sabato 11 gennaio 2014

Anita B. ultimo film di Faenza

Perché ha pensato a una promozione così insolita?
"L'ho fatto alla luce dell'ignoranza spaventosa di questo paese che vuole dimenticare tutto, la memoria è un fastidio, il pensiero è un fastidio. Ci sono tanti giovani eccezionali ma la tendenza è di vivere a cento all'ora, attaccati a strumenti tecnologici, altrimenti si va in ansia. Mai un momento di meditazione. Non è così in altri paesi".
Si è chiesto perché?
"Secondo me il problema è la comunicazione. La scuola italiana era tra le migliori al mondo, oggi è una devastazione, ma non si può chiedere troppo a insegnanti che guadagno 1200 euro al mese. Manca la famiglia, i genitori non insegnano più nulla ai figli. I ragazzi non guardano la tv, l'informazione viene da internet e spesso è avariata, è come se vivessero in un mondo irreale. Con l'Università abbiamo fatto un concorso con le scuole di Napoli per un soggetto di film o di tv. Ne sono arrivati a migliaia, neanche uno su Napoli. Ho chiesto perché. "Perché dovrei parlare di una realtà che fa schifo quando è molto più bella la fantasia?", mi ha risposto qualcuno". (continua)