domenica 10 agosto 2008

Il sol dell'avvenire...

Locarno, lunghi applausi per 'Il sol dell'avvenire'

Il pubblico del festival del cinema di Locarno ha accolto ier sera con lunghi e continui applausi 'Il sol dell'avvenire', il film ideato e realizzato da Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone, che ha suscitato forti polemiche in Italia.
Il documentario ripercorre la nascita a Reggio Emilia di una cellula delle Brigate Rosse, formata da un piccolo gruppo di ex appartenenti al Pci, tra i quali Alberto Franceschini e Tonino Loris Paroli.



Il ministro Bondi: 'Offende la memoria delle vittime'. Quindi, se lui fa una affermazione del genere, bisogna vederlo assolutamente perché non sarà vero!

Anche questo non deve essere male: chissà cosa ne penserà Bondi...Dux docet...

questa sì che è una grave perdita...

Si è spento a Memphis all'età di 65 anni il grande musicista nero. Vinse tre Grammy Award e nel 1972 l'Oscar per la musica originale di Shaft

Addio al cantante Isaac Hayes, fece ballare il mondo con Soul Man

Addio al cantante Isaac Hayes fece ballare il mondo con Soul Man

Isaac Hayes

MEMPHIS - Si è spento all'età di 65 anni il cantante soul Isaac Hayes. Vincitore di un premio Oscar nel 1972 per la migliore colonna sonora originale del film Shaft, l'artista è stato trovato dalla moglie in stato di incoscienza nella sua casa di Memphis, in Tennessee. Trasportato d'urgenza in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che certificarne il decesso.

LE IMMAGINI

LA SCHEDA DI TROVACINEMA

Forse a tanti il nome di Hayes non dice molto, ma sono poche le persone che non hanno ballato almeno una volta ad una festa sulle note della sua irresistibile Soul Man, canzone scritta insieme a David Porter e portata al successo dal duo Sam and Dave, prima di essere oggetto di numerose cover, comprese quelle di Lou Reed e dei Blues Brothers. Altra canzone celebre firmata dal musicista nero è When Something is Wrong With My Baby. Classici del soul, canzoni intramontabili: recentemente negli Stati Uniti Hayes aveva conosciuto un nuovo momento di celebrità grazie alla voce prestata a Chef, uno dei personaggi del cartone animato "South Park".

Nato in una baracca di Covington, 40 miglia a nord di Memphis, nel 1942, ebbe un'infanzia molto difficile. Allevato dai nonni dopo la morte di entrambi i genitori si trasferì nella metropoli all'età di sei anni.

Nella sua lunga carriera, Hayes ha collaborato con molti giganti della musica afroamericana, come Otis Redding e firmato alcune delle canzoni più famose e conosciute del repertorio di Barry White, il cantante di colore morto nel 2003. Il tema principale del film Shaft non solo gli valse un Academy Award (il primo vinto da un nero in una categoria extra-recitazione), ma gli consentì di veincere anche due Grammy Award. Successivamente ne conquistò anche un terzo per l'album 'Black Moses'.

peccato aver lasciato il piccone a casa...

"Così abbiamo cacciato Briatore"
Flavio Briatore con la moglie Elisabetta Gregoraci

Tra i contestatori della spiaggia di Capriccioli
ELIO PIRARI
CAPRICCIOLI (PORTO CERVO)
«Da quando hanno vietato l’ingresso a Ugo, in spiaggia non metto più piede. E’ uno scandalo, povero Ugo, che gli piace tanto il mare». Ugo potrebbe essere un cane ma sembra una visione, ha dimensioni e colore di un ratto, un alito fetente e sembra definitivamente perito. Sarà il caldo. Ugo apre distrattamente un occhio, con un’acrobatica virata alza la zampa, piscia contro una panchina e si riaccuccia dietro un maleodorante cespuglio di mirto.

Collina di Pantoggia, golfo del Pevero, due passi da Porto Cervo, Billionaire Beach «Rubacuori», ore 15.30, 36 gradi all’ombra, sole terrificante che sembra un’invenzione infernale, un euro e mezzo da sganciare al parcheggiatore, 8 per l’ombrellone, 8 per il lettino, 10 se commetti l’errore di chiedere un bicchiere d’acqua. «Quando lo gestiva quel ragazzo di Tavolara il bar era una meraviglia, buon servizio e prezzi ragionevoli, ora è tutto alle stelle», fa Luigi, un euforico pensionato di Milano. «Pensionato di lusso, ovvio. Uno dei pochi di lusso, ovvio, altrimenti mica sarei qui»

Ovvio?. Capriccioli è un chilometro di sabbia di una bellezza struggente. Struggente perché la sabbia non si vede più. Non si vede più perché Capriccioli è l’esempio esteso alla massima potenza di quanto la forzata ricerca di socialità a volte remi contro l’uomo. Sintesi: un polpaccio ogni cinque centimetri, lettini sovrapposti, professionisti, medici, avvocati e notai, ma anche famiglie di ministeriali e bottegai che carponi si cimentano alla disperata ricerca della battigia.

Capriccioli è un tesoro mitologico, un’esigenza di distinzione, preda dei ricchi e alibi visionario dei poveri, Capriccioli è «le pernici colorate» di Elle, quella che Barthes definiva «Cucina ornamentale». «Io ho un centro estetico. E un mucchio di clienti che a metà mese si trova senza una lira in tasca. Partono da Cagliari, fanno 300 chilometri, arrivano qui con la sedia e un panino di mortadella. Così si sentono importanti. Sa quante belle spiagge abbiamo dalle parti di Cagliari?», dice Loredana, 32 anni.

Ma il più malinconico è Babu, 26 anni, arrivato dal Bangladesh: «Né lira né euro, non compra più nessuno, sono poveri anche i ricchi». Davanti al bar, il rituale del riconoscimento. Di qua il Pueblo ansimante, quello inghiottito per sempre dal piccolo schermo, i pronti a tutto pur di esserci, reparti speciali in grado di ruotare la testa a 360 gradi per vivisezionare una chiappa, quelli che per una Coca Cola sul tavolo lasciano 10 euro. Di là i buttafuori del «Rubacuori», quasi tutti neri, quasi tutti permalosetti, rolex d’oro, catene d’oro, virile impazienza, facce da brividi forti.

Da questa estate il «Rubacuori» fa parte del centro servizi di Flavio Briatore. Dal Comune la sua società ha ottenuto la concessione del bar sulla spiaggia, dove passeggiano veline scodellate per l’ultima occasione rozza dall’infinito retrobottega televisivo e gli inevitabili Gregoraci ed Emilio Fede, la nipote del proprietario del Chelsea, Abramovich, qualche attore, qualche sindaco, qualche paparazzo.

La notizia è che due giorni fa il Pueblo ha sclerato con Briatore. Cronaca scarna: ore 14, la coppia del Billionaire, seguita da altri due gommoni guadagna la spiaggia a bordo di un Tender. Lo slalom disinvolto incupisce i bagnanti. Uno dei due gommoni a motore acceso scavalca la barriera dei cento metri e punta Riva d’argento. Scena biblica: mocciosi terrorizzati che frignano tra le onde, mamme che svengono, babbi che bestemmiano.

Dall’indignazione all’azione il passo è breve. Un gruppo di Pavia tira buste d’acqua e granate di sabbia. Da bordo si rivelano inutili i sorrisi ecumenici di Emilio Fede e quelli della svanita biondina che gli siede accanto, a terra la concitazione cresce, le scuse dei Vip invece di disarmarli esaltano i cecchini. E anche un avvocato di Napoli, Gian Paolo Tucillo, che va dai carabinieri e sporge querela contro Briatore. «Hanno fatto un’altra cafonata - dice Francesca, 42 anni, di Tempio Pausania . Quelli si credono padroni del mondo. Ora lo sa cosa succede? Succede che quel mammasantissima dopo essersi preso il bar si prende anche la spiaggia, privatizza Capriccioli e buona notte ai suonatori»