giovedì 13 ottobre 2011

Anghelopulos e la sua grigia Grecia

Anghelopulos sta per iniziare a girare "L'altro mare", il film sulla crisi della sua terra che vede come protagonista Toni Servillo.

"La Grecia è stata per secoli un faro di civiltà, e si è come estenuata in questo ruolo, perciò ha tardato a entrare nel mondo moderno senza capire in tempo che il mondo cambia. Ricordo bene che all'inizio degli anni Duemila si aveva l'impressione di un momento pieno di possibilità. Nessuno ne faceva una questione di mercati e banche: era qualcosa in sospensione nell'aria. Il nostro governo, i nostri politici hanno dato alla gente l'impressione che tutto fosse permesso. Se la Grecia è ora il paese europeo più malato è perché ha creduto più degli altri a quella possibilità senza limiti. La Grecia è stata occupata per quattro secoli dalla Turchia, poi con la liberazione Inghilterra e Usa hanno mostrato tutto il loro interesse economico del loro intervento: volevano sfruttare il paese. La Grecia dunque non è mai stata un paese libero: e ciò crea una psicologia, un modo di essere. Ecco le ragioni per cui siamo arrivati a questo, la Grecia in una situazione peggiore degli altri, ma anche Spagna e Portogallo sono sulla stessa strada. E cosa stanno facendo il mondo, gli Usa e l'Europa? Qual è la soluzione al problema? Chi soffre di questo? Il popolo, la gente che lavora, gli altri insomma, non i ricchi. Si vedono poveri ovunque in Europa, gente che dorme per la strada, che non ha nulla. Che cosa è tutto questo?"

"[All'epoca dei connelli] non c'erano disordini né furti. Eppoi qui il responsabile è lo Stato, là un gruppo di militari. Ora per paradosso è peggio: a quei tempi opporsi era un atto politico, un gesto poetico, un sogno, energia e desiderio che si univano, ma oggi con chi te la prendi? Contro chi vai? Di cosa stiamo parlando adesso? Di nulla. Certo, un avversario c'è anche oggi ed è la nostra classe politica, così come la Merkel e Sarkozy che decidono tutto per tutti, mentre Obama sta un po' defilato sulle cose europee: la loro priorità è difendere le economie dei rispettivi paesi e, quindi, del sistema che ci ha condotti fin qui. Il sistema che ha nelle banche il suo centro. Ma come si può dire a qualcuno che ha studiato e lavora da venti o trent'anni, e che magari si sta pagando la casa o l'auto o gli studi dei figli, che ora d'un tratto deve vivere in tutt'altro modo e rinunciare a tutto quello che ha cercato di fare per la sua famiglia e per sé? Questa tragedia sta cambiando la vita delle persone. E di chi è la colpa? Della classe politica, che ha dato l'impressione che tutto fosse permesso, la gente ha accettato questa illusione diventandone complice. La classe politica ha trattato gli elettori come clienti o imprese, ed è sua in primo luogo la responsabilità di quello che sta accadendo, in particolare della corruzione totale che questo sistema ha generato".

"L'opposizione di oggi è la destra, ma prima era al governo, quindi... Il partito comunista greco è fermo nel tempo, agisce come se esistesse ancora un dialogo politico. Ma ora non c'è nessun dialogo politico, non è più una questione politica: è la storia di un modello basato su strutture sociali, mercato e banche. A suo tempo Marx aveva previsto questo collasso di un sistema nel quale la gente non era pronta ad accettare e comprendere."