In una nota il Cavaliere ribalta il suo ultimatum sul dialogo
Che oggi dice: "Le due cose non c'entrano nulla l'una con l'altra"
Legge elettorale, Berlusconi ci ripensa
"Non c'entra nulla con la Gentiloni"
ROMA - Retromarcia completa. Dal legare indissolubilmente il dialogo sulla legge elettorale e la riforma del sistema televisivo a dire che l'una "non c'entra niente" con l'altra. Tutto in 24 ore. Il dietrofront di Silvio Berlusconi si completa, oggi, con una nota in cui il presidente di Forza Italia nega di aver "collegato" i due temi "che sono e restano separati e distinti perchè riguardano due piani diversi".
Toni diversi da quelli usati solo ieri. "Non dialogo con chi vuole la legge tv". Ma il centrosinistra replicava a muso duro. "Non ci può essere alcuno scambio fra le cose che ci siamo impegnati a fare per il Paese e il dialogo sulla legge elettorale" commentava Enrico Franceschini. E in serata arrivava la prima, parziale, correzione di rotta. Affidata al portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti: "Il progetto "anti-Mediaset di Gentiloni resta un obbrobrio giuridico e un'operazione distruttiva, ma nessuno l'ha tirato né lo tirerà in ballo in questo tentativo di dare al Paese un sistema di voto condiviso".
Oggi, infine, la conslusione del ribaltone. "Sulla Gentiloni ho risposto ad una domanda in coerenza con la realtà e con quanto ho sempre affermato: l'impossibilità di una futura collaborazione con un governo che si macchiasse di una simile nefandezza, inconcepibile in una vera democrazia" dichiara Berlusconi. E tutto torna al punto di partenza.
lunedì 14 gennaio 2008
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