

sua impunità...
e poi...
I've got the spirit but I lose the feeling
ROMA - Per il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e quello di Roma, Gianni Alemanno prendere le impronte digitali per i bambini Rom (una misura annunciata mercoledì dal governo per bocca del ministro dell'Interno Roberto Maroni) può essere vista come un'opportunità di tutela. Moratti lo ha detto a margine della prima conferenza programmatica dell'Anci in corso a Roma. Il sindaco del capoluogo lombardo, che ha precisato però di non aver letto il testo, ritiene che questo provvedimento potrebbe anche facilitare il compito delle forze dell'ordine. Secondo Alemanno «la proposta del ministro Maroni non è volta a registrare o a schedare i minori nomadi ma a proteggerli. I minori nomadi vengono spesso usati per l'accattonaggio e sfruttati, interscambiandoli da famiglia a famiglia ed evitando così le norme sulla revoca della patria potestà».
GARANTE PRIVACY: POSSIBILI DISCRIMINAZIONI - Dubbi però vengono espressi da parte del Garante della privacy, secondo il quale si potrebbero creare «delicati problemi di discriminazione che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori», si afferma in una nota. Il Garante ha chiesto informazioni alle autorità competenti e in particolare ai prefetti di Roma, Milano e Napoli.
«STUPORE E PREOCCUPAZIONE» - Chi invece non ha gradito l'annuncio è il comitato italiano dell'Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, che attraverso il suo presidente, Vincenzo Spadafora, esprime «stupore e grave preoccupazione». «Verrebbe da proporre al ministro, per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani - commenta Spadafora -. Ci auguriamo che si tratti di una proposta provocatoria destinata a non avere seguito. I bambini rom non sono diversi dagli altri bambini, e tra l’altro molti di loro sono cittadini italiani a tutti gli effetti, ma soprattutto i bambini non possono e non devono essere trattati come gli adulti». Per l'Unicef Italia attorno alla questione dei Rom è stato sollevato un clamore eccessivo. «Sono mesi ormai - si legge in una nota dell'organizzazione - che l’attenzione delle istituzioni, nonché dell’opinione pubblica e dei mass media italiani si concentra sulle comunità rom presenti nel nostro territorio. Un’attenzione che chiediamo non si trasformi in principi di discriminazione verso popolazioni e soprattutto bambini in condizioni di evidente vulnerabilità. Auspichiamo che il governo italiano affronti le tematiche relative alla sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di essere tutelati e non essere discriminati, come ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, ratificata dall’Italia con legge n° 176 del 27 maggio 1991».
«GIÀ CI SONO» - Favorevole invece il capo di gabinetto del ministro per le Pari opportunità, Simonetta Matone, ex giudice minorile: «Troppo spesso il pregiudizio ideologico frena la tutela e la difesa dei bambini. Prendere le impronte digitali è una prassi consolidata da sempre negli uffici giudiziari minorili. In tribunale ci sono pacchi alti così di impronte digitali di piccoli rom».
Quand'eravamo bimbi, ma ancora fino a qualche anno fa, gli zingari erano come le nuvole: arrivavano, si fermavano qualche giorno in qualche campo, e poi se ne andavano. Noi ragazzini eravamo un pò impauriti dall'arrivo dei 'singher', ne temevamo la cattiveria e avevamo paura che ci rubassero la bici, ma ne invidiavamo anche la libertà che avevano di fare ciò che volevano - i bimbi guidavano già il motorino! - e anche il fatto che i loro giovani figli sembrassero più vissuti di noi: avevano già due belle palle! Ma non ce lo dicevamo e non lo avremmo mai ammesso. Poi partivano e a noi restava un ricordo misto di terrore e invidia, e qualche ingenuo interrogativo sul significato di libertà. Nessuno fra noi, neanche i nostri genitori, si era mai posto il problema di cacciarli dai territori in cui vivevamo o tantomeno di eliminarli. Forse era ancora troppo recente l'esperienza nazi-fascista, almeno per gli adulti.
Rinchiuderli forzatamente in case super igienizzate, costringere i loro figli a frequentare la scuola e magari trovar loro persino un lavoro fisso per normalizzarli...Insomma, nomadi stabili e italiani precari: non fa un pò ridere?
Gli irlandesi ci ripensano...
| Firefox 3, browser da record | |
L’idea è quella di far entrare l’ evento nel Guinness dei Primati, i cui ispettori seguiranno passo per passo il Download Day di Firefox. In realtà non c’è un tetto stabilito per dichiarare raggiunto il primato, visto che non esiste ancora un record del genere. Mozilla dovrebbe battere senza troppi problemi gli 1,6 milioni di versioni scaricate nel primo giorno del debutto di Firefox 2 e punta a un traguardo ipotetico di 5 milioni di click sui bottoni del download promossi su siti Internet e blog di mezzo mondo. Sul sito www.spreadfirefox.com/worldrecord, dedicato all’ impresa, sono già state raccolte 1,3 milioni di promesse da tutto il mondo di scaricare domani il software. L’Italia risulta tra i paesi più attivi, con 59 mila persone impegnate a partecipare al Download Day. Firefox 3 vanta 15 mila miglioramenti rispetto alla versione precedente, sviluppati dalla propria comunità globale di esperti di software. Il browser è attualmente il secondo più usato al mondo dopo Explorer, ma c’è chi ritiene che la terza versione possa portare Mozilla al sorpasso. Microsoft risponderà in agosto, quando è previsto il lancio di Explorer 8, ultima e rinnovata versione del browser della casa di Redmond. | |
|
|