sabato 1 dicembre 2007

e la moratti si vanta

C’era una volta Roma Ladrona. In seguito il virus si è diffuso in tutta Italia. Il federalismo del malloppo ha fatto breccia nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni.
Il giornalista Sansa, autore, insieme al collega Offeddu del Corriere della Sera del libro: “Milano da morire”, ha rilasciato al blog un’intervista sulle assunzioni al Comune di Milano.
Quel Comune, ex capitale morale, con la Moratti, sindaco eletto, democraticamente, grazie al contributo elettorale di sei milioni di euro donati dal marito petroliere Cip6 Gianmarco Moratti. Un piccolo giro conto dalle nostre bollette dell’Enel.
Sansa afferma, carte alla mano, che la Moratti ha assunto 63 persone esterne all’amministrazione, 49 come dirigenti. Secondo l’articolo 110 del testo unico i contratti con dirigenti esterni non devono superare il 5% del totale. A Milano sono il 25% del totale.
Sansa sostiene che il costo dei magnifici 63 esterni costa NOVEMILIONI di euro all’anno. La Corte dei Conti e la Procura di Milano stanno indagando.
E i curriculum dei 63 morattini? Di tutto rispetto.
Sentite Sansa: “C'è chi vanta esperienze negli scout e ha un compenso di 108.870 euro. C’è chi è stato assistente di un parlamentare, poi capo di gabinetto di un assessore alle politiche sociali del comune di Milano, 149.280 euro.”
Milano non ci sta a essere seconda a nessuno. La Lega lo sa meglio di tutti. Roma è ladrona, ma Milano non perdona.
Se questo è l’antipasto del federalismo fiscale, la portata successiva è la bancarotta.
guarda qui

torino film festival 2007

Torino, vince Abrahamson con Garage



Premiato il film del regista irlandese.
Il riconoscimento speciale della giuria
a Woo Ming Jin per il lungometraggio
The elephant and the sea
TORINO
È «Garage» dell’irlandese Lenny Abrahamson, il miglior lungometraggio della 25 esima edizione del Torino Film Festival. Il film, delicata e crudele fiaba contemporanea, si aggiudica il premio di 25mila euro. Il premio speciale della giuria va a «The elephant and the sea» di Woo Ming Jin (10mila euro), mentre il premio per la miglior attrice va Joan Chen per il film «The home song stories di tony ayres» (Australia, 2007) e il premio per il miglior attore a Kim Kang-Woo per il film «Gyeongui seon / The railroad» di Park Heung-sik (Corea del Sud).

La cerimonia di premiazione è in corso al Cinema Ambrosio di Torino. La Giuria di «italiana.doc» del 25° Torino Film Festival, composta da Daria Menozzi, Bruno Oliviero, Stefano Savona, ha assegnato il premio per il miglior documentario italiano, in collaborazione con Persol (euro 10mila) a «La Naciòn Mapuce» di Fausta Quattrini (Svizzera/Italia/Argentina, 2007), «per il dispositivo cinematografico che aderisce interamente al suo soggetto e per aver saputo rivelare attraverso la storia del popolo Mapuce come ogni storia particolare, colta nei suoi momenti chiave, possa riguardare tutta l’umanità nelle sue inaspettate potenzialità».

Premio speciale della Giuria (euro 5mila) a «L’esame di Xhodi» di Gianluca e Massimiliano De Serio (Italia, 2007) «per aver saputo raccontare con inconsueta padronanza dei mezzi espressivi la straordinaria, quotidiana esperienza della creazione artistica».

Menzione speciale a «Biùtiful Cauntri» di Esmeralda Calabria, Giuseppe Ruggiero e Andrea D’Ambrosio (Italia, 2007) «per il raggiunto equilibrio tra impegno civile e rigore espressivo». La giuria di «italiana.corti» del 25° Torino Film Festival, ha assegnato a «Giganti» di Fabio Mollo il premio per il miglio cortometraggio, in collaborazione con Lancia (10mila euro) «per l’originalità e la delicatezza con cui ha saputo raccontare una realtà del sud ed una particolare condizione esistenziale come quella dell’adolescenza. Un racconto misurato e realista che tuttavia non rinuncia ad un finale altamente evocativo», mentre il premio speciale della giuria -premio Kodak (3mila euro in pellicola cinematografica) a «Primogenito Complesso» di Lavinia Chianello e Tomàs Creus (Italia/Brasile, 2007) «perchè è un’opera capace di far vivere attraverso l’animazione emozioni profonde e inquietudini proprie dello scorrere della vita».

Menzione speciale a «Il resto di una storia» di Antonio Prata. Premio miglior cortometraggio di «Spazio Torino» è stato assegnato a «Il lavoro» di Lorenzo De Nicola, mentre ad aggiudicarsi il Premio Cipputi 2007 è stato «In fabbrica» di Francesca Comencini.

pasolini e new york

Fino al 18 dicembre un fitto calendario di incontri, proiezioni, letture, concerti
in diversi spazi della città, dal Lincoln Center all'Istituto italiano di cultura
New York celebra Pier Paolo Pasolini
vita e opere del poeta delle ceneri
di RITA CELI

New York celebra Pier Paolo Pasolini
vita e opere del poeta delle ceneri


Pier Paolo Pasolini
POETA, giornalista, scrittore, pittore, regista. Non è possibile sintetizzare l'opera e l'arte di Pier Paolo Pasolini, intellettuale e narratore del dopoguerra ucciso nel 1975, all'età di 53 anni. A diciassette anni dall'ultima retrospettiva al MoMA, Pasolini torna a New York che fino al 18 dicembre celebrerà l'artista italiano con Pier Paolo Pasolini: Poet of ashes, un fitto calendario di mostre, seminari, incontri, proiezioni, spettacoli teatrali, letture, appuntamenti musicali e cinematografici.

FOTO IN MOSTRA A NEW YORK


"Nessuna singola istituzione, forma d'arte o tendenza politica può contenere le sue energie, arrabbiate e squisite", ha scritto il New York Times nell'articolo dedicato agli incontri pasoliniani che verranno ospitati da diverse istituzioni newyorchesi, come il Lincoln Center, che ha in programma la rassegna cinematografica Epifanie Eretiche, e l'Istituto italiano di cultura, che celebrerà il "poeta delle ceneri" con mostre, letture e conferenze.

Pur spaziando dal grande schermo alla prosa, dal romanzo alla poesia, Pasolini non è molto conosciuto negli Stati Uniti. L'ultima retrospettiva al Museum of Modern Art risale del 1990 ma ancora Pasolini, sempre secondo il New York Times "l'artista più prodigiosamente talentuoso prodotto dall'Italia", offre materia di acceso dibattito.

Il poeta emarginato e ribelle, nato a Bologna nel '22 e cresciuto a Casarsa, in Friuli, visitò New York nell'estate del 1966. Lì conobbe Allen Ginsberg, scrittore e omosessuale come lui. E lì avrebbe voluto ambientare un film su san Paolo, che non fu mai realizzato.

Il centro cinematografico del Lincoln Center ha preparato la rassegna Epifanie eretiche: i pellegrinaggi cinematografici di Pier Paolo Pasolini, che comprende la retrospettiva dei film da Accattone al Vangelo secondo Matteo, fino al 4 dicembre. Una serie di poster e locandine, invece, sono in mostra fino al 2 dicembre alla Frieda & Roy Furman Gallery.

Oltre che il regista, verrà celebrato anche Pasolini poeta e scrittore con diverse iniziative all'Istituto italiano di cultura, con la partecipazione della nipote Graziella Chiarcossi e di Vincenzo Cerami. "Mi sono sempre tenuto lontano dalle commemorazioni del mio maestro" ha spiegato Cerami, alunno di Pasolini alle scuole medie quando il professore friulano insegnava materie letterarie, "ma adesso è passato del tempo, è sopraggiunta una certa serenità e dunque la manifestazione diventa l'occasione per fare il punto su Pasolini".

"Non lo si può capire fino in fondo concentrandosi solo su un linguaggio" ha detto ancora Cerami prima della partenza. "Per capire ogni singola opera bisognerebbe partire da quella immediatamente precedente. Se si vuole comprendere un film bisogna aver letto il romanzo o l'articolo di giornale o il poema che lo ha preceduto. A New York andremo a proporre una concezione dell'arte nella sua complessità, per far emergere come Pasolini sia stato lo storico più importante del nostro dopoguerra. Nessun altro meglio di lui ha descritto quello che accadeva a livello antropologico, oltre che politico, dal fascismo al boom economico, fino all'esplodere del terrorismo" ha aggiunto Cerami, che terrà anche due incontri su Il racconto della realtà alla Yale University il 30 novembre e al Cuny Graduate Center il 3 dicembre.

L'Istituto italiano di cultura ospiterà anche una serie di documentari - tra cui Una disperata vitalità (1998) di Mario Martone e Laura Betti, III B facciamo l'appello (1971) di Enzo Biagi - e una mostra fotografica intitolata La verità del corpo con le foto di scena di Angelo Novi sui set dei film da Mamma Roma (1962) a Teorema (1968).

Il 29, 30 e 31 novembre, invece, a La MaMa Experimental Theater Club andrà in scena la performance teatrale Monnezza diretta da Andrea Mancini e Lorenzo Bassotto. Il 4 dicembre al Walter Reade Theater del Lincoln Center, infine, ci sarà lo spettacolo musicale Accattone in Jazz con Roberto Gatto alle percussioni, Danilo Rea al pianoforte e voce recitante di Valerio Mastandrea, che declamerà alcuni passi dal copione del film d'esordio di Pasolini.

In occasione di questa celebrazione uscirà il libro in inglese Pier Paolo Pasolini. The Poet of Ashes curato da Andrea Mancini e Roberto Chiesi. Dopo New York, la retrospettiva su Pasolini si trasferirà ad Atene prima di fare ritorno oltreoceano, a Toronto e a Los Angeles.

giovannino non c'è più






















neanche lino - il duca - e pancrazio, vecchio compagno di scuola...
state bene, ovunque voi siate...

rigurgiti chiesastici

Resi noti i contenuti della "Spe Salvi" tutta centrata sui rapporti tra scienza e fede
"La ragione deve vincere sull'irazionalità, ma non può essere staccata da Dio"
Benedetto XVI, la seconda enciclica
"Illuminismo e marxismo speranze fallite"

Benedetto XVI, la seconda enciclica
"Illuminismo e marxismo speranze fallite"


Il Papa mentre firma la sua prima enciclica
ROMA - Marxismo e illuminismo sono "speranze terrene fallite", la ragione "staccata da Dio" e la scienza "senza etica" non redimono l'uomo. Sono alcuni punti della seconda enciclica di Benedetto XVI "Spe salvi" resi noti oggi dalla Santa Sede.

Un testo tutto centrato sul rapporto tra libertà, ragione e politica. Benedetto XVI imputa alla filosofia successiva a Francis Bacone di aver trasferito alla teologia il "collegamento tra scienza e prassi", così che la fede è stata spostata sul piano privato e ultraterreno, ed è diventata irrilevante per il mondo: la "crisi della fede è soprattutto crisi della speranza cristiana" , soppiantata dalla fede nel progresso e dalla ideologia del progresso.

L'enciclica accenna quindi ai due "grandi temi 'ragione' e 'liberta, per rilevare che "la vittoria della ragione sull'irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana" ma che la ragione non può essere "staccata da Dio" e che "la ragione del potere e del fare" non può essere considerata "già la ragione intera". La "ragione diventa veramente umana - rimarca il Pontefice - solo se è in grado di indicare la strada alla volontà, e di questo è capace solo se guarda oltre se stessa".

Se la ragione non è in grado di "guardare oltre se stessa", "la situazione dell'uomo, nello squilibrio tra capacità materiale e mancanza di giudizio del cuore, diventa una minaccia per lui e per il creato".

Per quanto riguarda poi la libertà, "bisogna ricordare che la libertà umana richiede sempre un concorso di varie libertà" e che "questo concorso non può riuscire se non è determinato da un comune intrinseco criterio di misura, che è fondamento e meta della nostra libertà". Detto "in un modo molto semplice", sintetizza il Papa, "l'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza". E un '''regno di Diò realizzato senza Dio, un regno quindi dell'uomo solo, si risolve inevitabilmente nella 'fine perversa' di tutte le cose descritta da Kant".

Nell'enciclica il Papa parla anche del Giudizio universale. Esiste il Giudizio Finale di Dio e non sarà quello dell'iconografia "minacciosa e lugubre" dei secoli scorsi, ma nemmeno un colpo di spugna "che cancella tutto"; esso chiamerà "in causa le responsabilità" di ciascun uomo. Ratzinger riafferma l'esistenza del Purgatorio e dell'Inferno e lega il motivo della speranza cristiana (il filo conduttore del testo) proprio alla giustizia divina.

Anzi, Benedetto XVI afferma che proprio "la questione della giustizia costituisce l'argomento essenziale, in ogni caso l'argomento più forte, in favore della fede nella vita eterna".

"E' impossibile infatti che l'ingiustizia della storia sia l'ultima parola ", afferma in uno dei passaggi più forti della lettera.

"La grazia - spiega ancora Ratzinger- non esclude la giustizia...I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato".

ancora rigurgiti...
Benedetto XVI riceve i rappresentanti delle ong cattoliche accreditate presso le Nazioni Unite
"Basta con il relativismo morale che domina gli organismi internazionali"
Duro attacco del Papa all'Onu
"Dimentica la dignità dell'uomo"
E sulla enciclica "Spe salvi" spiega: "Solo la speranza vince il nichilismo"

Duro attacco del Papa all'Onu
"Dimentica la dignità dell'uomo"


Papa Benedetto XVI
ROMA - Papa Benedetto XVI denuncia la logica del "relativismo morale" che a suo avviso domina l'Onu e gli altri organismi internazionali. C'è un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralità della "legge morale naturale" e la difesa della "dignità dell'uomo". Le regole internazionali - ha proseguito il Pontefice - si basano solo su una ragione politica e non etica e ciò porta ad "amari risultati".

Ricevendo nel Palazzo Apostolico un centinaio di rappresentanti delle più importanti ong cattoliche accreditate presso le istituzioni delle Nazioni Unite, Ratzinger ha detto che la cooperazione internazionale non può "imporre stili di vita" che calpestano il valore della vita.

Il forum delle organizzazioni non governative di ispirazione cattolica inaugurato stamane a Villa Aurelia, costituisce il primo passo del Vaticano verso la creazione di una sorta di task force per sostenere l'azione della Santa Sede sulla scena internazionale in difesa della dignità umana.

Dopo le polemiche con l'Unicef e Amnesty ha messo in guardia le ong dal rischio di perdere di vista nella loro azione assistenziale il riferimento ai valori etici. "Le discussioni internazionali - denuncia il Papa - sembrano caratterizzate da una logica relativistica che considera come sola garanzia di una pacifica coesistenza tra i popoli un rifiuto di ammettere la verità sull'uomo e la sua dignità".

Papa Ratzinger ha sottolineato invece la necessità di "un'etica fondata sul riconoscimento di una legge morale naturale". Ignorarla, afferma, "ha condotto, in realtà, all'imposizione di una nozione della legge e della politica che alla fine genera sì un consenso tra gli Stati, ma condizionato da interessi di breve termine o manipolato dalla pressione ideologica, l'unica vera base delle norme internazionali".

Secondo il Papa, "i frutti amari di questa logica relativistica sono purtroppo evidenti: pensiamo, ad esempio, al tentativo di considerare come diritti umani le conseguenze di certi stili di vita auto-centrati; la mancanza di preoccupazione per i bisogni economici e sociali delle nazioni più povere; il disprezzo per la legge umanitaria e la difesa selettiva dei diritti umani".

"Vi incoraggio - ha concluso il Pontefice rivolto alle ong cattoliche - a combattere il relativismo in modo creativo, presentando la grande verità sull'innata dignità dell'uomo e i diritti derivati da questa dignità come un insieme di principi etici che, per la loro natura e il loro ruolo di fondamento della vita sociale, rimangono non negoziabili".

Parlando poi nella Basilica Vaticana durante i Vespri dell'Avvento, Papa Benedetto XVI è ritornato sulla nuova enciclica, Spe Salvi, La speranza ci rende salvi, pubblicata ieri. "Ho dedicato la mia seconda enciclica al tema della speranza contro il nichilismo", ha detto il Pontefice. "Il nichilismo contemporaneo corrode la speranza nel cuore dell'uomo, inducendolo a pensare che dentro di lui e intorno a lui regni il nulla. Io invece vi dico: contro il paganesimo dei nostri giorni riscopriamo la bellezza e la profondità della speranza cristiana".

e ancora rigurgiti...

Prima in visita ai malati dell'ospedale San Giovanni Battista
poi all'Angelus, il Pontefice torna sui temi dell'enciclica Spe salvi
Il Papa: "La scienza ha confinato
Dio e la fede nella sfera privata"
"L'unica vera novità della storia umana è l'avvento di Cristo. La storia deve essere rievangelizzata"
Trentamila in piazza San Pietro. "Gli aspetti materiali non ci distolgano dallo spirito del Natale"

Il Papa: "La scienza ha confinato
Dio e la fede nella sfera privata"


Papa Benedetto XVI
ROMA - "Lo sviluppo della scienza moderna ha confinato sempre più la fede e la speranza nella sfera privata e individuale". Benedetto XVI è tornato stamani sui temi dell'enciclica Spe salvi nel discorso che ha preceduto l'Angelus. Secondo il Pontefice "oggi appare in modo evidente, e talvolta drammatico, che l'uomo e il mondo hanno bisogno di Dio, del vero Dio, altrimenti restano privi di speranza".

La scienza, insiste il Pontefice, "contribuisce molto al bene dell'umanità ma non è in grado di redimerla. L'uomo viene redento dall'amore, che rende buona e bella la vita personale e sociale. Per questo la grande speranza, quella piena e definitiva, è garantita da Dio".

"L'unica vera novità della storia è Cristo" sono state le prime parole pronunciate affacciandosi alla finestra del palazzo apostolico. "E la storia chiede di essere costantemente evangelizzata; ha bisogno di essere rinnovata dall'interno". Tutto l'impianto teologico e filosofico della Spe salvi ruota intorno alla necessità primaria di papa Ratzinger e del suo mandato apostolico di bloccare la secolarizzazione della chiesa e il laicismo sempre più dominante. Va in questo senso anche il richiamo alle Nazioni Unite che ieri ha creato qualche imbarazzo diplomatico. Ed ecco la sottolineatura: "L'unica vera novità è Cristo".

L'enciclica s'intitola Spe salvi perché cita le parole di San Paolo:"Spe salvi facti sumus", salvati grazie alla speranza. Speranza e fede nell'intervento del Pontefice nella prima domenica d'Avvento.

"In questo, come in altri passi del Nuovo Testamento, la parola speranza - ha rilevato il Papa teologo - è strettamente connessa con la parola fede: è un dono che cambia la vita di chi lo riceve, come dimostra l'esperienza di tanti santi e sante. In che cosa consiste questa speranza, così grande e così affidabile da farci dire che in essa noi abbiamo la salvezza? Consiste in sostanza nella conoscenza di Dio, nella scoperta del suo cuore di Padre buono e misericordioso. Gesù, con la sua morte in croce e la sua risurrezione, ci ha rivelato il suo volto, il volto di un Dio talmente grande nell'amore da comunicarci una speranza incrollabile".

Prima dell'Angelus il Papa è stato in visita ai malati ricoverati al San Giovanni Battista. E a loro ha consegnato idealmente il testo dell'enciclica. "E' un testo - ha spiegato nell'omelia della messa celebrata in un padiglione - che vi invito ad approfondire, per trovarvi le ragioni di quella speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: anche un presente faticoso". L'importanza della speranza, quindi, e della fede, soprattutto in un luogo di sofferenza.

Anche in corsia il Pontefice si è soffermato sull'Avvento e sul Natale. Un tema che ha ripreso più tardi in piazza San Pietro davanti a circa trentamila fedeli quando ha detto che gli aspetti materiali non devono distogliere dal vero significato del Natale. "L'Avvento - ha spiegato - è tempo di preghiera e di vigile attesa. Ci chiede e ci avverte di attenderlo vegliando, poiché la sua venuta non può essere programmata o pronosticata ma sarà improvvisa e imprevedibile. Che non vi succeda quel che avvenne al tempo di Noè, quando gli uomini mangiavano e bevevano spensieratamente, e furono colti impreparati dal diluvio".