venerdì 28 ottobre 2011
martedì 25 ottobre 2011
domenica 23 ottobre 2011
sabato 22 ottobre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
martedì 18 ottobre 2011
lunedì 17 ottobre 2011
domenica 16 ottobre 2011
condivido
Una nuova epoca
Quella di ieri a Roma è stata una manifestazione storica, il segno di un possibile cambiamento d'epoca. Una manifestazione enorme, rappresentativa di tutto il paese (camminando nel corteo e in piazza si sentivano gli accenti di tutte le regioni italiane). E ancora, una manifestazione che si realizzava in contemporanea con tante altre nel mondo, in Europa e anche negli Usa, tutte concentrate sul cambiamento del modello di sviluppo, a sancire la crisi del liberalcapitalismo. Per dire che così non si può andare avanti, che la politica di oggi è arrivata a un punto morto e che ci vuole un'inversione di rotta, anche dei partiti politici, oggi ridotti alla sopravvivenza di sé stessi.
A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell'attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell'urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile. La manifestazione e le pressioni che essa esprime chiedono un rinnovamento della politica. È una sfida positiva agli attuali partiti di sinistra a uscire dal passato e prendere atto di quel che nel mondo è cambiato. La crisi attuale - più pesante, dicono in molti, di quella del 1929 - non può essere superata con i soliti strumenti. Negli Usa fu affrontata con il New Deal e in Italia e Germania, dove lo sbocco fu a destra, non con le privatizzazioni, ma con le nazionalizzazioni di banche e industrie. Ci ricordiamo dell'Iri, fondamentale nell'economia anche dopo la caduta del fascismo?
Quello che è accaduto ieri deve aprirci gli occhi e la mente. Non si può continuare a fare politica con le vecchie ricette. Ci dovranno essere cambiamenti anche nelle lotte sul lavoro e nel sindacato, e nella politica economica. Per concludere, vorrei ricordare che dopo il discorso di Sarteano anche un banchiere come Mario Draghi ha detto di capire le ragioni degli indignati. Forse siamo all'inizio di una nuova epoca.
Valentino Parlato
A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell'attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell'urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile. La manifestazione e le pressioni che essa esprime chiedono un rinnovamento della politica. È una sfida positiva agli attuali partiti di sinistra a uscire dal passato e prendere atto di quel che nel mondo è cambiato. La crisi attuale - più pesante, dicono in molti, di quella del 1929 - non può essere superata con i soliti strumenti. Negli Usa fu affrontata con il New Deal e in Italia e Germania, dove lo sbocco fu a destra, non con le privatizzazioni, ma con le nazionalizzazioni di banche e industrie. Ci ricordiamo dell'Iri, fondamentale nell'economia anche dopo la caduta del fascismo?
Quello che è accaduto ieri deve aprirci gli occhi e la mente. Non si può continuare a fare politica con le vecchie ricette. Ci dovranno essere cambiamenti anche nelle lotte sul lavoro e nel sindacato, e nella politica economica. Per concludere, vorrei ricordare che dopo il discorso di Sarteano anche un banchiere come Mario Draghi ha detto di capire le ragioni degli indignati. Forse siamo all'inizio di una nuova epoca.
Valentino Parlato
sabato 15 ottobre 2011
venerdì 14 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
Anghelopulos e la sua grigia Grecia
Anghelopulos sta per iniziare a girare "L'altro mare", il film sulla crisi della sua terra che vede come protagonista Toni Servillo.
"La Grecia è stata per secoli un faro di civiltà, e si è come estenuata in questo ruolo, perciò ha tardato a entrare nel mondo moderno senza capire in tempo che il mondo cambia. Ricordo bene che all'inizio degli anni Duemila si aveva l'impressione di un momento pieno di possibilità. Nessuno ne faceva una questione di mercati e banche: era qualcosa in sospensione nell'aria. Il nostro governo, i nostri politici hanno dato alla gente l'impressione che tutto fosse permesso. Se la Grecia è ora il paese europeo più malato è perché ha creduto più degli altri a quella possibilità senza limiti. La Grecia è stata occupata per quattro secoli dalla Turchia, poi con la liberazione Inghilterra e Usa hanno mostrato tutto il loro interesse economico del loro intervento: volevano sfruttare il paese. La Grecia dunque non è mai stata un paese libero: e ciò crea una psicologia, un modo di essere. Ecco le ragioni per cui siamo arrivati a questo, la Grecia in una situazione peggiore degli altri, ma anche Spagna e Portogallo sono sulla stessa strada. E cosa stanno facendo il mondo, gli Usa e l'Europa? Qual è la soluzione al problema? Chi soffre di questo? Il popolo, la gente che lavora, gli altri insomma, non i ricchi. Si vedono poveri ovunque in Europa, gente che dorme per la strada, che non ha nulla. Che cosa è tutto questo?"
"[All'epoca dei connelli] non c'erano disordini né furti. Eppoi qui il responsabile è lo Stato, là un gruppo di militari. Ora per paradosso è peggio: a quei tempi opporsi era un atto politico, un gesto poetico, un sogno, energia e desiderio che si univano, ma oggi con chi te la prendi? Contro chi vai? Di cosa stiamo parlando adesso? Di nulla. Certo, un avversario c'è anche oggi ed è la nostra classe politica, così come la Merkel e Sarkozy che decidono tutto per tutti, mentre Obama sta un po' defilato sulle cose europee: la loro priorità è difendere le economie dei rispettivi paesi e, quindi, del sistema che ci ha condotti fin qui. Il sistema che ha nelle banche il suo centro. Ma come si può dire a qualcuno che ha studiato e lavora da venti o trent'anni, e che magari si sta pagando la casa o l'auto o gli studi dei figli, che ora d'un tratto deve vivere in tutt'altro modo e rinunciare a tutto quello che ha cercato di fare per la sua famiglia e per sé? Questa tragedia sta cambiando la vita delle persone. E di chi è la colpa? Della classe politica, che ha dato l'impressione che tutto fosse permesso, la gente ha accettato questa illusione diventandone complice. La classe politica ha trattato gli elettori come clienti o imprese, ed è sua in primo luogo la responsabilità di quello che sta accadendo, in particolare della corruzione totale che questo sistema ha generato".
"L'opposizione di oggi è la destra, ma prima era al governo, quindi... Il partito comunista greco è fermo nel tempo, agisce come se esistesse ancora un dialogo politico. Ma ora non c'è nessun dialogo politico, non è più una questione politica: è la storia di un modello basato su strutture sociali, mercato e banche. A suo tempo Marx aveva previsto questo collasso di un sistema nel quale la gente non era pronta ad accettare e comprendere."
"La Grecia è stata per secoli un faro di civiltà, e si è come estenuata in questo ruolo, perciò ha tardato a entrare nel mondo moderno senza capire in tempo che il mondo cambia. Ricordo bene che all'inizio degli anni Duemila si aveva l'impressione di un momento pieno di possibilità. Nessuno ne faceva una questione di mercati e banche: era qualcosa in sospensione nell'aria. Il nostro governo, i nostri politici hanno dato alla gente l'impressione che tutto fosse permesso. Se la Grecia è ora il paese europeo più malato è perché ha creduto più degli altri a quella possibilità senza limiti. La Grecia è stata occupata per quattro secoli dalla Turchia, poi con la liberazione Inghilterra e Usa hanno mostrato tutto il loro interesse economico del loro intervento: volevano sfruttare il paese. La Grecia dunque non è mai stata un paese libero: e ciò crea una psicologia, un modo di essere. Ecco le ragioni per cui siamo arrivati a questo, la Grecia in una situazione peggiore degli altri, ma anche Spagna e Portogallo sono sulla stessa strada. E cosa stanno facendo il mondo, gli Usa e l'Europa? Qual è la soluzione al problema? Chi soffre di questo? Il popolo, la gente che lavora, gli altri insomma, non i ricchi. Si vedono poveri ovunque in Europa, gente che dorme per la strada, che non ha nulla. Che cosa è tutto questo?"
"[All'epoca dei connelli] non c'erano disordini né furti. Eppoi qui il responsabile è lo Stato, là un gruppo di militari. Ora per paradosso è peggio: a quei tempi opporsi era un atto politico, un gesto poetico, un sogno, energia e desiderio che si univano, ma oggi con chi te la prendi? Contro chi vai? Di cosa stiamo parlando adesso? Di nulla. Certo, un avversario c'è anche oggi ed è la nostra classe politica, così come la Merkel e Sarkozy che decidono tutto per tutti, mentre Obama sta un po' defilato sulle cose europee: la loro priorità è difendere le economie dei rispettivi paesi e, quindi, del sistema che ci ha condotti fin qui. Il sistema che ha nelle banche il suo centro. Ma come si può dire a qualcuno che ha studiato e lavora da venti o trent'anni, e che magari si sta pagando la casa o l'auto o gli studi dei figli, che ora d'un tratto deve vivere in tutt'altro modo e rinunciare a tutto quello che ha cercato di fare per la sua famiglia e per sé? Questa tragedia sta cambiando la vita delle persone. E di chi è la colpa? Della classe politica, che ha dato l'impressione che tutto fosse permesso, la gente ha accettato questa illusione diventandone complice. La classe politica ha trattato gli elettori come clienti o imprese, ed è sua in primo luogo la responsabilità di quello che sta accadendo, in particolare della corruzione totale che questo sistema ha generato".
"L'opposizione di oggi è la destra, ma prima era al governo, quindi... Il partito comunista greco è fermo nel tempo, agisce come se esistesse ancora un dialogo politico. Ma ora non c'è nessun dialogo politico, non è più una questione politica: è la storia di un modello basato su strutture sociali, mercato e banche. A suo tempo Marx aveva previsto questo collasso di un sistema nel quale la gente non era pronta ad accettare e comprendere."
mercoledì 12 ottobre 2011
ti stanno cuocendo le palle, eh bossi?
2 risate con i legaioli; la citazione di Jim Morrison è una chicca!!!
martedì 11 ottobre 2011
un anno e mezzo senza governo

Nonostante sia senza un Governo, il Belgio ha aumentato il Pil del 2,3% nel 2010 e del 2,4% quest'anno; il tasso di disoccupazione è sceso dall'8,5% dell'aprile 2010 al 6,8% di agosto.
domenica 9 ottobre 2011
sabato 8 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
mercoledì 5 ottobre 2011
lunedì 3 ottobre 2011
domenica 2 ottobre 2011
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