sabato 28 febbraio 2009

le palle di silvio

La battuta di Berlusconi a Sarkozy "ridimensionata" da Palazzo Chigi
Ma intanto due parlamentari lo denunciano: "Disprezza vita e dignità delle donne"

Non ha detto "donna" ma "Sorbona". Il premier denunciato alla Corte europea

di GIOVANNI GAGLIARDI

ROMA - "Moi je t'ai donné la tua donna". "Ti ho donato la tua donna", ha detto Silvio Berlusconi, al presidente francese Nicolas Sarkozy. L'ennesima battuta del premier, questa volta riferita a Carla Bruni, che poche ore dopo viene ridimensionata da una precisazione di Palazzo Chigi ("Non ha detto 'donna', ha detto 'Sorbona'") non piace ad Anna Paola Concia, deputata del Pd, e Donata Gottardi, parlamentare europea del Pd-Pse. Che hanno deciso di sporgere denuncia contro il presidente del Consiglio per i suoi ripetuti riferimenti allusivi "di disprezzo" nei confronti delle donne.

"Denunciamo Silvio Berlusconi, in qualità di presidente del Consiglio dei ministri italiano, alla Corte europea di Strasburgo per violazione degli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, a causa delle continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo sulla vita e la dignità delle donne", annunciano le due onorevoli, dopo quella frase a Sarkozy. Sottolineando che "in Italia, a causa del Lodo Alfano, non è possibile denunciare il presidente del Consiglio alla magistratura".

Le due parlamentari ricordano alcune delle dichiarazioni del premier che sono alla base della loro decisione: "Il 14 marzo 2008 in campagna elettorale: Berlusconi consiglia a una giovane precaria di sposare un miliardario per risolvere i suoi problemi economici. Il 25 gennaio 2009, durante un comizio elettorale a Sassari, teorizza che 'per evitare gli stupri servirebbe un militare per ogni bella donna'". E ancora, il 6 febbraio 2009, "l'inquietante dichiarazione su Eluana Englaro". Infine, "il 26 febbraio 2009, incontro internazionale con Sarkozy: Berlusconi, rivolgendosi al Presidente francese, lo avverte: 'Io ti ho dato la tua donna'".

Quella che i francesi definiscono come "humour déplacé", ovvero l'ironia fuori luogo del premier, sembra destinata ad arricchire la galleria delle sue gaffe. Dalla battuta sull'"abbronzatura" di Obama a quella sui desaparecidos argentini, che una decina di giorni fa ha suscitato il risentimento di Buenos Aires. E poi a Strasburgo, quando all'Europarlamento diede del kapò nazista al deputato socialdemocratico tedesco, Martin Schulz.

Lunga la lista dei bersagli di Berlusconi: i malati di Aids, i giudici, ("mentalmente disturbati"), i cinesi (che avrebbero "bollito i bambini ai tempi di Mao") fino alla stessa moglie, oggetto di allusioni a proposito delle voci di una liason con Massimo Cacciari: in quell'occasione, il premier coinvolse l'omologo danese, e allora presidente di turno della Ue, Andres Fogh Rasmussen: "E' il primo ministro più bello d'Europa - disse - penso di presentarlo a mia moglie perché è anche più bello di Cacciari".

Qualche anno dopo, Veronica Lario si vide costretta a scrivere una lettera aperta a Repubblica. Accadde dopo la cena in occasione della cerimonia di consegna dei Telegatti, gli "Oscar della tv", nel gennaio del 2007. Berlusconi pronunciò un paio di complimenti di troppo: "Io con te andrei ovunque", disse alla showgirl Aida Yespica, e "Se non fossi già sposato me la sposerei", disse in riferimento a Mara Carfagna. E quella volta fu costretto a chiedere scusa.

La smentita di Palazzo Chigi. In tarda serata, una nota di Palazzo Chigi ha smentito i media che hanno riportato la battuta del premier. "La frase che il presidente Berlusconi ha detto sottovoce al presidente Sarkozy durante la conferenza stampa a Villa Madama, mentre si stava parlando del riconoscimento in Italia dei baccalaureati, era semplicemente: "Tu sais que j'ai ètudiè à la Sorbonne" ("tu sai che ho studiato alla Sorbona"). Al presidente Berlusconi hanno dato l'oscar della volgarità che non meritava. A loro spetta invece l'oscar della denigrazione che si meritano appieno". Per la precisione, Berlusconi (laureato alla Statale di Milano) alla Sorbona ha frequentato un corso estivo.

venerdì 27 febbraio 2009

dalla spagna con candore

berlusconi le relou

Canal+ traduce il labiale e svela la battuta di Berlusconi

E i media francesi assegnano al primo ministro italiano "l'oscar della volgarità"

"Io ti ho dato la tua donna", gaffe del premier con Sarkozy

di ANAIS GINORI


"Io ti ho dato la tua donna". Era rimasta una battuta sussurrata da Silvio Berlusconi a Nicolas Sarkozy in conferenza stampa, durante il vertice italo-francese che si è svolto martedì a Villa Madama. Nessuno, o quasi, era riuscito a carpirla. Il Cavaliere aveva interrotto per qualche secondo il presidente francese mentre stava illustrando i risultati del summit.

"Io e Silvio Berlusconi - spiegava in quel momento Sarkozy - abbiamo fatto riconoscere l'omologazione dei diplomi superiori che finora non c'era...". Il premier si era allora avvicinato, pronunciando a bassa voce una frase, che immediatamente Sarkozy aveva liquidato con un sorriso imbarazzato. Il capo dell'Eliseo era tornato frettolosamente al suo discorso ufficiale, tagliando corto: "Non sono sicuro di dover ripetere".

La misteriosa battuta ha però suscitato la curiosità dei media francesi. Mercoledì sera la trasmissione serale di Canal +, "Le Grand Journal", ha tradotto il labiale di Berlusconi, ricostruendo le esatte parole. "Moi je t'ai donné la tua donna", avrebbe detto il Cavaliere mischiando le due lingue. L'allusione all'italianità di Carla Bruni come fosse un bene da esportazione non è evidentemente piaciuta a Sarkozy. E neppure ai presentatori francesi che hanno costruito sulla gaffe una serie di ironie, assegnando a Berlusconi "l'Oscar della volgarità".

La Bruni, d'altra parte, non aveva nascosto in passato il fastidio per quello che i francesi chiamano "humour déplacé", ironia fuori luogo, del premier. L'8 novembre, dopo che il Cavaliere aveva lodato "l'abbronzatura" di Obama, la first lady aveva confessato la soddisfazione di essere diventata francese.
"Io ti ho dato la tua donna". Era rimasta una battuta sussurrata da Silvio Berlusconi a Nicolas Sarkozy in conferenza stampa, durante il vertice italo-francese che si è svolto martedì a Villa Madama. Nessuno, o quasi, era riuscito a carpirla. Il Cavaliere aveva interrotto per qualche secondo il presidente francese mentre stava illustrando i risultati del summit.

"Io e Silvio Berlusconi - spiegava in quel momento Sarkozy - abbiamo fatto riconoscere l'omologazione dei diplomi superiori che finora non c'era...". Il premier si era allora avvicinato, pronunciando a bassa voce una frase, che immediatamente Sarkozy aveva liquidato con un sorriso imbarazzato. Il capo dell'Eliseo era tornato frettolosamente al suo discorso ufficiale, tagliando corto: "Non sono sicuro di dover ripetere".

La misteriosa battuta ha però suscitato la curiosità dei media francesi. Mercoledì sera la trasmissione serale di Canal +, "Le Grand Journal", ha tradotto il labiale di Berlusconi, ricostruendo le esatte parole. "Moi je t'ai donné la tua donna", avrebbe detto il Cavaliere mischiando le due lingue. L'allusione all'italianità di Carla Bruni come fosse un bene da esportazione non è evidentemente piaciuta a Sarkozy. E neppure ai presentatori francesi che hanno costruito sulla gaffe una serie di ironie, assegnando a Berlusconi "l'Oscar della volgarità".

La Bruni, d'altra parte, non aveva nascosto in passato il fastidio per quello che i francesi chiamano "humour déplacé", ironia fuori luogo, del premier. L'8 novembre, dopo che il Cavaliere aveva lodato "l'abbronzatura" di Obama, la first lady aveva confessato la soddisfazione di essere diventata francese.

mercoledì 25 febbraio 2009

scorie

lunedì 23 febbraio 2009

smoke and fireworks

mai paura!


La paura è una marea, torna indietro a chi la crea.


il babau è un mostro bianco
per chi di vivere è ormai stanco
il babau è un mostro nero
finisci dritto al cimitero
il babau è tutto rosso
corri corri a più non posso
il babau è tutto giallo
tocca pure al maresciallo
il babau è anche blu
occhio il prossimo sei tu
il babau è di tutti i color
se lo incontri sicuro muori




La paura è un sentimento molto facile da evocare. Gli umani sono esseri tremendamente vulnerabili, per loro stessa natura timorosi. Un giorno arriva un re e dice che i barbari d'Oriente mettono in pericolo la vita di tutto il regno: verranno, deprederanno villaggi, uccideranno vecchi e bambini. Bisognerà conquistarli e ucciderli tutti perché ciò non avvenga.
Un altro giorno arriva un vescovo e dice che gli infedeli mettono in pericolo la vita di tutta la comunità: per colpa delle loro bestemmie e della loro dissolutezza rischieremo di bruciare tutti all'inferno. Bisognerà torturarli e bruciarli tutti perché ciò non avvenga. Un altro giorno ancora arrivano dei generali americani e dicono che l'asse del male mette in pericolo la vita della democrazia: verranno, annulleranno benessere e progresso, porteranno angoscia e disperazione. Bisognerà costruire bombe atomiche e ucciderli tutti perché ciò non avvenga. Ogni guerra è figlia della paura, ogni paura serve a mantenere controllo e potere. Agli amministratori pubblici in questi anni è rimasto ben poco da redistribuire ai sudditi. La torta è stata divisa tra grandi aziende, banche, enti poco benefici, associazioni mafiose, imprenditori e massoni. In fondo alla teglia da garantire sono rimaste solo le paure. Se a Firenze un affitto costa metà di uno stipendio, le fabbriche chiudono una dopo l'altra, gli spazi verdi e di socialità vengono ingoiati da cemento e amianto, si dovrà agitare un anonimo mostro chiamato degrado, darsi un gran da fare per neutralizzare pericolosissimi lavavetri, discutere del terribile problema dei marciapiedi invasi dai mendicanti, proclamarsi difensori del decoro e di altri vaghi concetti rispolverati per l'occasione. Se i giornali dovessero parlare delle paure che rabbuiano il nostro futuro, parlerebbero di un costo della vita sempre più alto, di giornate passate a lavorare rischiando di morire per portare a casa due lire di stipendio, di banche che ci rubano ogni mese un chilo di ossigeno, del caporalato delle agenzie interinali, di una terra avvelenata da multinazionali e grandi opere. Ma i giornali devono parlare di mostri, di barbari, di streghe e del babau, altrimenti nessuno li comprerebbe. La paura è un sentimento molto facile da evocare, dicevamo. Ma è altrettanto facile che sfugga di mano all'apprendista stregone che l'ha creato. Insegnare la paura del diverso non è una magia semplice da controllare. Puoi ritrovarti con annoiati ragazzini che bruciano immigrati, impiegati bancari ridotti a moderni taxi driver, pensionati lacerati dalla paranoia, ometti di periferia organizzati in ronde fasciste. Probabilmente nessuno farà più molto caso a tangenti, appalti truccati e nomine garantite. Una società così, però, è una società sull'orlo di una crisi di nervi e quando ne saranno rimaste solo le macerie voltarsi indietro a guardare il mostro che si è costruito sarà davvero ormai inutile. Noi che non abbiamo da spaventare nessuno non vogliamo piu’ convivere con la paura che ci stringe con i suoi tentacoli quotidiani. Non aspettiamo re, vescovi e generali che ci difendano da ciò che loro stessi creano. Non abbiamo paura degli alieni e dei mostri, affrontiamo paure e ansie vivendo le nostre città e ricostruendo il nostro futuro. (paura.anche.no)

sabato 21 febbraio 2009

mgz back again!

venerdì 20 febbraio 2009

going back to 1997?

giovedì 19 febbraio 2009

la solita vergogna...

mercoledì 18 febbraio 2009

condannato mills...

...ma agli itagliani non importa nulla...so che è una domanda ormai da anni retorica ma, in che paese vivo?

lunedì 16 febbraio 2009

intanto...

Cuba lancia l'ambiente Nova: nasce il primo linux "comunista"

Dopo Venezuela, Perù, Argentina e il Brasile di Lula, anche Cuba ha deciso di adottare il sistema del pinguino per la pubblica amministrazione e per i propri cittadini. Con un progetto nato nell'università e benedetto dal governo

di RICCARDO BAGNATO


Cuba lancia l'ambiente Nova nasce il primo linux "comunista"

PINGUINI di tutto il mondo, unitevi! Dopo Venezuela, Perù, Argentina e il Brasile di Lula, anche Cuba ha deciso di adottare il sistema operativo GNU/Linux per la pubblica amministrazione e per i propri cittadini. Ma non basta. Il regime dell'Havana non utilizzerà una delle tante varianti Linux già disponibili. Ne ha creata infatti una tutta sua, nome in codice: Nova.

L'annuncio è stato dato alla XIII Conferenza sulla Comunicazione e le Tecnologie che dal titolo "Nuove tecnologie: sviluppo e controllo" che si è svolta questa settimana nella capitale dell'isola. Creata dagli studenti e dai professori dell'Università di Scienze di L'Avana (UCI), Nova ha un'interfaccia grafica che trae ispirazione sia da Windows sia da Mac, e può funzionare con vecchie apparecchiature, incluso il processore Pentium II. Non è ancora possibile scaricarla e provarla, ma per chi volesse saperne di più ecco un video di dimostrazione.

"Il sistema permette l'uso in applicazioni moderne e una semplice interfaccia per lavorare con macchine obsolete che ancora sono la maggioranza a Cuba", spiega il responsabile del progetto, Angel Goñi. Aggiungendo che Nova è solo parte di un progetto politico che mira a sfuggire alle restrizioni imposte dall'embargo commerciale e finanziario degli Stati Uniti sull'isola iniziato nel 1962 e che l'adozione del software libero è cominciata già nel 2005.

E' lo stesso ministro delle Comunicazioni, Ramiro Valdes, a chiarire pubblicamente l'intento politico del progetto, non senza sollevare qualche dubbio o critica puntualmente apparsa sul Web: "Ottenere un controllo maggiore sul processo informatico è una questione di primaria importanza". A cui Hector Rodriguez, decano della School of Free Software presso la University of Information Sciences dell'isola, ha aggiunto: "Mi piacerebbe pensare che entro cinque anni più del 50 per cento degli utenti cubani migrerà a Linux".

La notizia ha immediatamente fatto il giro del Web ed è stata salutata con entusiasmo soprattutto dalla Free Software Foundation, presieduta da Richard Stallman, che nel suo discorso di un anno fa, in occasione dell'edizione precedente della stessa Conferenza, aveva infiammato i cuori della platea chiedendo a gran voce l'adozione dei pinguini ovunque fosse possibile.

Rimane ora da capire tuttavia - come molti utenti hanno commentato sul Web - cosa significhi "controllare il processo informatico", in un paese che la ong Reporters sans Frontiers definisce "la seconda prigione per giornalisti nel mondo, dopo la Cina". Mentre c'è già chi, invece, sdrammatizza, facendo notare che "No va" in spagnolo significherebbe "Non funziona". Staremo a vedere.

e alla microsoft? eh, eh, eh...

Microsoft, una super taglia per fermare il virus Conficker

Ogni giorno sono oltre due milioni gli indirizzi IP che vengono colpiti. Il colosso del sofware mette a disposizione 250 mila dollari per chi aiuterà la cattura di chi ha scritto questo codice maligno. "Deve essere perseguitato.

MICROSOFT ha messo una taglia di 250mila dollari sulla testa dei creatori del terribile virus Conficker. Il worm, conosciuto anche come Downadup, sta minacciando da alcune settimane i computer (con sistema operativo Windows) di tutto il mondo con una preoccupante velocità di azione: ogni giorno sono oltre due milioni gli indirizzi IP che vengono colpiti dal virus.

Chi riuscirà a fornire al colosso informatico americano informazioni utili all'individuazione e all'arresto dei creatori e diffusori di Conficker verrà dunque ricompensato con un premio, equivalente a circa 194 mila euro. George Stathakopulos, dirigente della Microsoft Trustworsthy Computing Group, ha spiegato alla Bbc: "Le persone che hanno creato questo virus devono essere perseguite. La compagnia non è disposta a stare a guardare mentre queste attività passano inosservate".

In attesa che i responsabili vengano catturati, Microsoft ha aperto una pagina dedicata agli utenti nella quale spiega l'evoluzione dell'attacco e raccomanda l'installazione dei file eseguibili creati da Microsoft Update per la risoluzione del problema. Il virus, che riesce a autoreplicarsi, colpisce soprattutto i computer non aggiornati con gli ultimi programmi di antivirus di Microsoft e può trasmettersi da un computer all'altro attraverso la connessione internet o lo scambio di penne Usb.

"Il nostro messaggio è molto chiaro - ha aggiunto George Stathakopulos - chiunque abbia programmato questo virus ha causato danni significativi ai nostri clienti e stiamo diffondendo il messaggio che faremo qualunque cosa pur di aiutare a prendere il responsabile".

A sostenere Microsoft nella lotta contro Conficker si sono schierati alcuni specialisti della sicurezza informatica come Symantec, F-Secure, Very Sign ma soprattutto Icann, l'ente internazionale che si occupa dell'assegnazione degli indirizzi IP.

domenica 15 febbraio 2009

ciaspole dancing











dormi bella, dormi...

sabato 14 febbraio 2009

ma smettetela!

P2p, major contro Pirate Bay. E' il processo del decennio

Alla sbarra in Svezia i responsabili del sito per lo scambio di file, anche con copyright, considerato simbolo di una filosofia libertaria e di un modo di vivere la rete in barba al copyright. Se verranno condannati nulla sarà come prima. Ecco perché di ALESSANDRO LONGO


E' COMINCIATO oggi in Svezia il processo più importante degli ultimi dieci anni per il peer to peer: quello a Pirate Bay, il più noto sito web per scaricare file di ogni tipo, gratis, grazie alla tecnologia torrent. Le aule del tribunale di Stoccolma vedono contrapposti i rappresentanti dell'industria del copyright e, nel ruolo di imputati, i gestori del sito: gli svedesi Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundstrom.

Non è uno dei tanti processi che hanno visto battagliare l'industria dell'intrattenimento a siti o servizi dedicati al peer to peer, perché Pirate Bay è visto come un simbolo di una filosofia libertaria e di un modo di vivere la rete in barba al copyright. In altre parole, se dovesse venire condannato ed essere costretto a chiudere, nulla più sarà come prima per l'universo del peer to peer, che, secondo stime Nielsen, coinvolge almeno 10 milioni di italiani.

Ecco perché il processo è seguitissimo dalla stampa di tutto il mondo, da blogger e utenti accorsi in aula per sostenere i gestori del sito. Pirate Bay vuole rendere il processo anche un fenomeno mediatico e quindi ha aperto un sito dedicato, con aggiornamenti in tempo reale dall'aula. Lo scopo, un po' come facevano gli anarchici dell'800, è utilizzare anche il processo per sostenere e divulgare le proprie idee contro il copyright; a favore della morte di un modello di distribuzione della cultura, a loro dire ormai obsoleto, basato sulle case discografiche e cinematografiche. A conferma del peso ideologico del sito, quelli di Pirate Bay hanno fondato persino un partito politico, in Svezia, con varie diramazioni nel resto d'Europa, e si sono candidati anche alle elezioni (finora senza successo).

Ovviamente entrambe le parti si dicono sicure delle proprie ragioni. Quelli di Pirate Bay sostengono che vinceranno, perché il loro sito non viola il copyright, ma solo è un motore di ricerca di contenuti (non tutti pirata) presenti sui computer degli utenti. Sostengono di essere un tramite tra gli utenti, un po' come Google. L'industria del copyright invece assicura che riuscirà a dimostrare il contrario: ovvero che i gestori hanno violato i diritti degli autori e l'hanno fatto per trarre profitto (tramite pubblicità e donazioni degli utenti).

Gli esperti sono perplessi. "Credo che siano destinati a essere condannati", dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti di internet. L'idea, su cui farà leva l'industria del copyright, è che Pirate Bay è ben diverso da un motore di ricerca come Google. Non è neutro, ma organizza i propri indici focalizzandosi sui file torrent (che spesso, ma non sempre, indirizzano a contenuti pirati). Potrebbe essere quindi condannato perché dichiarato ed esplicito facilitatore della violazione di copyright.

Il punto è che il vento sta cambiando, in Europa e nel mondo, nelle questioni che riguardano la tutela del diritto d'autore e diventa sempre meno favorevole ai siti e servizi che proclamano posizioni libertarie. Posizioni che finora hanno potuto agire alla luce del sole, come Pirate Bay, muovendosi al confine della legalità: hanno avuto l'accortezza di non ospitare contenuti pirata, a differenza di Napster (primo software peer to peer), ma di limitarsi a mettere gli utenti in contatto per raggiungerli. Questa strategia potrebbe non salvare a lungo questi siti, come dimostra un'incalzare di sentenze, che sta riconoscendo responsabilità anche a questi presunti mediatori neutri. Dopo essere stato bloccato in Italia, ma per qualche giorno, Pirate Bay è stato ora stato reso inaccessibile agli utenti di alcuni provider danesi, dopo una sentenza di un tribunale. E' vero che in Italia Pirate Bay è stato sbloccato, ma solo per un vizio di forma nella sentenza del sequestro: il pericolo, per il sito e i suoi utenti, è stato solo allontanato ma resta, visto che i sostenitori del copyright diventano più forti, ora sostenuti da nuove leggi e dai tribunali.

conchetta riokkupato

Blitz nella serata, rioccupato il Conchetta sgomberato da De Corato
200 attivisti sono entrati senza incontrare resistenza e hanno riaperto le porte di Cox18 alla città. Resta sigillato l'archivio Moroni
Detto, fatto. Ci pensavano da giorni, dal primo giorno, da quando un inspiegabile blitz della polizia ha cancellato uno dei centri sociali più importanti di Milano, Cox18, detto Conchetta per tutti quelli che ci sono passati negli ultimi 33 anni. «Prima o poi in qualche modo ce lo riprendiamo». Ieri sera alle 20,30, dopo un accerchiamento soft del quartiere Ticinese, circa 200 persone sono rientrate in possesso degli stabili del Comune di Milano (figuraccia...) che custodiscono il prezioso archivio di Primo Moroni, migliaia di libri che raccontano la storia dei movimenti di mezza Europa. Tensioni? Niente (almeno fino alle 21,30). Solo qualche funzionario di polizia che dopo aver preso atto della nuova occupazione ha sentenziato che «per adesso non interveniamo, non facciamo niente». Grande festa, baci e abbracci, anche se, almeno per tutta la notte, trascorsa obbligatoriamente tirando mattina, la «paranoia» delle «forze dell'ordine» è rimasta.
Tutto è bene quel che finisce bene? E' presto per dirlo. Per ora sembrerebbe di sì. Che non tirava più una bruttissima aria i ragazzi e le ragazze di Cox 18 l'avevano capito fin dal mattino, nell'aula del Tribunale dove un giudice civile avrebbe dovuto decidere sul ricorso presentato per la restituzione dello stabile (la giustizia si è riservata di decidere nei prossimi giorni, la giustizia «vera» invece ha giocato d'anticipo). Faceva ben sperare, per esempio, la figuraccia del Comune di Milano - di De Corato in primis - che finalmente ha balbettato una cosa tipo «non abbiamo niente a che fare con la decisione dello sgombero...». Strano, visto che lo scorso 28 gennaio, proprio il prefetto Lombardi aveva dichiarato che «il Comune ha chiesto alla Questura di intervenire...». Insomma, il prode De Corato e la sempre più imbarazzata sindaca dell'Expo che sta facendo ridere mezzo mondo, devono essersi resi conto di averla combinata grossa, se non altro sotto il profilo dell'immagine. E proprio ieri, anche il pettinatissimo assessore alla Cultura di Palazzo Marino ha detto pubblicamente che «bisogna difendere i libri e l'archivio del Cox 18, perché sono un grande patrimonio culturale e quindi appartengono a tutti». Ma guarda che carino.
La polizia lascerà fare correndo il rischio di esporsi a una brutta figura? Questo è il punto, anche perché gli ordini - compreso quello dello sgombero - arrivano da un ministro come Bobo Maroni. Di certo non si può dire che il centro sociale ieri fosse presidiato come una fortezza. Anzi, non c'era nessuno. Da giorni. Tutti lo sapevano, e tutti sapevano che prima o poi sarebbe successo. Che fosse così facile forse no. Cinque gruppi «nascosti» nei bar del quartiere a far da palo, e poi un gruppo con fiamma ossidrica e piede di porco per far saltare le resistenze che sigillavano l'ingresso. «Stiamo aprendo le altre porte - spiega uno degli incursori - poi faremo una bella festa. Sono venuti solo due ispettori della polizia e ci hanno detto che per ora non intervengono. Li abbiamo presi alla sprovvista, non so come...». Perché proprio adesso avete deciso di entrare? «La sentenza di questa mattina in cui di fatto il Comune se n'è lavato le mani - spiega - ha rimandato la risoluzione della vicenda a tempi troppo lunghi. Così abbiamo deciso di riprenderci Conchetta in attesa di sviluppi giudiziari». E la libreria? «Abbiamo deciso di tenerla sigillata, questo è il bene più prezioso».
Se la nottata trascorrerà tranquilla come la sera, oggi alle 15 piazza Duomo saluterà la liberazione del centro sociale come il primo passo «per non rassegnarsi alla lenta agonia della città».
(il manifesto)

venerdì 13 febbraio 2009

statochiesa

giovedì 12 febbraio 2009

usare la ragione, non la religione

Intervista a Bill Maher, attore e ideatore del documentario-inchiesta sulle fedi monoteiste
In sala da domani. "Voglio mostrare la violenza dei fondamentalisti di ogni fede"

"Religiolus" contro tutti i fanatismi: "Usate la ragione, non la religione"

"Gli attacchi delle chiese? C'è tanta gente che mi ringrazia per quello che dico"
di SILVIA BIZIO


"Religiolus" contro tutti i fanatismi "Usate la ragione, non la religione"

Bill Maher (a sinistra) nel film

LOS ANGELES - "Smettete di credere o ne soffrirete le conseguenze". Ecco la sintesi di un film-documentario divertente e tosto come Religiolus, che in Italia arriva domani, distribuito in 30 copie dalla Eagle Pictures. Diretto dal regista di Borat, Larry Charles, concepito e interpretato da Bill Maher, noto comico televisivo americano, il film è un'allegra inchiesta tra gli aspetti più controversi, inquietanti e talora ridicoli (da cui il titolo) delle tre religioni monoteiste, cristiana, ebraica e musulmana. L'obbedienza al dogma religioso, il fanatismo sono da anni bersaglio dei talk-show tv di Maher, da Politically Incorrect all'attuale Real time with Bill Maher. "Nel film mi premeva affrontare la demistificazione del tabù religioso - spiega Maher, 52 anni - Parlare di un argomento delicato, per molti addirittura incendiario, facendo al tempo stesso ridere".

Con Religiolus, Maher conduce lo spettatore dal cuore puritano dell'America "redneck" alla libertaria Amsterdam (turbata oggi da nuovi conflitti etnico-religiosi), dalla Terra Santa al Vaticano, intrattenendo conversazioni, spesso ilari, con seguaci di ogni fede e mettendo in discussione qualsiasi "prova" dell'esistenza di Dio, toccando anche temi come l'omosessualità. "C'è un prete - racconta Maher - che per mezz'ora ha proclamato davanti alla cinepresa l'inesistenza dell'omosessualità e poi confessa la propria tendenza sessuale...".

Maher, cosa spera di fare con un film come Religiolus?
"Voglio dimostrare che la religione è nociva alla società e potenzialmente in grado distruggere la nostra civiltà. Io spero che questo film possa sortire un effetto pari se non maggiore di quanto abbia avuto sull'ambiente Una verità scomoda di Al Gore. Spero solo che possa stimolare un dibattito civile e ragionevole".

Nel film lei dichiara esplicitamente che l'Islam è strettamente connesso alla violenza fondamentalista.
"Sì, ma spero che qualcosa possa cambiare in futuro. L'Islam si trova oggi dove il Cristianesimo si trovava nel 1400, quando cominciò gioco forza ad aprirsi e illuminarsi".

Teme che il film possa renderla bersaglio di attacchi da parte degli integralisti?
"Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio. Ma non crediate che tutti ce l'abbiano con me: c'è un sacco di gente che mi ringrazia per quello che dico. Basterebbe che gli agnostici si organizzassero un po' meglio, come fanno i religiosi".

Lei ha realizzato Religiolus prima delle elezioni presidenziali Usa. È cambiato qualcosa?
"Il cambiamento epocale che tutti ci aspettiamo dal presidente Obama deve ancora avvenire. Detto questo, la tematica religiosa e il concetto di fede sono sempre attuali. Il fanatismo dogmatico non è mutato di una virgola da secoli e la tentazione fondamentalista sembra più forte che mai. Per me nessun fondamentalismo è migliore dell'altro: sono tutti aberranti".

Lei è ateo?
"Preferisco definirmi un realista. Sono figlio di un padre cattolico e di una madre ebrea, ma resto convinto che ai fenomeni della natura ci debba pensare la scienza, non la religione".

Anche col film lei sembra dire che il fondamentalismo avanza in America e nel mondo. Conferma?
"Certo. Mi fa ancora paura pensare che noi americani siamo stati guidati per otto anni da un presidente anti-intellettuale, anti-scientifico, maniaco di Gesù Cristo, che ci ha condotti in una palude putrida e stagnante. La separazione tra Stato e Chiesa promulgata dai nostri padri fondatori s'è persa per strada. E quanti altri paesi si trovano in situazioni simili? Il mio monito è soprattutto ai governanti: ricominciante di nuovo a governare con la ragione. Non con la religione".

martedì 10 febbraio 2009

sionismo, fascismo israeliano

lunedì 9 febbraio 2009

vola Eluana, finalmente libera...






L'istituzione-branco

La clinica nido di membra stanche la casa del riposo
sorge su un colle azzurra come lama di forbice
bianca come latte in polvere come
un lenzuolo e silenzio attorno
La Pace
Arcadia dell'ultimo miglio
qui si è raccolta la famiglia prega assiste la ragazza
si prepara
morta da tanti anni si appresta a morire
senza la paura né l'orrore né bisogno
di aggrapparsi a una mano nell'ultimo momento
[come nei film prove d'attore a buon mercato]
prima del tuffo nel vuoto perché fluttua già nel vuoto
magra nel sarcofago vuoto solo un canale non sintonizzato
sotto la palpebra vuoto

Ce ne è voluto di tempo
tempo per farsi udire capire tempo
per ricorrere reclamare puntare i piedi
risolvere
tutti lo fanno di nascosto
per non soffrire più
di nascosto
perché così si è sempre fatto
di nascosto
succede tutti i giorni dappertutto
di nascosto
si staccano le spine perché qualcuno inciampa
si fermano le cure perché
non sono cure
la legge lo proibisce questi morti
fratelli sorelle
figlie
non vanno sepolti
legge dettata da imbecilli in palandrana
virtuosi col culo degli altri
mentecatti in sottanone
mantecati in dottrine di fango
e cattivi profumi

Poi qualcuno ha detto
di non volerlo fare di nascosto non più di nascosto
perché anche le buone azioni creano circoli viziosi
refoli di aria viziata se non escono
dai chiostri
dove si muore in camuffa
[ma per davvero eccome per davvero]
Qualcuno lo ha detto per tutti
l'uomo bloccato che parlava con le ciglia
l'uomo che perdeva un muscolo al giorno
e il padre della bella dormiente per sempre
sono usciti dal chiostro dove inciampano i dottori
e la piazza si è riempita di voci e lampi si è riempita
di conflitto discorsi la vita la morte e parecchi
ma in fondo nemmeno parecchi
fingevano fingono di non sapere
che di nascosto succede tutti i giorni

Il padre della bella dormiente per sempre
ridotta a pacco di carne e tecnica
dopo il cammino e le tappe forzate sforzate aperte
col piede di porco della tenacia
ricorsi rivolgimenti e un potere refrattario
rinfrangente rifocillantesi di facile consenso
ebbene dopo tutti questi anni di rimbalzi
la bella dormiente per sempre
è all'ultima stazione di un calvario senza i sensi
e tutto sembrerebbe andare bene
finalmente andare bene finalmente
il sollievo
unico momento di vera vita
unici giorni di vita nel corpo
che lotta restituito alla lotta al cadere
al panta rèi

Ma la cattiva sorpresa sale
da dietro la collina sulla strada provinciale
è un caravàn un serraglio di bestie in maschera
di maschere in bestia
convoglio di uomini e troie automobili
dai vetri blindati piene di ghigni espressioni bloccate
in sorrisi di circo e stanza eccoli
si pippano a vicenda la forfora dal cranio
coi biglietti da cinquecento euri
raccontano barzellette barzotte lubriche
gran pacche sulle ginocchia
Sono pronti all'exploit
perché è ora di finirla
Sono
1) Il Primus dei ministri primus habens
2) e 3) il Pope col segreto segretario
detto l'Uccello di rovo
4) Il deputato De Puta
5) Il Filosofino
6) Il Sondaggista
Arrivano di gran carriera
sudati alticci labbra gonfie da impuniti
riempiono il vialetto della clinica
invadono la corsia di tubi al neon
vanno a guardare il corpo
col codazzo di guardie del corpo
e guardie svizzere
[siamo al confine con la Svizzera]
occhiali neri braghe da pagliacci alabarde

Avanti a tutti
il Primus dei ministri primus habens
parrucca di pelo di ratto faccia
bistrata di biacca piastriccio d'ombretto da funebri pompe
[honni soit qui mal y pense]
impagliato da vivo per paura di morire
paladino della vita impasto
di merda e paglia
fa gli onori di casa in casa d'altri
da troppi anni
qui è avanguardia e frangiflutti per

il Pope del Nord
a braccetto con l'Uccello di rovo
bastone della sua vecchiaia
fanno quasi tenerezza
e il Pope somiglia a una candida nonna
parla di pace ma porta il frustino
tiene in bocca uno scudiscio
parla di vita e di morte ogni giorno
accende mutui sui culi degli altri
e a noi tocca pagarli
a tasso variabile
invariabilmente

L'onorevole Nico De Puta è smarrito
vive circondato da cronisti
rilascia dichiarazioni sferra scomuniche civili scaglia
sempre anatemi sempre con l'occhio sempre fisso sull'obiettivo sempre
un occhio bovino che ti guarda dallo schermo
e ti fa venire freddo ma ora è solo
solo con le guardie del corpo nessun microfono
né telecamera

Il Filosofino
ha la faccia colorata di nulla
parla di vita e di morte sui giornali
parla di vita e di morte nei talk-show
collegato da un'altra città sempre
in un'altra città faccia grande su schermo
grande colorata di nulla

Il Sondaggista
fu da giovane maoista
ci mette la faccia e che faccia
per dirti che su cento italiani
novantotto cagano merda
e il due per cento fa la cacca
distilla opinioni a ph neutro
tutte le sere sorride a piene ganasce
ma quando serve se c'è un rovescio
suo compito è farne medaglia
settanta persone su cento la pensano
come non piace al padrone
lui pronto a dire paese
spaccato quasi a metà

Camminano e tutti si spostano
fatece largo che passamo noi
fremono i gorilla dell'antiguerriglia
agli ordini del capo-camarilla
la caposala chiede spiegazioni
il primario chiede spiegazioni
vociare di protesta dei parenti
della bella dormiente per sempre
partono i gorilla il branco bramisce
come un unico alce in calore
un alce a cazzo duro con la Sindrome di Tourette
sparano una salva una selva di porcidèi
il Pope non si scompone anzi
benedice a mezza voce i tirapugni
manganelli retrattili d'acciaio
incidono le teste e sganassoni
mettono i volti a soqquadro
tra pianti e imprecazioni
il Pope con aria dispiaciuta
mulina per l'aere segni della croce
chissà forse dovrebbero attenuare spargere polline
di perdono
dal pavimento dove giacciono i corpi
si innalza un rantolante vaffanculo
spento da un tacco che sbriciola qualcosa
era il padre della ragazza
la bella dormiente per sempre
è lei che vogliono
il Primus dei ministri primus habens
ride beato e dice
avanti
avanti

Davanti alla porta chiusa
ogni maschio inspira forte
e butta fuori ci-o-due
mentre si palpa il pacco
momento che non è di esitazione
ma parte della coreografia
il timing dev'essere perfetto
il Primus è un maestro drammaturgo
poi fa
un cenno
sfondano la porta

Il corpo di lei
stretto rinsecchito atrofizzato
campo desertificato
come tanti saprofiti spuntano tralicci
che portano cavi
tubi
su cui stanno appollaiati come corvi
i sogni di dominio
di questo potere che adesso la guarda
fremente vapore fremente
dalle narici
bavetta che cola sul mento
mani sui pacchi
fuori
i gorilla montano la guardia
e allora fuori
gli uccelli allora
nerastri come cuccioli di corvi
bocche protese verso il verme
stretti rinsecchiti atrofizzati
flaccidi come meduse
questo potere a cazzo fuori sogghigna
si tratta di impartire una lezione
è loro questo corpo
li intriga il suo fiore di catacomba
flaccidi
di fronte a lei dormiente si sentono eterni
flaccidi
la sua parvenza di vita li fa sentire vivi
flaccidi
la sua immobilità li dinamizza
flaccidi
il suo non poter scegliere eccita il loro arbitrio
flaccidi
il suo non avere più niente li fa sentire proprietari
epperò
flaccidi

Calano i calzoni
parte la danza flap flap di mani su e giù
flap flap pugni stretti su e giù
uno in faccia all'altro su e giù
flap flap come un battere d'ali senza decollo
provando a risvegliare uccelli vecchi
dalle ali stanche
appese a corpi stanchi come sacchetti
di necrosi
appese a corpi che non vogliono morire
il Sondaggista li rassicura tutti
il novanta per cento dei membri si rizza
dopo i primi cinque minuti
gli altri dopo i primi dieci
non c'è da preoccuparsi
se sembriamo morti
ottanta italiani su cento
sembrano morti ma sono in gran forma
flaccidi
allegria d'artificio li anima
flaccidi
fuori i gorilla vegliano
dal letto il corpo non assiste
testimone
di niente
tutti quanti
appena appena barzotti
uova in camicia che sanno di vecchio
flaccidi

Il Primus afferma il primato
con un salto da primate
vorrebbe tuffarsi sul corpo
ma lo blocca un cigolìo alla schiena
si costringe a movenze caute
del resto c'ha quasi ottant'anni
sale sul letto pian piano
flaccido pian piano
in cerca del sesso
in cerca impaziente del sesso
in cerca angosciosa del sesso
in cerca attonita del
sesso mentre cerca di tenere
la mezza erezione
si perde nelle pieghe di un mistero
confuso
me l'avevano data
per bella figa
vedrà vedrà mi han detto
mi han preso per il culo mi sentiranno
quando torno a Palazzo mi sentiranno
nel culo
oh se mi sentiranno
ma adesso
deve fare buon viso a cattivo gioco adesso
reggere la parte del grande amatore adesso
si sdraia sul corpo e grugnisce
finge di dare un colpo due tre ansima
flaccido
si alza affettando trionfo
adesso tocca agli altri adesso
si guarda nelle mutande
chissà come
ha eiaculato un fiotto di
un fiotto di sangue e
un fiotto di sangue e pus
presagio di morte disagio dosaggio di morte
fa finta di niente nessuno si è accorto
si allaccia i calzoni
fuori i gorilla vegliano

Uno dopo l'altro
flaccidi sudati calzoni calati
simulano il coito
respinti dal mistero che sei
bella dormiente per sempre
sugli scogli del tuo mistero si spaccano le chiglie
di ogni nave da guerra
nelle sabbie del tuo mistero sprofondano i convogli
che portano armi
nel buco del tuo mistero vengono inghiottiti gli dèi
nel mistero del tuo mistero si perdono le certezze
del potere
dello Stato
sul tuo stato

Embarazo
parola falsa amica
vuol dire essere gravide in Castiglia
e sentirsi facce di cazzo in Italia
Forse cercavano l'embarazo
di certo li morde l'imbarazzo
ciascuno ha in faccia il proprio cazzo
flaccido
io so che tu sai che io so
lui sa che tu sai che lui sa
lei sa che io so che tu sai
tutti sappiamo di esser morti
e in decomposizione

Il Primus va a orinare
lui orina pochissimo sapete
due gocce e ci mette una vita
problemi di prostata sapete
ma questo della prostata è un pretesto
si studia la mutandata
dal glande continua a uscire pus
si studia l'inguine
che sembra cedere in procinto di
cedere creparsi in procinto di
arrendersi a qualcosa
la pelle è rossa e croccante
dietro si agita
qualcosa
buon viso a cattivo gioco adesso
il Primus si guarda allo specchio
la pelle è giallastra e cascante

Chissà perché il bisogno scappa a tutti
e ognuno sta in bagno una vita sapete com'è
dopo una certa età sapete com'è
ché qui sembriamo sempre dei ragazzini ma gli anni passano
due gocce e ci vuole mezz'ora
ma in fondo siamo in forma
sopra la media nazionale di bell'aspetto
pensate che novanta italiani su cento
sono più brutti di noi
dal letto il corpo non assiste alla processione
parata verso il cesso a senso unico alternato
dal letto il corpo è testimone
di niente
e fuori i gorilla vegliano

ogni animale è triste post coito
se di coito si può parlare
nessuno si gira a guardarla nessuno
spaventa
il suo fiore di catacomba
la marcia verso l'uscita è più mesta
su tutti grava un peso grave un peso
denso nero grave un peso greve li schiaccia un peso
li tira giù lo sentono
lo sentono nei dischi vertebrali
erano arsi dall'ansia di catarsi
adesso sono spompi e spenti adesso
respirano col soffio di una valvola
difettosa
ognuno sa che gli altri sanno
si portano la mano al pacco
qualcosa si muove là sotto là dietro là dentro

li morde da dentro

la pelle sottile

la pelle che cede a uno scavo di talpa

e fuori c'è il sole

la luce del sole

fuori

riparte il convoglio

giù per la collina giù

sulla strada provinciale giù

un peso li tira

d'ora in avanti

giù

ci vorrà tempo ma

giù

(Wu Ming 1)

domenica 8 febbraio 2009

sabato 7 febbraio 2009

mutante

culface, l'ennesimo ritorno...

...
Al padre di Eluana: "Mi dicono che ha un bell'aspetto, funzioni attive, il ciclo mestruale..."
"...
Per quanto mi riguarda, c’è un’esperienza personale che mi fa riflettere. Ho avuto un aborto terapeutico, molti anni fa. Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino che aspettavo era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, che cosa potevo fare, che cosa fosse più giusto fare. Al settimo mese di gravidanza sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire. È stato un parto prematuro e una ferita che non si è rimarginata...."
(da un'intervista al Corriere della Sera rilasciata da Veronica Lario, moglie dell'unto, l'8 aprile 2005. L'articolo integrale è qui)

venerdì 6 febbraio 2009

malato di mente a chi?


lux interior non c'è più...


sicurezza, sicurezza, sicurezza...









libertà berlusconiana

no facebook, no!

un'altra, e ancora più motivata ragione, per non finire su facebook...

giovedì 5 febbraio 2009

il tutto è falso

mercoledì 4 febbraio 2009

martedì 3 febbraio 2009

tremonti's

lunedì 2 febbraio 2009

you asshole

domenica 1 febbraio 2009

ooops!