mercoledì 21 maggio 2014


“La cosa che sorprese Mario non fu tanto trovarsi chiuso nella bara quanto scoprire di avere i baffi.
Certo, l'aldilà che aveva immaginato, steso sul letto d'ospedale con una maschera a ossigeno sul viso, era diverso, più sul genere pascoli e bianche tuniche. Oppure una grande luce bianca, come gli era venuto in mente poco prima di perdere i sensi, con Simona accanto al letto che tratteneva a stento le lacrime e sua sorella che non la smetteva di uscire in cerca degli infermieri. Ma trovarsi semplicemente nella cassa non gli sembrò poi così illogico. Quello che veramente lo sorprese fu scoprire, passandosi per caso una mano sul viso, di avere i baffi.
- I baffi? - disse a se stesso.
- Ehi! - disse una voce, al di là della parte di destra. - C'è qualcuno? -
- Io...Sì, sono Mario. -
- Mario? Quello della tabaccheria? -
- Proprio io. -
- Ma pensa. Io sono Gianni. Ti ricordi? Prendevo sempre le sigarette da te. -
Fu così che Mario iniziò la conversazione con il suo vicino di loculo, morto appena due mesi prima.”

(da AAVV Dieci passi nell'aldilà)