venerdì 16 maggio 2008

dàgli al travaglio!

giovedì 15 maggio 2008

34 anni non sono bastati

Sono accusati di aver organizzato l'attentato del 28 maggio 1974
Nel gruppo anche Pino Rauti, Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi

Brescia, sei rinviati a giudizio per la strage di piazza della Loggia

La disperazione dopo l'esplosione della bomba

BRESCIA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati accusati di concorso nella strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Si tratta di Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi. Il processo inizierà il 25 novembre.

La strage avvenne mentre nella piazza era in corso una manifestazione contro il terrorismo organizzata dai sindacati e da un comitato antifascista. L'ordigno fu nascosto in un cestino. Otto persone persero la vita e altre 94 rimasero ferite.

La prima fase processuale si concluse nel 1979 con la condanna di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Nel 1982, però, la Corte di Cassazione assolse gli imputati. Un nuovo processo chiamò in causa altri rappresentanti della destra, anche questi assolti nel 1989 per insufficienza di prove.

Ma i giudici non si arresero e i rinvii a giudizio di oggi sono la conseguenza del loro lavoro. Noti i nomi dei rinviati a giudizio: a partire da Delfo Zorzi (latitante da tempo in Giappone con il nome di Hagen Roy), proseguendo con Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, militanti di spicco di Ordine Nuovo e finendo con il fondatore del gruppo estremista Pino Rauti (suocero dell'attuale sindaco di Roma).

mercoledì 14 maggio 2008

come tafazzi...

Il leader Pd parla di opposizione rigorosa ma aggiunge: "Pronti a raccogliere l'invito"
E il Cavaliere ringrazia della "disponibilità senza precedenti" e rilancia sulla Rai

Berlusconi: "Il dialogo se po' fa" E loda le aperture di Veltroni

Il governo ottiene la fiducia alla Camera. Scontro tra Di Pietro e Fini



Berlusconi e Veltroni alla Camera

ROMA - E' il giorno dell'apertura di un inedito dialogo tra maggioranza e opposizione questo in cui il governo incassa la fiducia della Camera con una larga e attesa maggioranza di 335 sì contro 275 no.
Un dialogo che il premier aveva chiesto nel suo intervento e che Veltroni - pur specificando che "l'opposizione sarà forte e responsabile" - è pronto a concedere: "Dimostri di tener fede a quello che promette" - dice il segretario del Pd - ed accogliamo da subito il suo invito ad approvare le riforme".
Una disponibilità che, a parte le strette di mano e gli inviti a pranzo dopo la seduta, Berlusconi tiene a sottolineare nel suo intervento del pomeriggio al Senato per chiedere la fiducia (il voto è per domani): "Sono grato a Veltroni per la sua disponibilità senza precedenti - dice -. E' un passaggio storico".
E rila ncia a sorpresa con una apertura anche su uno dei temi tradizionalmente di maggior scontro: "Si può uscire da questa guerra ventennale sulla Rai - dice -. Anche su questo terreno fonte di incomprensione e di scontri non c'è altra strada che quella del dialogo e della comune assunzione di responsabilità".

Berlusconi dunque torna in aula alla Camera, parla per undici minuti ricevendo cinque applausi, prima di incassare la fiducia. E chiarisce: il confronto non si deve limitare alla sola architettura istituzionale ma a tanti altri temi su cui una convergenza è possibile nell'interesse del paese. E conclude con una battuta che poi rivelerà esser scautirita dalla cena di ieri con i suoi collaboratori: "Dico pacatamente e serenamente - facendo il verso al Veltroni imitato da Crozza - che 'se po' ffà, si può fare".

VIDEO

Toni non apprezzati dal solo Di Pietro. Un intervento spigoloso, il suo: "Noi dell'Idv non abbocchiamo - dice - non cadremo nella sua tela del ragno, nelle sue pacche sulle spalle. Noi abbiamo memoria e conosciamo la sua storia personale e politica". E dai banchi della maggioranza si alzano proteste. Che portano ad uno scontro tra Di Pietro e l'esordiente Fini sulla poltorna di presidente della Camera. Dopo le proteste Di Pietro si appella a Fini che replica: "Dipende anche da quello che si dice...". Pronta la controreplica di Di Pietro a Fini: "Ha proprio ragione, presidente: dipende da quello ch e si dice. Qui non bisogna disturbare il manovratore...". E su questo Di Pietro verrà difeso anche da Casini.

Quindi l'atteso intervento di Veltroni: "Accogliamo il suo invito, intendo da subito ad approvare le riforme", dice Veltroni, ma chiede una immediata prova di serietà: "Rischia di essere troppo facile quando si è all'opposizione o in campagna elettorale usare toni esasperati e poi, quando si è al governo, usare parole tolleranti e di dialogo".
E spiega: "Noi faremo un'opposizione forte e responsabile, avanzeremo proposte e avremo un'agenda di priorità, convergeremo se saremo d'accordo e dissentiremo se non saremo d'accordo. Faremo un'opposizione democratica di un paese unito, quell'unità indicata dal presidente Giorgio Napolitano".

Sono le parole che hanno spinto Berlusconi all'inatteso nuovo intervento del pomeriggio in Senato. I primi passaggi dei prossimi giorni diranno se si è davvero di fronte a un Berlusconi inimmaginabile e a una stagione politica dai toni nuovi.

martedì 13 maggio 2008

non c'è più rauschenberg

E' morto Robert Rauschenberg, protagonista dell'arte del Novecento

Aveva 82 anni. Si è spento nella sua casa di Captiva, un'isola della Florida


Fotografo e pittore, insieme a Jasper Jones è considerato uno dei padri della Pop Art


Forte il legame con l'Italia: la consacrazione alla Biennale di Venezia del 1964


NEW YORK - Robert Rauschenberg, gigante dell'arte americana contemporanea, è morto a 82 anni. Rauschenberg è senza dubbio tra gli artisti che hanno scritto la storia dell'arte della seconda metà del Novecento. Fotografo e pittore, insieme a Jasper Jones è considerato uno dei padri spirituali della Pop Art. E' stato uno sperimentatore formidabile che ha attraversato le stazioni più radicali, più calde dell'arte a partire dagli anni Cinquanta.


Rauscherberg era nato a Port Arthur nel Texas, ma dagli anni Settanta viveva a Captiva, un'isola della Florida. Su sua richiesta era stato da poco dimesso dall'ospedale dove era stato ricoverato per una polmonite. "Se n'è andato in pace, nel suo letto, come voleva", ha detto Jennifer Benton, un'amica.



L'artista era stato colpito nel 2002 da un ictus che gli aveva bloccato metà del corpo e tuttavia aveva ripreso di recente a lavorare. Tre anni fa il critico d'arte del settimanale New Yorker Calvin Tomkins, amico di Jasper Jones e John Cage, ha definito otto grandi quadri che Rauschenberg aveva creato dopo la malattia "i più forti, i più lirici che l'artista abbia prodotto in molti molti anni". Nel 1988 Rauschenberg è stato insignito del Praemium Imperiale, considerato il Nobel delle Arti, conferito dalla Japan Art Association.

Forte il legame dell'artista con l'Italia: tra il 1950 e il 1960, nel periodo in cui il suo neodadaismo faceva da tramite tra l'espressionismo astratto e la Pop Art, ha lavorato ed esposto a Roma, Firenze, Venezia. E fu proprio la Biennale veneziana a consacrarlo definitivamente tra i maestri della contemporaneità assegnandogli, nel 1964, il gran premio per la pittura.

domenica 11 maggio 2008

sagra del pesce a camogli

Un mese dopo sono qui.
Anzi, per meglio dire, da Santa Margherita Ligure in bus fino a Portofino, e da Portofino a piedi fino a Ruta, dove la sagra è più tranquilla.
Itinerari



schifani e la mafia





venerdì 9 maggio 2008

grazie peppino

30 anni fa esatti la mafia uccideva Peppino Impastato.
Oggi schifani è presidente del senato della repubblica italiana...In Spagna, El Pais informa meglio dei nostri giornali. Traduzione da El Pais



Daniele Luttazzi: “Schifani? Sembra una di quelle cose che scappano quando alzi una pietra”…

fatevi anche due risate amare sul personaggio schifani...




Grazie Stefano per averci regalato, ancora una volta, una serata di pensieri. Tornare indietro con lo sguardo per mai smettere di ricordare, ma guardare al presente perché la brace non deve spegnersi.

biùtiful cauntri

vedi la Campania e muori...

confusione...

giovedì 8 maggio 2008

mercoledì 7 maggio 2008

mara carfagna, la nuova ministra delle pari opportunità








farsi un
giro...

a scuola in germania

La Pubblica Istruzione: i non promossi sottraggono fondi al bilancio
I messaggi agli istituti nei 16 stati della federazione: ottimizzare i risultati

Germania, vietato bocciare. I ripetenti costano troppo

di ANDREA TARQUINI

BERLINO - "No alle bocciature, promozione garantita!". "No alle insufficienze, la sufficienza garantita per tutti!". Ricordate certi radicali, prevaricatori slogan antimeritocratici del Sessantotto e del movimento degli epigoni, il '77 pre-anni di piombo? Bé, quelle strane utopie oggi rivivono per paradosso dalla parte del potere politico, proprio nella ricca ed efficiente Germania. E' un trend di fatto, che secondo Welt am Sonntag sta cambiando la vita scolastica: bocciare e quindi poi finanziare ripetizioni e classi di ripetenti, e permanenza più lunga degli studenti nelle scuole superiori, costa troppo.

L'ordine viene dall'alto, tacito e implicito, con e-mail dei ministeri della Pubblica istruzione dei sedici Stati della federazione tedesca, visto che non c'è un ministero nazionale. Il linguaggio delle e-mail è ostico burocratese, parla di "ottimizzare i risultati", di "verificare in quali scuole si boccia di più", e così via. Tradotto in chiaro, spiegano gli insegnanti: la consegna è non bocciare, o bocciare il meno possibile. Insomma, rieccoci a quaranta o trent'anni fa, alle idee estremiste: promozione garantita, allora in nome del no alle gerarchie, oggi in nome dei tagli ai costi.

Il problema è serio, perché il sistema scolastico tedesco è rigidamente selettivo, troppo secondo molti. Risale all'era del Kaiser, i golden years della rivoluzione industriale che modernizzò l'Europa. Si decide presto, in molti casi già dopo il quarto anno scolastico, chi va ammesso al Ginnasio (scuola superiore d'élite) e chi invece finisce alla Realschule o alla Hauptschule, scuole meno o per nulla qualificate. Ma poi la selezione continua: al ginnasio ogni anno le bocciature sono sessantamila.

Troppe, dicono i politici. L'Ocse, l'organizzazione delle Nazioni Unite per la cooperazione e lo sviluppo economico, conviene. E tormenta la Germania e ogni altro Stato con raccomandazioni, consigli e direttive: bocciate il meno possibile, ogni bocciatura a causa dei costi di ripetizioni e classi supplementari vuol dire soldi sottratti al bilancio dell'istruzione. Messi alle strette dai poteri politici, presidi e professori in Germania si adattano inflessibili. Le peggiori insufficienze vengono corrette. Dal docente, o dal preside se il docente è in disaccordo. Così la media annuale delle bocciature è già vistosamente calata: dal 3,2 per cento degli studenti nel Duemila ad appena il 2,4 per cento l'anno scorso.

Non è finita: alcuni dei Bundeslaender, i sedici Stati della federazione, si spingono più in là. Berlino, capitale ma anche città-Stato, governata dalle sinistre, ha deciso che è possibile per gli insegnanti rinunciare a dare voti agli studenti fino all'ottavo anno scolastico. I voti discriminano, aprono troppo rischio di alzare muri tra candidati alla promozione e alla bocciatura. Non sono solo idee di sinistra. Nella ricca, borghesissima Amburgo, un'altra città-Stato, il governatore democristiano e i suoi alleati Verdi hanno concordato che fino al decimo anno scolastico nelle scuole pubbliche non si boccia.

E' una rivoluzione strisciante: chi meriterebbe i voti peggiori si vede aiutato senza sforzi dal corpo insegnante per direttiva. Ha senso, per risparmiare soldi e tempo, quindi fondi per l'istruzione. Se abbia senso per la qualità dell'apprendimento, è un altro discorso. E nelle scuole, almeno secondo il reportage uscito ieri sulla Welt am Sonntag, non regna proprio un clima sereno: gli studenti si disimpegnano, si sforzano di meno, certi di passare l'anno comunque. I professori che vorrebbero continuare con la severità per incoraggiare di più i ragazzi a imparare, rischiano sanzioni dure. Non pochi di loro rilasciano interviste solo sotto falso nome e senza foto. L'estremismo di decenni fa si vendica forse così delle sue sconfitte: torna a diffondere paura.

In Italia intanto...

delegificatore

martedì 6 maggio 2008

scaricare gratis l'ultimo nine inch nails







Anche Trent Reznor consente di scaricare dalla rete a gratis la sua ultima fatica discografica "The Slip".

Se v'interessa seguite il link.


lunedì 5 maggio 2008



venerdì 2 maggio 2008

Elvira Savino (nella foto), 30 anni, neodeputata pdl ha abbagliato Montecitorio, al suo primo giorno, con un paio di sandali-ghetta optical, tacco 12-14 cm di Gucci. «Li ho scelti d'istinto, mi piacevano, pensavo che anche le altre... Nessun problema con i sampietrini, per caso abito vicino alla Camera. Ma giuro che porto quasi sempre le scarpe basse. I colleghi? Beh, sì, le hanno notate. La Russa mi ha detto che ero elegante. Ora però giudicatemi per il mio impegno, non per i tacchi» (Ansa)
Elvira Savino (nella foto), 30 anni, neodeputata pdl ha abbagliato Montecitorio, al suo primo giorno, con un paio di sandali-ghetta optical, tacco 12-14 cm di Gucci. «Li ho scelti d'istinto, mi piacevano, pensavo che anche le altre... Nessun problema con i sampietrini, per caso abito vicino alla Camera. Ma giuro che porto quasi sempre le scarpe basse. I colleghi? Beh, sì, le hanno notate. La Russa mi ha detto che ero elegante. Ora però giudicatemi per il mio impegno, non per i tacchi» (Ansa)





giovedì 1 maggio 2008

bajo dora








Just eyes...in the end.



I'd better keep a close watch on this mind of mine...





mercoledì 30 aprile 2008

Il movimento è la sottrazione dell'intelligenza all'organizzazione sociale del consenso. Il che la rende più deficiente. Probabilmente anche più cattiva. L'intelligenza sottratta al sistema di organizzazione sociale è intelligenza libera. L'intelligenza libera è destinata al nihilismo. (Sbancor)

Il 16 aprile del '43 individuò la droga simbolo degli hippy e della Beat generation fece su di sè molti test ed ebbe alcune overdose senza riportare danni al cervello

Morto a 102 anni Albert Hofmann, scoprì Lsd e ne descrisse gli effetti

Nel 2006, per il suo centesimo compleanno, ne condannò la distribuzione ma sottolineò "è speciale, agisce sulla coscienza che ci distingue dagli animali

ZURIGO - E' morto all'età di 102 il chimico svizzero Albert Hofmann. Nel 1943 scoprì l'Lsd, 'la droga magica' che tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta ebbe una influenza fondamentale nella cultura della Beat generation. Hofmann iniziò la sperimentazione su se stesso e descrisse le prime esperienze scientifiche psichedeliche della storia. Durante gli esperimenti incorse in varie e pericolose overdose, dalle quali uscì indenne e senza alcun danno alla sua materia grigia, tanto da arrivare lucido all'età di 102 anni.

Lo scienziato, nato l'11 gennaio 1906 a Baden, è morto ieri nella sua casa di Basilea, secondo quanto riporta oggi il sito californiano del Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, a pochi giorni di distanza dalla scoperta che lo rese famoso. Il 16 aprile del 1943, un venerdì pomeriggio, mentre lavorava nei laboratori del gruppo farmaceutico svizzero Sandoz di Basilea, una piccola quantità di questa sostanza gli scivolò su una mano durante un esperimento di laboratorio. Subito percepì "una significativa irrequietezza, unita ad un lieve capogiro" e decise di bloccare il suo lavoro. "Arrivato a casa", raccontò, "mi stesi e caddi in uno stato non spiacevole, con sintomi simili all'intossicazione, caratterizzati da una immaginazione estremamente stimolata".

Tornato tra le provette il lunedì successivo, Hofmann era convinto di aver vissuto la singolare esperienza per via dei fumi del solvente al cloroformio che aveva utilizzato. Ma inalando ancora per ripetere l'esperienza, non successe nulla, e così il chimico si convinse che doveva avere ingerito l'acido che studiava: "Lsd mi aveva parlato - raccontò con un sorriso - Era venuto da me dicendo, 'mi devi trovare'". Così, a piccolissime dosi, Hofmann testò ancora l'acido lisergico il 19 aprile 1943, ma a fine giornata per tornare a casa in bici si fece accompagnare da un assistente e raccontò di aver segnato nella memoria quella data come "la giornata della bicicletta".

Hofmann si era laureato in chimica all'Università di Zurigo nel 1929, e ben presto divenne direttore di ricerca nel dipartimento dei prodotti naturali della casa farmaceutica Sandoz e iniziò a studiare l'ergot, un fungo velenoso, usato per secoli dalle ostetriche per accelerare il parto. La ricerca puntava a isolarne la sostanza chimica che produceva questo effetto. Ci riuscirono negli Stati Uniti, e chiamarono 'acido lisergico' la sostanza attiva: su questa Hofmann cominciò i suoi studi, per ottenere composti utili in medicina.

Il lavoro di Hofmann sull'ergot ha prodotto una serie di farmaci importanti, come per esempio quello utilizzato ancora oggi per prevenire l'emorragia dopo il parto. Ma è stato il 25esimo composto da lui sintetizzato nel 1938, la dietilamide dell'acido lisergico (LSD), a renderlo famoso e ad avere il maggior impatto a livello mondiale.

La Sandoz mise Lsd sul mercato nel 1949, sotto il nome di Delysid. Visto che la condizione vissuta sotto il suo effetto era simile a una "malattia mentale sperimentale", venne considerato uno strumento prezioso nella psicoterapia: aiutava il terapista a trovare accesso all'inconscio del paziente. Fu così che pazienti e volontari intrapresero i "viaggi dell'anima" e fecero esperienze di fuoriuscita dal corpo.

Poi nel 1951, il chimico propose a un celebre amico, lo scrittore tedesco Ernst Junger, che faceva uso di mescalina di prendere l'LSD insieme. "E' stato il primo test di 'viaggio psichedelico' programmato", raccontò Hofmann, spiegando che a casa sua con l'amico avevano suonato musica di Mozart e bruciato incensi giapponesi.

Con la diffusione dell'acido lisergico, la Cia e l'esercito americano dimostrarono il loro interesse per l'allucinogeno come strumento di lotta politica e militare (così come avvenne per l'Mdma, le amfetamine e la cannabis). Iniziarono così una serie di esperimenti segreti che prevedevano la somministrazione inconsapevole a numerosi soldati e civili. Ma le conseguenze sulle persone coinvolte, che non erano volontarie e non sapevano cosa stesse succedendo, in alcuni casi le reazioni furono piuttosto drammatiche.

Tra la fine anni '50 e l'inizio degli anni '60 l'LSD divenne uno strumento spirituale, mistico e religioso. Come diceva il titolo del libro di Aldous Huxley, narratore e saggista inglese, l'Lsd apriva "Le porte della percezione". (Jim Morrison si ispirò a questo libro per dare il nome al suo gruppo The Doors).

Nel 1956 si coniò il termine "psichedelico" derivante da psiche (anima, mente) e delos (rilevatore o manifestatore). Sempre in quel periodo, Timothy Leary, docente di psicologia presso la Harvard University, si fece promotore di un movimento psichedelico, sostenendo la "politica dell'estasi" e considerando il consumo di Lsd un mezzo per la liberazione dai vincoli sociali.

San Francisco, in California, divenne il fulcro della "nuova cultura delle coscienze". L'acido lisergico fu diffusissimo, con la marijuana, tra gli hippy, che li consideravano strumenti per entrare in maggiore sintonia tra le persone e per facilitare una convivenza pacifica. Musicisti come i Beatles cantavano in codice i loro "trip" allucinogeni: la canzone "Lucy in the Sky with Diamonds" venne sospettata di voler trasmettere, con le iniziali del suo titolo, un messaggio di incitamento all'uso dell'Lsd. In generale il rock fu molto influenzato, fino a dar vita al filone psichedelico, che ebbe uno dei suoi punti più alti con i Pink Floid. Molti artisti e letterati si ispiravano alle esperienze psichedeliche, esaltate dalla Beat generation di Jack Kerouac e Allen Ginsberg.

Nel 1965 Leary, nel frattempo divenuto il guru dell'Lsd, e i suoi collaboratori vennero espulsi dall'Università. Ma il gruppo di ricercatori di Harward iniziò un'opera di propaganda del consumo, convinti che l'acido lisergico facilitasse l'espansione della coscienza e la liberazione dell'uomo.

La protesta giovanile scatenò un'ondata repressiva e l'Lsd divenne oggetto di una dura campagna mediatica. Nel 1966 la Sandoz cessò la vendita e un anno dopo l'Lsd venne messo al bando. Nel 1969 il festival di Woodstock, (dove mezzo milione di ragazzi raggiunsero lo stato di New York per assistere alla tre giorni di musica, amore, pace, e droghe), rappresentò il top del movimento psichedelico ma al tempo stesso l'inizio della sua fine.

Albert Hofmann, in quello stesso periodo, scrisse il libro "Lsd, il mio bambino difficile". Negli anni Settanta la droga psichedelica aveva già perso la sua importanza e da "sostanza-sacramento", divenne una diffusissima droga di piacere. La visione 'sacra' dell'Lsd sopravvisse in un piccolo rifugio: dei vecchi hippy continuarono a celebrare la droga di culto a Goa, in India. La riscoperta dell'Lsd è avvenuta negli anni Novanta con la diffusione dei rave party.

Nel 2006, in occasione del suo centesimo compleanno, Hofmann ne condannò la distribuzione e sottolineò che si tratta comunque, "di un prodotto speciale in quanto agisce sulla coscienza, che ci distingue dagli animali. Conosco l'Lsd, non ho più bisogno di prenderlo. Forse farò come Aldous Huxley che lo chiese a sua moglie per sopportare il dolore dell'agonia per un cancro alla gola".