martedì 11 dicembre 2007

lunedì 10 dicembre 2007

corteo di torino

assassini...


mancavano solo loro...

La strategia per contrastare il Pdl

La mossa segreta di Gianfranco
via An, ecco "Alleanza per l'Italia"

free tibet!

Dalai_Lama.jpg

Il Dalai Lama mi ha onorato di un incontro privato a Milano. Il Papa non ha voluto riceverlo, il presidente Napolitano neppure, Prodi è dato per disperso e il dalai-lema non lo vuole alla Farnesina. Camera e Senato non hanno ritenuto di doverlo ospitare ufficialmente. La Moratti ha deciso di usare prudenza, lo vedrà, ma insieme ad altri premi Nobel per non dare troppo nell’occhio. Dicono che si vestirà da monaca di clausura per non farsi riconoscere. Solo Formigoni, onore al merito, lo vedrà in via ufficiale. Siamo al trionfo della viltà. Il Dalai Lama è anche premio Nobel per la pace, oltre che guida spirituale dei buddisti tibetani e massima autorità temporale del Tibet.
Quando la Cina era solo comunista il Dalai Lama veniva ricevuto da tutti, ora che la Cina è ipercapitalista il Dalai Lama è oscurato. Il dio denaro è la più forte tra le divinità italiane. Templi in suo onore sono presenti al centro di tutte le città, sono le nuove chiese: le banche, le assicurazioni.
Uno degli uomini più importanti del mondo è trattato come un cane in Chiesa. La Confindustria è salva, l’Italia un po’ meno. Che differenza c’è tra la democrazia cinese e la nostra? Una sola, da loro la pena di morte è esplicita, ti sparano. Da noi ti isolano, ti diffamano, ti trasferiscono. Solo se è necessario ti ammazzano. E’ una dittatura buona. L’omicidio è solo l’ultima risorsa.

Free_Tibet.jpg
Cicca il video

Il Dalai Lama in Cina è cancellato dalla Rete, se inserisci il suo nome sui motori di ricerca non lo trovi, in Italia questo non è ancora possibile. E la Rete parla di lui, mentre gli altri media minimizzano, tagliano, disinformano.
Il Dalai Lama mi ha regalato una sciarpa bianca, gli ho promesso che sarò per lui il Richard Gere italiano per la liberazione del Tibet. L’ho visto un po’ perplesso forse perchè sono più bello di Richard. Il blog farà il possibile per dare informazioni sul Tibet. Per un Tibet libero. Conto sul vostro aiuto.


come ti asfalto l'everest

domenica 9 dicembre 2007

italia è il massimo che c'èèèèèèèèèèèè....

La società italiana è una «mucillagine, un insieme inconcludente di individualismi che non guarda al futuro». Sempre più povera e a rischio di «derive razziste». È l'impietosa fotografia del Belpaese scattata dal Censis.

sabato 8 dicembre 2007

Zeitgeist - The Movie

Zeitgeist - The Movie - è una produzione indipendente senza fini di lucro, da poco disponibile con sottotitoli in italiano grazie alla traduzione di Luogocomune.net.

Zeitgeist tenta di far luce su:

1) sull'origine delle religioni, in particolar modo sul cristianesimo e di come queste siano sin dai tempi piu' remoti efficenti sistemi di controllo sociale.

2) Le stragi dell'11 settembre, la creazione del nuovo "mito" moderno del terrorismo, la paura come strumento di controllo delle masse.

3) Le attività delle banche centrali e dei grossi finanzieri che controllano i nostri soldi, il nostro futuro, un'elite che promuove guerre e crisi finanziarie, con lo scopo ultimo di creare un governo unico mondiale.

Salgono a tre le vittime dell'inferno alla ThyssenKrupp. Deceduti Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino
Altri 3 sono in fin di vita. Oggi incontro sindacati-azienda. Lunedì sciopero

Torino, incendio alle acciaierie
E' strage: morti altri tre operai

Primi accertamenti: un estintore era vuoto e il telefono di emergenza non era attivo
Bonanni: "Fermare la strage". Cgil, Cisl e Uil dichiarano tre giorni di lutto nazionale

TORINO - Ormai è strage. Nell'inferno alle acciaierie della ThyssenKrupp di Torino sono morti altri due operai: Roberto Scola, 32 anni, aveva il corpo interamente ricoperto di ustioni; è morto intorno alle sette di stamane nel reparto rianimazione dell'ospedale Cto di Torino. Aveva due figli; quando è stato ricoverato le sue prime parole ai medici le ha riservate proprio a loro: era terrorizzato di non poterli più rivedere. Nel pomeriggio, il secondo lutto della giornata: alle 17.45 è morto Angelo Laurino, 43 anni, che era ricoverato all'ospedale Giovanni Bosco con ustioni su oltre il 90% del corpo. Ma non è finita qui perché in tarda serata un altro dei feriti non è riuscito a resistere alle gravi ustioni ed è morto in ospedale. Si chiamava Bruno Santino, aveva 26 anni.

"La notizia di altri morti è spaventosa": così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato i decessi nel rogo di Torino. Per le vittime dell'acciaieria la Scala ha osservato un minuto di silenzio prima dell'inizio del tradizionale spettacolo d'apertura della stagione. "Un gesto dovuto ma sincero" ha detto il presidente. "Un segno di attenzione nei confronti di un dramma oggi ancor più acuto".

Era facile, purtroppo, prevedere che le vittime dell'incendio che la notte scorsa ha distrutto la linea 5 laminati dell'acciaieria in corso Regina Margherita, sarebbero salite di numero. La prima, Antonio Schiavone, 36 anni, di Envie nel Cuneese, era sposato e padre di tre figli di 4 e 6 anni, e di un maschietto nato appena due mesi fa. In ospedale restano tre operai in condizioni gravissime, hanno ustioni tra il 60 e il 90% del corpo: Giuseppe De Masi (26 anni) ancora al Maria Vittoria, giudicato intrasportabile, Rosario Rodino (26 anni) trasferito al Centro grandi ustionati di Genova, Rocco Marzo (54 anni). Un compagno di lavoro, ricordando quei tragici momenti, ha detto: "Sembravano torce umane".

Ieri, per tutta la giornata la fabbrica ha reagito con rabbia, anche perché la ThyssenKrupp - dove cinque anni fa aveva preso fuoco un treno di laminazione che aveva prodotto un incendio domato soltanto dopo tre giorni - per tutti era diventata la fabbrica "dei ragazzi", il 95 per cento dei 180 dipendenti rimasti ha meno di trent'anni.

Rabbia perché "gli estintori erano semivuoti ma sigillati e quando si è tentato di usare gli idranti l'acqua non c'era". Tocca alla magistratura accertare le responsabilità insistono i delegati sindacali, ma certo la condizione di dismissioni (quel reparto doveva chiudere a febbraio) è giudicata la ragione dell'allentamento dell'attenzione sulla sicurezza. Le indagini della magistratura partono proprio dal confronto con l'incendio del marzo di cinque anni fa per accertare se le dinamiche possono essere state analoghe e soprattutto se l'azienda ha rispettato le prescrizioni fatte allora. Gli accertamenti hanno intanto confermato che il primo estintore usato dagli operai era vuoto e che il telefono di emergenza non era attivo.

Oggi le organizzazioni sindacali hanno incontrato i vertici dell'azienda e nel frattempo preparano un dossier con l'elenco dei problemi finora denunciati.

Cgil, Cisl, Uil. "Basta con la strage, la situazione
è gravissima". I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti lanciano l'allarme dopo gli ultimi morti sul lavoro sottolineando - in una nota congiunta - che "non è più tollerabile questo continuo stillicidio: ognuno deve assumersi le proprie responsabilità".

A partire da lunedì, quando Torino si fermerà, i segretari generali chiamano così "il mondo del lavoro a tre giorni di lutto e invitano i lavoratori ad esprimere sui luoghi di lavoro la propria partecipazione al cordoglio con un segno visibile, una fascia nera al braccio".

Nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil promuoveranno "importanti iniziative per la sicurezza, affinchè questa strage finalmente si arresti", annuncia infine la nota.

sempre peggio...

Il leader partecipa con 250 militanti (ci sono anche Calderoli, Borghezio e Castelli)
alla manifestazione pro-sindaci padani. E attacca l'ipotesi del partito unico
Bossi arringa il popolo della Lega
"Italia schiavista, pronti ad attaccare"


BERGAMO - "Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà". Toni molto forti quelli usati oggi da Umberto Bossi, nella manifestazione leghista davanti alla Prefettura di Bergamo, a sostegno dei sindaci che hanno firmato ordinanze di vario ripo contro gli immigrati irregolari.

Alla manifestazione partecipano circa 250 persone, tra cui gli esponenti del Carroccio Roberto Calderoli, Roberto Castelli e Mario Borghezio, oltre ai 43 primi cittadini che ieri Bossi ha definito "eroi". Il sit-in si svolge davanti alla Prefettura, dopo che il prefetto di Bergamo Camillo Andreana ha scritto una lettera di richiamo al sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini. Ovvero all'autore di quella circolare che nega l'autorizzazione alle nozze per gli immigrati irregolari; provvedimento poi sottoscritto da tutti i sindaci leghisti della provincia.

Per il resto, Bossi respinge con forza l'ipotesi del partito unico del centrodestra: "I partiti non si possono comprare - attacca - mon si può entrare in un partito unico perchè la Lega ha una sua identità: chi difenderà sennò il popolo della Padania nel partito unico?". Poi l'invocazione: "Prepariamoci moralmente per la lotta, anche se si rischierà di lasciarci la vita".

ma fate furb, fulatun!

è ancora una giornata dura...

ma con piacevoli conoscenze...

luttazzi sospeso da la7

La decisione comunicata ieri in tarda serata: stop per lo show di Daniele Luttazzi
E ora l'azienda si riserva anche di procedere per vie legali contro di lui


Offese a Giuliano Ferrara

La7 sospende "Decameron"

MILANO - Una decisione destinata a far discutere: ieri in tarda serata, con un comunicato, la diretazione de La7 ha annunciato la sospensione di Decameron, lo show di Daniele Luttazzi. Motivo: alcune frasi forti su Giuliano Ferrara, volto storico e presenza quotidiana dell'emittente.

"Con Daniele Luttazzi è stato stipulato un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda - è scritto nella nota - di questa libertà era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedì, Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La7 collabora da anni come coconduttore di 8 e mezzo".

"Le espressioni usate - è scritto ancora nella nota - sono palesemente in contrasto con la satira, e si configurano come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore. La7 si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di libertà e responsabilità verso le persone così come verso il pubblico".

Ecco la frase che ha fatto infuriare i vertici de La7: "Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli p... addosso, Previti che gli c... in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti".


Uno strano accanimento...

anche se qualcuno dice che luttazzi abbia copiato...ma il comico americano è stato licenziato in tronco?

venerdì 7 dicembre 2007

l'italia tra le più inquinanti al mondo

Il premio Nobel per la pace chiede alla Conferenza di Bali di stringere i tempi
"Non possiamo attendere sino al 2012 per vedere applicato un trattato più rigido"
Clima, appello di Gore alle nazioni
"Anticipare il Kyoto bis al 2010"
Presentati i dati sulle emissioni di gas serra nei vari paesi: Italia tra le peggiori
Dati molto incoraggianti invece dai cambiamenti in atto in Cina, India e Messico

BALI - Il mondo non può aspettare il 2012 per stringere i rubinetti dei gas serra. Occorre anticipare di due anni la seconda fase del Protocollo di Kyoto, facendola partire già dal 2010. E' questo l'appello lanciato da Al Gore a Bali, dove i negoziatori di oltre 180 nazioni stanno faticosamente cercando di gettare le basi per un nuovo accordo che consenta di rendere più stringenti i limiti imposti alle emissioni che alterano il clima, imponendo dei vincoli anche ai paesi in via di sviluppo come Cina, India e Brasile che oggi aderiscono al patto ma senza subirne le imposizioni.

L'ex vicepresidente statunitense, vincitore del premio Nobel per la Pace in virtù delle sue campagne contro il riscaldamento globale, ha chiesto ai partecipanti alla Conferenza di avviare le trattative per elaborare un accordo post-Kyoto, da definire entro il 2009 per poi ratificarlo nei successivi tre anni, prima che l'attuale Protocollo scada. "Io spero - ha dichiarato Gore - che i governi anticiperanno la data del nuovo Protocollo di due anni, in modo da non attendere sino al 2012 per vedere applicato un trattato più rigido".

Per quanto auspicabile, l'ipotesi lanciata da Gore al momento appare poco credibile. Le trattative procedono infatti con grande cautela e lentezza, accompagnate dalla diffusione di dati sulle difficoltà che il pur blando Protocollo di Kyoto attualmente in vigore incontra per essere rispettato. Difficoltà che dipendono innanzitutto dalla volontà politica, come dimostra il caso italiano.

A ribadire la nostra pessima pagella è il rapporto "2008 climate change performance index" presentato oggi a Bali da Germanwatch e Can-Europe, due associazioni che con il contributo economico del governo federale tedesco hanno elaborato questo indice indipendente per misurare l'adesione dei vari paesi agli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. Stando alla ricerca, solo agli Stati Uniti (che però non hanno ratificato il trattato) e il Canada fanno peggio di noi.

Nella costituzione dell'indice complessivo concorrono tre diversi parametri: gli attuali livelli di emissione (30% del peso complessivo), i trend di emissione (50%) e le politiche climatiche adottate (20%). La struttura dell'indice tende, pertanto, a premiare soprattutto i paesi che dimostrano un'effettiva volontà di cambiamento, in linea con l'obiettivo dello studio di essere uno strumento di pressione politica e sociale per quei paesi che ritardano ad attuare efficaci iniziative in termini di protezione climatica.

Anche il giudizio complessivo dell'indice, non solo quello sulle politiche climatiche, evidenzia una situazione negativa per l'Italia che, tra i 56 stati valutati (i principali produttori mondiali di gas serra), si posiziona al 41° posto, dietro a Cina, Polonia e Bielorussia. Rispetto al Ccpi pubblicato lo scorso anno, l'Italia perde inoltre altre sei posizioni. I dati di GermanWatch si fermano al 2005. L'anno scorso, secondo il ministero dell'Ambiente, le emissioni italiane sono migliorate sia pur di poco (1,5%).

Secondo il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, la colpa è dei "ritardi accumulati negli anni scorsi" che impediscono una "svolta sulle energie pulite e rinnovabili, il solare in particolar modo", mentre sull'efficienza energetica, il cambio di rotta avviato "con la scorsa Finanziaria è ancora troppo debole e deve essere potenziato".

Il paese con la migliore prestazione, che non ottiene comunque ancora il giudizio "molto buono", è la Svezia, seguita da Germania, Islanda, Messico e India
. Ciò dimostra come le politiche climatiche dei principali paesi emergenti quali Cina, India e Messico siano radicalmente cambiate rispetto allo scorso rapporto, arrivando oggi ad essere valutate nettamente meglio di quella italiana. Una tendenza che diversi studi hanno già iniziato a registrare.

per i morti di torino

Inferno di fuoco: un morto, sei in fin di vita
Torino, delitto volontario in fabbrica


Questa poesia si intitola "Una visita in fabbrica" ed č stata scritta da Vittorio Sereni nella metà degli anni'50. Erano gli anni di Valletta alla Fiat e Sereni torna all'impegno civile


Lietamente nell'aria di settembre piů sibilo che grido
lontanissima una sirena di fabbrica.
Non dunque tutte spente erano le sirene?
Volevano i padroni un tempo tutto muto
sui quartieri di pena:
ne hanno ora vanto dalla pubblica quiete.
Col silenzio che in breve va chiudendo questa calma mattina
prorompe in te tumultuando
quel fuoco di un dovere sul gioco interrotto,
la sirena che udivi da ragazzo
tra due ore di scuola. Riecheggia nell'ora di oggi
quel rigoglio ruggente dei pionieri:
sul secolo giovane,
ingordo di futuro dentro il suono in ascesa
la guglia del loro ardimento…
ma č voce degli altri, operaia, nella fase calante
stravolta in un rancore che minaccia abbuiandosi,
di sordo malumore che s'inquieta ogni giorno
e ogni giorno č quietato - fino a quando?
O voce ora abolita, già divisa, o anima bilingue
tra vibrante avvenire e tempo dissipato
o spenta musica giŕ torreggiante e triste.
Ma questa di ora, petulante e beffarda
č una sirena artigiana, d'officina con speranze:
stenta paghe e lavoro nei dintorni.
Nell'aria amara e vuota una larva del suono
delle sirene spente, non una voce piů
ma in corti fremiti in onde sempre piů lente
un aroma di mescole un sentore di sangue e fatica.

II

La potenza di che inviti si cerchia
che lusinghe: di piste di campi di gioco
di molli prati di stillanti aiuole
e persino fiorirvi, cuore estivo, può superba la rosa.
Sfiora torrette, ora, passerelle
la visita da poco cominciata: s'imbuca in un fragore
come di sottoterra, che pure ha regola e centro
e qualcuno t'illustra. Che cos'è
un ciclo di lavorazione? Un cottimo
cos'è? Quel fragore. E le macchine, le trafile e calandre,
questi nomi per me presto di solo suono nel buio della mente,
rumore che si somma a rumore e presto spavento per me -
straniero al grande moto e da questo agganciato.
Eccoli al loro posto quelli che sciamavano lŕ fuori
qualche momento fa: che sai di loro
che ne sappiamo tu e io, ignari dell'arte loro…
Chiusi in un ordine, compassati e svelti,
relegati a un filo di benessere
senza perdere un colpo - e su tutto implacabile
e ipnotico il ballo dei pezzi dall'una all'altra sala.

III

Dove piů dice i suoi anni la fabbrica,
di vite trascorse qui la brezza
č loquace per te?
Quello che precipitò
nel pozzo d'infortunio e di oblio:
quella che tra scali e depositi in sé accolse
e in sé crebbe il germe d'amore
e tra scali e depositi lo sperse:
l'altro che prematuro dileguò
nel fuoco dell'oppressore.
Lavorarono qui, qui penarono.
(E oggi il tuo pianto sulla fossa comune.)

IV

"Non ce l'ho - dice - coi padroni. Loro almeno
sanno quello che vogliono. Non č questo,
non č piů questo il punto."
E raffrontando e
rammemorando:
"…la sacca era chiusa per sempre
e nessun moto di staffette, solo un coro
di rondini a distesa sulla scelta tra cattura
e morte…"
Ma qui, non č peggio? Accerchiati da gran tempo
e ancora per anni e poi anni ben sapendo che non
piů duramente (non occorre) si stringerŕ la morsa.
C'č vita, sembra, e animazione dentro
quest'altra sacca, uomini in grembiuli neri
che si passano plichi
uniformati al passo delle teleferiche
di trasporto giù in fabbrica.
Salta su
il piů buono e inerme, cita:
E di me splendea la miglior parte
tra spasso e proteste degli altri - ma va lŕ - scatenati.

V

La parte migliore? Non esiste. O č un senso
di sé sempre in regresso sul lavoro
o spento in esso, lieto dell'altrui pane
che solo a mente sveglia sa d'amaro.
Ecco. E si fa strada sul filo
cui si affida il tuo cuore, ti rigetta
alla cittŕ selvosa:
- Chiamo da fuori porta.
Dimmi subito che mi pensi e ami.
Ti richiamo sul tardi -.
Ma beffarda e febbrile tuttavia
ad altro esorta la sirena artigiana.
Insiste che conta piů della speranza l'ira
e piů dell'ira la chiarezza,
fila per noi proverbi di pazienza
dell'occhiuta pazienza di addentrarsi
a fondo, sempre piů a fondo
sin quando il nodo spezzerà di squallore e rigurgito
un grido troppo tempo in noi represso
dal fondo di questi asettici inferni.

Morto Karlheinz Stockhausen

BERLINO - Karlheinz Stockhausen è morto. Il compositore tedesco di musica contemporanea aveva 79 anni. Il decesso è avvenuto a Kürten, in Germania. L'artista è morto mercoledì ma la notizia è stata diffusa solo oggi dalla Fondazione Stockhausen in un comunicato.
video
intervista
(7 dicembre 2007)

giovedì 6 dicembre 2007

povero pasolini...

Viterbo: no al parco intitolato a Pasolini perchè "era ricchione"


lunedì 03 dicembre 2007

pasolinipierpaolo.jpgLa dichiarazione di un consigliere di Alleanza Nazionale messa a verbale

''Il consigliere Luciano Perugini di Alleanza Nazionale si dichiara contrario alla proposta di intitolare un parco pubblico a Pier Paolo Pasolini perche' era ricchione''. Lo riporta, letteralmente il verbale della seduta del consiglio comunale di Soriano nel Cimino, localita' nel viterbese, dello scorso 19 novembre. In apertura di seduta, il consigliere Terzo Camilli (Udeur) aveva proposto di dedicare uno spazio pubblico a Chia, minuscola frazione di Soriano nel Cimino a Pasolini.

Camilli aveva motivato la proposta con il fatto che il poeta - regista aveva scelto proprio Chia per girare uno dei suoi capolavori, ''Il Vangelo secondo Matteo''.

E che in quell' occasione si era innamorato del territorio, tanto che decise di acquistare e restaurare la Torre medievale del borgo e di passarvi gli ultimi anni di vita. Proprio a Chia, Pasolini era atteso il mattino successivo al suo omicidio e vi aveva scritto il suo ultimo romanzo ''Petrolio''.

Durante le dichiarazioni di voto, l'uscita del consigliere di An Perugini, che si e' detto contrario all'iniziativa ''perche' Pasolini era ricchione''.

Il consiglio comunale di Soriano nel Cimino ha comunque approvato la proposta di Camilli e il parco Pasolini si fara'. (Ansa)

il senso della mamma

Il leghista di Treviso che aveva auspicato la decimazione degli extracomunitari secondo i metodi insuperabili delle SS ha chiesto scusa. Ho sbagliato, ha detto, ma dovete capirmi, un immigrato aveva minacciato la mia mamma e la mamma è sempre la mamma. Nessuno ha trovato nulla da replicare a questa sacrosanta affermazione, tratta dall’articolo 1 della Vera Carta Costituzionale (il testo letterale recita: l’Italia è una Repubblica di individualisti fondata sulla mamma). Anche quel bravo figlio di leghista tiene una mamma in fondo al cuor e questo giustificherà pure un peccatuccio di nazismo.

Non essendo stati nazione per quindici secoli, gli italiani non conoscono il senso dello Stato, semmai è lo Stato a far loro senso. In alternativa hanno maturato un fortissimo senso della mamma. Votavano Dc perché era un partito materno, tagliato sulla misura dei loro vizi, che usava le casse del Tesoro per garantire il massimo dell'anarchia con il minimo del rischio. Uno Stato mamma pronto a perdonare, sempre. E a pagare, tutto. Venuto meno lo Stato mamma, istintivamente gli italiani hanno buttato via lo Stato e si sono tenuti la mamma. Di uno Stato papà, un papà con la faccia di Padoa-Schioppa poi, non sanno che farsene. L’emblema è Berlusconi, che considera lo Stato un impedimento al limpido dispiegarsi dell’egoismo, ma la mamma un totem dal quale attingere legittimazione. Prodi ha accusato Bertinotti di non avere senso dello Stato e adesso, al massimo, cadrà il governo. L’avesse accusato di non avere il senso della mamma, sarebbe scoppiata la rivoluzione.

(Massimo Gramellini)

quando iniziarono i danni...

In 400mila documenti quarant'anni di politica italiana
Berlusconi: "Bettino grazie per il decreto sulle televisioni"

Il Psi, il governo, Tangentopoli
ecco le carte dell'archivio Craxi

Una lettera breve, di una paginetta, ma scritta di suo pugno alla fine di ottobre del 1984. Una testimonianza importante, perché è il tassello mancante di una vicenda decisiva, nella storia della televisione italiana: il decreto Berlusconi. Era successo che il 16 ottobre tre pretori - a Roma, Torino e Pescara - avevano ordinato l'oscuramento di Canale 5, Retequattro, Italia Uno e altri due network perché trasmettevano in diretta su tutto il territorio nazionale, nonostante il divieto allora imposto dalla legge. Berlusconi guidò ovviamente la protesta, parlò di "sconcerto, amarezza e ribellione", ma dovette tenere spente per quattro giorni le sue tv.

Finché, la mattina del 20 ottobre, il Consiglio dei ministri - convocato d'urgenza da Craxi - varò un decreto-legge che sanava immediatamente la situazione e concedeva un anno di tempo alle tv. Tutti pensarono, molti dissero e qualcuno scrisse che il capo del governo aveva voluto dare una mano al suo amico Silvio. Nessuno però poté dimostrarlo. Ebbene, la lettera di Berlusconi è la conferma che mancava.

"Caro Bettino - scrive il Cavaliere - grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio".

mercoledì 5 dicembre 2007

cosa rossa


Decisi questa mattina dopo una riunione lunga due ore di Sd, verdi, Pdci e Rc
Il nome "La sinistra e l'arcobaleno" sarà rosso e verde su sfondo multicolore

Una cosa rossa color arcobaleno

Ecco simbolo e nome della Federazione

Ma in basso restano tutti e quattro i simboli dei quattro partiti confederati


ROMA - Litigheranno anche, e ogni volta in un modo che sembra senza ritorno. Poi però si chiudono dentro una stanza, come è successo stamani di buon ora a Montecitorio, e ne escono con un simbolo e un nome che li rappresenta tutti. Si chiamerà "La Sinistra e l'Arcobaleno" la nuova coalizione a sinistra del Pd che raccoglie quattro partiti: Sd, Rc, verdi e pdci. Il simbolo sarà un mare di colori, un arcobaleno appunto, la parola "sinistra" in rosso e la parola "arcobaleno" in verde, in basso allineati i simboli storici dei quattro partiti.

La decisione è stata presa stamani e sarà ufficializzata sabato agli stati generali della Cosa Rossa convocati per sabato e domenica alla Nuova Fiera di Roma, la due giorni fondativa del nuovo soggetto. Una federazione, e non un nuovo partito, che nominerà un unico portavoce, probabilmente anche un capogruppo ma manterrà le singole individualità.

L'annuncio è stato dato stamani dal segretario della Sinistra democratica Fabio Mussi alla fine del vertice a cui hanno partecipato i segretari di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, del Pdci, Oliviero Diliberto e dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio.
"Oggi abbiamo evitato - spiega Diliberto - le polemiche e gli argomenti che ci dividono". Agli Stati generali non saranno i segretari di partito a concludere l'assemblea, ma parleranno, dice Giordano "nel corso della plenaria, al pari di tutti gli altri interventi".

Ancora lontano, invece, l'accordo sulla presentazione di liste comuni alle prossime elezioni amministrative anche se, precisa Mussi, "l'impegno e quello di andare il più possibile uniti al voto". Il simbolo unitario non esiste, ma ci sarà un "segno grafico" comune della nuova federazione. Ma alle elezioni potrebbero ricomparire sulla scheda i tradizionali simboli dei partiti.

Convitato di pietra della riunione, manco a dirlo, l'intervista con cui ieri Fausto Bertinotti ha recitato sulle colonne di Repubblica il requiem dell'Unione e il suo fallimento. "Ho parlato a lungo con lui, è una discussione politica" dice Mussi. "La vocazione delle forze grandi è sempre governare, ma sanno stare anche all'opposizione". Per Diliberto "abbiamo una vocazione ad essere forza di governo, poi bisogna vedere se ci sono le condizioni. Ma qualunque forza politica nasce con l'ambizione di governare, poi, se perdi, vai all'opposizione". Per il Prc "la verifica - precisa Giordano - deve essere una cosa vera". E annuncia che proporrà di allargare la "consultazione di massa sul programma e sul governo"

martedì 4 dicembre 2007

la moglie bancarottara del rospo

La magistratura è al guinzaglio e le leggi su misura per i politici, e per i loro familiari, sono prassi quotidiana. La moglie di Dini è stata condannata per bancarotta fraudolenta, al marito non aveva detto niente. Non va in galera grazie all’indulto ceppalonico e intanto il marito condiziona il Governo...

follie...

Bettio (Lega): con gli immigrati
usiamo i metodi SS


«Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino». Ha usato queste parole il consigliere leghista Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all’ordinanza anti-sbandati sottoscritta da Gobbo e chiedere metodi più duri contro gli stranieri che abitano in città.
A dare il "la" all’invettiva del consigliere, a suo dire, «l’ennesimo sopruso patito da un inquilino dei palazzi dove abitano anche gli immigrati». Bettio accusa, ma non spiega quando e cosa sia avvenuto per scatenare tanta ira. «Non è possibile che gli immigrati vengano a vivere nei nostri condomini e poi comincino a comportarsi come Ras di quartiere o terroristi - dice - dovrebbero rispettare le regole e invece prima fanno finta di non capire poi, se redarguiti, passano alla minacce. Il decreto è troppo tenero».

E lancia la sua proposta: «Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi». Il piano, annunciato davanti ai volti increduli ma silenziosi dell’opposizione, suona più o meno come una prova d’esame: «Nel momento in cui ottengono la residenza - dice - la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi - continua Bettio - se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi».

Poi l’affondo: «Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari». Dal banco della giunta, Gobbo annuisce e l’opposizione lascia correre: «E’ da anni che viviano il fenomeno dell’immigrazione - dice Sbarra - e la Lega, per propaganda, continua a spacciarlo come emergenza, invece di attivare tempestivamente politiche serie».



Leggi anche il commento de "The Independent"