martedì 30 settembre 2008

Ecomostri, continua la caccia.


eh, eh...

Tutto da rifare per le case discografiche: Jammie Thomas, era stata sanzionata di 222mila dollari per violazione copyright

P2p, disoccupata batte le major: non dovrà pagare la supermulta

Un giudice del Minnesota dà ragione alla donna: "Bisogna dimostrare che lo scambio sia avvenuto"
di ALESSANDRO LONGO

I DISCOGRAFICI americani hanno perso la causa più importante per la lotta al peer to peer e adesso per loro è tutto da rifare: Jammie Thomas, 30enne disoccupata che era stata condannata a pagare 222 mila dollari per violazione del copyright, non dovrà più farlo. L'ha deciso Michael Davis, giudice distrettuale del Minnesota, dov'è stato dibattuto il caso.

Alla base della sentenza, un motivo che fa crollare il castello costruito finora per la lotta al peer to peer pirata: "Rendere disponibile" ("making available") un file su rete peer to peer - sostiene il giudice- non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l'intenzione di reato non è perseguibile).

Tutto quanto significa che ora Riaa (l'Associazione discografici americani, che aveva denunciato la donna) avrà l'onere della prova: dovrà dimostrare che lo scambio di un file protetto da copyright è in effetti avvenuto. Non basta provare che l'utente l'ha condiviso su reti peer to peer.

Per Jammie Thomas è una notizia di quelle che ti cambiano la vita: la donna, che si mantiene grazie agli assegni sociali, non aveva certo i mezzi per pagare la super multa (pari a 9.250 dollari per ogni file condiviso). Ma è anche una notizia che cambia lo scenario del confronto tra detentori di copyright e utenti di peer to peer. La sentenza è storica perché la multa a Jammie Thomas era il solo caso di vittoria dei detentori di copyright in un processo del peer to peer.

La giurisprudenza, a riguardo, ricade così nell'incertezza. Riuscire a portare in tribunale la prova dello scambio può essere peraltro impresa molto difficile (se non impossibile). Prova dello scambio potrebbe essere memorizzata nel programma peer to peer utilizzato e ottenibile quindi con il sequestro del computer. Non tutti i programmi memorizzano questi dati, però, e comunque l'utente può fare in modo di cancellarli.

I dati possono essere anche nel log (nel registro) del server utilizzato per lo scambio. Ed essere quindi ottenuti tramite il sequestro del server, cosa non facile però se è posto all'estero. Non è detto inoltre che il log ci sia e sia valido ai fini del processo (potrebbe aver registrato il traffico degli utenti in modo anonimo). Ci sono inoltre programmi peer to peer che permettono di scambiare file senza server di mezzo (per esempio eMule su rete Kad).

"Non mi risulta che in Italia qualcuno sia stato mai condannato dopo un processo completo, per aver fatto peer to peer per scopi personali", dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti della questione. Molti hanno pagato la multa perché hanno patteggiato (da 51 a 2.065 euro, secondo la normativa italiana). Altri hanno subito un decreto penale di condanna (come capitato a settembre due utenti della rete peer to peer Direct Connect), a cui hanno poi rinunciato a opporsi. In entrambi i casi, però, si tratta di decisioni precedenti a un effettivo processo dibattuto.

"Gli utenti hanno accettato di pagare perché affrontare un processo di questo tipo costa anche 20-30 mila euro tra spese legali e di consulenza. Molto più di quanto si rischi di multa se si patteggia", aggiunge Monti.

Sarà anche per la difficoltà ad avere vittoria certa in un processo, che i detentori di copyright stanno provando diverse strade per la lotta al peer to peer. Per esempio, la via di far bloccare certi siti oppure di ottenere leggi che obblighino i provider a cancellare gli abbonamenti Internet degli utenti peer to peer. Anche queste sono però strade in salita: è stato appena sospeso il blocco a Pirate Bay; l'Europarlamento qualche giorno fa ha bocciato le politiche anti-peer to peer contenute nel pacchetto di riforma della normativa tlc e ispirate da alcune procedure ideate dal governo francese.

sabato 27 settembre 2008

venerdì 26 settembre 2008

the soul band is back









bentornati!

giovedì 25 settembre 2008

non abbiate pena

Abbiati: condivido ideali fascismo

(ANSA) - MILANO, 25 SET - 'Non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica'. In una intervista concessa a 'Sportweek', il portiere del Milan Christian Abbiati ha accettato di parlare della sua vita fuori dal campo e ha rivelato che alle ultime elezioni ha votato per La Destra. 'Del fascismo rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra, ma mi piace la capacita' che aveva di assicurare l'ordine'.

Per fortuna che l'abbiamo spedito al Milan, non ci mancherà neanche come uomo...Così come invece ci manca Luigi Abbiati


una baia di libertà

ll tribunale di Bergamo annulla il decreto con cui il Gip aveva deciso il sequestro preventivo su denuncia dei discografici

Pirate Bay torna libero in Italia: accolto il ricorso del sito p2p

di ALESSANDRO LONGO


Pirate Bay torna libero in Italia accolto il ricorso degli sito p2p
THE PIRATE BAY, uno dei più noti siti per il peer to peer, tornerà libero in Italia. È quanto ha deciso ieri il Tribunale di Bergamo, su ricorso della stessa Pirate Bay. Ha annullato, quindi, il decreto del sequestro preventivo emesso contro il sito dal Gip dello stesso Tribunale di Bergamo il primo agosto, su denuncia dei discografici.

Significa che ora i provider internet italiani dovranno riaprire l'accesso dei propri utenti al sito di Pirate Bay, che tra l'altro proprio in questi giorni festeggia un record: è arrivato a quota 15 milioni di utenti unici e a 1,2 milioni di file indicizzati (sono i file, cioè, permette di reperire tramite il proprio motore di ricerca). Nel 2006 gli utenti erano "solo" 4 milioni.

"Questa decisione rappresenta un precedente importante per il peer to peer", commenta Giovanni Battista Galdus, avvocato che insieme a Francesco Paolo Micozzi (entrambi sardi) ha difeso le parti di Pirate Bay. In particolare, di Peter Sunde, svedese, uno degli amministratori del sito e che ha seguito in prima persona la vicenda italiana. Nell'occasione, Sunde aveva scritto parole di fuoco contro l'Italia e contro Berlusconi, definendolo "fascista".

"Il giudice farà sapere le motivazioni dell'annullamento nei prossimi giorni", dice Galdus. Potrebbero essere due: difetto di giurisdizione (il gip non aveva competenza di ordinare qualcosa su un sito con sede all'estero) oppure irregolarità nella modalità del sequestro. Sono i due motivi che abbiamo portato per ottenere l'annullamento". Già al momento del sequestro c'erano stati esperti di diritto, come Andrea Monti (da noi intervistato) che avevano parlato di irregolarità giuridiche: con l'arma del "sequestro preventivo", di fatto il giudice non faceva sequestrare alcunché ma inibiva l'accesso a un sito.

È un momento travagliato per Pirate Bay, non c'è dubbio, ma in un modo o nell'altro quest'idolo dei pirati riesce sempre a cadere in piedi. È pure di questo mese una polemica scatenata in Svezia, per il fatto che le foto dell'autopsia di due bimbi uccisi erano state messe su Internet e rese raggiungibili tramite ricerca su Pirate Bay. Peter Sunde si era rifiutato di rimuovere le foto, in difesa della libertà di espressione. Lo scandalo è passato senza portare danni al sito.

Adesso resta da chiarire un'altra vicenda, collegata al sequestro i Pirate Bay: c'e stata o no anche la violazione della privacy degli utenti Internet italiani? Altroconsumo crede di sì e infatti il 23 settembre ha depositato un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, contro i discografici. "L'ipotesi- spiega l'associazione- è che siano stati raccolti e trattati illecitamente, senza alcuna autorizzazione da parte degli utenti, i dati personali di migliaia di navigatori da parte di un soggetto privato riconducibile alla Ifpi, associazione che rappresenta a livello internazionale le industrie discografiche su diversi Paesi". Accuse che i discografici, per bocca di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana) rigettano con forza: le definiscono, in una nota, "una buffonata colossale che non tiene conto del fatto che ci si trova di fronte ad un procedimento penale seguito dalle forze dell'ordine e dalla magistratura con provvedimenti emessi da magistratura e dalla polizia giudiziaria che non consentono alcuna iniziativa autonoma da parte di privati e che questi ultimi, anche se coinvolti sul piano tecnico, sono comunque soggetti al controllo delle autorità che stanno seguendo l'indagine contro i titolari del sito svedese".

venerdì 12 settembre 2008

olmi e la religione

"Le religioni non hanno mai salvato nessuno, sono sempre
state motivo di divisione. Dio è stato usato come pretesto
per i crimini più crudeli e come strumento di
prevaricazione sui più deboli". Lo afferma Ermanno Olmi,
uno dei grandi registi del cinema italiano, che si è fatto
conoscere dal pubblico nel 1978 con L'albero degli zoccoli,
un affresco corale che racconta la vita degli umili
nell'Italia rurale con forti connotazioni spirituali.

l'articolo di El Pais

giovedì 11 settembre 2008

auguri, america!

La decisione non è stata facile: pubblicare oppure no? Alla fine ha prevalso la voglia d’informare, di mostrare, forse con la segreta convinzione che questo possa aiutare a meglio comprendere gli otto anni che abbiamo alle nostre spalle.

Sì, perché il signore immortalato dagli impietosi scatti di un bravissimo fotografo, non è “… quel tizio che ogni tanto alza il gomito al bar del quartiere”, ma è il Presidente degli Stati Uniti, ripreso sulle tribune olimpiche di Pechino in compagnia della moglie Laura e di una delle figlie, mentre assiste a un incontro che vede impegnata la Nazionale del proprio Paese.

Il Presidente sbeffeggia, urla, grida senza più alcun freno inibitore, vittima di una copiosa libagione che, a detta del Presidente Chavez, dovrebbe perlomeno garantirgli, vista la cornice olimpica, il “( …) podio e la medaglia d’oro degli ubriaconi”.

Al fischio finale le guardie del corpo hanno dovuto sollevarlo di peso per farlo scendere dalle gradinate. Tutto questo sotto gli occhi esterrefatti della moglie e del pubblico. Che tristezza.

La stampa d’oltre atlantico racconta di una ricaduta nel vizio giovanile ( alcolismo). Ed è forse questa la ragione che ha spinto la moglie Laura a lasciare la Casa Bianca già da alcuni mesi.

(grazie a fainotizia)

martedì 9 settembre 2008

billy bragg da riascoltare tutto

e non solo per il suo impegno militante.
all you fascists are bound to lose...

se volete la versione "hard" dirigetevi qui: peccato che non ci sia l'unto...

lunedì 8 settembre 2008

itagliani!!!


La commemorazione del 65° anniversario della difesa di Roma. L'omaggio del Capo dello Stato e un fuori programma

Scontro Napolitano-La Russa su Resistenza e Repubblica di Salò

Il ministro: "I militari combatterono credendo nella difesa della Patria"
Il presidente: "Chi rifiutò l'adesione alla Rsi simbolo della volontà di riscatto del Paese"


ROMA
- Scontro sul ruolo e sul significato della Repubblica di Salò tra il presidente della Repubblica Napolitano e il ministro della Difesa Ignazio La Russa nel corso della commemorazione del 65° anniversario della Difesa di Roma.

Intervenendo prima di Napolitano, La Russa ha elogiato il ruolo dei militari della Repubblica di Salò sostenendo che, "dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria". Netta la replica del Capo dello Stato: la Resistenza, ha sottolineato, "andrebbe forse ricordata nella sua interezza". "Per questo ho parlato di un duplice segno della Resistenza: quello della ribellione, della volontà di riscatto, della speranza di libertà e di giustizia che condussero tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane e quello del senso del dovere, della fedeltà e della dignità che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l'adesione alla Repubblica di Salò".

Il discorso di Napolitano. "Vorrei incoraggiare tutti a rafforzare il comune impegno di memoria, di riflessione, di trasmissione alle nuove generazioni del prezioso retaggio della battaglia di Porta San Paolo, della difesa di Roma e della Resistenza", ha detto Napolitano.

"Tutte le componenti ideali, sociali, politiche, della società italiana, - ha aggiunto - si possono trovare nel sentire come propria la Costituzione, nel rispettarla, nel trarne ispirazione". Il presidente ha esortato tutte le forze politiche ad "animare un clima di condiviso patriottismo costituzionale".

Napolitano ha ricordato: "L'8 settembre 1943 sancì il crollo - nella sconfitta e nella resa, nonostante il sacrificio e l'eroismo dei nostri combattenti - di quel disegno di guerra, in alleanza con la Germania nazista, che aveva rappresentato lo sbocco fatale e l'epilogo del fascismo. Ma quell'8 settembre annunciò nello stesso tempo la nascita della Resistenza, nel duplice segno che la caratterizzò fino all'insurrezione vittoriosa e alla Liberazione del 25 aprile del'45".

Nel clima "di dissoluzione e pauroso sbandamento che seguì l'armistizio con le forze angloamericane, avrebbe davvero potuto essere travolta la patria : così non fu, così non sarebbe stato, perchè nacque in quello stesso giorno un decisivo moto di riscossa e di rinascita, che chiamammo ben presto Resistenza".

L'intervento di La Russa. "Farei un torto alla mia coscienza - ha invece detto il ministro La Russa - se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".

Il ministro ha negato di aver avuto dissensi con il Capo dello Stato. "Nessun contrasto, neanche il più larvato, col presidente Giorgio Napolitano con il quale anzi mi sono intrattenuto fino alla fine in forma cordialissima" ha detto al termine della cerimonia. "A chi volesse cercare a tutti i costi polemiche pretestuose - ha aggiunto La Russa - invito a leggere tutto il mio intervento in cui il breve riferimento, non genericamente ai soldati della Rsi, ma ai militari caduti della Nembo è inserito in un ampio, costante, grato omaggio e riconoscimento a quanti si immolarono in quell'8 settembre per la libertà e la democrazia".

L'omaggio di Alemanno. Anche il sindaco di Romche ci avviamo anche versotutaa Gianni Alemanno ha reso omaggio agli italiani civili e militari che "per primi eroicamente cominciarono la lotta di liberazione della nostra patria", dopo l'armistizio di Cassibile.

Sulle dichiarazioni di La Russa vedi anche qui

Dopo la presa d'atto che viviamo ormai in una ditta
tura economica e mediatica, arriva la manifesta volontà di riportarci a una dittatura politica tout court.
Ma la russaaa, mi lasci perplesso come politico oltre che come individuo: possibile che tu non abbia ancora capito che in itaglia non occorre più il manganello? Bastano le tv del tuo amico presidente per creare consenso. Dài retta a me, non forzare, avete già vinto...Per ora.

meno male che in itaglia siamo al sicuro...

Saranno inseriti tutti i cittadini dai tredici anni in su con un ruolo pubblico o "pericolosi socialmente"

Edvige, la schedatura di massa che fa arrabbiare i francesi

dal nostro corrispondente GIAMPIERO MARTINOTTI

PARIGI - Si chiama Edvige: dietro un nome così suadente, si nasconde una schedatura di massa dai contorni ben poco attraenti, cioè la possibilità offerta alla polizia francese di catalogare migliaia di persone, a partire da tredici anni, e di riunire in un solo schedario informatico numerosi dati personali che le riguardano. Edvige: sfruttamento (exploitation) documentario e valorizzazione dell'informazione generale. Qualcosa cui George Orwell, nel suo 1984, non aveva pensato. Anche se in questo campo la Francia non è mai stata particolarmente all'avanguardia, pochi elementi bastano a dare qualche brivido.

Autorizzato dal 1° luglio scorso, Edvige può riunire "dati a carattere personale" riguardanti tutte le persone a partire da tredici anni. Potranno essere inseriti nello schedario informatico lo stato civile, l'indirizzo di casa, la targa automobilistica, i numeri di telefono, l'indirizzo mail e "i segni fisici particolari e obiettivi, fotografie e comportamento, informazioni fiscali e patrimoniali, dati relativi all'ambiente della persona, in particolare di chi intrattiene o ha intrattenuto con lei relazioni dirette e non fortuite".

Immediata e comprensibile la reazione negativa delle associazioni per i diritti civili : leggendo queste disposizioni, sembra evidente che un nero, un maghrebino, un rom, un omosessuale, un travestito verranno subito segnalati in quanto tali. Secondo il decreto che ha autorizzato Edvige, lo schedario riguarderà "gli individui, gruppi, organizzazioni e società che, a causa della loro attività, individuale o collettiva, sono suscettibili di minacciare l'ordine pubblico". Non solo : nello schedario saranno raggruppate le informazioni riguardanti chi "ha sollecitato, esercitato o esercita un mandato politico, sindacale o economico" oppure che svolgono "un ruolo istituzionale, economico, sociale o religioso significativo". Parlare di schedatura politica non è fuori luogo.

Eppure, non è una novità e su questo si appoggia il governo. Fino al 30 giugno scorso, in Francia esistevano i Renseignements Généraux, organo di polizia il cui compito era quello di informare il governo e i prefetti su tutto quel che avveniva sul terreno politico, sociale ed economico. Con la riforma, i Renseignements sono stati inseriti in una nuova struttura, che sfrutterà lo schedario Edvige. L'esistenza stessa di una schedatura di questo tipo, anche se più artigianale com'era in passato, sorprende, ma è tipicamente francese. Un esempio molto concreto : tutti i corrispondenti della stampa estera (compreso naturalmente chi scrive queste righe) hanno un dossier a loro nome ai Renseignements Généraux e il ministero degli Esteri accredita i giornalisti stranieri soltanto dopo aver ottenuto il via libera dei poliziotti.

Il governo risponde alle critiche basandosi proprio sull'esistente : Edvige non fa altro che raccogliere l'eredità di uno schedario creato nel 1991 (cioè all'epoca di Mitterrand) e offre maggiori garanzie di controllo. Ciò non toglie che faccia comunque impressione : il centrista François Bayrou e numerose associazioni hanno presentato ricorsi al Consiglio di Stato, che si pronuncerà in dicembre. Il ministro della Difesa, Hervé Morin, e la presidente della Confindustria transalpina, Laurence Parisot, hanno criticato l'iniziativa e chiesto chiarimenti. Il leader di uno dei principali sindacati, François Chérèque, è stato il più chiaro di tutti : "Non è perché esisteva già una schedatura vergognosa che la si deve ufficializzare. Questo schedario non deve esistere in un paese democratico".

A poco servono le assicurazioni date ieri da un portavoce del ministero dell'Interno : nessuno sarà indicato come omosessuale, ma sarà segnalata l'eventuale presidenza di un'associazione di lotta contro l'omofobia. Il che, sostanzialmente, non cambia le cose. Unico salvagente : Edvige non potrà essere interconnesso con nessun altro schedario informatico.

giovedì 4 settembre 2008

un pò di chiarezza sul cyberpunk...

...dal 1991.

mercoledì 3 settembre 2008

non se ne può proprio più..






...ognuno deve essere libero di non essere più se, come, e quando vuole; soprattutto libero da pastoie religiose, burocratiche e/o quant'altro. E' tutta e solo roba NOSTRA!!!
Modi d'uso.




La risposta della regione dopo la richiesta del padre della ragazza: "Le strutture sanitare devono garantire nutrizione e idratazione"

Eluana, stop della Lombardia: "Non sospendere l'assistenza"

Beppe Englaro: "E' solo un altro ostacolo legale. Andremo avanti"

MILANO - "Il personale sanitario non può sospendere l'idratazione e l'alimentazione artificiale del paziente". Sono le parole del direttore generale della Sanità della regione Lombardia Carlo Lucchina, che si è espresso sulla vicenda di Eluana Englaro, la ragazza in coma irreversibile dal 1992. Ma Beppe Englaro, padre di Eluana non ci sta: "C'è un decreto e deve essere eseguito, seguiremo tutte le vie legali perchè ciò avvenga".

Nei giorni scorsi Englaro, Beppe Englaro, avevo chiesto alla regione in quale struttura far ricoverare la figlia, per poter interrompere il trattamento che la tiene in vita, dopo che la Corte d'Appello di Milano aveva autorizzato la sospensione delle cure.

La lettera. Nella risposta ufficiale, la Regione spiega: "La richiesta avanzata non può essere esaudita in quanto le strutture sanitarie sono deputate alla presa in carico diagnostico - assistenziale dei pazienti". La precisazione si riferisce in particolare agli hospice. "In tali strutture, hospice compresi, deve inoltre essere garantita l'assistenza di base che si sostanzia nella nutrizione, idratazione e accudimento delle persone".

Lucchina lancia anche un monito al personale: "Il personale sanitario che procedesse, in una delle strutture del Servizio Sanitario, alla sospensione dell' idratazione e alimentazione artificiale verrebbe dunque meno ai propri obblighi professionali e di servizio anche in considerazione del fatto che il provvedimento giurisdizionale, di cui si chiede l'esecuzione, non contiene un obbligo formale di adempiere a carico di soggetti o enti individuati".

Il padre. L'ennesimo stop delle istituzioni non spaventa Beppe Englaro. "Ormai è solo una questione legale - spiega il padre di Eluana - C'è un decreto e deve essere eseguito, quindi seguiremo tutte le vie legali perchè ciò avvenga. Andremo fino in fondo, perché è questa la strada che stiamo seguendo Ora vedremo dal punto di vista legale come superare quest'altro ostacolo".

il grande G?

Il colosso di Mountain View lancia il suo navigatore in stile 2.0: concorrenza diretta a Microsoft Internet Explorer e Firefox

Google Chrome, il super browser: leggero, semplice, velocissimo

Integra la possibilità di navigare in forma anonima

di RICCARDO BAGNATO

SIGNORE e signori, ecco a voi il nuovo browser di Google. Già disponibile online da scaricare e installare sul proprio computer, ma solo (per adesso) per utenti Windows. Gli utenti Mac e GNU/Linux dovranno aspettare un mese circa. Prime impressioni: velocissimo, capace di aprire più pagine senza risentirne in termini di prestazioni. E semplicissimo.
Annunciato ieri sul blog aziendale, accompagnato da 38 pagine disegnate dal fumettista Scott McCloud che ne descrivono intenti e specifiche tecniche, la notizia che il numero uno, il gioiello di Mountain View, scendeva in campo con un proprio browser ha letteralmente invaso il Web.

Ventiquattr'ore separavano l'annuncio dall'arrivo online dell'applicazione. Tutti in attesa di poterla testare, di vedere con le proprie mani l'ultima, definitiva mossa di BigG per consolidare il proprio dominio fra le dotcom.

Ed eccolo: "Shipping today" direbbe qualcuno, pronto da scaricare all'indirizzo www.google.com/chrome. Google Chrome lancia così l'ennesima sfida al nuovo Internet Explorer 8, rilasciato in versione beta pochi giorni fa da Microsoft (che conta il 73,8% di preferenze fra gli utenti con in suoi browser); all'eterno, ma valoroso pretendente al trono, Firefox (18,4%), nato dalle ceneri di Netscape; al rinnovato e veloce Safari di casa Apple (6%), allo scandinavo Opera (1%), che nulla ha da invidiare ai suoi contendenti.
E lo fa in puro stile Google: tagliando i ponti con il passato, utilizzando le ultime tecnologie a disposizione come WebKit, il motore dell'applicazione, già sfruttato da BigG per il browser del sistema cellulari Android, o Google Gears per facilitare la scrittura da parte degli sviluppatori di applicazioni e plugin; fino a riscrivere da zero applicazioni per l'occasione come nel caso della macchina virtuale javascript denominata V8. Il tutto all'insegna del Web 2.0, completamente open source, e - garantiscono a Mountain View - con un occhio aperto alla privacy dell'utente e l'altro alla velocità e stabilità del browser.

Repubblica.it lo ha provato per voi. Veloce, sia nell'installazione che, soprattutto, nella navigazione, il nuovo browser di Google colpisce per la sua leggerezza, semplicità grafica e stabilità. Sandbox, ovvero l'opzione con cui è possibile leggere alcuni suggerimenti mentre si scrive l'indirizzo web assomiglia a quanto già offre Firefox, migliorato semmai e ampliata la gamma di scelte. Mentre da un altro concorrente, Opera, Chrome mutua e adatta la pagina "I più visitati", una schermata preimpostata che si apre al momento dell'avvio del programma, in cui il nuovo browser offre l'immagine e il link alle ultime pagine web consultate dall'utente.

Ma come si comporta BigG per tutelare la privacy dell'utente? Chrome permette non solo di cancellare la cronologia (possibile anche con altri browser), ma di navigare senza raccogliere dati inerenti quanto stiamo consultando: si chiama "Incognito" e garantisce che le pagine visitate non compariranno nella cronologia web. Nota dolente: non è proprio immediato capire come attivare questa funzione. Ma non solo. Come altri browser, la nuova creatura di Mountain View avvisa il navigatore se il sito che si sta guardando è stato inserito in qualche lista nera, e quindi potrebbe nascondere una truffa.

Vediamo nel dettaglio: la velocità del nuovo prodotto di Google è notevole, ma per essere tale non lesina certo sulle risorse del computer. Senza però esagerare. D'altra parte in occasione della presentazione di Chrome, è stato ribadito più volte che il consumo non sarebbe stato ridotto in modo significativo rispetto i concorrenti. Un semplice esperimento lo dimostra. Testando infatti i tre browser principali - Ie7, Firefox e Chrome - con lo stesso numero di pagine aperte, quest'ultimo richiede più risorse. Per verificarlo è sufficiente aprire il proprio task manager e controllare. Nel nostro caso, più per curiosità che per precisione, ecco il risultato: Ie7, Chrome 86368 KB, Firefox 77224 KB, e Ie7 71620.

Detto ciò, Chrome è un prodotto radicalmente diverso dagli altri browser. Flessibile, scalabile, promette grandi cose. Concettualmente simile al sistema operativo Unix, dove ogni processo, ogni azione, viene separata e isolata per evitare che un singolo incidente possa causare il crash dell'intera applicazione e la conseguente perdita di dati.

Ma siamo ai blocchi di partenza. La versione di Chrome è rigorosamente beta. Come vuole la tradizione, soprattutto quella che fa capo a Larry Page e Sergey Brin, fondatori del motore di ricerca più conosciuto al mondo. I quali non hanno dimenticato, né possono dimenticare il grande merito che ha la comunità open source nello sviluppo dei software. Una sensibilità che si può notare anche nei piccoli dettagli. Basta cliccare sul menu e consultare il pannello delle opzioni di Chrome per leggere, terza tab a destra, un'inusuale descrizione del contenuto: "Roba da smanettoni". Ancora. In occasione dell'uscita di Chrome è stato messo online anche un nuovo sito www.chromium.org, dove chi vuole, oltre a raccogliere ulteriori informazioni sul nuovo prodotto, può partecipare allo sviluppo del software.

qualcosa in più...

prime falle...

martedì 2 settembre 2008

numeri porno

lunedì 1 settembre 2008

descolarizzare la società

"...non avevo mai avuto dubbi sull'importanza di estendere a tutti la scuola dell'obbligo; ma siamo arrivati a capire che per la maggior parte delle persone l'obbligo della frequenza scolastica è un impedimento al diritto di apprendere."


"Si ritrova in questo libro anche la convinzione che bisognerebbe “descolarizzare” non soltanto le istituzioni ma l' ethos della società.
L’istruzione universale non è attuabile attraverso la scuola. Ne' lo sarebbe di più se si ricorresse a istituzioni alternative costruite sul modello delle scuole attuali. Ugualmente non servono allo scopo ne' nuovi atteggiamenti degli insegnanti verso gli allievi, ne' la proliferazione delle attrezzature e dei sussidi educativi (in aula e a casa), ne', infine, il tentativo di allargare la responsabilità del pedagogo sino ad assorbire l'intera vita dei suoi discepoli. All'attuale ricerca di nuovi
imbuti didattici si deve sostituire quella del loro contrario istituzionale: trame, tessuti didattici che diano a ognuno maggiori possibilità di trasformare ogni momento della propria vita in un momento di apprendimento, di partecipazione e di interessamento."

"Intendo qui discutere certi inquietanti problemi che si pongono una volta accettata l'ipotesi di una possibile «descolarizzazione» della società; determinare i criteri che possono aiutarci a riconoscere le istituzioni che meritano di essere potenziate per il loro contributo all'apprendimento in un ambiente descolarizzato; e precisare quegli obiettivi individuali che possono favorire l'avvento di una Età del tempo libero (schole) in opposizione a un'economia dominata dalle industrie dei servizi."

(Ivan Ilich)

trovate tutto qui...

Non ci sono uomini poco interessanti.

Sono i loro destini storie di pianeti.

Tutto, nel singolo destino, è singolare,

e non c'è un altro pianeta che gli somigli.


Ma se qualcuno è vissuto inosservato

- e di questo s'è fatto un amico -

tra gli uomini è stato interessante

anche col suo passare inosservato.


Ognuno

ha un mondo misterioso

tutto suo

e in esso c' è l’attimo più bello

e l'ora più angosciosa,

solo che noi non ne sappiamo niente.

(tratto dalla poesia “Uomini” di Evgenij Evtusenko)