“La cosa che sorprese
Mario non fu tanto trovarsi chiuso nella bara quanto scoprire di
avere i baffi.
Certo, l'aldilà che
aveva immaginato, steso sul letto d'ospedale con una maschera a
ossigeno sul viso, era diverso, più sul genere pascoli e bianche
tuniche. Oppure una grande luce bianca, come gli era venuto in mente
poco prima di perdere i sensi, con Simona accanto al letto che
tratteneva a stento le lacrime e sua sorella che non la smetteva di
uscire in cerca degli infermieri. Ma trovarsi semplicemente nella
cassa non gli sembrò poi così illogico. Quello che veramente lo
sorprese fu scoprire, passandosi per caso una mano sul viso, di avere
i baffi.
- I baffi? - disse a se
stesso.
- Ehi! - disse una
voce, al di là della parte di destra. - C'è qualcuno? -
- Io...Sì, sono Mario.
-
- Mario? Quello della
tabaccheria? -
- Proprio io. -
- Ma pensa. Io sono
Gianni. Ti ricordi? Prendevo sempre le sigarette da te. -
Fu così che Mario
iniziò la conversazione con il suo vicino di loculo, morto appena
due mesi prima.”