martedì 29 settembre 2009

domenica 27 settembre 2009

venerdì 25 settembre 2009

domenica 20 settembre 2009

farabut

sabato 19 settembre 2009

venerdì 18 settembre 2009

giovedì 17 settembre 2009

indagine penale per rocco siffredi?









24 centimetri di evasione...fiscale.



martedì 15 settembre 2009



sabato 12 settembre 2009

bestie

genitori da proteggere...



L'associazione di genitori contro la sitcom "Così fan tutte": "Evidente violazione della fascia protetta"

VIOLAZIONE DELLA FASCIA PROTETTA??? ARGHHHHHHHHHHH!!!

venerdì 11 settembre 2009

(s)lega la lega

Ponteranica, rimossa la targa
dedicata a Peppino Impastato

Il fratello del giovane ucciso dalla mafia: "Razzismo". Rita Borsellino: "Una decisione stupida"
di Salvo Palazzolo
PALERMO - Quella targa della biblioteca comunale di Ponteranica, provincia di Bergamo, intestata al siciliano Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978, non è mai piaciuta al leghista Cristiano Aldegani. L´aveva ribadito con toni solenni in campagna elettorale, e adesso che è diventato sindaco ha provveduto: la targa col nome di Impastato è stata rimossa. Il primo cittadino avrebbe voluto sostituirla subito, con un´altra dedicata a padre Giancarlo Baggi, un padre sacramentino morto nel 2000, residente per molti anni nella comunità di Ponteranica. Ma la prefettura di Bergamo ha negato qualsiasi deroga alla legge che vieta di dedicare un edificio a una persona scomparsa da meno di dieci anni. Il sindaco Aldegani non si è arreso, nonostante la dissociazione dei suoi stessi compagni di giunta, del Pdl. La biblioteca resterà senza targa fino a quando non potrà essere fatta la nuova intitolazione.

Dice Giovanni Impastato, il fratello di Peppino: «Ho provato fastidio per ciò che è accaduto. È una cosa indegna, un gesto incivile che offende la dignità umana. Nella scelta del sindaco di Ponteranica leggo solo razzismo». Da Cinisi, in provincia di Palermo, dove nacque e operò Peppino Impastato con la sua Radio Aut che denunciava i rapporti fra mafia e politica, partirà presto un´iniziativa in direzione Bergamo. «A parole si parla di lotta alla mafia – prosegue Giovani Impastato - ma da certi fatti come quello di Ponteranica si capisce che la lotta alla mafia non interessa».

Fra Bergamo e Cinisi, ieri, è stato un lungo botta e risposta. Il sindaco leghista difende la sua scelta: «Già durante la precedente amministrazione, di centrosinistra, avevo espresso le mie riserve – dice Aldegani – onore al merito di chi ha combattuto la mafia, ma ci sembrava giusto intitolare il luogo per eccellenza della cultura del nostro paese a un personaggio locale di grande valore spirituale». È una dichiarazione che mette ancora più a disagio gli alleati Pdl in giunta: «Non c´erano ragioni ideologiche nella scelta della precedente amministrazione – ribatte il capogruppo in consiglio comunale Luca Oriani – ma aveva seguito un percorso educativo all´interno delle nostre scuole. Non condividiamo davvero la scelta e i metodi usati dall´amministrazione leghista».

Al fianco di Giovanni Impastato ci sono i ragazzi di Libera, poi l´eurodeputata Rita Borsellino, Pina Picierno, responsabile legalità del Pd, Massimo Donadi, capogruppo dell´Idv alla Camera e Giovanni Russo Spena, che è stato relatore in commissione parlamentare antimafia dell´indagine sul caso Impastato. «Il sindaco Aldegani – dice Russo Spena – non ricorda di certo che l´indagine dell´antimafia, sul sistema di relazioni che comprendeva mafia, amministrazioni locali e politica, fu approvata all´unanimità. Evidentemente, il nome di Impastato dà ancora fastidio a tutti coloro che nei fatti negano la relazione fra mafia e politica. E in questo governo sono tanti».

giovedì 10 settembre 2009

porci farmaceutici

mercoledì 9 settembre 2009

lapo el can

martedì 8 settembre 2009

non c'è più l'americano

La Tienanmen peruviana e i virus contro gli indios

95706_13724_0_amazonia_1Il 70 per cento della foresta amazzonica peruviana consegnato alle trivelle. Migliaia di indios condannati alla fuga e alla morte. Sono le conseguenze del progetto di sviluppo che il presidente peruviano Alan Garcia ha lanciato per aumentare l’export di gas e di petrolio. Ma i 350 mila indios peruviani, riuniti nell’associazione Aidesep, danno battaglia. Per mesi hanno contrastato i progetti della compagnia anglo-francese Perenco che dice di voler investire due miliardi di dollari in prospezioni: ci sono state molte manifestazioni, strade e fiumi sono stati bloccati per settimane impedendo il passaggio dei mezzi della Perenco. La società ha risposto sostenendo che non esistono prove della presenza di popolazioni senza contatti con il mondo occidentale all’interno dell’area che dovrebbe essere trivellata.
Poi, il 5 giugno, a Bagua, una cittadina a 700 chilometri da Lima, è scattata una risposta violenta, il massacro chiamato la «Tienanmen peruviana». Secondo le fonti ufficiali i morti sono stati 30, di cui 23 agenti della polizia. Ma gli indios raccontano una storia diversa: una carneficina le cui tracce sono state nascoste gettando i cadaveri dei manifestanti nei fiumi. Il racconto di due giovani Belgi, Marijke Deleu e Thomas Quirynen, coinvolti negli scontri e presi di mira dai fucili degli agenti di polizia, conferma la versione più violenta degli scontri.
Il massacro di Bagua ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo sull’assalto all’Amazzonia. Una delle associazioni che si battono per i diritti degli indios, Survival International, ha lanciato una petizione per fermare l’invasione della foresta. L’Associated Press ha raccolto la testimonianza di uno dei leader degli indios, Santiago Manuin, colpito da quattro proiettili nello stomaco a Bagua. E l’Aidesep, mentre molti dei leader indios sono scappati nella foresta per sfuggire alle minacce (sui giornali peruviani c’è anche chi ha suggerito di usare il napalm contro le popolazioni indigene), ha presentato un appello urgente alla Corte Costituzionale del paese per impedire lo sfruttamento petrolifero di una parte dell’Amazzonia conosciuta come «Blocco 67».
Ma intanto un altro rischio si sta profilando. I primi casi di contagio da influenza A hanno colpito le popolazioni indigene che hanno contatti saltuari con gli indios delle zone più interne: al dipartimento sanitario regionale di Cusco risulta che siano positivi al virus sette membri della tribù dei Matsigenka che vivono lungo il fiume Urubamba, nell’Amazzonia peruviana. Secondo Stafford Lightman, docente di Medicina presso l’Università di Bristol, «i popoli isolati non hanno difese immunitarie verso le malattie infettive che circolano nella nostra società industrializzata e sono particolarmente vulnerabili all’influenza suina. Gli effetti di una epidemia, che potrebbe colpire tutti i membri della comunità simultaneamente, potrebbero essere devastanti perché non resterebbe nessuno in grado di prendersi cura dei malati o di preparare il cibo».
(di Antonio Cianciullo)

lunedì 7 settembre 2009

influenza a ah, ah...








qui...

domenica 6 settembre 2009

sabato 5 settembre 2009

povera itaglia, davvero...

venerdì 4 settembre 2009

peligro pùblico...