- Voglio dirti una cosa, se posso, - disse lui - E' tutta la vita che
conosco le donne, donne di ogni tipo, a seconda del loro aspetto e di
come si vestono, di come si agghindano in base alle loro usanze. Le
donne, per me, sono sempre fonte di meraviglia. Quando non sono con
una donna, per me sono tutte uguali, perché ho in mente una cosa
sola. Capisci?
- Le metta un sacco in testa. - disse lei.
- Insomma, non è che penso al suo aspetto, quando sto tra le
montagne o chissà dove. - disse Ruben Vega. - Quello è un
particolare che non ha importanza. Ma quando sono con una donna,
allora mi rendo conto che sono tutte diverse. Vorrei anche vedere,
dirai tu. Sai che scoperta. Ma forse lo è davvero, basta pensarci un
po' meglio.
Gli occhi della donna mutarono espressione, si fecero gelidi. - Vuol
venire a letto con me? E' questo che sta dicendo? E' per questo che
ha portato un regalo?
Lui la guardò con disappunto, una sorta di spossatezza. Ma poi
lasciò cadere la scatola e tirò dolcemente la donna a sé,
mettendole le mani sulle spalle, sentendo sotto le dita quelle ossa
minute mentre se la stringeva al petto e la circondava con le
braccia.
- Finirai per morirci, qui, - le disse. - Ti prosciugherai, sarai
spazzata via.
- Per favore, - disse la donna, la voce attutita contro di lui.
- Volevano solo marchiarti il mento, - disse Ruben Vega, - secondo le
loro usanze. Ma tu volevi dei segni tutti tuoi, non è vero?
Soltanto tuoi, che non avesse nessun altro...Be' , li hai avuti -
.Tacque, per un attimo. - Dimmi cosa vuoi, - riprese, a bassa voce.
- Non lo so, - disse la voce attutita.
- Pensaci su , - le disse, - e ricordati una cosa. Non c'è
nessun'altra al mondo come te.
(La donna Apache, Elmore Leonard)














