giovedì 21 agosto 2008

occhio...

mercoledì 20 agosto 2008

tutto il mondo è paesaccio

Sta facendo molto discutere in Francia la vicenda musicale ed artistica di Le Brigadier: un cantante Rap che dice di essere uno di quei flic delle Banlieue (si, quelle degli scontri del 2005) e che canta, tra le altre cose, degli abusi dei suoi colleghi. Ne esce fuori un panorama abbastanza desolante, ma decisamente prevedibile e scontato: una jungla di abusi e violenze che costella i corpi di polizia francesi.

Non si sa chi sia e gli piace un po' il look da Zorro. Dice che presto uscirà dalla polizia e che lo farà all'uscita del suo primo album, nel 2009. Per ora si puo' scaricare il singolo: B.A.C Dans les Bacs.

Ovviamente non si sà se il soggetto in questione sia o meno un poliziotto, ma da quanto ha fatto infuriare i vertici della polizia francese, pare proprio che le cose che va dicendo nei suoi testi, abbiano un riflesso di verità.

Certo, in un paese come l'Italia, nel pieno del delirio sicuritario e della riabilitazione di polizie e corpi militari, un fenomeno come "Il Brigadiere" ha un che di esotico e rimane nelle pagine di Costume sui giornali. Da noi, al massimo, Il Brigadiere è il titolodi una sit-com.



(grazie a ombra)

martedì 19 agosto 2008

georgia...

Georgia, la libertà made in Usa
T. Di Francesco
M. Dinucci
«La Georgia è oggi un faro di libertà per questa regione e il mondo», diceva il presidente George Bush in visita a Tbilisi nel maggio 2005. A cosa si deve un tale riconoscimento della Casa bianca? Al fatto che questo piccolo paese di 4 milioni di abitanti è divenuto un avamposto della penetrazione Usa nell'Asia centrale ex sovietica: area di enorme importanza sia per le riserve di petrolio e gas naturale del Caspio, sia per la posizione geostrategica tra Russia, Cina e India.
E' il petrolio del Caspio che alimenta il «faro di libertà» della Georgia. Da qui passa l'oleodotto che collega il porto azero di Baku, sul Caspio, al porto turco di Ceyhan sul Mediterraneo: un «corridoio energetico» promosso nel 1999 dall'amministrazione Clinton e aperto nel 2005, lungo un tracciato di 1.800 km che aggira la Russia a sud. Per proteggere l'oleodotto, realizzato da un consorzio internazionale guidato dalla britannica Bp, il Pentagono addestra forze georgiane di «risposta rapida». Dal 1997 infatti il «faro di libertà» della Georgia è alimentato da Washington anche con un flusso crescente di aiuti militari. Con il «Georgia Train and Equip Program», iniziato nel 2002, il Pentagono ha trasformato le forze armate georgiane in un esercito al proprio comando. Per meglio addestrarlo, un contingente di 2mila uomini delle forze speciali georgiane è stato inviato a combattere in Iraq e un altro in Afghanistan. Secondo fonti del Pentagono citate dal New York Times (9 agosto), vi sono in Georgia oltre 2.000 cittadini Usa, tra cui circa 130 istruttori militari. Il mese scorso è iniziata in Georgia la «Immediate Response» 2008, esercitazione militare cui partecipano truppe di Stati uniti, Georgia, Ucraina, Azerbaijan e Armenia. Per l'esercitazione, diretta dal Pentagono, sono arrivati in Georgia circa 1.000 soldati Usa appartenenti alle truppe aviotrasportate Setaf, ai marines e alla guardia nazionale dello stato Usa della Georgia. Sono stati dislocati nella base di Vaziani, a meno di 100 km dal confine con la Russia. Immaginiamo cosa accadrebbe se la Russia dislocasse proprie truppe in Messico a ridosso del territorio statunitense.
Allo stesso tempo il «faro di libertà» della Georgia è stato alimentato con la «rivoluzione delle rose» che, pianificata e coordinata da Washington, ha portato nel 2003 alla caduta del presidente Eduard Shevardnadze. Secondo il Wall Street Journal (24 novembre 2003), l'operazione fu condotta da fondazioni statunitensi formalmente non-governative, in realtà finanziate e dirette dal governo Usa, che «allevarono una classe di giovani intellettuali, capaci di parlare inglese, affamati di riforme filo-occidentali». Sul piano militare, economico e politico, la Georgia è controllata dal governo statunitense. Ciò significa che l'attacco contro l'Ossezia del sud è stato programmato non a Tbilisi ma a Washington. Gli scopi? Mettere in difficoltà la Russia, vista a Washington con crescente ostilità anche per il suo riavvicinamento alla Cina. Rafforzare la presenza Usa nell'Asia centrale. Creare in Europa un altro focolaio di tensione che giustifichi l'ulteriore espansione della presenza militare statunitense, di cui lo Scudo antimissile è un elemento chiave, e l'allargamento della Nato verso est (tra poco dovrebbe entrare nell'Alleanza, sotto comando Usa, proprio la Georgia). Ciò Washington teme, e cerca di evitare, è un'Europa che, unendosi e acquistando ulteriore forza economica, possa un giorno rendersi indipendente dalla politica statunitense. Da qui la politica del divide et impera, che sta riportando l'Europa in un clima da guerra fredda. Da qui anche i i due pesi e due misure: mentre rivendica, riconosce e difende l'indipendenza del Kosovo dalla Serbia in spregio al rispetto dei confini internazionali - pensate se Belgrado avesse attaccato in armi Pristina a febbraio subito dopo la sua proclamazione unilaterale d'indipendenza -, Washington nega quella dell'Ossezia del sud, ribadendo «il sostegno della comunità internazionale alla sovranità e integrità territoriale della Georgia».

Altri articoli da leggere assolutamente.
L'intervento di Giulietto Chiesa.
L' analisi di Carlo Benedetti.
Le acute e condivisibili osservazioni di Info-Aut.
Sito da seguire: Altrenotizie.
Le monde diplomatique

la censura del business(continua)

Chi va sul motore per file audio-video (anche illegali) chiuso dalla magistratura ora viene individuato. Anche se è un curioso

Pirate Bay, "i discografici schedano chi va sul sito oscurato dall'Italia"

Esposto al Garante per la protezione dei dati personali. La Fimi ribadisce: " E' fuori dal mondo questa difesa dei ladri"
di ALESSANDRO LONGO

LA PRIVACY di milioni di italiani, utenti di Pirate Bay o semplici curiosi, potrebbe essere minacciata: è l'allarme che si leva in queste ore da tanti blog e che è già arrivato al Garante per la protezione dei dati personali. Si ingigantisce così il caso del sequestro preventivo adottato in Italia contro Pirate Bay, un motore di ricerca per ritracciare musica, giochi e film, anche illegali. Tutto è nato da una scoperta fatta in contemporanea da Peter Sunde (uno dei gestori di Pirate Bay, il quale è ora indagato dalla Guardia di Finanza di Bergamo) e dal blogger Matteo Flora: i tentativi di connettersi a Pirate Bay sono inoltrati, da alcuni operatori, verso un indirizzo ip particolare, 217.144.82.26/pb, che fa capo a www.pro-music.org. È un sito gestito da Ifpi, associazione dell'industria discografica nel mondo.

È cosa inusuale: al solito, in casi come questo, gli utenti sono re-indirizzati a una pagina della Guardia di Finanza ospitata sui server del loro operatori. È scattato così il sospetto, sul web: di fatto ora i discografici possono sapere chi ha tentato di accedere a Pirate Bay. E quindi, in teoria, possono raccogliere gli indirizzi ip degli utenti, schedarli, e tenerne conto per future possibili azioni legali. Non sarebbe nemmeno la prima volta: una grande incetta di indirizzi ip fu fatta mesi fa, a danno di centinaia di migliaia di italiani, da alcune aziende discografiche, poi bloccate dal nostro Garante della Privacy. Secondo il quale equivaleva a "spiare gli utenti", ne ledeva il diritto alla privacy, ed era vietato. Solo le autorità potevano fare una cosa del genere e solo su ordine della magistratura. Dinanzi a questo ultimo sviluppo, l'Authority per la tutela dei dati personali fa sapere "che la segnalazione è appena arrivata e il Garante assumerà tempestivamente tutte le informazioni necessarie per verificare quanto accaduto".

Il caso Pirate Bay sembra simile a quello della Peppermint - e se così fosse significherebbe che i discografici non hanno perso la voglia di "spiare" gli utenti. Nel provvedimento (ora pubblico) del giudice di Bergamo, che chiede il sequestro di Pirate Bay, non c'è traccia infatti dell'ordine di indirizzare il traffico verso un sito dell'industria discografica. "Non mi stupirebbe se l'iniziativa fosse partita della Guardia di Finanza, che potrebbe aver chiesto ai provider di fare così. Forse ispirata dai discografici. Telecom Italia e 3 Italia hanno ubbidito, altri provider si sono rifiutati", dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti di diritto d'autore in Internet e fondatore dell'associazione Alcei, che ha segnalato la cosa al Garante della Privacy.

Nella segnalazione, Monti domanda al Garante se "sia conforme alla normativa sul trattamento dei dati personali: A) sequestrare una risorsa di rete imponendo a soggetti terzi - gli internet provider - di impedirvi l'accesso, considerato che nel codice di procedura penale non sembra rinvenirsi traccia di una norma che consenta di attuare il sequestro preventivo nei modi stabiliti dall'ordinanza del Gip di cui sopra, traducendosi tale modalità in una illegittima estensione del provvedimento a soggetti estranei al procedimento. B) Consentire che il filtraggio degli accessi a un dominio - quale che sia - possa essere eseguito dirottando gli accessi in questione verso una risorsa di rete al di fuori della giurisdizione italiana, gestita da soggetti privati con uno specifico interesse economico nel procedimento penale, consentendo a questo soggetto di "andare a pesca" di dati di traffico che potranno poi essere utilizzati nei modi più disparati".

I discografici, dal canto loro, non arretrano d'un passo: "Ci sembra fuori dal mondo questa difesa dei ladri", dice Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana). "Il sequestro di siti è normale in tutto il mondo. Proprio nei giorni scorsi in Francia c'è stata una decisione identica, di un giudice, contro un sito razzista".

Intanto si organizza la contro offensiva: si diffondono guide per aggirare il blocco di Pirate Bay (e con alcuni provider basta semplicemente digitare nel browser un indirizzo ip alternativo, 83.140.33.40). I gestori di Pirate Bay, inoltre, stanno preparando il ricorso contro la decisione del giudice.

persino a pechino sono incazzati...

lunedì 18 agosto 2008

sport alle olimpiadi?






forget it, just dope...

domenica 17 agosto 2008

un paese sempre più triste

In questa estate 2008, nel nostro Paese, un ginepraio di norme, locali o nazionali. E il giornale britannico avverte i turisti stranieri: "Rischiate la multa..."

L'Independent contro l'Italia: "Vietate tutte le cose divertenti"

No ai massaggi in spiaggia e gli acquisti dai vu cumprà.A Capri niente zoccoli, a Viareggio niente piedi sulle panchine...

LONDRA - Sono tante le cose che non si possono fare nel nostro Paese, in questa estate 2008. Prendiamo ad esempio le spiagge: su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese sul lettino, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. E se poi passiamo in ambito locale, le proibizioni crescono, grazie a una serie di provvedimenti emanati da sindaci più o meno sceriffi. Una situazione diffusa che adesso finisce nel mirino dei giornali inglesi. O più precisamente in quello dell'autorevole Independent, che al fenomeno tricolore del "nonsipuotismo" stabilito per legge (o per ordinanza) dedica un ampio articolo. Con un titolo che è già un commento: "Turisti attenti: se una cosa è divertente, l'Italia ha una legge che lo vieta".

Oggetto del reportage, come è spiegato dalle pagine del giornale, è la "tempesta di nuove regole e regolamenti, che rischiano di trasformare il Belpaese nel più grande stato-babysitter". Con i cittadini visti come bambini da controllare accudire e limitare, quasi in ogni ambito del vivere pubblico.

In realtà, però, l'articolo dell'Independent - oltre a una denuncia dell'eccesso di regole e regolette in vigore in casa nostra - vuole anche avvertire i visitatori provenienti dall'estero. I quali, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni: "Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano - scrive il giornale - a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra. A Roma è okay, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento 'indecoroso' può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all'aria a aperta è seguito da un sonnellino".

Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest'estate, e ricorda: "Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il 'ministero della semplificazione' (quello del leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell'interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell'Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze".

E gli esempi, al di là di quelli forniti dal quotidiano britannico, potrebbero continuare. Ecco qualche altro esempio. A Forte dei Marmi non si può fare giardinaggio nel weekend, mentre a Novara, dopo le 11 di sera, è proibito stazionare nei parchi in più di due persone. A Capri e a Positano, è proibito portare gli zoccoli ai piedi. Il divieto di andare in giro a torso nudo se sei uomo, in bikini se sei donna arriva invece da Viareggio, dove è vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine o andare in skateboard sulla passeggiata del lungomare.

Vedi anche l'Herald Tribune

sabato 16 agosto 2008

texas alla frutta...marcia

In vigore alla ripresa delle lezioni nel distretto di Harrold. Genitori e studenti si sono dichiarati favorevoli al provvedimento

Texas, insegnanti armati a scuola: "Proteggeranno docenti e allievi"

Previsti anche corsi di "gestione della crisi" per gli insegnanti



Harrold - "Guns for teachers": non è il titolo di un film di Quentin Tarantino ma l'ultima misura volta a garantire la sicurezza nelle scuole americane. Il provveditorato agli studi di Harrold, in Texas, ha autorizzato i docenti a portare in classe armi da fuoco, per quanto nascoste. Alla ripresa delle lezioni, entro un mese, gli studenti del distretto avranno quindi insegnanti armati. Lo scopo, si legge nella direttiva, è quello di "proteggere il corpo docente e gli allievi" in caso di sparatoria o attacco armato. Non è ancora chiaro quanti e quali dei circa 50 insegnanti locali verranno armati; un'informazione che le autorità tengono segreta per evitare ritorsioni o attacchi esterni.

Il provvedimento ha già incassato il placet di genitori e studenti. Il programma "Guns for teachers" prevede anche, come precisa il sovrintendente David Thweatt, uno speciale corso di formazione per i docenti, che apprenderanno principi ed elementi di "gestione delle crisi".

Secondo Thweatt il campus di Harrold, con i suoi 110 studenti, sarebbe esposto al rischio di un assalto armato a causa della presenza nelle vicinanze di importanti arterie stradali. Inoltre si trova a 30 minuti di macchina dagli uffici dello sceriffo e, secondo l'opinione comune, questa distanza lascia studenti e insegnanti in balia degli eventi, privi di protezione. Un allarme condiviso da gran parte della stampa locale: "Da quando il governo federale ha dichiarato le scuole zone "gun-free", i casi di conflitti a fuoco si sono moltiplicati", scrive il quotidiano Fort Worth Star-Telegram.

Dalla strage di Columbine, avvenuta il 20 aprile 1999, gli Stati Uniti hanno conosciuto negli ultimi anni un preoccupante incremento di sparatorie nelle scuole superiori e nei campus universitari. Il più recente massacro di questo tipo risale al 16 aprile 2007, quando uno studente di origine asiatica uccise 33 coetanei nelle aule del politecnico "Virginia Tech". Lo Stato del Texas ha dichiarato fuorilegge le armi a scuola, prevedendo, tuttavia, la possibilità per i singoli istituti di autorizzarle.


Sulla strage di Columbine avevano prodotto pure un videogame

Siamo una nazione di folli per le armi o semplicemente di folli?” è la tagline con la quale nel 2002 Michael Moore presentava il film-documentario Bowling for Columbine, che gli è valso l’Oscar ed una fama mondiale.

venerdì 15 agosto 2008

c'erano una volta e ci sono ancora, per fortuna

Grazie a Rosetta e Luigi Poncet perché regalano ancora le loro vite per la sopravvivenza della borgata di Champlas Janvier. In particolare, grazie a Luigi per i suoi infiniti e preziosi racconti di un mondo che non deve morire, e a Rosetta per la sua immensa forza e saggezza femminile nonché per...le sue deliziose uova ripiene, i suoi arrosti con patate e le sue creme all'uovo.

giovedì 14 agosto 2008

meglio di gesù, cristo!

Newsweek esalta "i miracoli di Berlusconi"

(da "Il Giornale.it")

Roma - «Nei suoi primi 100 giorni in carica, Silvio Berlusconi potrebbe aver fatto l’impossibile: mettere ordine in questa nazione apparentemente ingovernabile raggiungendo un livello mai toccato prima nella storia italiana moderna». Con queste parole Newsweek, settimanale statunitense di area liberal, ha commentato i primi provvedimenti del nuovo governo pubblicando un articolo intitolato «Miracolo in 100 giorni. Come Berlusconi ha messo ordine nella caotica Italia, e cosa accadrà adesso».

Concetti antitetici a quelli che il giornale del gruppo Washington Post aveva utilizzato quando il Cavaliere si candidò per la terza volta alla guida del Paese nel 2001. A quei tempi Newsweek si interrogava sui motivi per i quali gli italiani avrebbero dovuto concedere fiducia a «un uomo del genere». All’inizio del 2002, invece, Berlusconi fu rappresentato come un «bad, bad boy», un ragazzaccio troppo impertinente per i vecchi ciambellani dell’Ue che lo hanno sempre visto come una minaccia.

Il tempo, però, ha portato consiglio. Il successo berlusconiano, osserva ancora Newsweek, è dovuto al fatto che il presidente del Consiglio «sta mantenendo gli impegni, con un’abilità “pugno-di-ferro-in-un-guanto-di-velluto”». Berlusconi, ricorda il periodico, ha tenuto fede all’impegno elettorale di riunire il Consiglio dei ministri nel capoluogo partenopeo e ha nominato uno «zar della monnezza» (il sottosegretario Bertolaso; ndr) per risolvere il problema. Il provvedimento approvato a luglio, che ha dato l’ok a nuove discariche e inceneritori coinvolgendo l’esercito nelle operazioni, ha consentito di annunciare l’eliminazione di 50 milioni di tonnellate di rifiuti dalle strade.

Un’analoga prova di risolutezza è stata fornita anche sul dossier sicurezza. Il premier «ha contrastato la percezione che la criminalità sia in aumento (nonostante i dati dicano altrimenti) e che gli stranieri ne siano i responsabili». Anche in questo caso le contromisure sono state tempestive: «stato d’emergenza per combattere l’immigrazione clandestina» e raccolta delle impronte digitali dei rom. Insomma, «mano pesante contro l’immigrazione e la piccola criminalità».
Newsweek ha pure ricordato come tra i primi atti del governo ci sia stato anche il «lodo Alfano» che garantisce la sospensione dei procedimenti alle alte cariche dello Stato. Le polemiche sono passate in secondo piano perché «gli italiani si sentono troppo poveri per prestarvi attenzione» perché «quello che vogliono realmente è la stabilità economica» e Berlusconi su questo punto «deve ancora indicare la strada». Anche se la «determinazione» fin qui mostrata «potrebbe permettergli di affrontare i problemi più gravi del Paese».
Ovvia la soddisfazione dell’intero centrodestra. «È sotto gli occhi di tutti lo straordinario lavoro fatto finora dal presidente del Consiglio e da tutto l’esecutivo», ha osservato il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. «In sella c’è un governo che non fa polemiche ma dà risposte concrete, e in parallelo sta per nascere un grande partito, il Pdl, che può puntare al 50%+1 dei consensi», ha rilevato il portavoce di Fi, Daniele Capezzone.

«Un simile editoriale è impossibile leggerlo su una qualsiasi pubblicazione italiana», ha dichiarato il vicepresidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, rimarcando come in Italia «troppi interessi soffocano quotidiani e settimanali». Il vicepresidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, ha evidenziato che Newsweek certifica la «dissoluzione dell’antiberlusconismo».

Solo la stoccata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti sul «silenzio imbarazzato dell’opposizione» dinanzi a una serie di giudizi positivi, ha risvegliato il Pd dal suo torpore. Alle 20.00 di ieri il responsabile comunicazione dei democratici, Paolo Gentiloni, è riuscito a dettare alle agenzie un invito al governo «a occuparsi dei problemi seri degli italiani». Bei tempi quelli in cui si poteva sparare a palle incatenate sulle note di «Silvio is unfit»...

l'articolo del Nesweek...

mercoledì 13 agosto 2008

mi sento poco bene...

Il settimanale dei Paolini risponde agli attacchi degli esponenti della maggioranza dopo l'editoriale sulla "finta emergenza sicurezza": "Non siamo cattocomunisti"

Famiglia Cristiana rilancia: "Speriamo non rinasca il fascismo"

Il centrodestra insorge: "Di fascista in Italia ci sono solo i loro toni". Replica del direttore: "Le critiche al governo normali in un paese libero


ROMA
- Il settimanale Famiglia Cristiana torna all'attacco sulla politica del governo in materia di sicurezza, augurandosi che "non sia vero il sospetto" che in Italia stia rinascendo il fascismo "sotto altre forme". La rivista dei Paolini, che lunedì scorso aveva attaccato l'esecutivo per la "finta emergenza sicurezza", replica anche alle dure critiche che gli sono arrivate dopo quell'articolo dagli esponenti della maggioranza: "Non siamo cattocomunisti". Ma il centrodestra insorge: "I toni fascisti sono quelli del settimanale". E il direttore della rivista rilancia: "In un paese normale le critiche sono libere".

La difesa. "Siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente irrinunciabili", scrive Beppe Del Colle, che ricorda: "Divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia, abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd". Poi passa in rassegna la storia del settimanale:, e avverte: "Non siamo mai cambiati nel modo di affrontare le realtà del mondo con spirito di cristiani".

Le critiche a Maroni
. La rivista cattolica torna anche a parlare della norma sulle impronte ai rom, che definisce "una trovata sciocca e inutile". "Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom - si legge - perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità".

Le discriminazioni ai rom. Proprio la questione delle impronte porta Del Colle a ricordare le persecuzioni a danno delle minoranze: "Quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo. Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato". Poi cita la rivista francese Esprit, che ha scritto che "gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari", e dice: "Speriamo che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo".

La risposta a Giovanardi. Famiglia Cristiana risponde poi direttamente alle critiche del sottosegretario Giovanardi, che li aveva definiti "cattocomunisti": "Secondo Giovanardi - scrive - non rappresentiamo la 'vera dottrina della chiesa'. Nessuna autorità religiosa ci ha rimproverato nulla del genere, e lui non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale".

Le reazioni del centrodestra. Ancora Giovanardi: "Di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle". Il capogruppo leghista alla Camera, Non sono gli editoriali a cambiare la realtà. Il mondo cattolico condivide le misure sulla sicurezza adottate dal governo e approvate dal Parlamento" . Ignazio La Russa: "Famiglia Cristiana riporti in avanti l'orologio, non esiste nessuna limitazione a dire sciocchezze".

La replica del direttore. "Sono sorpreso di queste reazioni perchè ogni cittadino dovrebbe poter valutare l'operato del governo": così il direttore di Famiglia Cristiana Antonio Sciortino. "In un paese normale - aggiunge - questo fa parte di un libero dibattito, di un libero confronto".

vita

censura nella rete, occhio...

La baia dei Pirati è chiusa per i navigatori italiani
BERGAMO
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo ha inibito l’accesso dall’Italia anche al sito svedese "The Pirate Bay", il più celebre e vasto supermercato mondiale del falso multimediale in rete. Quattro persone di nazionalità svedese, individuate quali gestori del sito estero, sono state iscritte sul registro degli indagati per violazione alla normativa italiana sul diritto d’autore.
In sostanza, il sito inibito ha lo stesso funzionamento di "Colombo-Bt", famoso portale italiano della pirateria sequestrato pochi giorni fa, rendendo estremamente semplice scaricare musica e film dal web. Attraverso un motore di ricerca interno, denominato tracker, è infatti possibile localizzare le opere di interesse. I file di queste vengono posti a disposizione da varie persone attraverso la loro condivisione sulla rete.
Questa operazione può avvenire in un’unica soluzione ovvero "a pezzi", provenienti anche da fonti diverse contemporaneamente. In quest’ultimo caso il download è notevolmente più veloce ed un apposito software ricompone le parti nel prodotto intero, che può essere a sua volta messo a disposizione di altri utenti collegati.
Dal 2004 ad oggi la popolarità del sito è andata progressivamente aumentando. I dati statistici disponibili on line evidenziano che "The Pirate Bay" è attualmente uno dei 100 siti web più visti al mondo, con circa 20 milioni di visitatori al mese. La celebrità della "Baia dei Pirati" è testimoniata inoltre dal fatto che i suoi contenuti sono tradotti in 13 lingue, tra cui l’italiano, e proprio dall’Italia proveniva oltre il 2 per cento dei contatti, ovvero circa 450mila visite al mese.
La Federazione dell’industria musicale italiana (Fimi), aderente a Confindustria, ha accolto con favore la decisione del Gip di Bergamo.
«La magistratura ha mandato un segnale importante ai gestori del sito svedese - sostiene Enzo Mazza, presidente di Fimi - che offriva migliaia di brani musicali di artisti, autori e produttori italiani con grave danno alla cultura del nostro Paese».
(da "La Stampa)

fate un giro qui che è meglio...e poi qua...e ...

mai dire mai

Studiosi svizzeri riaprono la sperimentazione sull'uso terapeutico per i malati terminali
Agisce positivamente sul mediatore cerebrale dell'umore. E non dà dipendenza

La riabilitazione scientifica dell'Lsd: "Può curare cefalee e depressioni"

L'iniziativa a pochi mesi dalla morte di Albert Hofmann, lo scopritore dell'acido
"Sull'effetto allucinogeno molta leggenda: il 'trip' colpiva persone già malate di mente"


di CRISTINA NADOTTI

La rivalutazione scientifica dell'Lsd è cominciata. L'acido lisergico, il più famoso tra tutti gli allucinogeni, ritorna nei laboratori di ricerca dopo oltre trent'anni e dopo la morte, lo scorso maggio, del suo scopritore, il chimico svizzero Albert Hofmann. E sarà proprio un centro svizzero a portare avanti la prima sperimentazione scientifica sulla psicoterapia psichedelica da quando, negli anni '70, l'Lsd e sostanze quali la psilocibina (quella estratta dai funghi allucinogeni) furono relegate al solo ruolo di droghe della controcultura e le ricerche sulle loro potenzialità terapeutiche osteggiate e abbandonate. I ricercatori svizzeri stanno conducendo test con Lsd e psilocibina per trattare depressione, cefalea a grappolo, disturbi ossessivi compulsivi e disturbi post-traumatici da stress. Sperimenteranno inoltre l'uso della psicoterapia psichedelica per il trattamento dei malatti terminali.

L'avanguardia svizzera. Che sia proprio la Svizzera a riprendere uno studio sull'Lsd non dipende solo dal fatto che Hoffmann, morto lo scorso maggio a Basilea a 102 anni, ha fatto scuola nel suo Paese. La Svizzera, oltre ad essere rinomata per la ricerca chimica, ha una tradizione di sperimentazione libera da pregiudizi. In Svizzera si portano avanti con buoni risultati piani di accompagnamento dei malati terminali alla morte si usano da tempo le "sale del buco", luoghi per il consumo igienico di sostanze stupefacenti sotto la supervisione di uno staff appositamente formato: si offrono accesso a siringhe sterili e altro materiale sanitario, assicurando il rapido intervento del personale nei casi di emergenza.

Il riferimento alle tossicodipendenze, tuttavia, non deve far pensare a un uso ricreativo delle sostanze allucinogene: il punto di partenza dei ricercatori è che la crociata contro queste droghe, portata avanti negli anni '70, impedì di fare chiarezza sul modo in cui, per dirla con il presidente dell'americana Associazione per gli studi psichedelici, queste sostanze possano essere di grande aiuto "non per il mistico che vuole sedere sulla cima della montagna a meditare, ma per tutti".

I primi esperimenti. La ricerca svizzera è cominciata a giugno e i primi risultati, non ancora ufficiali, secondo i sostenitori della psicoterapia psichedelica, sono molto promettenti. La psilocibina si è già dimostrata efficace nel trattamento dei sintomi dei malati terminali di cancro e i ricercatori hanno usato con successo l'ecstasy per il trattamento dei disturbi post traumatici da stress. Ora però quello che si vuole fare è capire meglio in che modo Lsd e affini agiscono sul cervello. All'inizio della sperimentazione, negli anni '70, si era all'esordio nelle ricerche delle neuroscienze, una branca per la quale le sostanze allucinogene furono fondamentali. Si sa che Lsd, psilocibina e mescalina agiscono sul cervello perché le droghe si attaccano ai recettori chimici delle cellule nervose che fissano la serotonina. Questo neurotrasmettitore è responsabile di un gran numero di attività del cervello, ma il modo in cui la sinergia tra allucinogeni e serotonina avviene e perché porti a stati alterati di coscienza, percezione e umore non è ancora chiaro. Nell'esperimento svizzero saranno verificati e osservati tutti i comportamenti, gli stati di alterazione appunto, che accompagnano il "trip" da allucinogeno.

Una droga rivoluzionaria. La morte di Hoffmann ha riacceso la discussione sulla valenza storica della scoperta dell'Lsd. Molti tra gli articoli che hanno ripercorso la vita del suo scopritore si sono soffermati sulla connessione tra Lsd e la cultura psichedelica, il suo carattere sovversivo e i suoi potenziali di leva per scardinare la visione conformista del mondo. Sono state di nuovo sottolineate anche le tante leggende sugli effetti dannosi degli allucinogeni, ritenuti responsabili di comportamenti distruttivi e della morte di centinaia di ragazzi. Alla ripresa della sperimentazione scientifica, i ricercatori contraddicono tutta la letteratura contraria a queste sostanze. Gran parte delle storie su gente che si è lanciata dalla finestra durante un trip o ha avuto comportamenti autodistruttivi o aggressivi, ribadiscono i ricercatori, è falsa e se il "trip" si è rivelato mortale sono sempre state accertate situazioni pregresse di malattie mentali gravi.

La verità è che, per quanto tali sostanze non possano essere considerate sicure proprio perché alterano lo stato mentale, sono quasi del tutto atossiche, non portano alla dipendenza e solo in caso di malattie pregresse si sono registrati comportamenti psicotici. "Gli allucinogeni hanno un effetto potente sulla percezione e la coscienza e aiutano ad avere esperienze di grande valore personale e spirituale - sottolinea Roland Griffiths della Scuola generale di medicina di Baltimora, citato dal Guardian - ed è per questo che riteniamo possano aiutare i malati terminali ad affrontare la morte in modo diverso, liberandoli dall'angoscia esistenziale che spesso accompagna queste malattie".

martedì 12 agosto 2008

rete libera!



"Net Neutrality - Save the Internet" è un episodio del film "Four Eyed Monsters", diretto dai due giovani cineasti newyorkesi Arin Crumley e Susan Buice, e approdato agli Slamdance e Sundance Festival dopo un'avventurosa diffusione nei circuiti P2P e su diversi social network.
"Net Neutrality - Save the Internet", unisce spezzoni documentaristici ad emozionalità in presa diretta, e ripercorre la storia sociale dei media in America, dai primordi della stampa manuale all'epoca contemporanea, delineando come la loro naturale appropriazione da parte popolare sia stata di volta in volta dirottata da regolamentazioni a senso unico, vere e proprie lottizzazioni privatiste dello spettro di trasmissione dell'informazione.
In questa narrazione, sono proprio AT&T, Verizon e Comcast, i corrispettivi USA delle nostre Telecom e Fastweb, a premere per estendere tali "recinzioni" al cyberspazio, in violazione del principio di neutralità della rete - vale a dire la possibilità di comunicazione paritaria tra due soggetti anche dotati di diversa qualità del servizio internet.
Ma resistere è possibile e necessario, ed a partire dalle denunce di Tim Berners-Lee, padre del WWW, e del giurista Lawrence Lessig, veicolate dal rumore di fondo di blogger e social network, si dipana una grande mobilitazione popolare dentro e fuori la rete, che arriverà a strappare al potere l'Internet Freedom and Nondiscrimination Act del 2006 e la più recente sentenza della FCC su Comcast dello scorso 1 Agosto.

l'opposizione in itaglia...

l settimanale cattolico: "Le imprese crescono, le famiglie invece sono sempre peggio"
E' polemica. Bertolini (Pdl): "Un colpo di sole, abbiamo fatto un ottimo lavoro"

Famiglia Cristiana contro il governo: "Basta finti problemi di sicurezza"

ROMA - "Il governo smetta di giocare ai soldatini e risponda della grave situazione economica in cui versa il paese": Famiglia Cristiana attacca il Governo, e senza prenderla larga. Secondo le anticipazioni, con l'editoriale in uscita mercoledi, la rivista dei Paolini torna a usare toni duri col governo Berlusconi, stavolta sul tema sicurezza.

"Neanche fossimo in Angola" - scrive Famiglia Cristiana a proposito dei militari in strada - e prosegue: "La verità è che 'il Paese da marciapiede' i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l'attenzione con le immagini del 'Presidente spazzino', l'inutile 'gioco dei soldatini' nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone".

Il cuore della critica del settimanale cattolico è chiaro: il governo svia l'attenzione dai problemi economici in cui versa il paese inscenando un farsesco Far West urbano. "C'è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le 'buffonate', che servono solo a riempire pagine di giornali".

Le critiche. E il giornale fornisce i dati, sottolineando che a una crescita delle imprese corrisponde una diffusione del disagio tra le famiglie: "Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L'impresa cresce, l'Italia retrocede. Mentre c'è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni".

Prosegue Famiglia Cristiana: "L'industria vola, ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c'è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso". Di qui la domanda dei cattolici: "E' troppo chiedere al governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?"

La reazione del Governo. E' Isabella Bertolini, componente del direttivo del Pdl alla Camera dei deputati a parlare: "Il colpo di calore ha fatto la propria vittima anche quest'anno. Questa volta a farne le spese Famiglia Cristiana che, con incomprensibile livore, non esita a lanciarsi in una serie di invettive contro il governo del centrodestra".

Accuse che Bertolini "scarica" sulla congiuntura, rivendicando la "liberazione" di Napoli. "Sui problemi dell'economia mondiale, che hanno inevitabili ripercussioni anche in Italia, il governo, in soli 100 giorni, non ha aumentato le tasse, ha invece abolito l'Ici, detassato gli straordinari, varato la social card, tassato banche, assicurazioni e società petrolifere, cioè i ricchi. Infine - conclude la deputata Pdl - forse la cosa più significativa: il governo ha restituito Napoli all'Italia, liberandola da quei rifiuti che ci hanno resi inaffidabili di fronte al mondo intero, con ripercussioni gravissime per l'economia".

Duro anche il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che ha richiamato lo "stile" usato dal giornale: "usino un linguaggio cristiano, se non democristiano''. E reagisce male anche Gasparri. Il presidente dei senatori del Pdl, criticato dal giornale per aver fatto il doppio gioco - chiedere un gesto forte agli atleti e al tempo stesso non prendersi alcuna vera responsabilità politica - ha dichiarato che Famiglia Cristiana è "criptocomunista": "Il settimanale è cristiano solo di nome".

lunedì 11 agosto 2008

oui, c'est la folie...

domenica 10 agosto 2008

Il sol dell'avvenire...

Locarno, lunghi applausi per 'Il sol dell'avvenire'

Il pubblico del festival del cinema di Locarno ha accolto ier sera con lunghi e continui applausi 'Il sol dell'avvenire', il film ideato e realizzato da Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone, che ha suscitato forti polemiche in Italia.
Il documentario ripercorre la nascita a Reggio Emilia di una cellula delle Brigate Rosse, formata da un piccolo gruppo di ex appartenenti al Pci, tra i quali Alberto Franceschini e Tonino Loris Paroli.



Il ministro Bondi: 'Offende la memoria delle vittime'. Quindi, se lui fa una affermazione del genere, bisogna vederlo assolutamente perché non sarà vero!

Anche questo non deve essere male: chissà cosa ne penserà Bondi...Dux docet...

questa sì che è una grave perdita...

Si è spento a Memphis all'età di 65 anni il grande musicista nero. Vinse tre Grammy Award e nel 1972 l'Oscar per la musica originale di Shaft

Addio al cantante Isaac Hayes, fece ballare il mondo con Soul Man

Addio al cantante Isaac Hayes fece ballare il mondo con Soul Man

Isaac Hayes

MEMPHIS - Si è spento all'età di 65 anni il cantante soul Isaac Hayes. Vincitore di un premio Oscar nel 1972 per la migliore colonna sonora originale del film Shaft, l'artista è stato trovato dalla moglie in stato di incoscienza nella sua casa di Memphis, in Tennessee. Trasportato d'urgenza in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che certificarne il decesso.

LE IMMAGINI

LA SCHEDA DI TROVACINEMA

Forse a tanti il nome di Hayes non dice molto, ma sono poche le persone che non hanno ballato almeno una volta ad una festa sulle note della sua irresistibile Soul Man, canzone scritta insieme a David Porter e portata al successo dal duo Sam and Dave, prima di essere oggetto di numerose cover, comprese quelle di Lou Reed e dei Blues Brothers. Altra canzone celebre firmata dal musicista nero è When Something is Wrong With My Baby. Classici del soul, canzoni intramontabili: recentemente negli Stati Uniti Hayes aveva conosciuto un nuovo momento di celebrità grazie alla voce prestata a Chef, uno dei personaggi del cartone animato "South Park".

Nato in una baracca di Covington, 40 miglia a nord di Memphis, nel 1942, ebbe un'infanzia molto difficile. Allevato dai nonni dopo la morte di entrambi i genitori si trasferì nella metropoli all'età di sei anni.

Nella sua lunga carriera, Hayes ha collaborato con molti giganti della musica afroamericana, come Otis Redding e firmato alcune delle canzoni più famose e conosciute del repertorio di Barry White, il cantante di colore morto nel 2003. Il tema principale del film Shaft non solo gli valse un Academy Award (il primo vinto da un nero in una categoria extra-recitazione), ma gli consentì di veincere anche due Grammy Award. Successivamente ne conquistò anche un terzo per l'album 'Black Moses'.

peccato aver lasciato il piccone a casa...

"Così abbiamo cacciato Briatore"
Flavio Briatore con la moglie Elisabetta Gregoraci

Tra i contestatori della spiaggia di Capriccioli
ELIO PIRARI
CAPRICCIOLI (PORTO CERVO)
«Da quando hanno vietato l’ingresso a Ugo, in spiaggia non metto più piede. E’ uno scandalo, povero Ugo, che gli piace tanto il mare». Ugo potrebbe essere un cane ma sembra una visione, ha dimensioni e colore di un ratto, un alito fetente e sembra definitivamente perito. Sarà il caldo. Ugo apre distrattamente un occhio, con un’acrobatica virata alza la zampa, piscia contro una panchina e si riaccuccia dietro un maleodorante cespuglio di mirto.

Collina di Pantoggia, golfo del Pevero, due passi da Porto Cervo, Billionaire Beach «Rubacuori», ore 15.30, 36 gradi all’ombra, sole terrificante che sembra un’invenzione infernale, un euro e mezzo da sganciare al parcheggiatore, 8 per l’ombrellone, 8 per il lettino, 10 se commetti l’errore di chiedere un bicchiere d’acqua. «Quando lo gestiva quel ragazzo di Tavolara il bar era una meraviglia, buon servizio e prezzi ragionevoli, ora è tutto alle stelle», fa Luigi, un euforico pensionato di Milano. «Pensionato di lusso, ovvio. Uno dei pochi di lusso, ovvio, altrimenti mica sarei qui»

Ovvio?. Capriccioli è un chilometro di sabbia di una bellezza struggente. Struggente perché la sabbia non si vede più. Non si vede più perché Capriccioli è l’esempio esteso alla massima potenza di quanto la forzata ricerca di socialità a volte remi contro l’uomo. Sintesi: un polpaccio ogni cinque centimetri, lettini sovrapposti, professionisti, medici, avvocati e notai, ma anche famiglie di ministeriali e bottegai che carponi si cimentano alla disperata ricerca della battigia.

Capriccioli è un tesoro mitologico, un’esigenza di distinzione, preda dei ricchi e alibi visionario dei poveri, Capriccioli è «le pernici colorate» di Elle, quella che Barthes definiva «Cucina ornamentale». «Io ho un centro estetico. E un mucchio di clienti che a metà mese si trova senza una lira in tasca. Partono da Cagliari, fanno 300 chilometri, arrivano qui con la sedia e un panino di mortadella. Così si sentono importanti. Sa quante belle spiagge abbiamo dalle parti di Cagliari?», dice Loredana, 32 anni.

Ma il più malinconico è Babu, 26 anni, arrivato dal Bangladesh: «Né lira né euro, non compra più nessuno, sono poveri anche i ricchi». Davanti al bar, il rituale del riconoscimento. Di qua il Pueblo ansimante, quello inghiottito per sempre dal piccolo schermo, i pronti a tutto pur di esserci, reparti speciali in grado di ruotare la testa a 360 gradi per vivisezionare una chiappa, quelli che per una Coca Cola sul tavolo lasciano 10 euro. Di là i buttafuori del «Rubacuori», quasi tutti neri, quasi tutti permalosetti, rolex d’oro, catene d’oro, virile impazienza, facce da brividi forti.

Da questa estate il «Rubacuori» fa parte del centro servizi di Flavio Briatore. Dal Comune la sua società ha ottenuto la concessione del bar sulla spiaggia, dove passeggiano veline scodellate per l’ultima occasione rozza dall’infinito retrobottega televisivo e gli inevitabili Gregoraci ed Emilio Fede, la nipote del proprietario del Chelsea, Abramovich, qualche attore, qualche sindaco, qualche paparazzo.

La notizia è che due giorni fa il Pueblo ha sclerato con Briatore. Cronaca scarna: ore 14, la coppia del Billionaire, seguita da altri due gommoni guadagna la spiaggia a bordo di un Tender. Lo slalom disinvolto incupisce i bagnanti. Uno dei due gommoni a motore acceso scavalca la barriera dei cento metri e punta Riva d’argento. Scena biblica: mocciosi terrorizzati che frignano tra le onde, mamme che svengono, babbi che bestemmiano.

Dall’indignazione all’azione il passo è breve. Un gruppo di Pavia tira buste d’acqua e granate di sabbia. Da bordo si rivelano inutili i sorrisi ecumenici di Emilio Fede e quelli della svanita biondina che gli siede accanto, a terra la concitazione cresce, le scuse dei Vip invece di disarmarli esaltano i cecchini. E anche un avvocato di Napoli, Gian Paolo Tucillo, che va dai carabinieri e sporge querela contro Briatore. «Hanno fatto un’altra cafonata - dice Francesca, 42 anni, di Tempio Pausania . Quelli si credono padroni del mondo. Ora lo sa cosa succede? Succede che quel mammasantissima dopo essersi preso il bar si prende anche la spiaggia, privatizza Capriccioli e buona notte ai suonatori»