giovedì 28 gennaio 2010

è morto Salinger

E' morto l'autore del Giovane Holden
Aveva 91 anni, non pubblicava dal '65
ROMA
Jerome David Salinger, autore del celeberrimo «Il giovane Holden» («The catcher in the rye») è morto a Cornish, nello stato americano del New Hampshire, all’età di 91 anni: lo ha reso noto il figlio dello scrittore.

«The catcher in the rye», con protagonista il giovane Holden Caulfield, uscì nel 1951, all’inizio della Guerra Fredda: venne subito selezionato come Libro del Mese e la recensione avvertiva i lettori che «chiunque stesse educando un figlio, vi avrebbe trovato una fonte di meraviglia - e preoccupazione».

Holden divenne rapidamente il più famoso anti-eroe della letteratura americano dai tempi di Huckleberry Finn, e il libro ebbe un successo travolgente in tutto il mondo, vendendo 60 milioni di copie - ed eclissando tutta la successiva produzione di Salinger, peraltro non uno scrittore eccessivamente prolifico.

Seguirono infatti la collezione di racconti «Nove storie» (1953), «Fanny and Zooey» (1961), «Alzate l’architrave, carpentieri» e «Seymour, un’introduzione» (pubblicati insieme nel 1963); il suo ultimo racconto, «Hapworth 16, 1928», venne pubblicati dal New Yorker nel 1965. Da allora solo annunci di nuove pubblicazioni mai rispettati, l’ultimo nel 1999 quando un vicino di Salinger, Jerry Burt, raccontò che lo scrittore aveva altri quindici inediti nella cassaforte della sua casa.

Nel 1952 infatti Salinger aveva lasciato la natia New York per trasferirsi a Cornish, dove tre anni più tardi sposò Claire Douglas, dalla quale ebbe due figli prima di divorziare nel 1967; nello stesso tempo iniziò a rifiutare qualsiasi intervista, dando istruzioni al suo agente di respingere al mittente le lettere dei fan: secondo alcune voci riusciva a lavorare solo in un bunker di cemento.

Di fatto, Salinger divenne celebre - oltre che per Holden, del quale rifiutò numerose offerte di produzione teatrale e cinematografica - per il suo rifiuto di diventare famoso: nel 1982 intentò causa ad un uomo che cercava di vendere una sua falsa intervista ad un quotidiano, e cinque anni dopo fu la Corte Suprema degli Stati Uniti a scomodarsi per impedire la pubblicazione di una biografia non autorizzata che riportava dei passi di alcune lettere inedite dello scrittore (che si era affrettato a sottoporle a copyright non appena saputo del progetto di biografia).

La cortina di ferro che proteggeva Salinger venne scostata solo nel 1998, quando la scrittrice Joyce Maynard nelle sue memorie descrisse una breve relazione avuta con Salinger negli anni Settanta, e soprattutto da «Dreamcatcher», la biografia scritta nel 2000 dalla figlia Margaret nel quale dipingeva il padre come un recluso dal carattere scontroso.

(da La Stampa 28 gennaio 2010)

I micro-Stati sono una cinquantina sparsi in giro per il mondo
Non riconosciuti dai governi, spesso hanno un seguito sorprendente

Quelli che vivono pensando a Utopia
Le micro-nazioni fra sogno e realtà

Ci sono Christiania, Talossa, Sealand, Molossia e Waveland
Pochissimi abitanti e una fitta rete di contatti attraverso il web

di SARA FICOCELLI


Quelli che vivono pensando a Utopia Le micro-nazioni fra sogno e realtà

Il presidente Kevin Baugh
della Repubblica di Molossia

CI SONO quelle che si autodefiniscono "quinto mondo" in polemico riferimento alla suddivisione tra primo, secondo e terzo sistema economico, e quelle che nascono per gioco. Alcune stanno in mezzo al mare come atolli di protesta, altre incastonate tra i confini di un altro Stato, come eccentriche enclave culturali. Le micro-nazioni nel mondo sono circa una cinquantina: molte non esistono più, tante sono esistite solo nella fantasia di pochi entusiasti - come si definiscono i membri delle comunità. Tutte si inseriscono nel solco di Utopia, la micro-nazione che Tommaso Moro immortalò nel suo libro più famoso e che da allora è sinonimo di non-luogo, ou-topos, l'isola felice dove è forse possibile la società perfetta.

Il sito Weirdworm.com ha fatto una carrellata delle micro-nazioni più note e importanti, da non confondere con i micro-Stati di San Marino, Principato di Monaco e isole Fiji. Si tratta di entità create da una persona o da un gruppo, che pretendono di essere considerate come nazioni o Stati indipendenti. Non sono riconosciute dai governi e dalle maggiori organizzazioni internazionali ma spesso hanno un seguito sorprendente perché racchiudono il sogno che nessun ordinamento costituito può esaudire: gestirsi autonomamente e in pace senza bisogno di leggi imposte dall'alto.

Il termine è nato negli anni '70, quando l'idealismo veniva preso sul serio. In quegli anni presero forma tantissime entità, in genere piccole ed effimere, talvolta destinate a durare, ingrandirsi e far discutere, come Christiania, a Copenhagen, nata nel 1971 come zona franca per l'uso di droghe e poi trasformatasi in comunità organizzata, dove la gente vive di artigianato e condivide gli spazi privati e pubblici.


Talossa invece è stata fondata da un tredicenne: nel 1979, tale Robert Ben Madison ebbe la bizzarra idea di creare il Regno di Talossa (13 chilometri quadrati) con cultura e lingua tutta sua, e dopo qualche anno un gruppo di fuoriusciti fondò la Repubblica di Talossa. Oggi conta 120 entusiasti ed è rappresentata da Re John I, salito al trono per acclamazione nel 2007. La maggior parte degli aderenti alla comunità si è messa in contatto con essa tramite internet ed è questa forse la particolarità di questi micromondi: attraverso il web creano una rete di contatti e hanno un'anima molto più moderna di quanto si possa immaginare.

Il Principato di Sealand , la "terra del mare", è una struttura artificiale creata durante la Seconda guerra mondiale, quando una chiatta della Royal Navy venne rimorchiata sulla secca di Rough Sands, nel Mare del Nord, e allagata. Si trova a circa 10 chilometri al largo della costa del Suffolk, in Inghilterra, ed è stata occupata fin dal 1967 dalla famiglia di Paddy Roy Bates e dai suoi compagni, che la proclamarono principato con sovranità indipendente. Ha una popolazione che raramente supera le cinque persone, una superficie di circa 1300 metri quadrati ed è probabilmente la micro-nazione più famosa del mondo.

La Repubblica di Molossia è la più piccola del mondo: fondata nel 1999 e governata da più di 30 anni dal presidente Kevin Baugh, vanta una popolazione pari a 6 individui: il presidente, i suoi due figli e i loro tre cani. Sorta nel deserto americano nei pressi di Dayton, in Nevada, si estende su un territorio di 5mila metri quadrati, sul quale sorgono la residenza di Baugh, un ufficio postale, una cabina telefonica e un ufficio del turismo. La moneta ufficiale è la Valora, con impresso il volto del presidente, e la capitale è Espera.

Tra i continenti che più hanno visto fiorire micro-nazioni sul proprio territorio c'è sicuramente l'Australia, che negli ultimi tre decenni del XX secolo ha avuto un vero e proprio boom di secessioni. Il Principato di Hutt River Province, detto anche Hutt River Principality, è ad esempio una micronazione di 75 chilometri quadrati, situata 595 chilometri a nord di Perth, proclamatosi provincia autonoma il 21 aprile 1970. Mai riconosciuta dallo Stato australiano o da altre entità internazionali, la sua forma di governo è il Principato e il Sovrano è H. R. H. Leonard I. Capitale e unico agglomerato urbano è Nain, la moneta è il dollaro di Hutt River. Emette francobolli, rilascia carte d'identità, passaporti, patenti locali, registra auto, moto e veicoli e organizza visite guidate. Insomma, è più organizzata della Svizzera.

Poi ci sono delle realtà ancora più particolari, nate sull'onda della protesta. Un esempio per tutti è Waveland, creata nel 1997 sull'isola britannica di Rockall da ambientalisti di Greenpeace per protestare contro l'esplorazione petrolifera: la battaglia finì nel 1999 quando lo sponsor andò in bancarotta, ma il sogno di Waveland è ancora in mezzo al mare. La Conch Republic nacque dalla protesta dei residenti e degli esercizi commerciali delle isole Keys, in Florida, contro il governo federale degli Stati Uniti.

Animata da ideali meno concreti ma non meno affascinanti infine la Nazione dello Spazio Celeste, nota anche come Celestia, creata nel 1948 dal "Fondatore e Primo Rappresentante" James Thomas Mangan, dell'Illinois. Nelle sue intenzioni, comprendeva la totalità dello spazio esterno, che Mangan rivendicò a nome del genere umano per evitare che una qualsiasi nazione potesse stabilirvi un'egemonia politica. Al momento della fondazione i membri dichiarati erano 19 e un decennio più tardi un opuscolo pubblicato dal gruppo dichiarò che erano arrivati a 19.057. Non sappiamo quanti siano adesso né se qualche entità aliena abbia nel frattempo egemonizzato l'universo, ma è bello immaginare che tra le stelle esista un posto per l'umanità.

(da la Repubbica 26 gennaio 2010)