
Decisi questa mattina dopo una riunione lunga due ore di Sd, verdi, Pdci e Rc
Il nome "La sinistra e l'arcobaleno" sarà rosso e verde su sfondo multicolore
Una cosa rossa color arcobaleno
Ecco simbolo e nome della Federazione
Ma in basso restano tutti e quattro i simboli dei quattro partiti confederati
La decisione è stata presa stamani e sarà ufficializzata sabato agli stati generali della Cosa Rossa convocati per sabato e domenica alla Nuova Fiera di Roma, la due giorni fondativa del nuovo soggetto. Una federazione, e non un nuovo partito, che nominerà un unico portavoce, probabilmente anche un capogruppo ma manterrà le singole individualità.
L'annuncio è stato dato stamani dal segretario della Sinistra democratica Fabio Mussi alla fine del vertice a cui hanno partecipato i segretari di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, del Pdci, Oliviero Diliberto e dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio.
"Oggi abbiamo evitato - spiega Diliberto - le polemiche e gli argomenti che ci dividono". Agli Stati generali non saranno i segretari di partito a concludere l'assemblea, ma parleranno, dice Giordano "nel corso della plenaria, al pari di tutti gli altri interventi".
Ancora lontano, invece, l'accordo sulla presentazione di liste comuni alle prossime elezioni amministrative anche se, precisa Mussi, "l'impegno e quello di andare il più possibile uniti al voto". Il simbolo unitario non esiste, ma ci sarà un "segno grafico" comune della nuova federazione. Ma alle elezioni potrebbero ricomparire sulla scheda i tradizionali simboli dei partiti.
Convitato di pietra della riunione, manco a dirlo, l'intervista con cui ieri Fausto Bertinotti ha recitato sulle colonne di Repubblica il requiem dell'Unione e il suo fallimento. "Ho parlato a lungo con lui, è una discussione politica" dice Mussi. "La vocazione delle forze grandi è sempre governare, ma sanno stare anche all'opposizione". Per Diliberto "abbiamo una vocazione ad essere forza di governo, poi bisogna vedere se ci sono le condizioni. Ma qualunque forza politica nasce con l'ambizione di governare, poi, se perdi, vai all'opposizione". Per il Prc "la verifica - precisa Giordano - deve essere una cosa vera". E annuncia che proporrà di allargare la "consultazione di massa sul programma e sul governo"