945-2007», il nuovo manuale inserito fra i testi scolastici obbligatori dal ministero della Pubblica istruzione. Una rivalutazione a posteriori resa necessaria, secondo uno degli autori, Aleksandr Filipov - pupillo di Vladislav Surkov, il vicecapo dell’amministrazione presidenziale - dal crescente odio per la Russia che si respira fino alle porte di casa. «I vicini della Federazione russa sono russofobi, e Paesi come la Georgia e l’Ucraina sono totalmente dominati dagli Stati Uniti», ha spiegato lo storico in un'intervista al quotidiano Kommersant. Anzi, peggio: «Le ex repubbliche sovietiche hanno messo in piedi con successo una russofobia pedagogica, nella quale la Russia fa la figura della causa prima di tutte le disgrazie. Dovevamo rispondere».

In realtà, secondo il giornale, dietro la scelta c'è una precisa richiesta del salvatore della patria alloggiato al Cremlino, particolarmente irritato dal fatto che nel testo precedente, del 2003, opera dell’oppositore Igor Dolutski, l’era Putin fosse dipinta come una «dittatura autoritaria». Una caduta di stile a cui il nuovo libro di testo pone riparo tessendo gli elogi di ogni scelta compiuta da Vladimir, comprese quelle più controverse come l’ abolizione delle elezioni dirette per i governatori locali e la vicenda giudiziaria del colosso privato energetico Yukos.

Una svolta «storica» di cui si trova un precedente, appunto in epoca sovietica: dopo il XX congresso del Pcus del 1956, dove Nikita Krushev denunciò gli orrori della dittatura staliniana, i manuali di storia vennero velocemente riscritti.

silvioooooooooooo!

putin in sardegna

feeling

libertà occidentale

Il governo inglese preme per tagliare Internet a chi viola il copyright

Mentre la Fox (della News Corp di Rupert Murdoch) e la Apple si preparano ad annunciare che gli ultimi film della 20th Century Fox saranno disponibili in affitto su Internet attraverso il sito iTunes, l'Ansa riprende un articolo del Times Online molto preoccupante: in Gran Bretagna il governo preme sui fornitori di accesso a Internet perchè sia addirittura tagliato il servizio a chi scarica illegalmente musica, film o serie televisive.

Il governo inglese si sarebbe mosso perchè "la video-pirateria sembra una piaga sempre più diffusa e incontenibile".

Secondo la Uk Film Council nel 2005 l’industria avrebbe perso circa 1.200 milioni di euro a causa del download di copie illegali. Film come ’Star Wars: the Revenge of the Sith’ e ’Shrek 2’ erano disponibili prima in rete che al cinema. Lo stesso è successo a molti film usciti quest’anno e alla famosa serie televisiva britannica ’Doctor who', scaricata da 10 mila utenti in Internet prima ancora di andare in onda.

Altro problema è quello di spettatori dotati di videocamere nelle sale cinematografiche, che riprendono i film per poi diffonderli su dvd pirata e in Internet. Secondo i dati ufficiali, 9 film pirata su 10 appaiono sul mercato illegale proprio grazie alle videocamere nei cinema.
Altro che i nostri spot terroristici con Giorgio Faletti, tutti chiacchiere e distintivo: oltremanica, molti parlamentari britannici chiedono - in sintonia con il governo - che questo tipo di reato passi da civile a penale.

Meno male che secondo un portavoce dell'Ispa - l’associazione che rappresenta i fornitori di accesso a Internet - è però molto difficile, se non impossibile, monitorare la pirateria cinematografica, senza considerare che si rischia di infrangere la privacy degli utenti.
Ma alcuni Internet Provider si sono dichiarati disponibili a negoziare con le autorità.

In Francia - suggerisce oggi il ’Times’ - il problema è stato risolto togliendo l’accesso a Internet a coloro che scaricano musica, film e software: lo stesso vorrebbe fare adesso in Gran Bretagna il governo Brown.

Capita l'antifona, per l'anno nuovo? Altro che David Byrne e il futuro creativo digitale...Tira un ventaccio, in Europa!

e ora?

Pakistan, morta Benazir Bhutto
L'ex premier stava tenendo un comizio a Rawalpindi, vicino Islamabad
Un kamikaze le ha sparato e poi si è fatto esplodere uccidendo almeno 15 persone



Scontri e violenze in tutto il Paese
Rischio caos, Musharraf riunisce il governo. In forse le elezioni in programma per gennaio
Il leader dell'opposizione Sharif annuncia il boicottaggio e chiede le dimissioni del presidente

RAWALPINDI (Pakistan) - Benazir Bhutto, la leader dell'opposizione pachistana, è stata assassinata oggi da un colpo d'arma da fuoco sparato da un kamikaze che si è successivamente fatto saltare in aria nel mezzo di un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino alla capitale Islamabad, uccidendo almeno 20 persone, ha riferito la polizia.

Bhutto, ex premier, la prima donna a ricoprire questo ruolo in un Paese musulmano, aveva appena finito di parlare al raduno per le elezioni parlamentari che erano previste per l'8 gennaio, ma saranno forse rinviate. L'attentatore ha sparato contro la vettura, dalla quale la leader stava salutando la folla. Un giornalista pachistano presente sul luogo ha detto di avere sentito due spari, prima dell'esplosione. Secondo un'altra ricostruzione della polizia riferita dalla televisione pachistana Dawn, gli attentatori erano due. Si sono avvicinati in moto all'auto dell'ex premier e hanno sparato almeno cinque colpi con un kalashnikov, colpendola. I due si sarebbero poi fatti esplodere poco lontano. Fonti giornalistiche a Islamabad riferiscono di un numero di morti maggiore, fra i 20 ed i 35 e di una sessantina di feriti.

L'attentato rischia di far precipitare nell'instabilità il Pakistan, un Paese di 160 milioni di musulmani dotato dell'arma nucleare. Subito dopo l'attacco, sostenitori del Partito popolare pachistano, di cui Bhutto era la leader, si sono dati ad atti di violenza, denunciando il regime del presidente Pervez Musharraf. A Karachi, una decina di persone sono rimaste uccise negli scontri e si è udita un'esplosione vicino all'abitazione dell'ex premier assassinata. Decine di persone radunate davanti all'ospedale di Rawalpindi dove era stata portata Bhutto sono scoppiate a piangere all'annuncio della morte. In serata la salma, in una bara di legno chiara, è stata trasportata dall'ospedale ad una base militare per essere trasferita a Larkana, nel sud, dove sorge il mausoleo della sua famiglia.

Nel Paese la tensione è altissima e forze paramilitari sono state messe in "allarme rosso", per sedare ogni violenza. Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha condannato con fermezza l'attentato ed ha chiesto al popolo di mantenere la calma e la pace per affrontare questa tragedia per continuare a combattere affinché i "nefasti disegni dei terroristi vengano sconfitti". Ha immediatamente convocato una riunione di emergenza del governo e proclamato tre giorni di lutto nazionale.

Ma dal marito di Benazir Bhutto arrivano dure accuse: "E' opera del governo" è stata la prima dichiarazione alla televisione indiana CNN-IBN di Asif Ali Zardari, poco prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan. "Sono i nemici del Pakistan che vogliono disintegrare il Paese, hanno voluto colpire un simbolo di unità", ha commentato Farzana Raja, un dirigente del Partito Popolare della Bhutto.

La leader dell'opposizione, 54 anni, due volte primo ministro, era già sfuggita a ottobre a un attentato a Karachi il giorno del suo rientro in patria, dopo otto anni di esilio volontario. Circa 140 persone vennero uccise nell'attacco nella città del Sud del Paese. Era ben consapevole dei rischi che correva e poco prima di essere stata uccisa oggi ha detto, parlando alla folla a Rawalpindi: "Ho messo in pericolo la mia vita venendo qui perché credo che il Paese sia in pericolo. La gente è preoccupata, porteremo il Paese fuori dalla crisi".

L'attentato a Bhutto è avvenuto quasi in contemporanea con un attacco contro il raduno di un altro partito d'opposizione - al quale avrebbe dovuto partecipare il leader Nawaz Sharif, uno dei suoi principali avversari - in cui sono state uccise cinque persone. Sharif, intanto, ha reso omaggio a Bhutto ed ha annunciato che il suo partito boicotterà le elezioni di gennaio, chiedendo le dimissioni del presidente. "Chiedo a Musharraf di lasciare il potere, senza rimandare di un singolo giorno, per salvare il Pakistan" ha detto Sharif, cui la Commissione elettorale ha vietato di candidarsi alle elezioni. Per l'ex premier il presidente pachistano rappresenta una minaccia alla stabilità del Pakistan e l'origine di "tutti i problemi della nazione". Per domani ha convocato uno sciopero generale.

Da tutto il mondo è arrivata la condanna per l'atto "brutale" contro uno dei personaggi politici del Pakistan più stimati da Stati Uniti e occidente che la consideravano una speranza di moderazione per un Paese già molto irrequieto. Nel 2007 gli attentati in Pakistan sono aumentati notevolmente, e la violenza è sempre maggiore.

Al suo rientro in patria a ottobre Benazir Bhutto aveva accusato il governo di Musharraf di essere coinvolto nell'attentato di Karachi e di non fare abbastanza per la sua protezione. Servizi segreti internazionali hanno detto nei mesi scorsi che Al Qaeda, i Taliban e gruppi jihadisti avevano pronti kamikaze da scatenare contro l'ex premier. Ambedue i fratelli di Bhutto sono stati assassinati in circostanze misteriose e la stessa Benazir aveva detto che Al Qaeda aveva tentato di ucciderla più volte negli anni '90.

...amen

La Procura di Terni ha fatto notificare al sacerdote l'avviso di fine inchiesta
Un collaboratore, un ex assistente ed una terza persona sospettate di favoreggiamento
Don Gelmini, chiuse le indagini
Otto le presunte vittime di abusi

Don Gelmini, chiuse le indagini
Otto le presunte vittime di abusi


TERNI - Sono otto le presunte vittime delle molestie sessuali per le quali è imputato don Pierino Gelmini. La procura della repubblica di Terni ha notificato al sacerdote l'avviso di conclusione delle indagini. Si va verso il rinvio a giudizio del sacerdote. Favoreggiamento personale invece ad altre tre persone, tra cui uno degli attuali collaboratori del religioso della Comunità Incontro, ed un ex assistente.

Le molestie sessuali sarebbero avvenute tra il '99 e il 2004; due delle vittime all'epoca dei fatti sarebbero stati minorenni. Così scrive la Procura; ora il fascicolo passerà al vaglio del giudice che deciderà sulle richieste dell'accusa.

"L'infamia non mi tocca", aveva detto l'ottantaduenne sacerdote davanti a trecento sostenitori venuti ad accoglierlo l'agosto scorso nella casa madre della Comunità Incontro di Amelia sulle colline dell'Umbria. "Credevano che don Pierino mollasse", tuonò l'anziano religioso dal palco. "Pensavano di avere a che fare con un coniglio, invece hanno trovato un cane che morde. Volevano prendersi la comunità", e chiuse il prologo con il gesto dell'ombrello. "Sto portando la croce : sono innocente e per questo assolutamente tranquillo".

Eppure le accuse sembrano circostanziate. "Mi palpava, baciava e in più occasioni mi ha costretto ad atti sessuali", raccontò Michele Iacobbe, ex tossicodipendente, il primo grande accusatore di don Gelmini, già in carcere a Teramo per una serie di reati compresa l'estorsione e la calunnia. "Quell'uomo mi ha rovinato", disse Iacobbe riferendosi a don Gelmini. "Mi ha costretto a fare delle cose che non avrei mai voluto. Mi diceva: tagliati i capelli, dai lo faccio io che corti mi piacciono di più, dammi un bacio per favore".