mercoledì 31 dicembre 2008
martedì 30 dicembre 2008
sabato 27 dicembre 2008
buon natale...

Raid israeliano su Gaza. Decine di morti.
Stamattina gli aerei con la stella di David hanno attaccato la Striscia di Gaza, colpendola con una ventina di razzi. Fonti palestinesi parlano di una strage. Ucciso anche il capo della polizia.
piombo fuso...
“Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”
venerdì 26 dicembre 2008
ducati shoes
La scarpa dell'anno
La scarpa Baydan Ducati 271 è il personaggio del 2008. E' la scarpa più famosa del mondo. Il giornalista Muntazer Al Zaidi ha fatto dono delle sue al presidente Bush in visita in Iraq. Paese dove, in questi anni, Bush ha esportato la democrazia. Muntazer ora si trova in carcere e rischia fino a 15 anni, sette anni e mezzo per scarpa. Il processo inizierà la settimana prossima. L'imputazione è di aggressione contro un capo di Stato straniero durante una visita ufficiale.
La solidarietà per Muntazer, vittima di un errore giudiziario, è scattata in tutto il mondo. La società turca Baydan sta producendo 500.000 paia di scarpe Ducati 271 per tutti coloro che vogliono dare un saluto di addio a georgedabliubush. Noi non ci siamo tirati indietro. Una società italiana distribuisce nel mercato arabo una scarpa di propria produzione con il nome del giornalista Muntazer. Il fratello di Muntazer, Thargam al Zeidi, non l'ha presa bene. Ha annunciato che citerà la società in giudizio.
Lo psiconano può diventare il miglior sponsor delle imprese italiane all'estero. Qualunque cosa made in Italy un giornalista gli tiri addosso, un successo mondiale. L'omaggio di oggetti a Berlusconi potrebbe fare da traino alle nostre esportazioni. So che è difficile, i giornalisti non riescono neppure a fargli le domande. Non si arrischierebbero a tirargli un foulard. Un peccato, una "scarpa Berlusconi" sarebbe venduta come il pane in tutto il pianeta, vale almeno due punti del nostro prodotto interno lordo.
Le scarpe di Muntazer sono state distrutte dai servizi di sicurezza iracheni per timore che contenessero esplosivo. Un grande equivoco, era un gesto di affetto. Ai nostri politici doniamo delle scarpe. Avranno molto da camminare nel nuovo anno. Gli saranno utili. Qualche suggerimento per la stagione inverno-primavera 2009.
Napolitano: un vecchio scarpone d'Ungheria
Lo psiconano: gli stivali delle sette leghe, per una fuga sicura nel 2009
Veltroni: babbucce color PDmenoelle, rosa-marronescuro per il matinée, ma anche sandali infradito per il pomeriggio in spiaggia
D'Alema e Violante e Fassino: scarpette rosse e tutù per un ultimo tango ad Arcore
Brunetta: due trampoli
Calderoli: galosce verdi lega per porcilaie
Carfagna: due scarpette di cristallo da indossare nel prossimo calendario
Gelmini: stivali alti di cuoio nero sopra le ginocchia, mi fa impazzire
Bassolino: scarponi sci discesa per le discariche campane.
Fate scorta di scarpe vecchie, non buttatele via. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
(dal blog di Beppe Grillo)
Fatevi anche un giro qui, è meglio della plei stescion!!!
martedì 23 dicembre 2008
venerdì 19 dicembre 2008
l'itaglia premia emilio fede...
giovedì 18 dicembre 2008
ma c'è ancora qualche...
mercoledì 17 dicembre 2008
come per Carlo
in una morte a vent'anni
a questo sangue in comune
a questo morire da cani
(Stefano Giaccone)
Anche per te, Alexandros Andreas Grigoropoulos, ne avevi quindici...
martedì 16 dicembre 2008
se lo dice persino lui...
Nuova condanna del presidente della Camera a 70 anni dai provvedimenti
"Fare i conti con questa vergognosa pagina alla quale l'Italia e il Vaticano si adeguarono"
Fini: "Leggi razziali, un'infamia e la Chiesa non si oppose"
Levata di scudi nel mondo politico cattolico: "Sulla Chiesa Fini sbaglia"
Un richiamo apprezzato invece da Veltroni, Bondi e dalla comunità ebraica
Ridirei ciò che ho detto. Di fronte alle vivaci prese di posizione non solo dal mondo cattolico contro le sue parole Fini è tornato sul tema ribadendo il concetto. "Ho espresso un convincimento, direi quasi banale, non pensavo che potesse determinare delle polemiche politiche. Io mi riferivo al 1938 e non al 1942. Leggere dichiarazioni polemiche fa parte del quotidiano di un politico, ma io riscriverei il concetto che ho detto perché mi sono documentato e ho fatto riferimento ad un documento del Vaticano del 2000 sulla Chiesa e gli errori del passato".
"Vergogna". Fini usa parole dure, come "infamia", "odiosità" e "vergogna" per riferirsi ai provvedimenti varati da Mussolini: "La loro odiosa iniquità si rivelò in particolare contro gli ebrei che avevano aderito al fascismo. Ma l'ideologia fascista da sola non spiega l'infamia - sottolinea il presidente della Camera - c'è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica". Oggi Fini e il presidente degli ebrei italiani Renzo Gattegna hanno scoperto una targa nella sala della Regina a Montecitorio per ricordare il settantesimo anniversario.
Il significato. Fare i conti con "l'infamia storica" delle leggi razziali per Fini significa "avere il coraggio di perlustrare gli angoli bui dell'anima italiana, sforzarsi di analizzare le cause che la resero possibile, in un Paese profondamente cattolico e tradizionalmente ricco di sentimenti di umanità e solidarietà".
Le cause. Tra le cause delle leggi razziali, ricorda il presidente della Camera, "c'è l'anima razzista che il fascismo rivelò nel 1938, ma già presente nell'esasperazione nazionalistica che caratterizzava il regime e la politica coloniale". E alla base della "mancata reazione della popolazione", continua, ci furono altri elementi, come "la propensione al conformismo" o la "possibile condivisione della popolazione, negata ma presente, dei pregiudizi e delle teorie antiebraiche, una vocazione all'indifferenza più o meno diffusa". Dunque, "denunciare l'inequivocabile reponsabilità politica e ideologica del fascismo non deve portare a riproporre lo stereotipo autoassolutorio e consolatorio degli 'italiani brava gente'".
Le reazioni del mondo politico cattolico. Dopo la netta presa di posizione di Fini, una levata di scudi bipartisan nel mondo politico cattolico. Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), ha detto: "La Chiesa ha sempre con forza contrastato le leggi razziali, cercando di aiutare gli ebrei perseguitati anche a rischio della vita di numerosi sacerdoti, suore e laici. Questi sono i fatti, lo testimoniano le pagine dalla storia". Gli ha fatto eco Enrico Farinone (Pd): "Sul fatto che leggi razziali fossero un'infamia siamo d'accordo. Sul fatto che nemmeno la Chiesa sia opposta no. Generalizzare non serve". Secondo Renato Farina (Pdl): "Che la Chiesa non si sia opposta alle leggi razziali è una leggenda nera, e dispiace che il presidente Fini si adegui a questa versione della storia politically correct".
Anche Veltroni d'accordo con Fini. D'accordo con le parole di Fini sulla chiesa poco esposta contro le leggi razziali si dichiara Walter Veltroni: "Sono una verità storica, una verità palmare" su cui sono incomprensibili le polemiche. A sostegno di Fini interviene anche il segretario del Pri, Francesco Nucara: "Parole coraggiose, veritiere. Del resto, c'è poco da discutere, visto che Giovanni Paolo II si scusò con il popolo ebraico per le leggi razziali e altro ancora. Vogliamo sperare di non essere noi gli unici a ricordarsi di Wojtyla". Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi è convinto che l'applicazione delle leggi razziali del 1938 "fu permessa da un generale ottundimento degli italiani che in buona parte, per quieto vivere, non si esposero troppo a favore degli ebrei".
"La chiesa non prese una posizione sul massacro degli ebrei". "Un richiamo che apprezzo perché ricorda che il mancato pronunciamento ufficiale della Chiesa di allora contro la Shoah favorì il persecutore nazista" è il commento dell'ex presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Amos Luzzatto alle parole del presidente della Camera Gianfranco Fini. "A tutt'oggi siamo nelle condizioni di dover dire che, a parte l'ipotetica enciclica di Pio XI, la chiesa cattolica non prese una posizione ufficiale sul massacro degli ebrei. E il silenzio - continua Luzzatto - rafforzò indubbiamente la possibilità del regime nazista di non doversi guardare le spalle. Quando deportarono gli ebrei romani è impossibile che in Vaticano non si sapesse".
da pensarci su...
“E ora che abbiamo perso, ci vuole Gramsci”.
No, non sono le parole del compagno Paolo Ferrero dal palco del congresso nazionale di Rifondazione comunista, né si tratta di un intervento di Fausto Bertinotti dalle pagine di “Liberazione” a seguito della disfatta elettorale del 13 e 14 aprile 2008.
A scrivere che “ci vuole Gramsci, cioè che è necessario un progetto gramsciano anche nel centrodestra” è Angelo Crespi, attuale consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi, già docente di “Storia del giornalismo” presso l'Università Cattolica di Milano e collaboratore dei quotidiani “Il Giornale” e “Il Foglio”.
E' il 15 aprile del 2006, e l'Unione di Romano Prodi ha da poco (e di poco) vinto le elezioni politiche, alla Camera e al Senato.
Dalle pagine del settimanale di cultura “Il Domenicale”, ideato e finanziato da Marcello Dell'Utri, il direttore Crespi diffonde questa analisi: al centro-destra è mancata “una adeguata politica culturale per creare quel consenso indispensabile per ottenere la rivoluzione liberale che si preconizzava nel 1994 e poi nel 2001 [...]. Solo attraverso la cultura può realizzarsi una vera rivoluzione [...]”. Infine, un dichiarato attacco al pluralismo (malattia infantile del centro-destrismo): “Quando si è trattato di scegliere uomini, dare prebende, incardinare esperti nei vari settori della cultura, ci siamo comportati da ingenui liberali”.
Traduzione: occorre organizzare un monopolio culturale che tolga ossigeno alla sinistra. Cioè, non più concedere spazi, né patrocini, né incarichi.
Parola di Angelo Crespi, e cioè di Marcello Dell'Utri.
Facciamo ora un salto indietro, arrivando al meeting del 2000 di “Comunione e Liberazione”, a Rimini. Ospiti dell'anno: Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti.
All'interno del meeting viene allestita una mostra anti-risorgimentale dal titolo “Un Tempo da riscrivere: il Risorgimento italiano”.
Attenzione al verbo-chiave: “riscrivere”, perché sarà proprio questo il punto centrale di tutto l'intero programma culturale del centro-destra italiano dell'ultimo decennio.
Intellettuali di diverso pensiero politico, da Scalfari a Montanelli, esprimono preoccupazione. Il cenacolo dongiussaniano risponde con rassicurante pacatezza. E cita Gramsci: “Antonio Gramsci, che non era un chierico, sosteneva che il Risorgimento fu borghese e antipopolare” (Da CL una risposta ai laici, di Giancarlo Cesana).
Vero. Che però Gramsci contesti il Risorgimento borghese da comunista, e non da restauratore della monarchia papalina, sono dettagli che per Cesana non contano.
Stacco di camera: torniamo al 2008. Licio Gelli ha (assurdo, vero?) un programma su “Odeon Tv”, dove riformula simpaticamente la storia del Fascismo (“Sono nato fascista e morirò fascista”), loda l'operato della Loggia massonica P2 e consegna pubblicamente il testimone a Silvio Berlusconi: per il completamento del Programma di Rinascita democratica “l'unico che può andare avanti è Silvio Berlusconi”.
Primi ospiti della trasmissione “Venerabile Italia”: Giulio Andreotti e Marcello Dell'Utri.
Nomi che tornano...
Ora: accantoniamo momentaneamente questa storia, ed entriamo in una libreria alla ricerca di un bel libro di poesia.
Tra le novità editoriali degli ultimi anni vi è certamente la collana di Poesia de “Il Saggiatore”, a cura di Davide Rondoni.
Copertine colorate, titoli attraenti.
Si tratta per la precisione di titoli molto interessanti, soprattutto per un lettore “impegnato”, alla ricerca delle pietre miliari della letteratura (chiedo venia per la necessaria banalizzazione) “di sinistra”: alla ricerca cioè di una poesia critica, di contestazione.
C'è Arthur Rimbaud, c'è Allen Ginsberg.
Inoltre: due antologie dall'evocativo titolo: Subway (Poeti italiani underground) e I disobbedienti (Da Teognide a Pasolini: poeti dell'impegno civile).
Li compro tutti quanti.
Ma chi è Davide Rondoni?
Poeta bolognese e giornalista de “L'Avvenire”, milita sin da ragazzo in “Comunione e Liberazione”, fedele allievo di Don Giussani.
Opinionista spesso legato alle campagne più ideologiche della destra italiaca, è uomo ultimamente legato al Ministro Sandro Bondi, a cui ha anche regalato, nel 2007, la pubblicazione del terribile libello poetico Perdonare Dio, con sua piuttosto generosa nota prefazionale.
Dopo la vittoria di Berlusconi, alle politiche del 2008, Rondoni approda finalmente al “Tg1”, dove non di rado si possono ascoltare le sue opinioni culturali.
Utilizzando una categoria gramsciana probabilmente cara a Crespi, Rondoni è un intellettuale organico al Popolo delle libertà.
Che senso ha, dunque, una collana di poesia “di sinistra”, a cura di un intellettuale della destra di governo?
Arrivo alla tesi di questo pezzo: in atto è, lo abbiamo visto, un processo di “riscrittura” della Storia d'Italia, dal Risorgimento al Secondo Stato degli anni '70 (P2, Gladio, servizi deviati), passando naturalmente per la storia del Fascismo e della Resistenza.
Un piano fondamentale di riscrittura e diffusione di una Storia del Novecento in chiave piduista e clerico-fascista (Mussolini, occorre ricordarlo, fu sorretto dalla Loggia massonica P1: la storia del Secondo Stato ha una sua coerenza).
Attiguo a questo processo di “riscrittura” vi è, secondo me, un progetto secondario ma non meno insidioso, che consiste nella “neutralizzazione” delle radici culturali, novecentesche, della Sinistra italiana.
Si vuole cioè minare sin dalle fondamenta l'identità stessa della Sinistra italiana, attraverso una continuativa azione di disinformazione storiografica e dequalificazione terminologica.
Tutte le false notizie diffuse negli ultimi mesi su Gramsci (ucciso dai compagni di Partito, suicidato, anzi no: redento) si inseriscono, disordinatamente, in questo quadro generale, così come in esso si inseriscono tutte le citazioni selvagge e decontestualizzate che la destra opera nei confronti dei testi del marxismo o più semplicemente del pensiero critico tout court del defunto secolo.
Ad esempio: se apriamo l'antologia Subway (Poeti italiani underground) ci troviamo di fronte ad un'antologia poetica del tutto neutrale, nata a seguito di un concorso finalizzato alla distribuzione di opuscoli poetici all'interno delle metropolitane di Milano.
Niente di male, davvero, se non fosse che tutto il vocabolario Beat (Underground, Subway) viene qui consapevolmente depurato da ogni valenza sociale e semanticamente svalutato sino alla neutrale indicazione urbanistica, tanto più che le poetiche qui raccolte sono del tutto eterogenee, con una netta predominanza del tema diaristico-confessionale.
Allo stesso modo I disobbedienti (a cura di Umberto Piersanti, poeta che è solito definirsi “anti-sessantottino”) è un elenco inconcludente (assieme a Pasolini e Ginsberg vi sono Petrarca, Jacopone da Todi, Ezra Pound, Quasimodo...) e in cui il disordine ideologico della selezione sottintende questa chiara valutazione: la disobbedienza non è una prerogativa della sinistra, l'impegno civile è sempre esistito, e l'egemonia della sinistra nel genere “civile” è solamente un accidente storico (che noi stiamo combattendo).
Ma bene, non fossilizziamoci sul piccolo pesce della poesia italiana contemporanea all'interno del mare sconfinato della “cultura di massa”: l'esempio Rondoni valga dunque come parabola.
Pensiamo piuttosto al Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che da due anni a questa parte si è mutato in post-moderno discepolo di Marx.
Pensiamo ad un libro come La paura e la speranza, in cui tutte le tesi “No global” contro il mondialismo, il neo-liberismo e la finanziarizzazione dell'economia, vengono strumentalizzate per proporre, infine, una ricetta di destra (elemosine ai poveri, e finanziarie a Confindustria).
“Il re è nudo!” – grida il re.
Oppure pensiamo ai neo-fascisti, che si sono improvvisamente trasformati in militanti di “Casa Pound” e del “Blocco studentesco”.
Sono anche loro No-global, il loro simbolo è il lampo nel cerchio dei Centri sociali degli anni '90, occupano scuole, sono contro il “Capitale”, e intonano “Né rossi né neri...”.
Né neri? Ma se fino al 2007...
Va bene, lasciamo perdere i vischiosi tragitti della “trama”. Il ragionamento che faccio è molto semplice: la crisi strutturale sta per esplodere. Il 2009 sarà un anno micidiale. Il vocabolario, la terminologia, la teoria della “lotta al sistema”, devono solidamente stare nelle mani della Destra, e cioè del Palazzo capitalistico, strategicamente alleato (proprio come ai tempi della marcetta su Roma) con gli ambienti più conservatori (e sinistro-fobici) del Vaticano.
Prevenire la rinascita della sinistra, anticipandone tempi e parole d'ordine. Et voila: storia e genesi del nuovo populismo.
Ecco l'operazione in atto: esproprio terminologico, neutralizzazione culturale della sinistra, riscrittura della storia d'Italia.
La notizia, ultima, della conversione di Gramsci (che foss'anche vera non sarebbe minimamente fonte di scandalo) viene strumentalmente presentata da “Corriere della Sera” e “Tg2” come una notizia bomba, addirittura “rivoluzionaria” dal punto di vista della rilettura della cultura politica italiana. Suvvia: si tratta, evidentemente, di una mera operazione mass-mediale di destabilizzazione iconografica.
Insomma: Gramsci, Pasolini, l'anticlericale Rimbaud, e in fondo in fondo anche Carletto Marx: fossero oggi in vita, voterebbero certamente per Berlusconi, o figurerebbero ai convegni di “Comunione e Liberazione”, tra Formigoni e l'agente “Betulla”. Qualcuno di voi ha per caso dei dubbi?
Paradossale, ma probabilmente è proprio questo il messaggio subliminale che vuole essere introdotto nell'inconscio collettivo degli italiani.
Sia chiaro: io non credo che esista un “complotto”. Rondoni ha tutto il diritto di esprimere il proprio pensiero e di svolgere le proprie operazioni culturali, così come non vi è nessun male a ipotizzare un'eventuale conversione religiosa del leader comunista Antonio Gramsci.
Sarebbe anzi opportuno porre definitivamente la questione del superamento del dualismo ideologico del Novecento (ma ora non è questo il luogo per sviluppare l'argomento).
Trovo sinceramente comprensibile, razionale ed anche giusto, che da destra si tentino queste operazioni egemoniche.
Incomprensibile è piuttosto che la sinistra in Italia non debba mai rendersi conto di niente, o che preferisca (e non ci è dato ancora sapere per quale arcana patologia o fallimentare tatticismo) sempre e soltanto tacere.
Io propongo allora questo: delle tavole rotonde della sinistra culturale.
Scrittori, intellettuali, giornalisti, assieme a politici, dirigenti e militanti, “illuminati”: riuniamoci per organizzare una risposta strutturata e di amplio respiro, che coinvolga ed attraversi tutte le diverse forme di comunicazione e di diffusione del pensiero.
Il “Partito degli intellettuali” non può essere ridotto ad una coalizione tecnocratica allo sbando, incapace di rispondere al fascismo di ritorno.
Concludo citando Walter Benjamin, dalle Tesi di filosofia della storia (ora in Angelus Novus): “Il pericolo sovrasta tanto il patrimonio della tradizione quanto coloro che lo ricevono. Esso è lo stesso per entrambi: di ridursi a strumento della classe dominante. In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla. Il Messia non viene solo come redentore, ma come vincitore dell’Anticristo. Solo quello storico ha il dono di accendere nel passato la favilla della speranza, che è penetrato dall’idea che anche i morti non saranno al sicuro dal nemico, se egli vince. E questo nemico non ha smesso di vincere.”.
(grazie a carta sporca)
lunedì 15 dicembre 2008
venerdì 12 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
censori padani

Firefox ci consentirà di tornare alla vecchia modalità della lettera che nessuno intercettava, a meno che qualche postino voyeur ci mettesse il becco?
E che Maroni non ce li rompa, intanto non sa neanche di cosa parla...
martedì 9 dicembre 2008
natale? 'n'ata vota...

Non date retta alle stronzate di silvio, lo consiglia anche Don Giorgio; regalatevi un pò di vita...e non abbonatevi a Sky.
Buone vacanze...fra un pò...
lunedì 8 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
sabato 6 dicembre 2008
obbediscono

I vescovi e il papa minacciano mobilitazioni contro i tagli alle scuole cattoliche e nel giro di pochi minuti il governo li tranquillizza: «potete dormire su quattro cuscini». Un emendamento lampo ripristina i fondi per gli istituti paritari.
giovedì 4 dicembre 2008
big brother è in america
La denuncia è di due ricercatori americani del "Cline center for democracy" dell'università dell'Illinois, che hanno studiato, comunicato per comunicato, tutti i messaggi che George W. Bush ha veicolato ai media e, quindi, agli americani. Messaggi corretti, per ragioni di opportunità politica, anche a distanza di anni. "Siamo di fronte alla riscrittura della storia", denunciano Scott Althaus, professore dell'università di Illinois, e Kalev Leetaru, coordinatore presso il Cline center for democracy.
L'analisi ha dimostrato tutte le modifiche che hanno interessato cinque documenti ufficiali, con indicato il numero dei Paesi aderenti alla cosiddetta "coalizione dei volenterosi": vale a dire le nazioni che, nel 2003, si schierarono con l'America nell'invasione dell'Iraq. Per dimostrare che alcuni di questi documenti sono stati sottoposti a successive modifiche, i due studiosi si sono serviti, tra le altre cose, delle pagine conservate nel più grande archivio mondiale dei siti web: è quello offerto dall'"Internet archive" (www. archive. org), un'organizzazione no-profit fondata nel 1996 a San Francisco.
A differenza delle copie cache di Google, che forniscono solo una versione recente di una data pagina, questo archivio mondiale mantiene una copia originale di ogni singola pagina che ha registrato. A novembre vi erano conservate 85 miliardi di pagine, tutte con l'indicazione del giorno in cui sono state catturate. E qui non c'è correzione che tenga, visto che la versione "fotografata" e salvata è necessariamente quella originale. Utilizzando questo importante strumento di raffronto, i ricercatori hanno scoperto l'operazione che ha interessato alcuni di questi comunicati stampa. A distanza di anni, solo tre di questi cinque documenti, con l'elenco dei Paesi a favore della guerra in Iraq, possono essere ancora consultati tramite il sito della Casa Bianca. Gli altri due sono stati cancellati tra il 2003 e il 2006. Quando si è cambiato il testo, non si è provveduto a correggere la data di pubblicazione del comunicato, per far sembrare il tutto più naturale possibile. "La nostra ricerca dimostra che ci sono stati aggiornamenti e cancellazioni sistematiche delle informazioni pubbliche, tra il 2003 e almeno il 2005", spiegano i curatori della ricerca, dal titolo "Modificando la storia, la soluzione americana".
L'esempio più lampante è quello di uno dei primissimi comunicati stampa, attraverso il quale Bush rendeva noto l'elenco dei Paesi che lo sostenevano nell'invasione dell'Iraq (http://www. whitehouse. gov/infocus/iraq/news/20030327-10. html). Si tratta di un documento del 27 marzo 2003: vi compaiono 49 nazioni.
Ma c'è un particolare: "Si tratta di un falso storico", denunciano i due ricercatori. In quel periodo, infatti, gli Stati che appoggiavano l'America erano 45. "Sembra che la Casa Bianca abbia sistematicamente voluto cancellare parte del suo passato. Quel che è grave, è che tutto è avvenuto in segreto. Nel caso di questa lista della 'coalizione dei volentorosi' siamo riusciti a dimostrare tutti i cambiamenti", spiegano Althaus e Leetaru, che non escludono altri "sbianchettamenti". Analizzare tutti i comunicati stampa che documentano questi delicati mesi per l'amministrazione Bush non è semplice. E' un gioco di date, nomi che si aggiungono salvo poi sparire dopo pochi mesi.
Un altro esempio è offerto da un comunicato datato 21 marzo 2003: stavolta nella lista ci sono 46 nazioni, inclusa l'America. Il mese seguente, però, questa lista viene corretta: una "manina" aggiunge l'Angola e l'Ucraina, portando il totale a 48. La data del comunicato stampa resta invariata (21 marzo), e nessuno spiega che quel testo è stato cambiato. Quella lista resta visibile per più di due anni, salvo poi sparire del tutto. Ma attenzione: resta il link, sparisce solo il contenuto della pagina (http://www. whitehouse. gov/news/releases/2003/03/20030321-4. html).
L'elenco, intanto, cresce di un'altra unità, su un altro comunicato: accade il 13 aprile 2003, quando si aggiunge lo stato di Tonga. Ma anche questo sparisce, salvo poi ricomparire nel novembre 2004 con una importante modifica (http://web. archive. org/web/20041103233844/http://www. whitehouse. gov/infocus/iraq/news/text/20030327-10. html). Il correttore stavolta ha eliminato il Costa Rica: lo Stato, infatti, aveva fatto notare di non essere mai stato a favore della guerra in Iraq, chiedendo di essere rimosso dalla "coalizione dei volenterosi".
Ovviamente non si fa alcun riferimento al suo inserimento erroneo: lo si cancella, e si fa credere che quel comunicato risalga al 13 aprile 2003. A oggi - si evince dalla ricerca - non c'è un singolo documento nell'archivio ufficiale della Casa bianca che faccia riferimento al dato reale, e storicamente vero, di 46 Paesi pro-guerra in Iraq (45, escludendo l'America). Solo Archive. org conserva il comunicato con questo dato (http://web. archive. org/web/20030407164355/http://www. whitehouse. gov/news/releases/2003/03/print/20030321-4. html).
A chi fa notare che ci troviamo di fronte a modifiche "poco rilevanti", avvenute molti anni fa, i due studiosi replicano: "Se si è spesa così tanta energia per cambiare un dato, possiamo solo immaginarci cosa sia potuto accadere a documenti più sensibili pubblicati sul sito della Casa Bianca. In ogni caso, il risultato è sempre lo stesso: si altera un dato storico, contenuto in documenti ufficiali". Tra l'altro, viene fatto notare, questi continui cambiamenti della lista hanno avuto anche effetti su Wikipedia: "La confusione creata, ha fatto sì anche anche l'enciclopedia degli utenti, adesso, proponga una versione rivista della storia", riportando comunicati "sbianchettati" che vengono considerati storicamente corretti.
Il sito della ricerca: http://www. clinecenter. uiuc. edu/airbrushing_history/
(da la Repubblica)
mercoledì 3 dicembre 2008
Il Papa alle banche: "Obiettivo primario
sia la solidarietà verso le fasce più deboli"
E la bancadidio è in prima linea...Repetita iuvant?sky, liberi di scegliere (dopo congruo(?) pagamento)
Berlusconi torna all'attacco: "Una figuraccia per la sinistra e la stampa"
E mi scappa da ridere...
sempre più spettinato...

e imbecille...
Berlusconi: "Regolamentare internet, farò una proposta al G8 di gennaio"
e 2Maroni chiarisce la questione...
martedì 2 dicembre 2008

Cesare Petrillo, co-direttore con Vieri Razzini della società di distribuzione indipendente Teodora Film, si spoglia a sostegno del quotidiano Il Manifesto, a rischio di chiusura. Venerdì 5 dicembre in un numero speciale del giornale, tra i vari contributi ci sarà Petrillo a tutta pagina e in costume adamitico a sostegno del quotidiano. Per la Teodora Film non sarà l'unica iniziativa: devolverà al Manifesto anche l'incasso del primo giorno d'uscita (venerdì 12 dicembre) del film "Il giardino di Limoni" di Eran Riklis, vincitore del Premio del Pubblico al Festival di Berlino
lunedì 1 dicembre 2008
guerra di bande
Murdoch manda in onda uno spot contro l'aumento dell'Iva per pay tv. Il premier: danni anche a Mediaset. Pd: «Colpite famiglie e concorrente»
Infuria la polemica per l’inserimento tra le misure anti-crisi decise dal governo del raddoppio dell’Iva, dal 10 al 20 per cento, sul canone degli abbonamenti alle pay tv. Berlusconi contrattacca affermando che «anche Mediaset è danneggiata» e Sky «aveva un privilegio».
«Così sono a rischio gli investimenti», avverte invece l’ad di Sky Italia Tom Mockridge che rincara la dose: «Questa è concorrenza sleale». Intanto la polemica si trasferisce sul terreno della politica: «Siamo da capo a dodici. Il governo - afferma Walter Veltroni - prende una misura che è un aumento delle tasse sulle famiglie, perchè non parliamo di famiglie ricche ma dei tifosi delle squadre di calcio. Nei Paesi occidentali si fa così, in Italia invece - prosegue - Berlusconi pensa che Sky debba chiudere, che l’opposizione debba dire di sì, che chi la pensa diversamente da lui non vada bene».
Il provvedimento sull’Iva approvato dal Governo prevede un raddoppio dell’imposta «per le 4,7 milioni di famiglie che hanno liberamente scelto di abbonarsi ai nostri prodotti», ribadisce una nota di Sky. «Ciò significa - prosegue - che qualora questo provvedimento fosse confermato dal Parlamento, a partire dal primo gennaio ogni cliente di Sky avrà un aumento delle imposte sul suo abbonamento pari al 10%». Intanto Sky si rivolge direttamente ai propri abbonati in un «promo» (guarda il video) informativo in onda sui canali della propria piattaforma dalle 12,30 di oggi: «Se il Parlamento non lo bloccherà - recita lo spot - , questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a segreteria.presidente governo.it. Per dire al governo al vostra opinione».
Dal fronte del governo, parla Roberto Maroni: «Mi pare che in questo momento di difficoltà, in cui c’è bisogno che tutti facciano dei sacrifici, la norma sulla pay tv sia giusta». «Sky non può essere penalizzata: da molti anni garantisce un’informazione sopra le parti. Nessuno vuole accusare il presidente del Consiglio di conflitto di interessi. Diciamo che si è trattato di un errore. Ma a questo errore si può e si deve rimediare in Parlamento, così come l’UdC ha immediatamente proposto». Lo dichiara Lorenzo Cesa, segretario nazionale centrista. Ribatte «molto rumore per nulla» il presidente della Commissione Trasporti e Tlc della Camera, Mario Valducci: «La legislazione vigente sulle Tv a pagamento - spiega - è, infatti, una legislazione molto favorevole che prevede l’Iva agevolata senza peraltro richiedere molte norme ostative previste in altri Paesi occidentali». La Commissione di vigilanza Rai valuta oggi «gli atti del governo e tireremo le conclusioni». Sulla questione, ha detto il presidente Riccardo Villari, «più equilibrio sarebbe stato consigliabile».
a proposito di guadagnare voti...
domenica 30 novembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
doveroso
"Non usiamo più l'espressione morti bianche"
A giudizio di articolo21 - associazione che si occupa dei problemi dell'informazione - hanno perfettamente ragione: "Non c'è alcunchè di 'bianco', di candido, in quelle morti. Quelli sul lavoro- ricorda Corradino- sono morti in modo violento e tragico. E non sono tragiche fatalità come qualcuno le dipinge... Non c'è alcunchè di fatale in quelle morti. Semmai c'è qualcosa di colposo, di criminoso".
maggiori info su nomortilavoro con tanto di purtroppo macabro elenco
la sentenza sulla vergogna di bolzaneto 2001
Le motivazioni della sentenza sul "carcere speciale" del G8 di Genova. "I giudici non possono essere influenzate dal clima politico"
A Bolzaneto fu tortura "ma in Italia non esiste"
di MARCO PREVE
GENOVA - A Bolzaneto i detenuti vennero torturati, le testimonianze delle vittime furono circostanziate e addirittura "prudenti", ma i giudici devono condannare in base a condotte criminose per delineate, che non possono essere influenzate dal clima politico. E' questa in sostanza, e ad una prima lettura delle 441 pagine, il succo delle motivazioni della sentenza sul processo di Bolzaneto.
La sentenza, quest'estate aveva deluso chi si aspettava condanne esemplari per la vergogna del carcere speciale del G8 bollato come luogo di torutra da Amnesty international. Il tribunale presieduto da Renato De Lucchi pronunciò una sentenza di condanna per 15 persone e 30 assoluzioni, comminando pene variabili fra i 5 mesi e i 5 anni. I reati contestati agli imputati, a vario titolo, erano abuso d'ufficio, violenza privata, falso ideologico, abuso di autorità nei confronti di detenuti o arrestati, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali .
Nelle motivazioni i giudici spiegano che "la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di tortura ha costretto l'ufficio del pm a circoscrivere le condotte inumane e degradanti (che avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata nelle convenzioni internazionali)".
E più avanti sottolineano che "anche in questo processo, quantunque celebrato in un'atmosfera caratterizzata da forti contrapposizioni politico-ideologiche sia sui mezzi di informazione che nell'opinione pubblica, sono stati portati a giudizio non situazioni ambientali o orientamenti ideologici, bensì, ovviamente, singoli imputati per specifiche e ben individuate condotte criminose loro attribuite nei rispettivi capi di imputazione, che costituiscono la via maestra da cui il giudicante non deve mai deviare, pena la violazione dell'altro cardine del nostro sistema di garanzie processuali rappresentato dall'art. 24 della Costituzione".
mercoledì 26 novembre 2008
martedì 25 novembre 2008
lunedì 24 novembre 2008
marketing fascista
Ridere? Non so più...
vota, se vuoi lavorare
Lo spot è stato rimosso ma qui sotto si può vedere...
Vedi anche l'articolo
domenica 23 novembre 2008
sabato 22 novembre 2008
giovedì 20 novembre 2008
99 fosse
Vergogna nazista su YouTube online le canzoni antisemite
Si chiamano 99 Fosse e nelle loro canzoni riversano l' odio verso gli ebrei, deridono la Shoah e i campi di sterminio. Con i più noti 99 Posse, gruppo musicale legato ai centri sociali, non hanno niente a che vedere. Sabato scorso le loro canzoni sono finite su Youtube, grazie ad un utente che si è firmato "Karl Gebhardt", proprio come il medico personale di Heinrich Himmler, capo delle SS. Ma ieri i brani sono stati tutti rimossi, anche dopo la condanna bipartisan espressa a Montecitorio, pur con qualche distinguo. La polizia postale, da parte sua, ha aperto un' indagine. Il reato potrebbe essere quello previsto dalla legge Mancino, che condanna "gesti, azioni e slogan legati all' ideologia nazi-fascista, e aventi per scopo l' incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali». I 99 Fosse nascono nella seconda metà degli anni Novanta, e producono un solo Cd: "Zyclon B", come il veleno usato per sterminare gli ebrei nelle camere a gas. Anno dopo anno, i testi deliranti della loro musica si diffondono nel circuito degli skin e dell' estrema destra. Con Youtube, Emule (il programma per scaricare la musica) e i social network diventa tutto più facile. Viene creata una pagina sulla piattaforma "Netlog", dove hanno decine di supporter, tutti con nickname di chiara ispirazione fascista. Ma i loro fan si riuniscono anche nella sezione italiana del forum neonazista «Storm Front». Per quanto riguarda la loro identità, sulla quale si sta concentrando la polizia postale, un commentatore racconta che il cantante è stato visto «in un concerto skin, a Roma». Tutte le canzoni si richiamano a brani noti. Uno di questi è "Anna non c' è", riedizione di "Laura non c' è" di Nek, e che insulta Anna Frank. Ma c' è anche Himmler (basato su "Gianna" di Rino Gaetano) e Nati sotto la stella di David (da "Nata sotto il segno dei pesci" di Venditti). Tra i primi a condannare i testi, Leone Paserman, presidente della Fondazione museo della Shoah, che si dice «sconvolto». Per il portavoce della comunità ebraica di Milano, Yasha Reibman «ci sono delle leggi che andrebbero applicate». Il segretario del Pd, Walter Veltroni, sollecita la rimozione del materiale da internet: «Sono uno spettacolo terribile e avvilente quelle canzoni antisemite, l' uso derisorio di parole terribili che dovrebbero invece provocare una immediata ripulsa». Sulla stessa lunghezza d' onda Marco Minniti, ministro degli Interni del governo ombra, che si appella al collega Roberto Maroni, chiedendogli che i «video antisemiti vengano rimossi». Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che la scorsa settimana è stato in visita ad Auschwitz, ha auspicato la chiusura «di tutti i siti che inneggiano all' antisemitismo». Polemiche invece a Montecitorio. Giorgio Clelio Stracquadanio (Pdl) sottolinea che le dichiarazioni antisemite sono sostenute anche da «forze politiche internazionali di sinistra» e fa l' esempio dell' Ucoii, definita una «organizzazione paraterrorista». Gli risponde Fabio Evangelisti (Idv), il quale ricorda che l' Ucoii è «riconosciuta dal ministero dell' Interno». E mentre la Lega, attraverso Marco Giovanni Reguzzoni, invita a «non fare pubblicità» a «questi stupidi», Rocco Buttiglione (Udc) chiede ai colleghi di non usare la questione come «l' occasione per l' ennesimo scontro fazioso». - MARCO PASQUAe per approfondimenti vai a Femminismo a Sud, as usual...
mercoledì 12 novembre 2008
linux nella Pubblica Amministrazione
Domanda retorica o inutile?
sabato 8 novembre 2008
l'ottavo presidente della repubblica itagliana...
Lettera aperta dell'ex presidente della Repubblica alle forze dell'ordine
"Sbagliate le cariche adesso, bisogna aspettare che sparino a qualcuno"
I consigli di Cossiga alla Polizia: "Prima una vittima, poi mano dura"
Fini frena: "Chi usa le cinte è solo una minoranza rumorosa"
Alemanno: "La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione"
ROMA - Aveva iniziato consigliando l'uso di infiltrati nei cortei ed evocando le maniere forti da parte delle forza dell'ordine. Oggi Francesco Cossiga torna a dispensare suggerimenti, non richiesti, al capo della polizia Antonio Manganelli. E sono di nuovo parole destinate ad alimentare polemiche. "Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti", dice. Considerazioni tutt'altro che condivise dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie. Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze". Intanto il suo collega di partito e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica il ministro dell'Istruzione: "La Gelmini si è mossa male".Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell'ex presidente è affidato a una lettera aperta: "Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato le manifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore strategico" reagire con "cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante".
La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita".
"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi.
I tempi dell'intervento. "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti".
La replica di Fini. Una visione apocalittica, quella di Cossiga, che però non trova proseliti. "Sono convinto che oggi ci sia un maggiore senso di appartenenza - osserva Gianfranco Fini - ed è bello vedere che nelle scuole, anche in questi giorni, giovani di destra e di sinistra si confrontano".
Alemanno: "Gelmini si è mossa male". Non entra nel merito della riforma, il sindaco di Roma, ma critica l'atteggiamento del ministro Gelmini che si sarebbe mossa "senza partecipazione", lasciando "alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo, e non in ritardo come abbiamo fatto". Chiaro il riferimento al comportamento del ministro, sottolineato dalla precisazione del portavoce di Alemanno, Simone Turbolente, che smentisce "categoricamente" che il sindaco "abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma Gelmini, come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state evidentemente male interpretate".
(da la Repubblica)
partenza col piede sbagliato?
Obama ha nominato capo dello staff della Casa Bianca Rahm Emanuel.
Il padre di Rahm Emanuel è stato membro dell’Irgun, il noto gruppo terrorista sionista, insieme al padre della Tzipi Livni.
Vero che i figli non devono per forza portare il fardello dei padri, ma non è un bel biglietto da visita da presentare ai palestinesi.
All’indirizzohttp://en.wikipedia.org/wiki/Rahm_Emanuel è possibile saperne di più.
In Israele intanto, alcuni soldati umiliano un giovane palistinese che, legato e bendato, viene costretto a dire frasi volgari tra le risate generali.
venerdì 7 novembre 2008
fare scuola...
e anche qui...
onda???
La Gelmini non ha fermato l'Onda. Roma, interviene la polizia
Ma quale "onda", si abbia il coraggio di chiamarla tsunami, almeno! O forse si ha paura di definirla col suo vero nome, MOVIMENTO, e magari solo perché viene dal basso e dà fastidio - '68 docet - ai partiti e ai sindacati concertativi? Insomma a coloro che notoriamente, e solo per convenienza, da sempre provano a cavalcare l'onda?
Chicca della Cortellesi sull'ingessata...
A Roma ritorna la voglia di immaginare...
e a Torino quella di incontrare gli operai.
giovedì 6 novembre 2008
ma va?
Borsa, forti perdite in Europa. Non bastano Obama e i tassi
Sta a vedere che c'è qualcosa, come dire, di più sostanziale, forse strutturale?
"F" la lettera scarlatta
Niente affido per i genitori fumatori distante dalla capitale britannica:
«Aiuteremo le coppie a smettere»
Una decisione che fa discutere ma che dal 2010 sarà norma valida in un comune poco distante dalla capitale britannica: i fumatori non potranno ottenere l’affido di bambini. La decisione è stata presa dal Redbridge Council, il primo comune nei pressi di Londra a decretare che le famiglie di fumatori non possono ottenere l’affido se non in circostanze eccezionali. L’autorità locale ha spiegato che la decisione mira a proteggere i bambini "dai danni del fumo passivo".
Altre amministrazioni in tutto il Paese hanno introdotto simili misure, soprattutto in relazione all’affido di bambini molto piccoli, ma il divieto deciso dalle autorità di Redbridge ha la portata più ampia. «Sappiamo di esserci addentrati in un terreno minato perchè alcune persone penseranno che vogliamo intrometterci nelle loro libertà personali», ha dichiarato il Councilor Michael Stark. «Ma sappiamo anche che il fumo aumenta il rischio di malattie gravi in età infantile. A conti fatti, abbiamo scelto di proteggere i bambini: non dovrebbero crescere in un ambiente dove respirano fumo passivo».
In compenso, il comune fornirà aiuto alle coppie per smettere di fumare. La Fostering Network, un ente benefico che rappresenta associazioni attive nel settore dell’affido, ha commentato dicendo che nessun bambino sotto i 5 anni dovrebbe essere affidato a famiglie dove si fuma. Tuttavia l’ente aggiunge: in Gran Bretagna tanti bambini non riescono a trovare una famiglia cui essere affidati e non dovrebbe accadere che genitori potenzialmente idonei all’affido vengano esclusi solo per una sigaretta occasionale. Critica la lobby del tabacco: «È una manovra che fa parte della campagna in corso per stigmatizzare i fumatori. Escluderà tante persone che costituirebbero dei genitori eccellenti per i bambini senza famiglia».
mercoledì 5 novembre 2008
ahi ahi, silvio
Il premier rilancia la Tav e avverte: "Fermare i cantieri è contro la democrazia"
Berlusconi: "Anche la forza per realizzare i trafori alpini"
Poi ancora accuse alla Rai: "Conduttori appecoronati sulla sinistra ci attaccano"
Con parole molto simili a quelle poi ritrattate usate per annunciare l'intervento della polizia contro le occupazioni di scuole e università, Berlusconi ha sottolineato che una minoranza non può pretendere di fermare un cantiere, "perché questo non è espressione diretta di democrazia, va contro ai cittadini, ai viaggiatori e allo Stato".
Economia. Parlando al Salone del ciclo e del motociclo aperto oggi a Rho-Pero, il premier ha toccato anche altri temi di attualità. "Stiamo lavorando a dei provvedimenti governativi per cercare di contenere la crisi economica - ha detto - Non voglio anticipare nulla, ma la settimana prossima avrete delle novità. Faremo cose buone per il bene del Paese". Sul decreto, ha precisato, "stiamo lavorando, uscirà nei prossimi giorni, è ancora presto. Bisogna dare un impulso a sostegno delle banche e delle famiglie per resistere alla crisi che non deve ricadere sull'economia reale". Sull'entità, ha detto ancora, "non dò cifre, l'unica sono i 16 miliardi a disposizione per le grandi infrastrutture".
(da la Repubblica)
grazie stati uniti d'america...
...perché ci avete tolto dalle palle l'ultimo - sperem - vergognoso e irresponsabile rappresentante di una dinastia che, in quasi vent'anni di regno, ha dato un forte contributo al disastro ambientale, economico e sociale di questo pianeta. Questa sì che è una importante missione davvero condotta a termine!Bush:"Missione compiuta" (in riferimento a una delle poche battaglie vinte in Iraq...)
martedì 4 novembre 2008
nuovo squadrismo
Dopo la messa in onda delle aggressioni del Blocco studentesco in piazza Navona. Telefonate a Rai3: "Vi abbiamo identificato a voi ed ai vostri familiari" Scontri, i filmati a "Chi l'ha visto?"Rai assalita, minacce ai redattori
Ultrà di destra hanno scavalcato i cancelli di via Teulada lanciando uova marce. Il Pd chiede una informativa del governo alla Camera. Minniti: "Individuare i responsabili"
ROMA - Irruzione alla Rai, minacce ai giornalisti di Chi l'ha visto? Gli ultrà di destra puntano l'indice contro la trasmissione di Rai3 che ieri sera ha mostrato un filmano inedito dell'aggressione ad un gruppo di giovani in piazza Navona, mercoledì scorso.Irruzione in via Teulada. Una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna, ieri notte hanno scavalcato i cancelli della sede di via Teulada, lanciando uova marce contro le pareti. Sono fuggiti prima che arrivasse la Polizia, ma stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia a nome di Forza Nuova sono giunte alla redazione di Chi l'ha visto?. Per i volti di quegli aggressori del Blocco Studentesco mostrati durante la trasmissione, gli estremisti hanno promesso ai redattori pesanti ritorsioni: "Vi abbiamo identificato, a voi ed ai vostri familiari".
Le telefonate di minaccia. Una voce maschile, adulta, con voce apparentemente pacata, ha chiamato la redazione da un'utenza fissa: "Abbiamo visto la vostra trasmissione dove chiedete nome, cognome e indirizzi di chi è stato fotografato. Noi faremo lo stesso con tutti voi: chi ha visto voi; chi lavora con voi; dove abitate, e poi verremo sotto le vostre case". Sono seguite altre tre telefonate dello stesso tenore.
Sciarelli: "Mai chiesti nomi e cognomi". "Ma noi non abbiamo mai coinvolto il pubblico", replica Federica Sciarelli, conduttrice della trasmissione. "Non ho sollecitato i telespettatori a fornire alcuna indicazione. Mi sono solo limitata a dire 'guardate queste immagini': tutto qua".
"Sono dei ragazzini spaventati". Nel filmato, mandato in onda al rallentatore, sono ripresi gli scontri avvenuti prima dell'aggressione davanti al bar Navona: "Guardate la faccia sgomenta e preoccupata dei ragazzi, sono dei ragazzini - commenta la Sciarelli - sono veramente dei ragazzini che scappano, spaventatissimi da quello che sta succedendo".
Forza nuova: "La sinistra scalda gli animi". Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova - sigla che finora era rimasta 'ufficialmente' lontana dagli incidenti - si è affrettato a dichiarare la sua profonda indignazione per la trasmissione e la "volontà di certa sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza contro i ragazzi di destra. Hanno tracciato una lista di proscrizione nei confronti di militanti politici".
Curzi: "Azione squadrista". L'irruzione nella sede Rai di via Teulada ha mobilitato i vertici della Rai: il presidente Claudio Petruccioli ha telefonato preoccupato al ministro dell'Interno. Lunga telefonata anche tra il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, e il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli. Sandro Curzi, ex direttore TG3, oggi consigliere d'amministrazione della Rai, è convinto che il "blitz in via Teulada di fatto rivendica la legittimità dell'azione squadristica di piazza Navona contro la pacifica manifestazione di protesta degli studenti".
Camera, il Pd chiede informativa. Alla Camera Emilia De Biasi, del Pd, ha chiesto che il ministro dell'Interno riferisca sul "blitz che riveste una straordinaria gravità". Anche per Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd, "serve una immediata iniziativa del ministero dell'Interno". "Tali gesti intimidatori - ha aggiunto - vanno immediatamente stroncati individuando responsabili, mandanti, strutture illegali che li rendono possibili. Serve una immediata iniziativa del ministero dell'Interno".
Mussolini: "Fatti andati diversamente". Immediata la replica di Alessandra Mussolini, di Alternativa Sociale: "I fatti sono andati diversamente: qualcuno - sostiene - ha usato il servizio pubblico radiotelevisivo per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco. Quella trasmissione serve per trovare le persone scomparse, non per metterne altre nelle mani dei facinorosi".
Idv: "La maggioranza condanni". Duro il commento del capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi. "L'irruzione nella sede Rai - dice Donadi - è un episodio di estrema gravità, che non va sottovalutato e su cui deve essere fatta immediatamente chiarezza. Sarebbe molto grave se qualcuno cercasse di giustificare questo atto. E' necessario che il governo e la maggioranza condannino subito e senza remore questo episodio".
La condanna del Pdl. Anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha stigmatizzato l'accaduto. "L'azione perpetrata nel centro di Produzione di via Teulada - ha detto l'esponente della maggioranza - nei confronti della trasmissione 'Chi l'ha visto' è un fatto grave che condanniamo fermamente. Ai giornalisti ed ai tecnici della sede Rai esprimiamo solidarietà".
Fnsi: "Atto squadristico". "E' la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza, questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese", si legge in una nota del Sindacato dei giornalisti italiani. "Chiediamo, con forza - si legge ancora nella nota -, al ministro dell'Interno Roberto Maroni ed alla Magistratura che facciano piena luce sul gravissimo episodio perseguendo i responsabili di questo atto di stampo chiaramente squadristico".
(4 novembre 2008) da la Repubblica

Squadrismo fascista











