Bauman: «Con la menzogna politica
i governi oggi corrono pochi rischi» Susanna Marietti
Zygmunt Bauman, sociologo di origini polacche rifugiatosi in Gran Bretagna giovanissimo, ha raccontato nelle sue opere la solitudine del cittadino globale (come recita il titolo di un suo notissimo volume) e la ‘modernità liquida' dei nostri tempi. La liquidità, nel lessico di Bauman, è la mancanza di punti di riferimento, di progetti unitari e direzioni definite da seguire. Nella prefazione a un libro curato dall'associazione Antigone di imminente uscita per le edizioni Carta scrive:
«Gli stati cercano oggi urgentemente nuovi fondamenti per la loro autorità e la loro richiesta di obbedienza. I fondamenti esistenti - la promessa, e in buona parte la pratica, dello ‘stato sociale' che assicura i cittadini contro la sfortuna sofferta individualmente, benché originata socialmente - sono stati progressivamente indeboliti e rischiano di venir smantellati del tutto. La custodia della sicurezza personale sembra allora essere un'alternativa attraente».
In Italia viviamo in questo senso una situazione esemplare. Centrodestra e centrosinistra fanno a gara nel denunciare i pericoli drammatici delle nostre città, nonostante gli omicidi siano nettamente in calo e gli altri reati siano più o meno stabili da decenni. Eppure si distraggono le persone dai problemi di natura sociale, indirizzando il loro sguardo verso la parte economicamente debole e di conseguenza non integrata della società.
Certo. Per rendere efficace questa nuova legittimazione dell'autorità statale, i governi sono tentati di esagerare in ogni modo l'intensità delle minacce alla sicurezza. Essi hanno anche un disperato bisogno di dimostrare la propria fermezza nel combattere queste minacce stroncando il pericolo sul nascere. Nello sforzo di soddisfare entrambi i bisogni mantenendo un umore di costante emergenza, la menzogna politica si dimostra un espediente ideale. E curiosamente i cittadini quando vengono sottoposti a forti restrizioni delle proprie libertŕ personali, come interminabili controlli agli aeroporti o telecamere disposte ovunque, tendono a essere grati piuttosto che a sentirsi disturbati. Ricevono la dimostrazione che lo stato li protegge contro pericoli inimmaginabili in cui altrimenti si imbatterebbero… In molti acconsentirebbero a rinunciare a una buona parte delle proprie libertŕ personali per la sicurezza cosě intesa.
Il ricorso alla menzogna politica, dunque, porta a far sacrificare di buon grado quote di libertà personale.
Due minacce incombono oggi sul futuro della democrazia e dei diritti umani, nonché sulle speranze di far fronte seriamente alle sfide della nuova interdipendenza planetaria: i segreti di stato e le menzogne politiche. Entrambe le cose sono in rapida crescita ed entrambe sono usate per far spostare la legittimazione dei poteri locali e statali dalla sicurezza sociale a quella individuale. La menzogna politica, al contrario dei segreti di stato, č urlata a gran voce ‘per il bene dei cittadini'. Ma la sua efficacia nell'assalto alle libertà personali si basa sul presupposto che lo stato sa cose che i suoi cittadini non sono in grado di venire a sapere ed č meglio che non sappiano.
Il ricorso a una menzogna politica comporta un rischio minimo. Lo stato fabbrica un'informazione che finge di possedere, benché di nuovo ‘per il bene dei cittadini' non possa rivelarne i contenuti e le fonti. Ogni domanda posta dagli scettici č cosě squalificata in anticipo e costretta a rimanere senza risposta. Visto che tutte le possibili prove sono ben nascoste nel regno inaccessibile dei segreti di stato, il bluff non potrà mai venir scoperto. Nel caso in cui l'inganno venga messo a nudo da successivi eventi che lo stato non può controllare - come nel caso delle armi di distruzione di massa che Saddam Hussein doveva essere in grado di rovesciare sulle isole britanniche in meno di un'ora - questi può ancora contare sulla deplorevolmente corta memoria pubblica e sulle ben note fluttuazioni della pubblica attenzione. La menzogna sarà rapidamente dimenticata, oppure al momento della sua rivelazione non sarà piů al centro dell'interesse pubblico. Mentire č oggi sicuro come mai prima: se gli allarmi dello stato su un imminente disastro non trovano conferma, non si sarà mai in grado di decidere se la minaccia non si sia materializzata grazie alla vigilanza del governo e all'efficacia delle sue contromisure o perché si basava su invenzioni.
Nella modernità liquida i rifiuti umani divengono sempre più numerosi.
Lo ‘stato sociale', quel coronamento della lunga storia della democrazia europea che fino a poco fa ha costituito la sua forma dominante, č oggi in ritirata. Esso fondava la richiesta di lealtà e obbedienza da parte dei cittadini sulla promessa di assicurarli contro la disoccupazione e l'esclusione, contro l'assegnazione alla condizione di ‘rifiuto umano' delle sfortune individuali, inserendo certezza in quelle vite altrimenti preda e dell'imprevisto. Se individui sfortunati inciampano e cadono, ci sarà qualcuno pronto ad aiutarli a rimettersi in piedi. Le instabili condizioni di occupazione dovute alle leggi del mercato erano allora, e continuano a essere, la maggiore fonte di insicurezza rispetto alla condizione sociale e all'autostima personale. Fu in primo luogo contro questa insicurezza che lo stato sociale prese a proteggere i suoi cittadini. Questo oggi non č più il caso per molte ragioni, tra cui principalmente la globalizzazione e la redistribuzione globale dei suoi rifiuti, processi gemelli che gli unici attori politici effettivi, gli stati nazione, non possono arrestare né influenzare seriamente. Gli stati attuali non possono mantenere la promessa dello stato sociale, e i loro politici neanche la rinnovano. Le politiche di questi ultimi preannunciano invece un'esistenza ancor più precaria e ossessionata dal rischio. Si chiede agli elettori di essere ‘più flessibili' - cioè di prepararsi a un'ulteriore futura insicurezza - e di cercare individualmente le proprie soluzioni ai problemi socialmente prodotti….
In Italia, l'ultima frontiera dell'emergenza č costituita dai rumeni.
A differenza di quanto accade con l'insicurezza, tangibilissima e quotidianamente esperita, prodotta dai mercati, i quali non hanno bisogno di alcun aiuto da parte dei poteri politici eccetto essere lasciati in pace, la mentalità da ‘fortezza assediata' e da proprietà privata e corpi individuali minacciati deve essere coltivata attivamente. Le minacce devono essere dipinte con i colori più sinistri, cosicché non l'avvento dell'apocalisse preannunciata, ma al contrario la non materializzazione delle minacce possa essere presentata al pubblico spaventato come un evento straordinario, e soprattutto come il risultato di abilità, vigilanza, cura e buona volontà eccezionali degli organi statali. E' ciò che viene fatto, e con risultati spettacolari. Quasi ogni giorno, almeno una volta alla settimana, Cia e Fbi mettono in guardia gli americani dagli imminenti attentati alla loro sicurezza, mentre il Presidente americano continua a ricordare ai suoi elettori che «basterebbe una fiala, una bomboletta, una bottiglia introdotta in questo paese a portarci un orrore mai conosciuto prima». Questa strategia č copiata con impegno, anche se finora con ardore un po' ridotto per mancanza di fondi (ma non di volontà), da altri governi che sovrintendono alla sepoltura dello stato sociale.