In questa repubblica delle banane cattoliche fa scandalo chi evidenzia le contraddizioni fra l'operato delle gerarchie vaticane e i principi morali che invece esse dovrebbero rigorosamente mettere in pratica. Succedeva anche a Cristo in Palestina, segno che cambiano i tempi, ma la sostanza resta immutata.Tutti scandalizzati dalla forma (l'iperbole secondo cui il Pontefice fra vent'anni si sarebbe trovato all'inferno) i media ne approfittano per non parlare di quel contenuto, prendendo le mosse dal quale si giungeva a tali paradossali affermazioni. "Grazie alla legge Moratti, fra 20 anni il 30% degli insegnanti saranno stati scelti dal Vaticano".
A tale affermazione a nostro parere sarebbe stato opportuno concedere spazio nei media, per un dovuto approfondimento. Ci proviamo noi, visto che tv e giornali non sembrano affatto interessati alla cosa:
E' sotto gli occhi di tutti che in questo nostro povero paese da anni si porta avanti una politica devastatrice dell'istituzione scolastica pubblica a vantaggio delle scuole private, dove è altrettanto noto ed evidente che la Chiesa cattolica abbia enormi interessi, non solo economici.
Da una parte si afferma che occorrono tagli alle spese dello stato. Strano è il fatto, però, che mentre da un lato ogni anno i finanziamenti alla scuola pubblica vengono ridotti, dall'altro lato, ogni anno, crescono quelli assegnati alle scuole private.
Ben conosciamo la qualità media degli istituti privati, dove qualunque figlio di papà pretende di avere il diploma solo per il fatto che si può permettere di pagare la retta.
Le ragioni di economia della spesa pubblica inducono i politici ad affermare reiteratamente che in Italia ci sono troppi insegnanti! La conseguenza è la riduzione del numero delle assunzioni dei docenti. Fanno eccezione quelli di religione che, invece, da tre anni a questa parte vengono sempre in numero maggiore messi in ruolo, malgrado statisticamente ogni anno cresca il numero dei ragazzi che chiedono l'esonero dall'insegnamento della religione cattolica.
Come al solito la legge non è uguale per tutti: mentre i docenti "normali" vedono crescere il proprio disagio di anno in anno, dovendo sottostare ai mutamenti della politica e dei ministeri di turno e a rispettare le graduatorie di merito, i docenti "raccomandati dall'Alto" vengono direttamente scelti dal Vescovo di ogni diocesi. (Il che rende peraltro inevitabile l'atteggiamento di sudditanza nei confronti di colui da cui dipendono insindacabilmente le sorti della tua carriera da insegnante). Grazie a tale privilegio, dunque, questi insegnanti vengono dapprima messi in ruolo nell'insegnamento della religione e, non appena possibile passano ad insegnare altro, quelle materie per le quali posseggono un titolo (lettere, storia, filosofia...), scavalcando così quei docenti "normali" che saranno obbligati a continuare ad attendere il proprio turno nelle graduatorie.
E per quegli insegnanti "raccomandati dall'Alto" che ancora non fossero in ruolo, ma supplenti annuali, il loro stipendio (sempre a differenza dei docenti "normali" parimenti precari) è ovviamente equiparato a quello di un docente di ruolo.
Adesso siamo onesti! Se è vero tutto questo, e se è vero che "fra 20 anni il 30% degli insegnanti saranno stati scelti dal Vaticano", come ci si può scandalizzare alle parole della Guzzanti, che peraltro augura ancora 20 anni di vita al Pontefice, durante i quali avrebbe peraltro ancora la possibilità di ravvedersi, scampando il pericolo della eterna condanna alle fiamme dell'inferno? (Nella foto la tomba del simoniaco Bonifacio VIII, che il Sommo Poeta prefigurò all'Inferno, nel XIX canto)

Brunetttaaaaaaaaaaa! Pensaci tuuuuuu!!!!
