
Il Consiglio d'Europa condanna l'Italia: «Le misure del pacchetto sicurezza violano i diritti umani e danno vita a comportamenti xenofobi». Maroni si indigna: «Falsità, offendono la nostra polizia».
I've got the spirit but I lose the feeling

ROMA - Via libera dal comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, riunitosi oggi al Viminale, al piano per l'utilizzo di 3.000 militari per il controllo del territorio. Il piano di impiego del personale delle forze armate nel controllo del territorio è stato firmato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e da quello della Difesa Ignazio La Russa.
Razzismo. L'Italia, secondo il commissario, ha un atteggiamento troppo morbido nei confronti del razzismo. "Devono essere reintrodotte pene più severe per reati legati al razzismo e rafforzate le norme contro le discriminazioni". E ha ammonito la classe politica: "L'approvazione, diretta o indiretta, di questi atti da parte di certe forze politiche, singoli politici e da parte di alcuni organi di informazione è particolarmente preoccupante".Paolo Ferrero e Claudio Grassi (sx)alzano il pugno al momento della proclamazione
Nichi Vendola, sconfitto per otto voti

|
In questa repubblica delle banane cattoliche fa scandalo chi evidenzia le contraddizioni fra l'operato delle gerarchie vaticane e i principi morali che invece esse dovrebbero rigorosamente mettere in pratica. Succedeva anche a Cristo in Palestina, segno che cambiano i tempi, ma la sostanza resta immutata.E' sotto gli occhi di tutti che in questo nostro povero paese da anni si porta avanti una politica devastatrice dell'istituzione scolastica pubblica a vantaggio delle scuole private, dove è altrettanto noto ed evidente che la Chiesa cattolica abbia enormi interessi, non solo economici.
Da una parte si afferma che occorrono tagli alle spese dello stato. Strano è il fatto, però, che mentre da un lato ogni anno i finanziamenti alla scuola pubblica vengono ridotti, dall'altro lato, ogni anno, crescono quelli assegnati alle scuole private.
Ben conosciamo la qualità media degli istituti privati, dove qualunque figlio di papà pretende di avere il diploma solo per il fatto che si può permettere di pagare la retta.
Le ragioni di economia della spesa pubblica inducono i politici ad affermare reiteratamente che in Italia ci sono troppi insegnanti! La conseguenza è la riduzione del numero delle assunzioni dei docenti. Fanno eccezione quelli di religione che, invece, da tre anni a questa parte vengono sempre in numero maggiore messi in ruolo, malgrado statisticamente ogni anno cresca il numero dei ragazzi che chiedono l'esonero dall'insegnamento della religione cattolica.
Come al solito la legge non è uguale per tutti: mentre i docenti "normali" vedono crescere il proprio disagio di anno in anno, dovendo sottostare ai mutamenti della politica e dei ministeri di turno e a rispettare le graduatorie di merito, i docenti "raccomandati dall'Alto" vengono direttamente scelti dal Vescovo di ogni diocesi. (Il che rende peraltro inevitabile l'atteggiamento di sudditanza nei confronti di colui da cui dipendono insindacabilmente le sorti della tua carriera da insegnante). Grazie a tale privilegio, dunque, questi insegnanti vengono dapprima messi in ruolo nell'insegnamento della religione e, non appena possibile passano ad insegnare altro, quelle materie per le quali posseggono un titolo (lettere, storia, filosofia...), scavalcando così quei docenti "normali" che saranno obbligati a continuare ad attendere il proprio turno nelle graduatorie.
E per quegli insegnanti "raccomandati dall'Alto" che ancora non fossero in ruolo, ma supplenti annuali, il loro stipendio (sempre a differenza dei docenti "normali" parimenti precari) è ovviamente equiparato a quello di un docente di ruolo.
Adesso siamo onesti! Se è vero tutto questo, e se è vero che "fra 20 anni il 30% degli insegnanti saranno stati scelti dal Vaticano", come ci si può scandalizzare alle parole della Guzzanti, che peraltro augura ancora 20 anni di vita al Pontefice, durante i quali avrebbe peraltro ancora la possibilità di ravvedersi, scampando il pericolo della eterna condanna alle fiamme dell'inferno? (Nella foto la tomba del simoniaco Bonifacio VIII, che il Sommo Poeta prefigurò all'Inferno, nel XIX canto)

Lodo Alfano ok, decreto Expo ok e dl sicurezza ok. Silvio Berlusconi spunta dall'agenda i trofei tanto agognati (anche se per l'Expo sale sul podio Letizia Moratti a ritirare il premio) e come i cristiani dopo l'editto di Costantino esulta: ora non sarò più perseguitato.
Dopo l'immunità garantita con il lodo Alfano (mentre un Bonaiuti in vena di battute specifica che il premier vi potrebbe rinunciare e Liberopensiero difende la firma di Napolitano) viene approvato anche il decreto sicurezza. Ecco cosa prevede: priorità ai processi di mafia e terrorismo ma senza sospensione automatica (a che serve ormai?, tanto è stato approvato il lodo), esercito nelle grandi città per un massimo di sei mesi, aggravante della clandestinità per gli irregolari e confisca dei beni per chi lucra sugli immigrati. Insomma, una sicurezza in cui l'imprinting della Lega è ben riconoscibile. Vedremo se la legge sarà rispettata (purtroppo in materia di scarsa legalità vantiamo molti precedenti).
Al decreto sicurezza si aggiunge un'altra sorpresa: tre nuovi ministri nella squadra di governo. Entrano Lucio Stanca per l'Innovazione, Michela Brambilla al Turismo e Ferruccio Fazio alla salute. Così la squadra con i suoi segretari e sottosegretari aumenta, ma gli italiani ricorderanno solo il team snello e compatto del giuramento post elettorale.
Sulla nuova versione del Silvio untouchable interviene Vistidalontano con la rassegna dall'estero, dove L'Express, Le Monde, Daily Telegraph e El Pais non fanno mistero delle preferenze ad personam. E i lupi di cui parla Di Pietro sono sempre in agguato.
- Quel fottuto ometto grottesco e maligno! – La ragazza scaglia il giornale attraverso la stanza.
L’uomo seduto segue con lo sguardo la parabola discendente, poi commenta sarcastico
- Il paese è con lui…
- Stronzate!
- Ti ricordo che il mio omonimo è stato regolarmente eletto con un’ampia maggioranza
- Ha approfittato delle paure della gente, paure che aveva creato lui stesso, insieme alla sua banda di criminali! – dice la ragazza. L’uomo si appoggia allo schienale
- Ha fatto anche di meglio. Gli ha dato un capro espiatorio – dice cupo.
Lei scuote la testa – ma non può continuare così, tutto questo è troppo assurdo per durare…
L’uomo alza improvvisamente la voce – Da quanti anni lo dite? Per quanti lo direte ancora? – La ragazza trasale. La voce di lui torna cupa e sarcastica - Prima vi siete illusi che quel mostriciattolo fosse solo una moda, un fenomeno folkloristico. Poi, che fosse semplicemente il nuovo volto della solita vecchia minestra, corrotta e autoritaria ma sopportabile. Poi che fosse soltanto un’esplosione di barbarie sì, ma passeggera. Non avete ancora capito con che cosa abbiamo davvero a che fare? -
L’uomo si alza, spinge via la sedia.
– Fino a quando continuerete a illudervi? Finché ogni opposizione sarà stata spazzata via dal paese come è stata spazzata via dal parlamento? In che cosa sperate? Che la brava gente delle fottute verdi lande che l’ha votato a valanga gli si rivolti contro per salvare gli zingari, o qualcun’altra di quelle che considera “razze inferiori”? – L’uomo fissa la ragazza - No, il suo popolo continuerà ad applaudirlo. Continuerà ad applaudirlo fino alla rovina. E agli altri penserà l’esercito..
– Cosa possiamo fare? – chiede la ragazza.
- Qui niente. – risponde l’uomo. Si avvicina al giornale e lo calcia via con disgusto, come la carogna di un topo morto. – Io me ne vado.
- Dove?
- Dovunque quelli come lui non siano ancora arrivati. Francia… no, meglio Inghilterra.
La ragazza sospira
- Per te è più facile, sai le lingue, hai già un nome…
- Il nome lo cambio.
- Ma è con questo che sei conosciuto!…
- Non importa. E’ come il suo. Lo cambio – ripete lui. La sua voce diventa dura e tagliente – Non intendo assolutamente venire associato a quel ripugnante pezzo di merda di Adolf Hitler.
Anton Walbrook (1896-1967) nato a Vienna col nome di Adolf Wohlbrück, lascia l’Austria nel 1936. La sua carriera di attore riprenderà in Inghilterra, con film di esplicita propaganda anti-nazista alternati a cult-movies come “The Murder on Thornton Square” (la prima e più gotica versione di “Gaslight”, 1940) e “Scarpette Rosse” (“The red shoes” 1948 ). Negli anni successivi diventerà l’interprete alter-ego di Max Ophüls, col quale girerà “La Ronde” (1950), e “Lola Montès” (1955). La sua ultima apparizione cinematografica sarà ne “L’affare Dreyfus” (“I accuse” 1958), film che attraverso la ricostruzione della celebre vicenda storica di fine ‘800, denuncia le persecuzioni maccartiste degli anni ‘50.

L'ultimo nato: il Parco nazionale della Val d'Agri

|
|