venerdì 11 gennaio 2008

lezione cinese

Niente buste di plastica,
la Cina si scopre ambientalista

La Cina, secondo quanto riporta il quotidiano londinese «Times» ha deciso di mettere al bando i sacchetti di plastica a partire dal prossimo primo giugno. Una scelta quella del governo, volta non solo a tutelare l'ambiente (i cinesi usano ogni giorno circa 3 miliardi di buste di plastica), ma soprattutto dettata da ragioni economiche. Il ministero dell'economia cinese ha infatti calcolato che smettere di produrre sacchetti di plastica consentirà un risparmio di 5 milioni di tonnellate di petrolio all'anno pari a più di 3 miliardi e 700 milioni di dollari (2,5 miliardi di euro circa). I trasgressori verranno puniti con delle multe. La Cina però continuerà a produrre i sacchetti di plastica per gli altri Paesi del mondo che ancora li impiegano, Italia compresa.
L'Italia è leader in Europa
sulle infrazioni ambientali
Un primato che non ci fa molto onore. Con oltre ottanta procedure d'infrazione in corso, l'Italia è in testa alla classifica europea. A garantirle il primato, si aggiunge ora la decisione del Tar del Lazio, che ha sospeso il decreto del ministro dell'Ambiente sull'elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea in Italia. Così il nostro Paese torna nel baratro delle procedura d'infrazione comunitaria per una non corretta applicazione della direttiva habitat. La sospensione, pronunciata dalla seconda sezione bis del Tar del Lazio il 20 dicembre 2007, è stata emessa su istanza della provincia di Catanzaro e del suo presidente Michele Traversa. «Ancora una volta atti del ministro dell'Ambiente vengono bocciati dalla giustizia amministrativa», ha commentato sconsolato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.

peccato che intanto sull'everest...
è anche morto edmund hillary, il primo a raggiungerne la cima

«Processate la Impregilo per disastro ambientale. Così si può vincere»

«Processate la Impregilo per disastro ambientale. Così si può vincere»
Parla Raffaele Raimondi, presidente emerito della Cassazione e autore della denuncia
E' una procedura ben più importante di quella in corso. L' imputazione è così grave da superare rischi di prescrizione e termini di indulto
Francesca Pilla
Napoli

Raffaele Raimondi è presidente emerito della Corte di Cassazione. In qualità di magistrato ma soprattutto di napoletano e di presidente del Comitato giuridico per la difesa dell'ambiente ha presentato ricorso contro l'Impregilo, alla Corte europea e alla Procura del Tribunale di Napoli il 7 dicembre 2007. Qui l'esposto attualmente si trova nelle mani del procuratore Aldo De Chiara. Nel capoluogo l'Impregilo è già indagata per truffa, in un processo che vede alla sbarra 28 imputati, tra cui anche i fratelli Romiti e il governatore Bassolino e che partirà lunedì, salvo imprevisti. Ma Raimondi è andato oltre e chiede che si proceda per disastro ambientale.
Presidente Raimondi ci può spiegare i termini di questo ricorso?
Certo. Visto la deriva che ha preso l'affare rifiuti in Campania abbiamo chiesto, presentando accuse circostanziate, che l'Impregilo sia processata per disastro ambientale, secondo l'articolo 434 cp, perché ha attentato alla salute dei cittadini. Questo significa come è accaduto nei disastri di Marghera e Seveso che chiunque sia stato danneggiato da questa situazione, albergatori, agricoltori, imprenditori, cittadini, si può costituire parte civile e chiedere i dovuti risarcimenti. E' dunque una procedura ben più importante di quella attualmente in corso. Il reato di imputazione è infatti così grave da superare i rischi di prescrizione e i termini di indulto.
Dunque ha ragione Vincenzo Siniscalchi del Csm quando definisce debole l'impianto accusatorio dei pm napoletani?
Non so a cosa si riferisca Siniscalchi, ma è chiaro che i reati contestai sono minori del disastro ambientale colposo. I pm napoletani, ci tengo a precisarlo, avrebbero però potuto procedere con maggiore speditezza in questi ultimi anni se non avessero avuto un ministro come Castelli che di fatto non li ha messi in condizione di lavorare. Anzi per cinque anni ha remato contro la magistratura. E non voglio nemmeno parlare del suo successore, il ministro Mastella.
Ma su quali basi si fonda questa sua denuncia?
Oltre al disastro che mi pare sia sotto gli occhi di tutti c'è un punto fondamentale nelle accuse che riguardano l'Impregilo: quando ha vinto la gara non aveva i titoli nemmeno per parteciparvi. Aveva presentato un progetto antiquato che risaliva agli anni '60. Lo stesso inceneritore di Acerra attualmente in costruzione è uno dei più grandi d'Europa, in contrasto con la stessa normativa italiana che prevede un impatto limitato e il divieto assoluto di bruciare i materiali senza la raccolta differenziata. E' chiaro che per guadagnare e bruciare tutto nei forni di Acerra, l'impresa era assolutamente interessata a mettere in crisi l'intero ciclo e a non far partire la raccolta differenziata. In questo comportamento si ritrovano anche i reati di connivenza dei vari commissari che si sono succeduti. Non ha importanza se si siano chiamati Rastrelli, Losco o Bassolino, se siano stati di destra o di sinistra. Nelle loro funzioni rappresentavano lo Stato, erano fiduciari del governo, le loro inadempienze sono ancora più gravi, così come la loro posizione.
Secondo lei questo scempio si poteva evitare?
Certamente. Nel ricorso che abbiamo presentato alla Corte europea, motivo per cui ora stanno partendo le procedure d'infrazione, noi nel 2004 già parlavamo di disastro annunciato. C'erano degli evidenti difetti di programmazione nel ciclo destinati a creare la crisi attuale. In tutti questi anni non si è voluta realizzare la raccolta differenziata. Non è stata una causalità, ma una volontà precisa.
La camorra c'entra qualcosa?
La camorra è un alibi per molti aspetti. Quando c'è cattiva amministrazione è chiaro che la delinquenza ha gioco facile. Faccio un esempio: se c'è un emergenza e la necessità di smaltire immediatamente tonnellate di immondizia, ecco che la camorra è tra le poche ad avere la possibilità di offrire vasti terreni in breve tempo. Ha infatti il potere di acquistare tempestivamente poderi a 10 per poi rivenderli allo Stato a 100. Un capitolo a parte merita, inoltre, lo smaltimento dei rifiuti tossici. Anche in questo caso: se vengono meno gli organi di controllo è evidente che la criminalità organizzata ha la capacità di offrire ampie fette di territorio alle imprese del centro-nord per sversare i materiali non a norma.
Cosa ne pensa dell'attuale piano di emergenza e della riapertura di Contrada Pisani?
Mi sembrano tutti progetti di scarsa avvedutezza. Ed è sotto gli occhi di tutti che la discarica di Pianura non è tra i siti più appropriati.

il papa come berluska

La precisazione della Santa Sede: "Non era intenzione del Pontefice sottovalutare l'azione sociale che si sta compiendo con apprezzabile impegno"

Il Papa: "Strumentalizzato il discorso su Roma"

Veltroni: "Parole molto belle di apprezzamento, e ora basta con le polemiche"

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano denuncia la "strumentalizzazione politica che ha fatto seguito alle parole rivolte dal Santo Padre" a Veltroni, Marrazzo e Gasbarra e rimarca che "non era certo intenzione del Papa sottovalutare l'azione sociale che i responsabili della Città di Roma e della Regione stanno compiendo con apprezzabile impegno". Lo afferma un comunicato della sala stampa vaticana, che sembra correggere il tiro dopo le polemiche suscitate dalle dichiarazioni di ieri del Pontefice.

"'Desta meraviglia - si legge nel comunicato diffuso dalla sala stampa della Santa Sede - la strumentalizzazione politica che ha fatto seguito alle parole rivolte dal Santo Padre ai Rappresentanti della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma. Non era certo intenzione del Papa - prosegue la nota - sottovalutare l'azione sociale che i responsabili della Città di Roma e della Regione stanno compiendo con apprezzabile impegno. Egli infatti, nella sua qualità di Vescovo di Roma, - spiega il testo - in diverse circostanze, e anche di recente, ha posto in luce le realizzazioni compiute al servizio della cittadinanza, realizzazioni che ha tenuto a sottolineare anche nel discorso di ieri. Ugualmente però - aggiunge il comunicato - Egli non poteva non evocare, dando voce a quanti a Lui si rivolgono, alcune problematiche umane particolarmente urgenti, che vanno affrontate con il contributo di tutti. La Chiesa, come Sua Santità ha assicurato - è la conclusione - non farà mancare il proprio apporto e la propria collaborazione".

La schiarita è stata accolta con piacere dal sindaco:( ma allora era vero, caro veltroni, che il papa aveva detto quelle cose! DOV'E' LA STRUMENTALIZZAZIONE?) “Vorrei esprimere al Santo Padre la mia gratitudine per le parole pronunciate questa mattina, che rappresentano un riconoscimento al lavoro ed all'impegno profuso in questi anni dall'Amministrazione Comunale, dalle altre istituzioni locali e da tutte quelle forze sociali che hanno collaborato a far crescere la città, a migliorarne la qualità della vita senza perdere mai di vista i bisogni ed i diritti dei più deboli, delle fasce più disagiate.

Ho definito pubblicamente il discorso pronunciato ieri dal Pontefice, durante l'incontro con gli amministratori di Roma e del Lazio, come uno stimolo ulteriore per il nostro lavoro. Oggi si possono chiudere le polemiche causate da odiose e strumentali reazioni politiche al discorso del Papa”, ha commentato Walter Veltroni.

Il monito del Papa ieri denunciava l'aumento della povertà" nelle grandi periferie urbane, la "drammatica situazione" delle strutture sanitarie cattoliche nel Lazio, cui Benedetto XVI aveva aggiunto la rischiesta di difendere la famiglia da "attacchi e incomprensioni nei confronti di questa fondamentale realtà umana e sociale".

Il sindaco Walter Veltroni aveva replicato sottolineando come il Comune sia da anni impegnato a non dimenticare "il dolore degli 'invisibili', la disperazione di chi vive ai margini, ma anche le difficoltà di molte famiglie dove lo stipendio non basta ad arrivare alla fine del mese, dei giovani che devono misurare il loro sogno di sposarsi e avere dei figli con la realtà dei prezzi di una casa o con l'insufficienza dei servizi".