sabato 17 novembre 2007

nun te scurdà genova....



17/11/2007
Genova, il corteo dei no global
"Vogliamo sapere la verità sul G8"
Genova, tornano a sfilare i No-Global

L'ira di Don Gallo: «I responsabili sono stati promossi». Gli organizzatori: siamo cinquantamila
GENOVA
Sono oltre cinquantamila, secondo gli organizzatori, i manifestanti al corteo che sta sfilando a Genova. Il serpentone di dimostranti è lungo oltre due chilometri. Dalla questura, per ora, si preferisce non parlare di cifre.

L'ira di Don Gallo
«I veri responsabili del G8 di Genova sono stati promossi ai vertici dello Stato». Lo ha detto Don Andrea Gallo, prete genovese e anima del corteo no global di oggi, leggendo alcuni stralci di un messaggio del frate comboniano Alex Zanotelli. Don Gallo, salito su una camionetta in testa al corteo, ha rivolto il suo appello «a tutti i compagni e le compagne, i fratelli e le sorelle» e citando Zanotelli ha parlato di una «palude politica», chiamando in causa sia la destra che la sinistra, e dei 25 «capri espiatori su cui è stata fatta ricadere la responsabilità dei fatti di Genova». Evidente riferimento ai 25 no global attualmente sotto processo penale a Genova.

Don Gallo ha invitato la folla, che lo acclamava urlando "Genova Libera", a «non lasciarsi provocare dai figli di puttana: se non ci aiutiamo da noi, qui mi sa che non ci aiuta un cazzo di nessuno. Questa non è democrazia».

I no global bloccati in stazione
Proteste dei no global diretti a Genova, rimasti per oltre un’ora bloccati sul treno all’interno della stazione ferroviaria della Spezia. Non ci sono stati danneggiamenti alle cose ma sit-in e contestazioni ad alta voce. «Il fermo - spiegano alla stazione - è scattato perchè Genova appariva congestionata dai troppi treni in arrivo, con numerose persone a bordo, tanto che anche l’intercity ha subito lo stesso ritardo». Risulta tuttavia che accanto a questa motivazione ufficiale, vi fossero persone a bordo senza biglietto ed abbiano litigato per questo con il personale. La polizia ferroviaria è intervenuta solo come servizio d’ordine, ma «la decisione di fermare il treno non è stata assunta dalle forze dell’ordine, ma da Trenitalia».

"Chi rompe paga, chi uccide no"
In coda al corteo genovese per il G8 sfilano striscioni, bandiere, sigle, al ritmo delle musiche più diverse; qualcuno canta e balla, c’è chi parla e chi ricorda. L’Unione Studenti inalbera uno striscione con scritto «Chi rompe paga, chi uccide no» e un altro con la scritta «Colpevoli di sognare». Il gruppo di «Sinistra Critica» balla la musica degli Inti Illimani e scandisce «El Pueblo unido...». Dietro di loro i gruppi della «Sinistra Europea» della «Sinistra Democratica» e di «Arcilesbica», di «Emergency» e della «Rete 28 Aprile - Cgil». Chiudono il corteo come previsto la Fiom, il Partito dei Comunisti Italiani e gli iscritti di Rifondazione Comunista.

VERGOGNA!!!

skype news

Come sempre in questo periodo arrivano tanti nuovi modelli
Il patto tra 3 e Skype porta la telefonia internet sui mobile
Telefoni cellulari per Natale
la novità è lo Skypephone
Ci sono poi i terminali wi-fi, come l'N81: macchina multimediale a tutti gli effetti
di ERNESTO ASSANTE

Telefoni cellulari per Natale
la novità è lo Skypephone

COME ogni anno quando si avvicina Natale e la stagione dei regali, arrivano sul mercato anche una raffica di nuovi telefoni cellulari. Alcuni dei quali offrono dei buoni motivi d'interesse. La tendenza generale (sui cellulari di fascia alta) è quella di offrire prodotti completi, macchine in grado di fare tutto e di farlo bene. Ecco dunque dei veri e propri computer multimediali, che fanno telefonate ovviamente, ma sono anche terminale Internet, lettore mp3, macchina fotografica, videocamera, navigatore gps, agenda, sveglia, e molto altro ancora. Mentre sulle macchine a basso costo il motto è "spendere sempre di meno", con telefoni semplici, con poche funzioni.

Ed è in questo campo che c'è stata la novità più interessante delle ultime settimane, quella dell'arrivo dello Skypephone, il primo telefonino ibrido 3G\VoIP. Il vecchio motto "se non puoi batterlo fattelo amico" ha certamente guidato le strategie della 3, l'azienda che ha siglato il patto con Skype per portare la telefonia Internet sui cellulari, visto il crescente successo che il VoIP sta riscuotendo in tutto il mondo. Che gli operatori fissi e mobili avrebbero dovuto un giorno fare i conti con le nuove società VoIP che offrono chiamate gratuite in Rete era fuori discussione. Tre aveva aperto una interessante relazione con Skype già da qualche tempo, con i telefoni della X-Series, che consentivano il collegamento con Skype. Ma mentre con i telefoni precedenti (come Viewty) bisognava collegarsi ad Internet, quindi a Skype e quindi telefonare, nel caso dello Skypephone l'integrazione è immediata e perfetta, e si può chiamare via Internet con il cellulare allo stesso modo con cui si fanno telefonate sulla rete abituale.

Il telefono, piccolo e leggero, funziona come un normale cellulare fin quando non si preme il tasto Skype che è al centro dell'apparecchio, a quel punto compare la lista dei contatti Skype ed è possibile chiamare passando per Internet, a costo zero se si chiamano altri utenti Skype. Oltre che in Italia, il prodotto è commercializzato anche nel Regno Unito, Australia, Austria, Danimarca, Hong Kong, Irlanda, Macao e Svezia.

Il piccolo telefono di 3 è uno di quegli oggetti che potrebbe scatenare una vera rivoluzione: gli utenti Skype nel mondo sono 246 milioni e sono destinati, secondo tutte le ricerche, a crescere. A spingere verso questa crescita potrebbe essere proprio l'avvento di questo cellulare, che per la prima volta stacca il VoIP dal computer. Non c'è alcun bisogno, infatti, di essere collegati al computer, e nemmeno di essere vicini a un hotspot wi-fi per Internet, lo Skypephone utilizza la rete Umts e il collegamento è agevole in mobilità, aprendo la frontiera della telefonia via Internet anche a un pubblico tecnologicamente non preparato, a chi non ha un collegamento al Web, a chi non vuole maggiori difficoltà rispetto alla telefonia cellulare "tradizionale". Oltretutto il pubblico più giovane, che già fa uso di Skype da casa, dovrebbe essere particolarmente interessato all'offerta, sia dei terminali a 99 euro sia di quelli a costo zero con abbonamenti di tipo diverso.

La concorrenza allo Skypephone dovrebbe arrivare dai cellulari wi-fi sui quali molti costruttori stanno scommettendo, ma se fino ad ora i terminali dotati di connessione senza fili a banda larga sono stati quelli di fascia alta, la Nokia ha annunciato che nella prima metà del prossimo anno metterà sul mercato il primo modello con un prezzo più basso, attorno ai 200 euro.
Tra i terminali di fascia alta (fermo restando che dell'iPhone non si hanno notizie, come confermano dalla Apple Italia) la novità più importante che sta per arrivare nei negozi è ancora targata Nokia, che con il nuovo N81 offre la macchina più completa, divertente e innovativa tra le molte che sono sul mercato. La novità è nel fatto che l'N81 è una macchina multimediale a tutti gli effetti, che entra in diretta concorrenza non tanto con gli altri telefoni cellulari, quanto con i diretti avversari nel campo dell'intrattenimento da tasca, la Apple con il suo iPod, e la Sony con la Playstation portatile. Questo perché sono tre i punti di forza della nuova macchina della Nokia, la telefonia, la musica e i giochi. E' soprattutto l'integrazione dei videogame sul cellulare, con la trasformazione del vecchio N-Gage in software e servizio per telefoni portatili, a segnare la novità più grande, oltre all'eccellente qualità sonora del lettore mp3, della nuova macchina di Nokia.

Tutto in uno, console, mp3, telefono, ma anche mappe (con Google map), collegamento wi-fi, macchina fotografica e videocamera, oltre a molte altre funzioni, in una macchina elegante che punta ad essere il principale concorrente di iPhone e la naturale evoluzione di terminali avanzati come il fortunatissimo N95. Rispetto ai suoi predecessori l'N81 ha una notevole facilità d'uso, e versatile e adattabile alle più diverse esigenze e "sexy" quanto basta per essere gradito anche a chi è in cerca di cellulari con uno stile personale.

Sulla musica la concorrenza con la Apple si fa sempre più vivace, e tra i molti modelli di cellulare che "suonano" vanno segnalati il Rock & Call della Samsung, un telefono "double face" che da un lato è un cellulare e dall'altro ha i comandi di un lettore mp3, con due display, e il W910 della Sony, un "walkman phone" di nuova generazione che ha un sensore di movimento che permette di passare da un brano all'altro "scuotendo" il telefonino.

un due tre...ridere

Entra in vigore domani l'ordinanza voluta dall'assessore comunale alla Sanità
In presenza di bambini e donne incinte sarà proibito fumare anche nei giardini
Lotta al fumo, Napoli all'avanguardia
scatta il divieto anche nei parchi

A Napoli divieto di fumo anche nei parchi giochi
NAPOLI - Il divieto di fumo conquista nuovi spazi e dai locali pubblici si estende ai luoghi all'aperto. A fare da battistrada è il Comune di Napoli, con un'ordinanza in vigore da domani che proibisce di fumare anche nei parchi e nei giardini municipali se vi sono donne in stato di gravidanza e di bambini fino a dodici anni. Il nuovo divieto sarà segnalato da appositi cartelli.

A decidere il provvedimento, che non ha eguali in Italia, è stato l'assessore alla Sanità Rino Nasti, che spiega così il giro di vite imposto dalla giunta: "La strategia multidisciplinare dettata dal ministero della Salute nel programma 'Guadagnare Salute' approvata dal Consiglio dei ministri il 16 febbraio 2007 prevede che le amministrazioni locali adottino iniziative tese a contrastare comportamenti che si rivelino nocivi alla salute e che comportino consequenziali pesanti ripercussioni sul sistema sanitario e sociale".

A mettere in moto l'assessore Nasti sono state però anche le proposte fatte da associazioni impegnate contro i danni derivanti dal tabagismo, a partire dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

L'ordinanza tiene inoltre conto del fatto che i parchi cittadini sono spesso utilizzati per manifestazioni pubbliche (cinema all'aperto, rappresentazioni teatrali e musicali, giochi per bambini) dove la salute dei non fumatori rischia di essere compromessa malgrado ci si trovi all'aperto. "Il dispositivo - sottolinea ancora Nasti - tende a migliorare la vivibilità dei parchi, garantendo una convivenza più piacevole, di fatto mettendo Napoli nella condizione di incamminarsi per andare oltre la legge Sirchia del 2003".

(17 novembre 2007)

Le pere di Adamo, un film documentario di Guido Chiesa

Regia: Guido Chiesa
Sceneggiatura: Guido Chiesa, Wu Ming 3
Produttori: Silvia Innocenzi Giovanni Saulini
Coproduttori: Lene Bøurglum, Tiziana Cerutti Soudani
Collaborazione alla produzione: Giorgio Vivalda
Supervisione alla fotografia: Gherardo Gossi
Direttori della Fotografia: Luciano Federici, Remy Mazet, Kathleen Friend
Montaggio: Luca Gasparini
Fonico di presa diretta: Sonia Portoghese, Heloïse Claude ,Becky Thomson
Montaggio del suono: Marco Benevento
Animazioni e grafica: mBanga Animation Studio
Musica originale: Teho Teardo

L’uomo mangiò il frutto dell’albero della conoscenza e incominciò a sapere, apprendere, separare. E da quel momento iniziarono anche i suoi guai. Forse ne avrebbe evitati parecchi se si fosse accorto che, su quell’albero, oltre alle mele, c’erano anche delle pere…

Mattino presto, un corteo di persone per strada: protestano perché gli industriali, i sindacati e il governo francese hanno deciso di modificare il loro sussidio di disoccupazione. Un annoso problema, un’immagine consueta.

Le loro grida svegliano un buffo omino che abita il fumetto che fa da filo conduttore al film. L’omino si dirige alla finestra e considera che quel movimento di persone si comporta né più né meno come un corteo di nuvole. Come le nuvole possono portare problemi o soluzioni. Come le nuvole, arrivano, accadono e se ne vanno. E poi tornano.

E’ una considerazione poetica, un po’ eccentrica. Ma per il nostro personaggio diventa una sfida del pensiero e dell’immaginazione: possiamo stabilire un’analogia rigorosa, scientifica, tra le nuvole e i movimenti sociali?

Inizia così un viaggio che, partendo da territori apparentemente famigliari (la meteorologia e la poltiica), finisce per sconfinare in aree poco esplorate, in cui soggetti a prima vista separati e distanti, risultano infine simili e connessi: nuvole e movimenti, goccioline di vapore e persone, perturbazioni e grandi questioni sociali.

A far da guida nel viaggio è il paradigma scientifico, ossia l’idea che attraverso la ragione, la prova e la verifica, l’essere umano possa conoscere e controllare la natura e tutto ciò che la riguarda (umani inclusi). Un modello di pensiero che ha nella logica la sua grammatica e nella ricerca dell’esattezza la sua ossessione. Un paradigma che, nella sua fase classica, dall’Illuminismo al ‘900, non ha fatto che richiamarsi all’antico detto che recita ai bambini delle elementari che non bisogna mischiare le pere con le mele.

Fedele a questo principio, la scienza moderna (nelle le sue mille applicazioni) non ha fatto altro che frammentare, separare, dividere tutto, nella speranza che, rimettendo poi le cose insieme, si arrivasse a comprendere il senso e la natura di ogni cosa. Ma quello che la scienza stessa nel corso dell’ultimo secolo ha capito è che non funziona proprio così. O, meglio, funziona così in laboratorio, ma quando si va nella vita reale, le cose sono maledettamente più complicate. Tanto che ancora adesso non sappiamo esattamente dove vanno le nuvole domani…

Un buon esempio di come non tutto possa ridursi alla pura analisi razionale è la musica: certo, c’è una componente matematica, certo la fisica e le altre scienze applicate possono chiarirci molte cose. Ma dai numeri non verrà mai fuori Mozart e con i soli numeri non potremo mai capire perché l’opera K140 ci commuove ancora adesso.

Protagonisti del film, oltre all’omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l’estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.

Dichiarazione del regista


Il film si conclude con la canzone Go Tell The Women, cantata da Nick Cave dei Grinderman, il cui testo mi pare racconti bene lo spirito con cui mi sono ritrovato alla fine della realizzazione di questo film, di ottimo umore, come dopo un viaggio faticoso ma ricco di esperienze.

“Abbiamo fatto la nostra storia
Ci siamo evoluti
Stiamo in piedi
Risolti i problemi
Siamo artisti
Siamo matematici
Alcuni di noi hanno posizioni estremamente importanti
Ma siamo stanchi
Respiriamo a fatica
E siamo liberi
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando

Siamo disgustati e stanchi
Di tutto questo piangersi addosso
Tutto quello che volevamo era un po’ di violenza carnale consensuale nel pomeriggio
E magari un pochino di più la sera
Siamo scienziati
Facciamo la genetica
E lasciamo la religione
Agli psicopatici e ai fanatici
Ma siamo stanchi
Non abbiamo nulla in cui credere
Siamo persi
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando

Abbiamo fatto la nostra storia
Siamo inseparabili dal suono
Di sei miliardi di persone
Che vanno giù
Siamo maghi
Siamo imbroglioni
Siamo liberi e ci siamo persi
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando”


Go Tell The Women 2007 – (Nick Cave - Martin P.- Casey Jim Sclavunos)