mercoledì 31 dicembre 2014


martedì 30 dicembre 2014

be freaky!


lunedì 29 dicembre 2014

Carrara d'inverno


venerdì 26 dicembre 2014


giovedì 25 dicembre 2014

« In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. » 

(Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani)

 « [...] non sono cristiano: in primo luogo, perché non credo in Dio e nell'immortalità; e in secondo luogo, perché Cristo, per me, non è stato altro che un uomo eccezionale. » 
(dal saggio Perché non sono cristiano di Bertrand Russel)

mercoledì 24 dicembre 2014


martedì 23 dicembre 2014


lunedì 22 dicembre 2014

Joe




another working class hero...


domenica 21 dicembre 2014

primule di dicembre...


sabato 20 dicembre 2014

sempre in bilico


venerdì 19 dicembre 2014

dialogare


giovedì 18 dicembre 2014

virna lisi non c'è più


mercoledì 17 dicembre 2014

todos somos americanos


lunedì 15 dicembre 2014

stirare le rughe


domenica 14 dicembre 2014

quasi natale a brosso


sabato 13 dicembre 2014


venerdì 12 dicembre 2014


giovedì 11 dicembre 2014

padre padrino


martedì 9 dicembre 2014

quasi pronti?


lunedì 8 dicembre 2014

vivacchio


domenica 7 dicembre 2014

un bagnetto?


giovedì 4 dicembre 2014


mercoledì 3 dicembre 2014

martedì 2 dicembre 2014


giovedì 27 novembre 2014

maledetti italiani

                                         
I “Maledetti italiani” siamo noi, tutti, senza eccezione: avviluppati in un'identità nazionale che è tanto più forte quanto più è fragile il nostro sentirci comunità. Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, il musicista siciliano che nel 2012 ha conquistato pubblico e critica con il suo debutto “Un meraviglioso declino” (che in quello stesso anno ha vinto la Targa Tenco come miglior album d'esordio e numerosi altri premi), torna a farsi sentire dopo una lunga pausa. E lo fa proprio con un brano che è allo stesso tempo un manifesto programmatico, una dichiarazione di appartenenza e un atto d'accusa: verso se stesso, il maledetto me, e verso il paese che ha nutrito e cresciuto la sua musica.

Il video che accompagna Maledetti italiani è la rappresentazione plastica del rapporto di odio-amore che gli italiani hanno con il loro paese e con le figure che ne hanno costruito la grandezza o raccontato (e in qualche caso, facilitato) la caduta: un rapporto fatto di umorismo, sorpresa, ammirazione per il genio, ma anche risentimento. È un paese che cambia, quello raccontato dal video e cantato da Colapesce, in modi inaspettati e suo malgrado: un paese che non ha più il volto che aveva cinquant'anni fa, talvolta nel bene, talvolta nel male. Secoli di storia italiana sono raccontati attraverso i volti dei personaggi aggrediti con equanime aggressività dal piccolo Francesco Fallica, “maledetto italiano di nuova generazione” e protagonista del video, che non risparmia nessuno: il concetto di buono e cattivo - di “alto” e “basso” - perde valore.
Siamo tutti italiani, ognuno maledetto a modo suo.
Il video, realizzato dal collettivo catanese Ground's Oranges con la regia di Zavvo Nicolosi, è stato girato nello studio dell'artista Jacopo Leone e si conclude non a caso con un rogo in cui, tra politici, calciatori, personaggi del cinema, della musica, della televisione, mostri sacri e fieri rappresentanti della cultura italiana nel mondo, brucia anche la foto dello stesso Colapesce. Segno di discontinuità col passato e bisogno di fare tabula rasa degli idoli, dei nemici e anche di se stesso, un po' come i Clash che nel 1977 cantavano: “No Elvis, Beatles, or The Rolling Stones”.
Maledetti italiani è il primo estratto da un album che vedrà la luce nel 2015 e di cui ancora non si conosce il titolo. Un disco a cui Lorenzo Urciullo ha lavorato con una squadra rinnovata negli elementi e nel sound.
                               

mercoledì 26 novembre 2014

fallo...






...protetto

martedì 25 novembre 2014

yes...





...smoke

lunedì 24 novembre 2014

sabato 22 novembre 2014

fottersene della TV


venerdì 21 novembre 2014

the untouchable





perché?

giovedì 20 novembre 2014

sgombero


martedì 18 novembre 2014


giovedì 13 novembre 2014

pregiudicato/spregiudicato


martedì 11 novembre 2014

selfie mad man


domenica 9 novembre 2014

corri salvini, scappa...


venerdì 7 novembre 2014

70: auguri, rombo di tuono!


giovedì 6 novembre 2014

horribilia


martedì 4 novembre 2014

domenica 2 novembre 2014



"Da anni il mondo del lavoro non fa che regredire. Affrontarlo non è come cercare d’infilare un gettone in un iphone, è come cercare d’infilare un gettone in culo a un piccione viaggiatore..."
leggi...

sabato 1 novembre 2014


venerdì 31 ottobre 2014


giovedì 30 ottobre 2014

squola


mercoledì 29 ottobre 2014

solo più landini?


martedì 28 ottobre 2014

un giorno da leone


domenica 26 ottobre 2014

un uomo


venerdì 24 ottobre 2014

giovedì 23 ottobre 2014

capisci a me, poveraccio...


martedì 21 ottobre 2014

Transatlantic Trade and Investment Partnership

        TTIP

sabato 18 ottobre 2014

1 risata...


venerdì 17 ottobre 2014

sempre più...








...cazzaro...

giovedì 16 ottobre 2014

jezahel e shirley bassey


mercoledì 15 ottobre 2014

martedì 14 ottobre 2014

follie biciclistiche


lunedì 13 ottobre 2014

cioran


sabato 11 ottobre 2014

eros


giovedì 9 ottobre 2014

iggy pop

"Le cose più belle della vita sono gratis"

mercoledì 8 ottobre 2014

prima e dopo



domenica 5 ottobre 2014

sabato 4 ottobre 2014

totò e il presidente


venerdì 3 ottobre 2014

lucido Cremaschi

  sul regime di renzi...
"Ho visto un altro mondo e ora mi sembra un sogno. Non siamo più negli anni ’70, mi rinfaccia con rabbia e arroganza o semplicemente con tristezza chi mi chiede di tacere. E non sa fino a che punto potrei dargli ragione.
Ho visto un mondo dove il posto di lavoro era la partenza, non l’arrivo incerto di un percorso a ostacoli. I primi volantini che da studente negli anni ’60 ho distribuito timidamente davanti a una fabbrica di Bologna chiedevano l’abolizione dell’apprendistato e dei contratti a termine, perché, si scriveva, servivano solo a pagare di meno e a sfruttare di più. Furono davvero aboliti.
Ricordo quando il periodo di prova per entrare al lavoro durava due settimane per un operaio, poco più di un mese per un impiegato. Durante questo periodo il nuovo assunto era esentato dagli scioperi e da ogni partecipazione alla vita sindacale e politica nel luogo di lavoro. Erano gli stessi militanti sindacali a consigliare quel comportamento suggerendo: poi, quando sarai confermato, ti potrai sfogare.
Oggi la condizione psicologica normale di chi lavora è un intreccio di rancore rassegnato e di paura. La paura di fronte al ricatto. Su questa paura si è lavorato per decine di anni. Anche buona parte dei sindacati ha finito per adeguarsi ad essa, persino per servirsene. Senza il sistema della paura, anche nella mutata organizzazione del lavoro, le persone troverebbero di nuovo il coraggio di alzare la testa. Si è investito sulla paura, si educa alla paura. Nel linguaggio politicamente corretto essa si chiama senso di responsabilità, accettazione delle compatibilità, persino giusto spirito della modernità e della competitività nelle versioni più sfacciate. Ma sempre di paura si tratta. Si afferma: o così o il lavoro sparisce."
(da Lavoratori come farfalle. La resa del più forte sindacato d’Europa di Giorgio Cremaschi)


Al rancore rassegnato e alla paura aggiungerei l'ignoranza...

lunedì 29 settembre 2014

passenger fever


giovedì 25 settembre 2014


mercoledì 24 settembre 2014

neanche lei...

...lo sopporta più...

martedì 23 settembre 2014

leonard cohen e miami vice

Popular Problems, l'ultimo disco...“It’s not because I’m old/ And it’s not what dying does/ I’ve always liked it slow/ Slow is in my blood”.

I'm slowing down the tune
I've never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
It's not because I'm old
It's not the life I led
I always liked it slow
That's what my mamma said

I'm lacing up my shoes
But I don't want to run
I'll get there when i do
Don't need no starting gun
It's not because i'm old
And it's not what dying does
I've always liked it slow
Slow is in my blood

I've always like it slow
I never liked it fast
With you it's got to go
With me it's got to last
It's not because I'm old
It's not because I'm dead
I've always liked it slow
That's what my mama said

All your moves are swift
All your turns are tight
Let me catch my breath
I thought we had all night
I like to take my time
I like to linger as it flies
A weekend on your lips
A lifetime in your eyes

I've always like it slow
I never liked it fast
With you it's got to go
With me it's got to last
It's not because I'm old
It's not the life I led
I've always like it slow
That's what my mama said

I'm slowing down the tune
I've never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
So, baby let me go
You're wanted back in town
In case they want to know
I'm just trying to slow down

lunedì 22 settembre 2014

gattuso, un fenomeno itagliano da esportazione...

e lasciamolo lì.....

domenica 21 settembre 2014

vieni avanti, cretino


sabato 20 settembre 2014

madonna!

   
           Che Barbie!!!

venerdì 19 settembre 2014

W l'Expo!

giovedì 18 settembre 2014

articolo 18


mercoledì 17 settembre 2014

deputato nel cassonetto


sabato 13 settembre 2014

tricky





Adrian Thaws

venerdì 12 settembre 2014

giovedì 11 settembre 2014


mercoledì 10 settembre 2014

lunedì 8 settembre 2014

ci sei?


sabato 6 settembre 2014

un paese civile?



"Entro 1.000 giorni saremo un Paese civile", dice lui.
E quindi riconosce che oggi siamo un paese incivile...