Draghi: sistema solido ma i riflessi della crisi arriveranno
Veltroni: pronti a collaborare con l'esecutivo
ROMA (8 ottobre) - Il governo interviene in soccorso delle banche. E come tutti i governi europei si attrezza per fronteggiare eventuali
peggioramenti della crisi. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera stasera al decreto legge contenente provvedimenti per la stabilità delle banche e del risparmio, messe a dura prova dai crolli dei mercati di questi giorni. «Il sistema italiano - ha sottolineato comunque il ministro dell'Economia Giulio Tremonti - è liquido e solido». «Nessuna banca italiana fallirà», ha aggiunto il premier Silvio Berlusconi.
Gli interventi sarebbero di due tipi: uno per aiutare le banche in crisi di liquidità che sarebbero sostenute direttamente dal Tesoro attraverso un finanziamento. Per le banche invece non in regola con i parametri di solvibilità e con problemi di capitale più gravi, vi sarebbe un intervento dello Stato direttamente nel capitale con ricadute di responsabilità diretta sul management degli istituti eventualmente coinvolti.
Non c'è «alcuna soglia di alcun tipo»: il ministro dell'Economia ha precisato che il decreto varato oggi non prevede un "fondo" dedicato a interventi sul sistema bancario - si era parlato di 20-30 miliardi - e questo perché si agirà «caso per caso». Quindi «man mano si rifinanzia, e si copre caso per caso. Non esistono plafond o soglie. Quando serve si interviene».
Il Governo «non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d'Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato», ha detto Tremonti. L'ingresso dello stato - ha spiegato ancora il ministro - sarà «sterile ai fini del potere», senza diritto di voto. L'apporto di capitale - ha aggiunto - sarà «tempestivo e neutrale».
Berlusconi: nessuna banca italiana fallirà. «Sono qui a confermare agli italiani ciò che già avevo detto a Napoli: il sistema bancario italiano è patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi liquidà abbastanza», ha detto il premier al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla crisi finanziaria. «Nessuna banca italiana fallirà - ha proseguito Berlusconi - nessun risparmiatore italiano quindi rischia».
«Eventuali interventi di ricapitalizzazione delle banche che non troveranno investitori sul mercato verranno prodotte dal Tesoro attraverso la sottoscrizione di azioni privilegiate senza diritto di voto», ha precisato il premier. «Noi - ha continuato - non siamo nella situazione degli altri paesi. La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi nord europei. L'intervento di nazionalizzazione seguito dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, è molto diverso dal nostro».
«Nessun risparmiatore italiano perderà un euro. Questo è un timbro notarile su una cosa che era già certa», ha poi assicurato il premier, affermando che l'intervento del governo deciso stasera con l'adozione del decreto anti-crisi conferma la sua dichiarazione di mercoledì scorso, quando appunto aveva sottolineato che i risparmiatori italiani non perderanno un euro per effetto della crisi dei mercati internazionali.
«Banche meglio del materasso». «Vorrei dire a tutti gli italiani di stare sereni, il sistema italiano è assistito dalle più forti garanzie che sono mutualistiche da parte delle banche, ma a questa garanzia si aggiunge anche la garanzia del Tesoro, la garanzia dello Stato. Quindi non c'è nessuna preoccupazione da avere», ha detto ancora Berlusconi. «Non si devono neppure porre le domande "ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito?" - ha proseguito Berlusconi - perché non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenità e assoluta convinzione».
«Sono certo che il mercato presto tornerà a valutare le nostre aziende secondo la loro capacità reddituale», ha affermato il premier che ha parlato della crisi sui mercati finanziari italiani come di una «una bolla speculativa al contrario». «Diversamente dagli altri paesi - conclude - società che valgono 100 vengono stimate meno di 100, ma si tratta di società che non hanno nessuna riduzione di utili».
Draghi. Il sistema bancario italiano «è solido» ma gli effetti della crisi americana «stanno arrivando», ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. «Il decreto - ha spiegato il governatore intervenuto in conferenza stampa al fianco di Berlusconi e Tremonti - serve a mettere da parte le armi che speriamo di non dover usare. È per prudenza che si fa, - aggiunge - non per doverlo usare per forza».
«Le Poste non falliranno mai, i governi passano, le poste restano», ha detto ancora il ministro dell'Economia, spiegando che per questo le misure a garanzia non riguardano i deposito postali. «Garantiamo le cose che possono fallire. E le poste non falliranno mai».
Le soglie di garanzia. Il sistema bancario italiano «garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa», ha detto il ministro dell'Economia. Tremonti ha ricordato l'intervento europeo per alzare le soglie di garanzia ma - ha aggiunto - «sono state alzate le soglie che comunque sono ancora sotto la soglia italiana».
Veltroni: piena disponibilità a collaborare. «C'è la piena disponibilità del Pd di contribuire in un momento così drammatico per uscire positivamente dalla crisi. Siamo una grande forza nazionale che ha a cuore l'interesse del Paese anche sopra i propri interessi». Il segretario del Pd Walter Veltroni indica così l'impegno dei Democratici per uno sforzo comune a uscire dalla crisi finanziaria.
«Domani Tremonti verrà in Parlamento - ha affermato Veltroni - e credo che sarebbe giusto che in Parlamento si crei un rapporto tra governo e opposizione, che non può non esserci in un momento così difficile». «Sarei tentato - spiega Veltroni presentando in conferenza stampa le proposte del Pd sull'emergenza finanziaria - di usare toni diversi, ma non sentirete da me altri toni. Ritengo naturale, come è avvenuto negli Stati Uniti, che il governo si preoccupi di avere buone relazioni, scambio di opinioni e contributi dall'opposizione, perchè non è tempo di parole da campagna elettorale ma di costruire qualcosa che sia in sintonia con le preoccupazioni del Paese».
Possibile rinvio manifestazione 25 ottobre. «Non capisco tanta preoccupazione per una manifestazione democratica - ha detto poi Veltroni a chi gli chiedeva se, come propone Marco Follini, non sia il caso di rinviare la manifestazione del 25 ottobre -. La democrazia è fatta anche di momenti di incontro con il proprio popolo. Certo se la situazione della crisi finanziaria precipitasse ulteriormente e ci si trovasse in una autentica emergenza siamo tutte persone responsabili con la testa sulle spalle».