giovedì 10 aprile 2008

elezioni?



basso, falso e volgare, come al solito...

...è sempre lui, anche a Chieti.

mercoledì 9 aprile 2008

ancora dell'utri, ma va?

Voto di scambio all'estero. Dell'Utri nelle intercettazioni

Indagine su 50 mila schede, coinvolti uomini della 'ndrangheta

Le intercettazioni: «Si tapperanno gli occhi quando barreremo le schede bianche con il simbolo Pdl»

REGGIO CALABRIA — Stando all'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati, avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli onorari.

Nel dossier di circa 430 pagine consegnato al ministro dell'Interno Amato dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria Francesco Scuderi e dal pm Roberto Di Palma, si capisce come le schede bianche, circa 50 mila, sarebbero diventate voto utile per il partito di Berlusconi. Miccichè al telefono con Dell'Utri si dice convinto che l'operazione andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese garanzie anche sul voto in Calabria. «Nessun problema», si affretta a ribadire dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli, reggente del casato, figlio di Pino, detto «Facciazza », in carcere con il 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».

L'inchiesta della procura di Reggio Calabria nasce per caso e prende spunto da un omicidio. Quello di Salvatore Pellegrino, «l'uomo mitra», assassinato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino sarebbe stato ammazzato dai Piromalli — è l'ipotesi investigativa — perché ritenuto responsabile dei danneggiamenti alla cooperativa Valle del Marro, un tempo dei Piromalli e oggi, dopo la confisca, passata a Libera di don Ciotti. Le utenze dei Piromalli, in particolare quelle di Antonio e Gioacchino, sono messe sotto controllo. Si scopre così che i due rampolli della famiglia hanno continui scambi con Aldo Miccichè. Il faccendiere parla al telefono con tutti i politici italiani. Per gli inquirenti è un uomo che ha ancora molto potere in Italia. Si sente spesso con Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia. In più occasioni parla anche con i suoi più stretti collaboratori. E chiede un favore: bisogna fare in modo che sia tolto il 41 bis a Pino Piromalli. La richiesta viene anche fatta a Dell'Utri, in cambio dell'appoggio elettorale dei Piromalli. L'indagine Why not della procura di Catanzaro coinvolge il ministro della Giustizia. È l'estate del 2007. La richiesta si blocca.

martedì 8 aprile 2008

fumo negli occchi...


PER LA LIBERTÀ, L’AUTOGESTIONE, LA SOLIDARIETÀ.
DA SEMPRE, CHI GOVERNA
PENSA SOLO AI PROPRI
INTERESSI. CHI TI CHIEDE IL
VOTO RACCONTA SOLO
BUGIE PER SFRUTTARTI E COMANDARTI.
SE DAVVERO VOGLIAMO CAMBIARE LE NOSTRE VITE
DOBBIAMO AGIRE IN PRIMA PERSONA,
PARTECIPARE E IMPEGNARCI PER TRASFORMARE
LA SOCIETÀ, SENZA MEDIAZIONI.

lunedì 7 aprile 2008

commenti?

meno male che silvio c'è...

e con lui andiamo ben oltre la pena...

















digli di smettere...

domenica 6 aprile 2008

imbocca un cannone che è meglio...

Bossi: "Schede porcata, imbracceremo i fucili"

"Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili". Lo ha dichiarato Umberto Bossi, oggi sul Lago Maggiore. "I veneti, i piemontesi, i lombardi non permetteranno questo imbroglio, il ministro degli Interni ha fatto stampare delle schede in cui di fatto non si può votare, con due simboli collegati, in cui chi vota per uno vota per due e quindi crea confusione. Fate tutti molta attenzione e mettete una croce al centro del simbolo giusto. Noi comunque terremmo le cose sotto controllo".

sabato 5 aprile 2008

papa nero...






Il divorzio e l'aborto sono "colpe gravi". E l'eutanasia è un "esempio di cultura della morte".

ratti neri...




divulgo da snorky...

Dossier Estrema Destra Italiana


elaborato da osservatoriodemocratico.org

venerdì 4 aprile 2008

badòla

Berlusconi finge un malore: show tra le mozzarelle.












tsas propi an badòla...

"screditare" i nazisti???

Polemica sul film di Claudio Lazzaro dedicato ai giovani neofascisti
Diffida del movimento di estrema destra: le sale rinuncino a proiettarlo

Forza Nuova blocca "Nazirock"
"Montato ad arte per screditarci"

Il regista: "Speravo fosse punto di partenza per un dibattito
molte persone stimate dalla destra avevano espresso consensi"
di FEDERICO CAPITONI


La locandina del film

ROMA - "Sono triste perché pensavo che questo documentario fosse un punto di partenza per un dibattito". Più che rabbia Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, documentario sui giovani neofascisti, manifesta desolazione. Il film doveva essere proiettato ieri in anteprima al cinema Anteo di Milano e dal 4 aprile, per due settimane, al Politecnico Fandango di Roma. E invece da Forza Nuova è arrivata una diffida che invita le sale a rinunciare alla programmazione.

I motivi si leggono nella raccomandata: il film conterrebbe "immagini, affermazioni, frasi, scene, ricostruzioni, gravemente diffamatorie del movimento". Secondo l'addetto stampa della federazione romana di Fn infatti, "il montaggio è elaborato ad arte per screditarci, e il fatto che esca in piena campagna elettorale, rivela intenzioni non proprio limpide".

Nazirock è uno spaccato del mondo neofascista italiano attraverso la musica, i raduni, gli scontri, il look (l'unica persona coi capelli lunghi che appare nel filmato è Alessandra Mussolini) dei giovani che aderiscono all'estrema destra. "Tra l'altro - prosegue Lazzaro - molte persone stimate dalla destra hanno espresso il loro consenso. Massimo Fini doveva addirittura presentarlo con me a Milano".

Il colmo, per il regista, è che la diffida lamenti persino l'assenza di un'autorizzazione per le esecuzioni di brani musicali: "Pretendono la liberatoria per un cantante che incita alla violenza. Io sono solo un testimone di quello che questi giovani dicono o cantano".

Niente film in sala dunque, ma la copia in dvd resisterà. Da oggi sarà in vendita presso le librerie Feltrinelli, film più libro. "Il cinema - afferma Lazzaro - dovrebbe essere uno spazio di libertà, mi dispiace che si preferisca annegare il film nella censura basata sulle minacce".

(3 aprile 2008)

no pd

Assedio dei No Tav, salta il convegno del Pd
Molti i cori, i fischi e gli spintoni rivolti dai No-Tav agli amministratori locali
TORINO
I mille no tav che hanno cinto d’assedio il centro polifunzionale di Almese hanno costretto Sergio Chiamparino sindaco di Torino e Mercedes Bresso e il presidente della Provincia Antonio Saitta a disertare il convegno del Partito Democratico ’quale sviluppo per la Val Susà in cui i rappresentanti del Partito di Walter Veltroni intendevano ribadire la loro volontà di realizzare la Torino-Lione.

Molti i cori, i fischi e gli spintoni rivolti dai No-Tav agli amministratori locali che hanno deciso di partecipare. Molta anche la delusione per il mancato svolgimento della manifestazione annunciata con grande forza negli ultimi giorni. Era presente anche il presidente della Comunità montana della Bassa Val di Susa Antonio Serrentino a cui era indirizzato un volantino con minacce molto pesanti che è stato trovato vicino al centro polifunzionale.

giovedì 3 aprile 2008

se po' fa'....

Si può fare, ma anche...non si può fare. Pena.

kompagno berluskoni








avrà capito anche lui che i bambini sono buoni da mangiare?


quell'aborto di ferrara

Pomeriggio di tensione in piazza Maggiore durante un comizio del giornalista

Alle prime parole contro l'aborto sono partiti i fischi e i lanci di oggetti e ortaggi video

Ferrara contestato a Bologna la polizia carica, 15 contusi

Cofferati: "Inaccettabile, tutti devono poter sostenere le proprie opinioni"
Il direttore del "Foglio" costretto a lasciare il palco scortato dalle forze dell'ordine

Giuliano Ferrara
durante il comizio

BOLOGNA - Si è trasformato in un pomeriggio di guerriglia urbana, a Bologna, il comizio organizzato da Giuliano Ferrara e dalla sua lista "Aborto? No grazie" in piazza Maggiore. Circa duemila persone hanno contestato il direttore del Foglio, e quando ha preso la parola ci sono stati scontri fra la polizia e i manifestanti, soprattutto ragazze. Attimi di tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza. Alla fine sono stati una quindicina i contusi, tutti lievi.
Indignato il commento di Sergio Cofferati: "E' inaccettabile - ha detto il sindaco delal città - che una piazza venga trasformata nel luogo dell'intolleranza. Tutti devono essere in condizione di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi e le proprie opinioni e a nessuno deve essere impedito di parlare".

Ferrara è stato accolto in piazza Maggiore da una manifestazione comunque preannunciata alle forze dell'ordine, ma ben più ampia di quanto previsto. Alcuni gruppi femministi e dei centri sociali avevano chiamato a raccolta persone in difesa della legge 194, ma senza aspettarsi che all'appello rispondessero in così tanti: giovani, adulti, donne che hanno coperto di fischi e insulti Giovanni Salizzoni e Matilde Leonardi, candidati alla Camera in Emilia Romagna, che hanno aperto la manifestazione elettorale. Ma è stato quando Giuliano Ferrara ha preso la parola che la situazione è precipitata.

Prima, alcuni manifestanti hanno dribblato il cordone di polizia, hanno tentato di salire sul palco e strappato i manifesti che c'erano attaccati. E mentre Ferrara lanciava le sue parole d'ordine ("L'aborto è una cosa arcaica, squallida, miserabile, ancestrale") dalla piazza sono volati uova, pomodori, monete, bottiglie d'acqua, qualche sasso. Ferrara si è preso un uovo ("Lo prendo come una medaglia" ha gridato), poi ha raccolto dei pomodori e li ha rilanciati in piazza. A quel punto, alla crescente pressione dei manifestanti, il cordone di polizia ha risposto con una carica.

In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina. Tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza, sempre scortato dalle forze dell'ordine. I manifestanti gli sono andati addosso e ci sono state altre manganellate: sono volate bottiglie e le sedie di un bar della piazza.

Quindi, il giornalista è stato caricato in macchina. L'auto della polizia si è trovata accerchiata dai manifestanti ed è uscita dalla piazza sgommando a forte velocità. La manovra ha ulteriormente esacerbato gli animi: i manifestanti sono saliti sul palco e alcune ragazze hanno improvvisato un comizio in favore della legge 194. La tensione si è a poco a poco allentata solamente quando Ferrara ha definitivamente lasciato Piazza Maggiore.

volgarità e ignoranza di un top manager telecom

da che gente è gestita telecom italia...Napoleone vince a Waterloo e strategie imposte a suon di volgarità...

mercoledì 2 aprile 2008

solite minchiate...

"Il nucleare sarà il sistema del futuro, anche perché i combustibili fossili, da cui oggi dipendiamo, finiranno". Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando all'Ance.

"C'è una norma di diritto naturale: se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per molte imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione". Così Silvio Berlusconi, ospite di un incontro organizzato dall'Ance.

"Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv"

«Questi signori della sinistra hanno prepotentemente e arrogantemente messo le mani sulle istituzioni: il presidente della Repubblica è uno di loro, così come i presidenti di Camera e Senato»

chi le ha dette?

Sìììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì, ti pregoooooooooooooo!!!

Berlusconi: "Se mi intercettano lascio l'Italia. Io uso il mio telefonino con la più ampia libertà. Se poi usciranno fuori le intercettazioni delle mie telefonate lascerò questo Paese".

fa' che non sia una tua solita minchiata, silvio!!!
INTERCETTATELO, PLEASE...

lezioni americane...

Bimbi tentano sequestro della maestra
Volevano vendicare l'amico sgridato.Avevano pianificato ogni dettaglio


WASHINGTON
Un gruppo di bambini americani di una scuola elementare di Waycross, in Georgia, volevano rapire la loro maestra. Avevano già tutto pronto: manette, un coltello, nastro adesivo, indumenti appositi e altro materiale, necessario, secondo loro, per portare a termine il sequestro e poi cancellare ogni traccia.

La polizia ha scoperto il "complotto" quasi per caso e, commentando l’episodio, il capo della polizia di Waycross, Tony Tanner, ha affermato che non era affatto da escludere che la maestra potesse anche essere uccisa: «Non ho sentito nessuno tra i bambini dire che la maestra doveva essere uccisa, ma - mi chiedo - e se fosse successo in modo accidentale? Perchè di una cosa sono certo: il piano era stato progettato in ogni dettaglio, se non fossimo intervenuti lo avrebbero eseguito».

Il gruppo di bambini della scuola elementare di Waycross erano arrabbiati con l’insegnante perchè aveva sgridato uno di loro per essersi messo in piedi su una sedia. Così in nove, maschi e femmine, hanno progettato di vendicare il compagno: «La sequestriamo e gliela facciamo pagare». E si sono messi a pianificare il rapimento in ogni dettaglio: con un coltello la avrebbero fermata in classe dopo che tutti se ne erano andati, avrebbero oscurato finestre e chiuso porte, l’avrebbero legata a una sedia con del filo elettrico.

La polizia è stata messa in allarme dopo che uno dei bimbi, forse inavvertitamente, ha detto al bidello che qualcuno aveva portato un’arma in classe. Era vero: si trattava di un coltello. Insieme al quale la polizia, dopo una breve perquisizione, ha trovato un paio di manette, un rotolo di nastro adesivo, materiale per pulire eventuali tracce dopo il rapimento, stoffa per coprire le finestre in modo che nessuno potesse vedere da fuori cosa stava succedendo.

martedì 1 aprile 2008

e poi? cosa ancora?

Misure drastiche del governo: il sistema sarà applicato da tutte le scuole
Nei licei messaggi in tempo reale alle famiglie per avere spiegazioni

"Caro genitore, suo figlio non c'è" In Francia l'appello via sms

di ANAIS GINORI

"Gentile genitore, la informiamo che suo figlio non è arrivato in classe". E' il nuovo tormento dei genitori francesi: di prima mattina, un sms o la email del preside della scuola che chiede delucidazioni sull'assenza del figlio. E' appena partito ma è già polemica sul nuovo progetto di appello elettronico nei licei. Il piano del ministero dell'educazione - chiamato con enfasi "vincere l'assenteismo" - è stato prima sperimentato nei licei di Parigi e adesso si sta estendendo in tutto il paese.
Nel mirino, quel 5% degli alunni, oltre 275mila ragazzi, che saltano le lezioni. Per loro, il governo ha varato misure drastiche. Il nuovo sistema non prevede solo l'appello elettronico, ma anche un sistema centralizzato che smista le informazioni in tempo reale e allerta i genitori pochi minuti dopo l'inizio delle lezioni. Previsti anche controlli rafforzati, ispettori del ministero nei licei dove ci sono troppe assenze, ed eventuali denunce alle procure della repubblica per i più recidivi.

Con il nuovo sistema, si chiude l'era del vecchio appello nome per nome e poi trascritti sul registro. D'ora in poi, gli alunni digiteranno il proprio nome su un computer all'interno della classe. L'elenco, vagliato dal professore, sarà trasmesso in tempo reale al preside e al sistema centrale del ministero. Pochi minuti dopo l'ingresso a scuola tutti gli assenti saranno schedati e segnalati alle famiglie. "E' possibile così avvertire i genitori entro le nove del mattino e prendere subito provvedimenti" ha raccontato un funzionario del ministero, al giornale Le Figaro.

Secondo il quotidiano francese, queste nuove regole promettono di cambiare drasticamente i rapporti tra scuole e famiglie. Mentre per ottenere una giustificazione di assenza finora ci potevano volere giorni, ora basteranno poche ore. I genitori che riceveranno il messaggio sul cellulare o sulla posta elettronica dovranno infatti rispondere rapidamente. E se le assenze ingiustificate saranno più di tre scatterà l'intervento di un ispettore del ministero che potrà prendere provvedimenti sull'alunno ed eventualmente sui genitori (come il ritiro degli assegni famigliari o, nei casi più gravi, la denuncia alla magistratura).

La misura, allo studio anche in altri paesi europei, è stata accolta con perplessità dai professori. "Non si può adottare un unico sistema per valutare le assenze" ribatte Norbert Gosset, del sindacato insegnanti. "Ci sono ritardi o assenze dovuti al traffico o ai trasporti pubblici, indipendenti dagli alunni. Si rischia - conclude Gosset - di creare allarmismo nelle famiglie". I professori, poi, contestano che il nuovo piano sia centralizzato su Parigi, creando in pratica una classifica dei licei dove ci sono più o meno assenteisti. Ma il ministero non dimostra di voler arretrare davanti alle polemiche: già l'80% delle scuole sono state dotate dell'appello elettronico. Entro la fine dell'anno scolastico, la copertura sarà completata. E allora "bigiare" o "marinare" la scuola sarà davvero un'impresa impossibile.