Alcol e caffè al bando nelle tendopoli Ecco il nuovo menu della protezione civile
L' AQUILA - Il caffè, la cioccolata e il vino, per gli sfollati del terremoto, sono severamente vietati. Lo ha stabilito la Protezione Civile, con una circolare. La direttiva (numero 15277) è stata inviata, appena quattro giorni fa, dal vice capo del dipartimento ministeriale, Bernardo De Bernardinis, a tutti i centri operativi che gestiscono le 180 tendopoli. Niente bevande alla caffeina (quindi il divieto è esteso anche a prodotti come la Coca Cola), niente alcolici e niente cioccolata. E poi: «Devono essere aboliti - si legge nel documento ufficiale - insaccati, carni grasse, dolci alla panna, salse in conserva e sughi elaborati». La Protezione Civile (che si prepara a gestire una difficile estate nelle tendopoli, anche per la concomitanza con il G8) sembra abbia messo a punto una specie di "dieta dello sfollato". Una dieta a base di carboidrati e frutta ad alto contenuto idrico (come meloni, cocomeri e pesche). Eliminando di netto, dal menù giornaliero, sostanze potenzialmente eccitanti. «I pasti - continua la nota - devono essere sufficientemente differenziati nell' arco della settimana, tenendo presente che non deve mai mancare la possibilità di usufruire quotidianamente di un primo in bianco (riso o pasta) e, almeno bisettimanalmente, di una zuppa o minestrone. Alimenti vegetali, contenenti fibre, devono essere serviti preferibilmente cotti, e per quelli da servire crudi, bisogna curarne attentamente la nettezza». E poi ancora: «L' acqua, possibilmente fresca, ma non gelata, può anche essere moderatamente gassata e distribuita in quantità sufficiente a coprire un fabbisogno di almeno 1,5 litri pro capite al giorno». E così la circolare è entrata in vigore nelle tendopoli scatenando alcune reazioni di protesta, specie per il caffè negato a colazione. Il no ad alcol e caffè non è l' unico divieto in vigore. Nelle tendopoli sono vietate anche manifestazioni e assemblee pubbliche, come dicono al comitato 3.32 dopo aver incassato il no al permesso per una loro iniziativa. Segnali di fermento arrivano anche dagli alberghi della costa. A suscitare malcontento, è il censimento da parte dei carabinieri di tutti i terremotati ospiti nelle strutture, per verificare che i possessori di case agibili, rientrino "immediatamente" nei loro appartamenti. «Chi non lo farà, verrà considerato abusivo e denunciato», è scritto nei cartelli affissi negli alberghi. -
GIUSEPPE CAPORALE