martedì 30 dicembre 2014
lunedì 29 dicembre 2014
venerdì 26 dicembre 2014
giovedì 25 dicembre 2014
« In
fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo:
che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro
che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. »
(Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani)
« [...] non sono cristiano: in primo luogo, perché non credo in Dio e nell'immortalità; e in secondo luogo, perché Cristo, per me, non è stato altro che un uomo eccezionale. »
(dal saggio Perché non sono cristiano di Bertrand Russel)
(Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani)
« [...] non sono cristiano: in primo luogo, perché non credo in Dio e nell'immortalità; e in secondo luogo, perché Cristo, per me, non è stato altro che un uomo eccezionale. »
(dal saggio Perché non sono cristiano di Bertrand Russel)
mercoledì 24 dicembre 2014
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domenica 21 dicembre 2014
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giovedì 4 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
lunedì 1 dicembre 2014
giovedì 27 novembre 2014
maledetti italiani
I “Maledetti
italiani” siamo noi, tutti, senza eccezione: avviluppati in
un'identità nazionale che è tanto più forte quanto più è fragile
il nostro sentirci comunità. Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo,
il musicista siciliano che nel 2012 ha conquistato pubblico e critica
con il suo debutto “Un meraviglioso declino” (che in quello
stesso anno ha vinto la Targa Tenco come miglior album d'esordio e
numerosi altri premi), torna a farsi sentire dopo una lunga pausa. E
lo fa proprio con un brano che è allo stesso tempo un manifesto
programmatico, una dichiarazione di appartenenza e un atto d'accusa:
verso se stesso, il maledetto me, e verso il paese che ha nutrito e
cresciuto la sua musica.
Il video che accompagna Maledetti italiani è la rappresentazione plastica del rapporto di odio-amore che gli italiani hanno con il loro paese e con le figure che ne hanno costruito la grandezza o raccontato (e in qualche caso, facilitato) la caduta: un rapporto fatto di umorismo, sorpresa, ammirazione per il genio, ma anche risentimento. È un paese che cambia, quello raccontato dal video e cantato da Colapesce, in modi inaspettati e suo malgrado: un paese che non ha più il volto che aveva cinquant'anni fa, talvolta nel bene, talvolta nel male. Secoli di storia italiana sono raccontati attraverso i volti dei personaggi aggrediti con equanime aggressività dal piccolo Francesco Fallica, “maledetto italiano di nuova generazione” e protagonista del video, che non risparmia nessuno: il concetto di buono e cattivo - di “alto” e “basso” - perde valore.
Siamo tutti italiani, ognuno maledetto a modo suo.
Il video, realizzato dal collettivo catanese Ground's Oranges con la regia di Zavvo Nicolosi, è stato girato nello studio dell'artista Jacopo Leone e si conclude non a caso con un rogo in cui, tra politici, calciatori, personaggi del cinema, della musica, della televisione, mostri sacri e fieri rappresentanti della cultura italiana nel mondo, brucia anche la foto dello stesso Colapesce. Segno di discontinuità col passato e bisogno di fare tabula rasa degli idoli, dei nemici e anche di se stesso, un po' come i Clash che nel 1977 cantavano: “No Elvis, Beatles, or The Rolling Stones”.
Maledetti italiani è il primo estratto da un album che vedrà la luce nel 2015 e di cui ancora non si conosce il titolo. Un disco a cui Lorenzo Urciullo ha lavorato con una squadra rinnovata negli elementi e nel sound.
Il video che accompagna Maledetti italiani è la rappresentazione plastica del rapporto di odio-amore che gli italiani hanno con il loro paese e con le figure che ne hanno costruito la grandezza o raccontato (e in qualche caso, facilitato) la caduta: un rapporto fatto di umorismo, sorpresa, ammirazione per il genio, ma anche risentimento. È un paese che cambia, quello raccontato dal video e cantato da Colapesce, in modi inaspettati e suo malgrado: un paese che non ha più il volto che aveva cinquant'anni fa, talvolta nel bene, talvolta nel male. Secoli di storia italiana sono raccontati attraverso i volti dei personaggi aggrediti con equanime aggressività dal piccolo Francesco Fallica, “maledetto italiano di nuova generazione” e protagonista del video, che non risparmia nessuno: il concetto di buono e cattivo - di “alto” e “basso” - perde valore.
Siamo tutti italiani, ognuno maledetto a modo suo.
Il video, realizzato dal collettivo catanese Ground's Oranges con la regia di Zavvo Nicolosi, è stato girato nello studio dell'artista Jacopo Leone e si conclude non a caso con un rogo in cui, tra politici, calciatori, personaggi del cinema, della musica, della televisione, mostri sacri e fieri rappresentanti della cultura italiana nel mondo, brucia anche la foto dello stesso Colapesce. Segno di discontinuità col passato e bisogno di fare tabula rasa degli idoli, dei nemici e anche di se stesso, un po' come i Clash che nel 1977 cantavano: “No Elvis, Beatles, or The Rolling Stones”.
Maledetti italiani è il primo estratto da un album che vedrà la luce nel 2015 e di cui ancora non si conosce il titolo. Un disco a cui Lorenzo Urciullo ha lavorato con una squadra rinnovata negli elementi e nel sound.
mercoledì 26 novembre 2014
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martedì 4 novembre 2014
domenica 2 novembre 2014
"Da anni il mondo del lavoro non fa che regredire. Affrontarlo non è come cercare d’infilare un gettone in un iphone, è come cercare d’infilare un gettone in culo a un piccione viaggiatore..."
leggi...
sabato 1 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
giovedì 30 ottobre 2014
mercoledì 29 ottobre 2014
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mercoledì 8 ottobre 2014
martedì 7 ottobre 2014
domenica 5 ottobre 2014
sabato 4 ottobre 2014
venerdì 3 ottobre 2014
lucido Cremaschi
sul regime di renzi...
"Ho visto un altro mondo e ora mi sembra un sogno. Non siamo più negli anni ’70, mi rinfaccia con rabbia e arroganza o semplicemente con tristezza chi mi chiede di tacere. E non sa fino a che punto potrei dargli ragione. Ho visto un mondo dove il posto di lavoro era la partenza, non l’arrivo incerto di un percorso a ostacoli. I primi volantini che da studente negli anni ’60 ho distribuito timidamente davanti a una fabbrica di Bologna chiedevano l’abolizione dell’apprendistato e dei contratti a termine, perché, si scriveva, servivano solo a pagare di meno e a sfruttare di più. Furono davvero aboliti.
Ricordo quando il periodo di prova per entrare al lavoro durava due settimane per un operaio, poco più di un mese per un impiegato. Durante questo periodo il nuovo assunto era esentato dagli scioperi e da ogni partecipazione alla vita sindacale e politica nel luogo di lavoro. Erano gli stessi militanti sindacali a consigliare quel comportamento suggerendo: poi, quando sarai confermato, ti potrai sfogare.
Oggi la condizione psicologica normale di chi lavora è un intreccio di rancore rassegnato e di paura. La paura di fronte al ricatto. Su questa paura si è lavorato per decine di anni. Anche buona parte dei sindacati ha finito per adeguarsi ad essa, persino per servirsene. Senza il sistema della paura, anche nella mutata organizzazione del lavoro, le persone troverebbero di nuovo il coraggio di alzare la testa. Si è investito sulla paura, si educa alla paura. Nel linguaggio politicamente corretto essa si chiama senso di responsabilità, accettazione delle compatibilità, persino giusto spirito della modernità e della competitività nelle versioni più sfacciate. Ma sempre di paura si tratta. Si afferma: o così o il lavoro sparisce."
(da Lavoratori come farfalle. La resa del più forte sindacato d’Europa di Giorgio Cremaschi)
Al rancore rassegnato e alla paura aggiungerei l'ignoranza...
lunedì 29 settembre 2014
giovedì 25 settembre 2014
mercoledì 24 settembre 2014
martedì 23 settembre 2014
leonard cohen e miami vice
Popular Problems, l'ultimo disco...“It’s not because I’m old/ And it’s not what dying does/ I’ve always liked it slow/ Slow is in my blood”.
I'm slowing down the
tune
I've never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
It's not because I'm old
It's not the life I led
I always liked it slow
That's what my mamma said
I'm lacing up my shoes
But I don't want to run
I'll get there when i do
Don't need no starting gun
It's not because i'm old
And it's not what dying does
I've always liked it slow
Slow is in my blood
I've always like it slow
I never liked it fast
With you it's got to go
With me it's got to last
It's not because I'm old
It's not because I'm dead
I've always liked it slow
That's what my mama said
All your moves are swift
All your turns are tight
Let me catch my breath
I thought we had all night
I like to take my time
I like to linger as it flies
A weekend on your lips
A lifetime in your eyes
I've always like it slow
I never liked it fast
With you it's got to go
With me it's got to last
It's not because I'm old
It's not the life I led
I've always like it slow
That's what my mama said
I'm slowing down the tune
I've never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
So, baby let me go
You're wanted back in town
In case they want to know
I'm just trying to slow down
I've never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
It's not because I'm old
It's not the life I led
I always liked it slow
That's what my mamma said
I'm lacing up my shoes
But I don't want to run
I'll get there when i do
Don't need no starting gun
It's not because i'm old
And it's not what dying does
I've always liked it slow
Slow is in my blood
I've always like it slow
I never liked it fast
With you it's got to go
With me it's got to last
It's not because I'm old
It's not because I'm dead
I've always liked it slow
That's what my mama said
All your moves are swift
All your turns are tight
Let me catch my breath
I thought we had all night
I like to take my time
I like to linger as it flies
A weekend on your lips
A lifetime in your eyes
I've always like it slow
I never liked it fast
With you it's got to go
With me it's got to last
It's not because I'm old
It's not the life I led
I've always like it slow
That's what my mama said
I'm slowing down the tune
I've never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
So, baby let me go
You're wanted back in town
In case they want to know
I'm just trying to slow down
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lunedì 8 settembre 2014
sabato 6 settembre 2014
un paese civile?
"Entro 1.000 giorni saremo un Paese civile", dice lui.
E quindi riconosce che oggi siamo un paese incivile...
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