mercoledì 12 novembre 2008
linux nella Pubblica Amministrazione
Chissà perché brunetta non ha iniziato da qui per risparmiare?
Domanda retorica o inutile?
Domanda retorica o inutile?
sabato 8 novembre 2008
l'ottavo presidente della repubblica itagliana...
e si capisce perché siamo combinati in malo modo...
Lettera aperta dell'ex presidente della Repubblica alle forze dell'ordine
Fini frena: "Chi usa le cinte è solo una minoranza rumorosa"
ROMA - Aveva iniziato consigliando l'uso di infiltrati nei cortei ed evocando le maniere forti da parte delle forza dell'ordine. Oggi Francesco Cossiga torna a dispensare suggerimenti, non richiesti, al capo della polizia Antonio Manganelli. E sono di nuovo parole destinate ad alimentare polemiche. "Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti", dice. Considerazioni tutt'altro che condivise dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie. Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze". Intanto il suo collega di partito e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica il ministro dell'Istruzione: "La Gelmini si è mossa male".
Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell'ex presidente è affidato a una lettera aperta: "Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato le manifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore strategico" reagire con "cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante".
La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita".
"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi.
I tempi dell'intervento. "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti".
La replica di Fini. Una visione apocalittica, quella di Cossiga, che però non trova proseliti. "Sono convinto che oggi ci sia un maggiore senso di appartenenza - osserva Gianfranco Fini - ed è bello vedere che nelle scuole, anche in questi giorni, giovani di destra e di sinistra si confrontano".
Alemanno: "Gelmini si è mossa male". Non entra nel merito della riforma, il sindaco di Roma, ma critica l'atteggiamento del ministro Gelmini che si sarebbe mossa "senza partecipazione", lasciando "alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo, e non in ritardo come abbiamo fatto". Chiaro il riferimento al comportamento del ministro, sottolineato dalla precisazione del portavoce di Alemanno, Simone Turbolente, che smentisce "categoricamente" che il sindaco "abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma Gelmini, come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state evidentemente male interpretate".
(da la Repubblica)
Lettera aperta dell'ex presidente della Repubblica alle forze dell'ordine
"Sbagliate le cariche adesso, bisogna aspettare che sparino a qualcuno"
I consigli di Cossiga alla Polizia: "Prima una vittima, poi mano dura"
Fini frena: "Chi usa le cinte è solo una minoranza rumorosa"
Alemanno: "La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione"
ROMA - Aveva iniziato consigliando l'uso di infiltrati nei cortei ed evocando le maniere forti da parte delle forza dell'ordine. Oggi Francesco Cossiga torna a dispensare suggerimenti, non richiesti, al capo della polizia Antonio Manganelli. E sono di nuovo parole destinate ad alimentare polemiche. "Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti", dice. Considerazioni tutt'altro che condivise dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie. Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze". Intanto il suo collega di partito e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica il ministro dell'Istruzione: "La Gelmini si è mossa male".Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell'ex presidente è affidato a una lettera aperta: "Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato le manifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore strategico" reagire con "cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante".
La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita".
"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi.
I tempi dell'intervento. "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti".
La replica di Fini. Una visione apocalittica, quella di Cossiga, che però non trova proseliti. "Sono convinto che oggi ci sia un maggiore senso di appartenenza - osserva Gianfranco Fini - ed è bello vedere che nelle scuole, anche in questi giorni, giovani di destra e di sinistra si confrontano".
Alemanno: "Gelmini si è mossa male". Non entra nel merito della riforma, il sindaco di Roma, ma critica l'atteggiamento del ministro Gelmini che si sarebbe mossa "senza partecipazione", lasciando "alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo, e non in ritardo come abbiamo fatto". Chiaro il riferimento al comportamento del ministro, sottolineato dalla precisazione del portavoce di Alemanno, Simone Turbolente, che smentisce "categoricamente" che il sindaco "abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma Gelmini, come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state evidentemente male interpretate".
(da la Repubblica)
partenza col piede sbagliato?
Obama ha nominato capo dello staff della Casa Bianca Rahm Emanuel.
Il padre di Rahm Emanuel è stato membro dell’Irgun, il noto gruppo terrorista sionista, insieme al padre della Tzipi Livni.
Vero che i figli non devono per forza portare il fardello dei padri, ma non è un bel biglietto da visita da presentare ai palestinesi.
All’indirizzohttp://en.wikipedia.org/wiki/Rahm_Emanuel è possibile saperne di più.
In Israele intanto, alcuni soldati umiliano un giovane palistinese che, legato e bendato, viene costretto a dire frasi volgari tra le risate generali.
venerdì 7 novembre 2008
fare scuola...
...di hip hop con gli Assalti Frontali. In concerto a Torino il 15 novembre al CSOA Askatasuna
e anche qui...
e anche qui...
onda???
La Gelmini non ha fermato l'Onda. Roma, interviene la polizia
Ma quale "onda", si abbia il coraggio di chiamarla tsunami, almeno! O forse si ha paura di definirla col suo vero nome, MOVIMENTO, e magari solo perché viene dal basso e dà fastidio - '68 docet - ai partiti e ai sindacati concertativi? Insomma a coloro che notoriamente, e solo per convenienza, da sempre provano a cavalcare l'onda?
Chicca della Cortellesi sull'ingessata...
A Roma ritorna la voglia di immaginare...
e a Torino quella di incontrare gli operai.
giovedì 6 novembre 2008
ma va?
Borsa, forti perdite in Europa. Non bastano Obama e i tassi
Sta a vedere che c'è qualcosa, come dire, di più sostanziale, forse strutturale?
"F" la lettera scarlatta
Niente affido per i genitori fumatori La decisione di un comune poco
distante dalla capitale britannica:
«Aiuteremo le coppie a smettere»
distante dalla capitale britannica:
«Aiuteremo le coppie a smettere»
LONDRA
Una decisione che fa discutere ma che dal 2010 sarà norma valida in un comune poco distante dalla capitale britannica: i fumatori non potranno ottenere l’affido di bambini. La decisione è stata presa dal Redbridge Council, il primo comune nei pressi di Londra a decretare che le famiglie di fumatori non possono ottenere l’affido se non in circostanze eccezionali. L’autorità locale ha spiegato che la decisione mira a proteggere i bambini "dai danni del fumo passivo".
Altre amministrazioni in tutto il Paese hanno introdotto simili misure, soprattutto in relazione all’affido di bambini molto piccoli, ma il divieto deciso dalle autorità di Redbridge ha la portata più ampia. «Sappiamo di esserci addentrati in un terreno minato perchè alcune persone penseranno che vogliamo intrometterci nelle loro libertà personali», ha dichiarato il Councilor Michael Stark. «Ma sappiamo anche che il fumo aumenta il rischio di malattie gravi in età infantile. A conti fatti, abbiamo scelto di proteggere i bambini: non dovrebbero crescere in un ambiente dove respirano fumo passivo».
In compenso, il comune fornirà aiuto alle coppie per smettere di fumare. La Fostering Network, un ente benefico che rappresenta associazioni attive nel settore dell’affido, ha commentato dicendo che nessun bambino sotto i 5 anni dovrebbe essere affidato a famiglie dove si fuma. Tuttavia l’ente aggiunge: in Gran Bretagna tanti bambini non riescono a trovare una famiglia cui essere affidati e non dovrebbe accadere che genitori potenzialmente idonei all’affido vengano esclusi solo per una sigaretta occasionale. Critica la lobby del tabacco: «È una manovra che fa parte della campagna in corso per stigmatizzare i fumatori. Escluderà tante persone che costituirebbero dei genitori eccellenti per i bambini senza famiglia».
Una decisione che fa discutere ma che dal 2010 sarà norma valida in un comune poco distante dalla capitale britannica: i fumatori non potranno ottenere l’affido di bambini. La decisione è stata presa dal Redbridge Council, il primo comune nei pressi di Londra a decretare che le famiglie di fumatori non possono ottenere l’affido se non in circostanze eccezionali. L’autorità locale ha spiegato che la decisione mira a proteggere i bambini "dai danni del fumo passivo".
Altre amministrazioni in tutto il Paese hanno introdotto simili misure, soprattutto in relazione all’affido di bambini molto piccoli, ma il divieto deciso dalle autorità di Redbridge ha la portata più ampia. «Sappiamo di esserci addentrati in un terreno minato perchè alcune persone penseranno che vogliamo intrometterci nelle loro libertà personali», ha dichiarato il Councilor Michael Stark. «Ma sappiamo anche che il fumo aumenta il rischio di malattie gravi in età infantile. A conti fatti, abbiamo scelto di proteggere i bambini: non dovrebbero crescere in un ambiente dove respirano fumo passivo».
In compenso, il comune fornirà aiuto alle coppie per smettere di fumare. La Fostering Network, un ente benefico che rappresenta associazioni attive nel settore dell’affido, ha commentato dicendo che nessun bambino sotto i 5 anni dovrebbe essere affidato a famiglie dove si fuma. Tuttavia l’ente aggiunge: in Gran Bretagna tanti bambini non riescono a trovare una famiglia cui essere affidati e non dovrebbe accadere che genitori potenzialmente idonei all’affido vengano esclusi solo per una sigaretta occasionale. Critica la lobby del tabacco: «È una manovra che fa parte della campagna in corso per stigmatizzare i fumatori. Escluderà tante persone che costituirebbero dei genitori eccellenti per i bambini senza famiglia».
mercoledì 5 novembre 2008
ahi ahi, silvio
Il premier rilancia la Tav e avverte: "Fermare i cantieri è contro la democrazia"
Berlusconi: "Anche la forza per realizzare i trafori alpini"
Poi ancora accuse alla Rai: "Conduttori appecoronati sulla sinistra ci attaccano"
Con parole molto simili a quelle poi ritrattate usate per annunciare l'intervento della polizia contro le occupazioni di scuole e università, Berlusconi ha sottolineato che una minoranza non può pretendere di fermare un cantiere, "perché questo non è espressione diretta di democrazia, va contro ai cittadini, ai viaggiatori e allo Stato".
Economia. Parlando al Salone del ciclo e del motociclo aperto oggi a Rho-Pero, il premier ha toccato anche altri temi di attualità. "Stiamo lavorando a dei provvedimenti governativi per cercare di contenere la crisi economica - ha detto - Non voglio anticipare nulla, ma la settimana prossima avrete delle novità. Faremo cose buone per il bene del Paese". Sul decreto, ha precisato, "stiamo lavorando, uscirà nei prossimi giorni, è ancora presto. Bisogna dare un impulso a sostegno delle banche e delle famiglie per resistere alla crisi che non deve ricadere sull'economia reale". Sull'entità, ha detto ancora, "non dò cifre, l'unica sono i 16 miliardi a disposizione per le grandi infrastrutture".
Televisione. Il presidente del Consiglio è tornato poi sulla polemica che da giorni lo oppone alla Rai. "Tutti i giorni - ha insistito - ci sono attacchi a noi da parte di questi conduttori 'appecoronati' sulla sinistra".
(da la Repubblica)
(da la Repubblica)
grazie stati uniti d'america...
...perché ci avete tolto dalle palle l'ultimo - sperem - vergognoso e irresponsabile rappresentante di una dinastia che, in quasi vent'anni di regno, ha dato un forte contributo al disastro ambientale, economico e sociale di questo pianeta. Questa sì che è una importante missione davvero condotta a termine!Bush:"Missione compiuta" (in riferimento a una delle poche battaglie vinte in Iraq...)
martedì 4 novembre 2008
nuovo squadrismo
Dopo la messa in onda delle aggressioni del Blocco studentesco in piazza Navona. Telefonate a Rai3: "Vi abbiamo identificato a voi ed ai vostri familiari" Scontri, i filmati a "Chi l'ha visto?"Rai assalita, minacce ai redattori
Ultrà di destra hanno scavalcato i cancelli di via Teulada lanciando uova marce. Il Pd chiede una informativa del governo alla Camera. Minniti: "Individuare i responsabili"
ROMA - Irruzione alla Rai, minacce ai giornalisti di Chi l'ha visto? Gli ultrà di destra puntano l'indice contro la trasmissione di Rai3 che ieri sera ha mostrato un filmano inedito dell'aggressione ad un gruppo di giovani in piazza Navona, mercoledì scorso.Irruzione in via Teulada. Una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna, ieri notte hanno scavalcato i cancelli della sede di via Teulada, lanciando uova marce contro le pareti. Sono fuggiti prima che arrivasse la Polizia, ma stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia a nome di Forza Nuova sono giunte alla redazione di Chi l'ha visto?. Per i volti di quegli aggressori del Blocco Studentesco mostrati durante la trasmissione, gli estremisti hanno promesso ai redattori pesanti ritorsioni: "Vi abbiamo identificato, a voi ed ai vostri familiari".
Le telefonate di minaccia. Una voce maschile, adulta, con voce apparentemente pacata, ha chiamato la redazione da un'utenza fissa: "Abbiamo visto la vostra trasmissione dove chiedete nome, cognome e indirizzi di chi è stato fotografato. Noi faremo lo stesso con tutti voi: chi ha visto voi; chi lavora con voi; dove abitate, e poi verremo sotto le vostre case". Sono seguite altre tre telefonate dello stesso tenore.
Sciarelli: "Mai chiesti nomi e cognomi". "Ma noi non abbiamo mai coinvolto il pubblico", replica Federica Sciarelli, conduttrice della trasmissione. "Non ho sollecitato i telespettatori a fornire alcuna indicazione. Mi sono solo limitata a dire 'guardate queste immagini': tutto qua".
"Sono dei ragazzini spaventati". Nel filmato, mandato in onda al rallentatore, sono ripresi gli scontri avvenuti prima dell'aggressione davanti al bar Navona: "Guardate la faccia sgomenta e preoccupata dei ragazzi, sono dei ragazzini - commenta la Sciarelli - sono veramente dei ragazzini che scappano, spaventatissimi da quello che sta succedendo".
Forza nuova: "La sinistra scalda gli animi". Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova - sigla che finora era rimasta 'ufficialmente' lontana dagli incidenti - si è affrettato a dichiarare la sua profonda indignazione per la trasmissione e la "volontà di certa sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza contro i ragazzi di destra. Hanno tracciato una lista di proscrizione nei confronti di militanti politici".
Curzi: "Azione squadrista". L'irruzione nella sede Rai di via Teulada ha mobilitato i vertici della Rai: il presidente Claudio Petruccioli ha telefonato preoccupato al ministro dell'Interno. Lunga telefonata anche tra il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, e il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli. Sandro Curzi, ex direttore TG3, oggi consigliere d'amministrazione della Rai, è convinto che il "blitz in via Teulada di fatto rivendica la legittimità dell'azione squadristica di piazza Navona contro la pacifica manifestazione di protesta degli studenti".
Camera, il Pd chiede informativa. Alla Camera Emilia De Biasi, del Pd, ha chiesto che il ministro dell'Interno riferisca sul "blitz che riveste una straordinaria gravità". Anche per Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd, "serve una immediata iniziativa del ministero dell'Interno". "Tali gesti intimidatori - ha aggiunto - vanno immediatamente stroncati individuando responsabili, mandanti, strutture illegali che li rendono possibili. Serve una immediata iniziativa del ministero dell'Interno".
Mussolini: "Fatti andati diversamente". Immediata la replica di Alessandra Mussolini, di Alternativa Sociale: "I fatti sono andati diversamente: qualcuno - sostiene - ha usato il servizio pubblico radiotelevisivo per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco. Quella trasmissione serve per trovare le persone scomparse, non per metterne altre nelle mani dei facinorosi".
Idv: "La maggioranza condanni". Duro il commento del capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi. "L'irruzione nella sede Rai - dice Donadi - è un episodio di estrema gravità, che non va sottovalutato e su cui deve essere fatta immediatamente chiarezza. Sarebbe molto grave se qualcuno cercasse di giustificare questo atto. E' necessario che il governo e la maggioranza condannino subito e senza remore questo episodio".
La condanna del Pdl. Anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha stigmatizzato l'accaduto. "L'azione perpetrata nel centro di Produzione di via Teulada - ha detto l'esponente della maggioranza - nei confronti della trasmissione 'Chi l'ha visto' è un fatto grave che condanniamo fermamente. Ai giornalisti ed ai tecnici della sede Rai esprimiamo solidarietà".
Fnsi: "Atto squadristico". "E' la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza, questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese", si legge in una nota del Sindacato dei giornalisti italiani. "Chiediamo, con forza - si legge ancora nella nota -, al ministro dell'Interno Roberto Maroni ed alla Magistratura che facciano piena luce sul gravissimo episodio perseguendo i responsabili di questo atto di stampo chiaramente squadristico".
(4 novembre 2008) da la Repubblica

Squadrismo fascista
lunedì 3 novembre 2008
i meriti della carfagna
Secondo Paolo Guzzanti, esponente di punta di Forza Italia, il governo italiano ha instaurato una mignottocrazia.Che le troie di regime siano sempre esistite, e non per forza di sesso femminile, non c'è dubbio alcuno - come cantava il compianto Faber - ma che le stesse diventassero addirittura ministre per "nomina di scambio" e oltretutto alle pari opportunità, lascia davvero tristi.
Vero che da lui c'è da aspettarsi di tutto ma almeno, come scrisse il suo degno collega Cossiga: 'ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento'".
Quando toccherà alla Gelmini? Perché da quelle parti, a quanto pare, ha fatto scuola anche lei...
domenica 2 novembre 2008
il doppiopetto fascista
Mentre partono le prime denunce per coloro che hanno partecipato ai cortei studenteschi e alle occupazioni nelle scuole, e il governo parcheggia per convenienza la controriforma dell'università, i fatti vergognosi successi a Roma in Piazza Navona sembrano già praticamente scordati e archiviati come le "solite risse" fra gruppetti di destra e di sinistra.E' utile invece continuare a tenere l'attenzione alta, a diffondere il più possibile qualsiasi materiale controinformativo, e soprattutto a non scordare.
Consiglio quindi l'attenta lettura e visione di questi post sulle "relazioni" fra la polizia, i neofascisti e i rappresentanti governativi, il falso problema dell'infiltrato e la premeditazione dell'aggressione.
sabato 1 novembre 2008
tocca ancora parlare di gelli...

..così come di cossiga, gladio, P2. E' vero che non se ne sono mai andati, e grazie a lui (tessera n. 625) stanno vivendo una nuova giovinezza ma... 'na mossetta?
(da la Repubblica)
Gelli, la P2 e il Piano di rinascita nazionale. Scoppia il caso sull'ex Venerabile in tv.
Conferenza stampa a Firenze dell'ex Gran maestro della P2 alla presentazione del programma 'Venerabile Italia', in onda da lunedì su Odeon Tv
Solo Berlusconi può proseguire il mio progetto. Usi la sua maggioranza"
FIRENZE - Nell'attuazione del Piano di rinascita democratica "l'unico che può andare avanti è Berlusconi". Lo ha detto l'ex Gran maestro della P2. Licio Gelli, a Firenze, dove ha presentato il programma tv 'Venerabile Italia'. Gelli sarà protagonista di una ''ricostruzione inedita'' della storia del Novecento in Italia: dalla Guerra di Spagna agli anni Ottanta, dalla P2 al crack del Banco Ambrosiano. La conduttrice e autrice del programma Lucia Leonessi ha raccolto le testimonianze di Gelli a Villa Wanda, di Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell'Utri. Lo stesso Gelli sarà in studio per l'ultima puntata, dedicata alla sua attività di poeta. Le otto puntate da lunedì prossimo fino a dicembre andranno in onda su Odeon Tv.
Gelli, nel corso della conferenza stampa, ha risposto alle domande dei cronisti su passato e presente d'Italia, passando dalla riforma della scuola alla politica, fino alle vicende giudiziarie di Marcello dell'Utri.
Politica. A proposito del giudizio di Berlusconi e del suo Piano di rinascita democratica, Gelli ha chiarito che il premier è "l'unico che può andare avanti non perché era iscritto alla P2 ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare". Gelli ha quindi precisato di non condividere il governo Berlusconi "perché se uno ha la maggioranza deve usarla, senza interessarsi della minoranza''. Gelli ha anche commentato il cosiddetto 'Lodo Alfano': "L'immunità ai grandi dovrebbe essere esclusa, p erché al Governo dovrebbero andare persone senza macchia e che non si macchiano mai''.
Fini. ''Avevo molta fiducia in Fini - ha detto Gelli - perché aveva avuto un grande maestro, Giorgio Almirante. Oggi non sono più dello stesso avviso, perché ha cambiato''.
Partiti. Quanto ai partiti, ai giornalisti che gli chiedevano se ci sia una forza politica che ha messo in pratica il Piano rinascita democratica, Gelli ha risposto che ''tutti si sono abbeverati, tutti ne hanno preso spunto'', però, ha notato, ''i partiti veri non esistono più, non c'è più destra o sinistra. A sinistra ci sono 15 frange e la destra non esiste. Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica''.
Riforma Gelmini. "In linea di massima sono d'accordo con la riforma Gelmini perché ripristina un po' di ordine", ha detto l'ex Gran maestro della P2. "Il maestro unico è molto importante - ha spiegato - perché, quando c'era, conosceva l'alunno. Poi il tema dell'abbigliamento è importante perché l'ombelico di fuori non dovrebbe essere consentito, e poi la confidenza tra alunno e professore dovrebbe essere limitata".
"Studenti in aula e non in piazza". E a proposito della manifestazioni di piazza "non ci dovrebbero essere, gli studenti dovrebbero essere in aula a studiare - ha sottolineato Gelli -. Nelle piazza non si studia; se viene garantita la libertà di scioperare dovrebbe essere tutelato anche chi vuole studiare, e molti in piazza non ne hanno voglia. Dovrebbe essere proibito di portare i bambini in piazza perchè così non crescono educati".
"Dell'Utri? bravissimo". "Marcello Dell'Utri è una bravissima persona, onesta e di profonda cultura, non credo che sia mafioso", ha detto l'ex Gran maestro. "C'è una sentenza che Dell'Utri si trascina dietro - ha aggiunto - e che sarà tirata fuori al momento opportuno perché tutto è guidato. La magistratura prende decisioni su teoremi e non su prove e su Dell'Utri il processo non ha fatto chiarezza".
Magistratura. "Se oggi in Italia c'è un potere forte, costituzionale, è la magistratura, perché quando sbaglia non è previsto risarcimento del danno".
Stragi e terrorismo. "Le stragi ci sono sempre state e ci saranno sempre perché non c'è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni '60. Se domani tornassero le Br ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c'è nel paese". Secondo Gelli "le stragi sono frutto di guerra tra bande".
Massoneria. "In Italia - ha sottolineato Gelli - poteri forti ora non ce ne sono e non ce ne sono mai stati. Oggi la massoneria non esercita nessun potere. Ci sono tre, quattro comunioni che contano e che dovrebbero chiedere che gli elenchi dei massoni non debbano essere consegnati al commissariato". "La P2 era riservata, non segreta, ed è stata perseguitata per distogliere l'attenzione da altre questioni".
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