mercoledì 28 novembre 2007

ritorna benigni

L'attore toscano invita il pubblico a seguirlo il 29 novembre su RaiUno nella serata-evento "Il quinto dell'Inferno"
Il ritorno a cinque anni da "L'ultimo del Paradiso" che inchiodò oltre 12 milioni di telespettatori

Lettera di Benigni agli italiani
"Vi aspetto, parleremo d'amore"

"Tracceremo la storia del sentimento, dal primo libro della Genesi all'ultimo di Bruno Vespa
ma anche il sesso, nei suoi aspetti più estremi, da Casanova a Sandro Bondi"


Roberto Benigni

"CARI Italiani, con immensa allegria e col cuore che cinguetta come un fringuello appena nato, il ventinove novembre in diretta su RaiUno staremo un paio d'ore insieme a parlare del regalo più bello che ci è cascato addosso. Dobbiamo capire cos'è l'amore. Ne tracceremo la storia. Dal primo libro della Genesi, all'ultimo libro di Bruno Vespa, dalla lettera di pace di San Paolo ai Corinzi, 'per quante cose io assuma in mio conto, se non ho l'amore io non sono nulla', alla lettera di scuse di Berlusconi a sua moglie, 'E dai Vero', stai buona, so' bagattelle', dalla rottura della pace tra Greci e Troiani secondo Omero, 'causa ne fu la divina femminilità di una donna', alla recente rottura della pace tra An e Forza Italia secondo Vittorio Feltri, 'la causa è una sola, problemi di gnocca'".
Inizia così, e dà subito un'idea di quel che sarà lo show, la lettera agli italiani inviata da Roberto Benigni a poche ore dal suo ritorno su RaiUno. L'appuntamento è per giovedì 29 novembre, in diretta in prima serata (e senza interruzioni pubblicitarie), con Il quinto dell'Inferno. Il ritorno in tv per l'attore toscano dall'ormai lontana e indimenticabile serata del 23 dicembre 2002, quella di L'ultimo del Paradiso, che tenne inchiodati alla tv 12 milioni 687 mila spettatori con il 45,48% di share. Senza contare, negli anni recenti, le folle oceaniche accorse nelle piazze e nei teatri italiani per applaudirlo nel suo TuttoDante, oltre cento repliche in quarantotto città e più di un milione di spettatori.
Benigni, dunque, dopo Celentano, uno dei due pezzi da novanta che RaiUno ha schierato per l'ultima settimana di novembre. E a proposito del Molleggiato, durante un'intervista al Tg1 Benigni lo ha definito "un mascalzone, un traditore": "Volevo intitolare la mia trasmissione di giovedì L'azienda di mio cognato è messa male e lui ha intitolato la sua trasmissione La situazione di mia sorella non è buona. Mi è toccato cambiare titolo. Poi ha parlato male di Berlusconi e Mastella e ora a me tocca parlarne bene. Lui ha invitato Laura Chiatti e io ora dovrò invitare Rosy Bindi. Le farò fare uno spogliarello".
Una serata-evento, quella del 29 novembre, che culminerà nella lettura del Canto di Paolo e Francesca, ma durante la quale Benigni affronterà sì l'amore ma pure il sesso, "il motore del mondo", percorrendolo "nei suoi aspetti più estremi, dalla libidine sfrenata alla totale repressione, insomma da Casanova a Sandro Bondi". E la politica, "da Voltaire, 'non sono d'accordo con quello che dici ma sono pronto a morire purché tu lo dica', a Berlusconi, 'Chi vota a sinistra è un coglione'". "Parleremo della grandezza dell'Italia - continua Benigni nella sua lettera - per capire che cosa abbiamo fatto di bello per meritare città come Milano, Firenze, Roma dove sono nati uomini come Manzoni, Michelangelo, Cesare, e cosa abbiamo fatto per meritare città come Arcore, Ceppaloni, Montenero di Bisaccia e... non mi ricordo dove è nato Buttiglione".
E poi, naturalmente, "lasceremo parlare Dante, ci faremo dire da lui cos'è quella nostalgia dell'infinito, quella ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita, quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce sensualità e tenerezza e ci rende immortali". "Ce lo faremo dire da lui - conclude Benigni - con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra. Nulla di solenne, semplicemente la bellezza. A giovedì".

ecco cosa è successo il 29 sera

ritorna celentano

Il ritorno del Molleggiato su RaiUno con "La situazione di mia sorella non è buona"
Appello ai tifosi violenti: "Mettete via i vostri simboli, dal fango può nascere il fiore più bello"

Celentano, canzoni e provocazioni
"Ultrà, siate motore del cambiamento"

Prodi "forse è sulla strada giusta, ma il popolo non gradisce". "Silvio, dai un segnale che non sei più quello di ieri"
"Mastella deve avere il coraggio di dire che ha sbagliato a rimuovere il magistrato che indagava su di lui"
di ALESSANDRA VITALI


Celentano con Mogol e Bella
all'inizio della trasmissione

MILANO - Poco più di un'ora e mezza di canzoni e provocazioni e un appello agli ultrà affinché depongano le armi e divengano motore della "rivoluzione" che deve partire dalla "gente" perché "le votazioni non servono, non cambiano nulla". Tanta musica, come anticipato nei giorni scorsi, e una buona dose di provocazione nel nuovo show di Adriano Celentano La situazione di mia sorella non è buona, che segna il ritorno del Molleggiato in tv a due anni da Rockpolitik. In una forma diversa dai maxishow del passato: niente spazi sconfinati e quinte panoramiche ma effetto-caminetto, uno studio radiofonico e un salotto, poltrone con gli amici. Quelli di sempre, come Mogol e Gianni Bella, che hanno lavorato a Dormi amore. La situazione non è buona, il nuovo album dell'artista uscito in questi giorni. E quelli nuovi, come Carmen Consoli e Ludovico Einaudi, anche loro fra le firme del nuovo disco. E Antonio Cornacchione, Laura Chiatti, Max Pisu.

Politici e nucleare. Si parte con un siparietto gigione (prima però, sui titoli di testa, c'è la silhouette della Chiatti che accenna a uno strip), con Celentano, Mogol e Bella a parlar di canzoni, di come cantare l'amore. C'è Fabio Fazio, intervistatore-spalla che dà la stura a un primo sermone del Molleggiato sui rischi di nucleare, radiazioni e polveri sottili. Casini, Berlusconi, la destra e anche D'Alema che hanno il torto di sostenere "che oggi le centrali nucleari sarebbero più sicure, ma il rischio sono le scorie". I politici "hanno fretta, non possono aspettare sennò perdono i voti". Prodi forse "è sulla strada giusta, fa promesse che si possono attuare ma il popolo non gradisce". Canta, scorrono le immagini della repressione in Birmania e di Aung San Suu Kyi.

Architetti-kamikaze. Ce n'è per il debito pubblico, i pochi investimenti nella ricerca, i grattacieli nei quali "i deficienti identificano il benessere", gli "architetti-kamikaze che distruggono ogni cosa", "a Milano hanno fatto la Bocconi, un mostro". Poi sposta l'azione nella toilette, un gruppo di amici a scambiarsi aneddoti, barzellette, ricordi. Con Milena Gabanelli al telefono si interroga sul perché i quotidiani non diano il dovuto risalto ai casi sollevati dal suo Report, invece "se all'Isola dei famosi c'è uno che va a casa o litiga con un altro, gli danno risalto".

"Ultrà, fate la rivoluzione". E' la fine, il sermone più consistente. Celentano invoca una "vera rivoluzione", "le votazioni non servono, non cambiano niente se la gente non risorge da dentro". XChiede la svolta agli ultrà: basta andare negli stadi "con spranghe e bastoni a colpire la polizia". Piuttosto, "cambiate il vostro simbolo, togliete l'accento e diventate 'ultra', seppellite gli oggetti di violenza che caratterizzano la vostra identità". Gli "ultra" motori del cambiamento: "Deve partire da voi l'input primitivo. Dal fango nasce il fiore più bello. Se lo farete - continua Celentano - costringerete il potere a piegarsi agli ideali di amore, uguaglianza, bellezza".

Mastella e Berlusconi. Agli "ultra" Celentano affida anche la moralizzazione dei costumi: "Obbligherete i politici a non commettere atti impuri" e Mastella "a una riflessione importante, a dire 'ho sbagliato a togliere l'indagine al magistrato che stava indagando su di me, lo rimetto al suo posto'". Quanto a Berlusconi, "è bello il successo del suo nuovo partito, ma Silvio, se vuoi voltare pagina devi fare una rivoluzione dentro di te, dare un segnale che non sei più quello di ieri". Per questo, serve "guardarsi negli occhi con lo sguardo di chi non ha paura di mettere in discussione i progetti della Moratti e tutto ciò che è contro la natura. Se non lo farai non sarai un 'ultra' e il tuo partito - conclude Celentano - invecchierà quando meno te lo aspetti".

studenti danno i voti ai proff.

Il tribunale di Colonia ha respinto l'istanza di un'insegnante
stabilendo che il sito offre un servizio valido ad alunni e famiglie

Studenti che danno i voti ai prof
è possibile su un portale tedesco

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI


Studenti che danno i voti ai prof
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BERLINO - Gli studenti in Germania possono dare voti ai professori. Non è uno scherzo: è già da tempo prassi sul sito www.spickmich.de. E il tribunale di Colonia, quarta città del paese, ha dato ragione ai giovani nella sentenza con cui ha respinto le proteste di un'insegnante, che si sentiva diffamata dai giudizi negativi dei suoi allievi e vedeva nell'uso del sito una violazione del dovere di rispetto della sua personalità e del diritto alla privacy.

Il sito esiste da qualche tempo e già conta almeno 150mila utenti registrati. Su www.spickmich.de i ragazzi possono comunicare tra loro, esporre in loro scritti online la situazione nella loro classe e nella loro scuola, ed esprimere giudizi positivi o negativi sugli insegnanti. C'è una scala di misura per dare voti e giudizi ai professori, in questa nuova situazione nata nel mondo virtuale che capovolge i ruoli rispetto al mondo reale della scuola: chi deve distribuire giudizi e voti da soggetto diventa oggetto di giudizi e voti degli alunni.

La scala comprende diverse categorie. Nei giudizi, un professore stimato può essere giudicato "ben preparato", "uno che dà voti giusti", oppure "un tipo cool e spiritoso". Quanto ai voti, sono come i voti del sistema scolastico tedesco, ma sul sito premiano o puniscono appunto gli insegnanti e non gli studenti. I voti vanno da 1 a 6 in ordine decrescente: 1 è come il nostro dieci, uno più è dieci e lode. Fino al tre meno compreso si è sufficienti. Quattro o quattro più sono insufficienze migliorabili, da quattro meno a sei sono insufficienze decise.

L'insegnante che si era rivolta alla giustizia per bloccare il funzionamento del sito è professoressa a Neukirchen-Vluyn, nel nordovest. E i suoi studenti non erano stati teneri: le avevano affibbiato appena un 4,3 come voto. Insomma una brutta, grave insufficienza. L'insegnante e i suoi legali hanno protestato denunciando la violazione dei diritti della persona. Ma i giudici - in prima istanza qualche mese fa, ora in appello - le hanno dato torto. Il portale internet www.spickmich.de, dicono i magistrati, offre valutazioni affidabili su quali professori sono competenti e offrono alle loro classi lezioni interessanti e valide. E così il sito, continuano i giudici, offre un servizio valido e utile agli studenti ma anche alle loro famiglie. Il tribunale non si è pronunciato sulla questione se anche giudizi come "insegnante sexy" o "insegnante brutto" siano leciti o no.

Le associazioni degli insegnanti hanno duramente protestato. "Le leggi sul Datenschutz, cioè sulla tutela della privacy, con questa sentenza vengono prese meno sul serio per i professori che per gli altri cittadini", ha detto il presidente dell'associazione dei filologi, Heinz-Peter Meldinger, alla Sueddeutsche Zeitung. Il sindacato degli insegnanti (Gew) afferma che internet non è il luogo adatto per una valutazione della qualità del lavoro del personale docente. Ma finora, la sfida l'hanno vinta gli studenti.